Folco Quilici.
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L'ABISSO DI HATUTU.
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2001 ARNOLDO MONDADORI EDITORE, MILANO
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Una creatura mostruosa si nasconde nelle profondit
dell'oceano. Gli scienziati la conoscono
e la classificano sotto il nome di Architeuthis rex. Nessuno l'ha mai avvicinato
per studiarlo, ma a chi ha avuto la sfortuna
di incontrarlo  sembrato un demone vomitato
dall'inferno, un abominevole gigante
marino pronto ad aggredire.
Osservarne abitudini e comportamenti sembra
un progetto impossibile, una sfida per il
mondo della scienza. Ma non per sir William
Faber Niau, un eccentrico miliardario neozelandese
paralizzato da un incidente sportivo,
ma non per questo meno audace: sir William
 pronto a finanziare la missione e arruola
per il progetto due tra i migliori oceanauti 
del mondo, Marco Arnei e Sarah Morasky, ,
protagonisti anni prima della straordinaria
spedizione di archeologia marina sul relitto
della corazzata Roma. La ricerca sar condotta
da bordo del minisub Nautilus, prodigio di
tecnologia e vero elicottero del mare, che per
la missione  stato attrezzato con speciali
strumenti di difesa: nessuno infatti pu immaginare
quali pericoli si celino nelle tenebre
liquide della Marquise's Trench, la fossa oceanica
al centro del Pacifico, accanto
all'isola di Hatutu.
Tra tempeste e bonacce dei mari del Sud,
splendori e miserie delle isole polinesiane, in
un abisso sottomarino mai penetrato dall'uomo,
il "mostro" non sar l'unico pericolo. Fanatici
ecoterroristi e un concorrente cinico e
privo di scrupoli tentano di tutto pur di far fallire
la spedizione. Marco Arnei e Sarah Morasky debbono dar fondo a
tutte le loro energie
per affrontare prove che li costringono a superare
frontiere ancora inviolate. Si tratta di una
battaglia antica come l'umanit: la .meravigliosa
epopea dell'uomo che da sempre vuole
vincere le sfide di una natura immensamente
pi forte di lui. E in ogni battaglia, comunque
si concluda, i perenni vincitori restano il coraggio
e la volont di chi non si  lasciato intimorire
dal buio dell 'ignoto.
Folco Quilici (Ferrara, 1930), viaggiatore,
scrittore, regista. Da oltre quarant'anni narra
del mare nelle sue fortunate opere di saggistica
e narrativa. Con Mondadori ha pubblicato i
romanzi Cacciatori di navi (1986, tradotto anche
negli Stati Uniti, dove  diventato un
film), Cielo verde (1987), Naufraghi (1988), Alta
Profondit (1999). Sin dal Premio Marzotto,
vinto dal suo primo libro nel 1954, ha ricevuto
numerosi riconoscimenti, anche internazionali,
per la sua attivit di scrittore. Tra i pi recenti
il Premio Estense nel 1995 e il Premio
Chianciano nel 2001. Vive a Roma ma trascorre
lunghi periodi a bordo del suo battello-
laboratorio, lo Yavanos, impegnato in ricerche
e studi sul rapporto tra uomo e mare.

Dello stesso autore
Nella collezione Omnibus
Cacciatori di navi
Cielo verde
Alta profondit
Nella collezione Ingrandimenti
L'Africa di Folco Quilici
Le Americhe
L'avventura e la scoperta
L'India di Quilici
I Mari del Sud di Folco Quilici
Il mio Mediterraneo
Nella collezione Varia illustrati
Hesperia. Da Aquileia al Canale di Sicilia
Mediterraneo. La rotta degli Argonauti
Polinesia. Isole e atolli del mito
Tirrenide. Spazi maestrale
Nella collezione Gli Oscar Bestsellers
I mari del sud
Nella collezione I grandi libri
Il grande libro dell'Europa
Nella collezione Fuori collana
L'uomo europeo

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L'ABISSO DI HATUTU

Innumerevoli lunghe braccia si torcevano
come un nido di anaconda,
sembrava che volessero afferrare alla
cieca qualsiasi oggetto si trovasse alla
loro portata. Il colosso non aveva
faccia o fronte visibili, n segno immaginabile
di sensazione o di istinti.
Emergeva dai flutti come se non fosse
di questa terra.
H. MELVILLE, Moby Dick, 1851.

PARTE PRIMA.
IL MOSTRO.

S'intrecciavano e si sovrapponevano segnali
su diverse lunghezze d'onda. Vitali
per il predatore possente che si muoveva
nello spazio vuoto e freddo di una notte
perpetua, dove palpitavano solo le luci dei
fotofori, in perenne ricerca di cibo e di accoppiamenti.
Era l'unico segno di vita, il loro.
Era invece segno di morte l'ombra del gigante
dagli occhi enormi... A cosa servivano
in quel buio assoluto? Lo guidavano
all'attacco?
Contrasse i muscoli dei tentacoli, il corpo
si affusol, fu addosso al capodoglio, l'avvinghi
evitando la bocca dai denti possenti.
Non lasci scampo all'avversario,
gli imped la risalita in superficie per respirare.
E cos lo vinse.
Tra il golfo di Biscaglia e l'Atlantico - Giugno 1943.
Erano finalmente giunti alla prova decisiva. Se avesse
funzionato gli americani avrebbero avuto una brutta sorpresa:
una loro nave sarebbe affondata nel porto di New
York. Il lampo accecante di un'esplosione a Manhattan.
Durante la preparazione dell'impresa, nella base sommergibili
di Bordeaux, agli equipaggi italiani era stato
proiettato un film tedesco sulle missioni degli u-boot nell'Atlantico
del nord. In alcune immagini colte a pelo d'acqua
s'erano intraviste luci sfavillanti sull'orizzonte. "Ecco
New York e il suo porto inviolabile" aveva annunciato
con enfasi lo speaker tedesco. Tra gli spettatori, sedevano
i sommergibilisti del Duca d'Este, un bestione di 1498 tonnellate
chiamato dai marinai il Duca -, a lui era affidato il
compito di violare il porto nemico sganciando il Figlio del
Duca, un piccolo sottomarino d'assalto armato di un unico
ma potente siluro.
S'era infatti deciso di usare il Duca non pi per attacchi
ai convogli, ma in una missione diversa, audace e di alto
valore propagandistico: un attacco a sorpresa nel porto di
New York avrebbe avuto grande eco in tutto il mondo, risollevando
le quotazioni della Marina italiana.
Il Figlio del Duca era stato affidato al tenente Zinordi e al
sottocapo Scardi, da tempo addestrati nel centro mezzi
d'assalto della Spezia, con il compito di saggiarne la manovrabilit
nelle prove di sgancio e aggancio.
Come un canguro nel suo marsupio, per la terza volta
in un mese il Duca aveva portato in alto mare il minisub, e
Scardi, alla profondit convenuta, aveva sperimentato la
manovra prevista.
Tutto aveva funzionato bene e dopo quindici minuti,
quando gli strumenti segnavano 160 metri, il piccolo mezzo
si era staccato. La prova era prevista come particolarmente
difficile nella sua fase finale, il ritorno al grande
sommergibile dal quale si era diviso. Infatti, dopo l'azione
nelle acque di New York, il minisub avrebbe dovuto ritrovare
il Duca d'Este. Quindi, se fosse riuscito a lasciare il
porto, sarebbe stato costretto a navigare verso il largo, ad
alta profondit, per sfuggire alla caccia che si sarebbe scatenata.
Dopo l'attacco, il casino sar infernale. Se colpirai un
bersaglio, si verificher una violentissima reazione, e noi
potremmo essere individuati e affondati... Se te la caverai,
ma non sarai riuscito a trovarci, emergi e datti prigioniero
dopo aver affondato il mezzo.
Signors aveva risposto il sottocapo Scardi. Sentiva
l'emozione per l'onore di essere stato prescelto, ma da
quando ne era venuto a conoscenza, appena si sdraiava in
branda per dormire continuava a fissare il fosforescente
riflesso del suo orologio. Quelle lancette avrebbero scandito
anche le ore della notte in cui avrebbe perso la vita.
E l'avrebbe persa, infatti, ma non nelle acque di New
York, n per un attacco nemico. Il giorno della prova conclusiva
era in immersione autonoma da oltre un'ora e non
aveva mai staccato gli occhi dal quadro comandi; alla
profondit in cui si trovava dopo essersi staccato dal Duca,
sapeva quanto fosse inutile gettare uno sguardo nella
minuscola fessura dell'obl aperto nella torretta sigillata
attorno a lui. Oltre quel cristallo l'oceano era uno spazio
buio senza punti di riferimento. L'obl sarebbe tornato
utile solo al momento del ritorno, per riagganciarsi.
Non mancava molto a quel momento. Aveva verificato
la possibilit di raggiungere l'alta profondit, ora doveva
solo fare due verifiche relative al funzionamento rapido
dei piani di coda e muovere la cloche per indirizzare la
prua verso il punto concordato per l'incontro e il rientro.
Improvvisamente, un guizzo di luce proveniente dall'esterno
attrasse la sua attenzione inducendolo a guardare
dall'obl. Paralizzato dalla sorpresa, fu costretto ad accettare
l'impossibile: lui e il suo mezzo non erano soli in
quello spazio d'acqua. Qualcosa di grande, di molto grande,
fluttuava davanti a lui.
Senza perdere un istante, accese l'unico proiettore di
cui era munito il Figlio del Duca e rimase allibito. Quello
che vedeva era talmente impossibile, da confondere la sua
lucida freddezza di veterano dei mezzi d'assalto. Non
aveva tremato neppure sei mesi prima, durante una missione
a Gibilterra, quando una torpediniera inglese aveva
iniziato a sganciare a poca distanza da lui un grappolo di
bombe di profondit.
Ma adesso aveva paura, e un rivolo freddo di sudore
prese a colargli lungo la schiena. Inorridito e incredulo,
continuava a fissare l'essere grande il doppio del suo
mezzo, lo vedeva cambiar colore, da biancastro sfumato
di viola, farsi verde e poi blu cupo. Quando mut in un
rosso scarlatto, nella mente del sottocapo balen il ricordo
di un ex voto ottocentesco nella sua chiesa parrocchiale, a
Siracusa; un dipinto ingenuo ma efficace nel rendere il
terrore dei suoi compaesani quando, in un giorno di pesca,
avevano visto emergere accanto alla barca un drago
rossastro dai lunghi tentacoli e con due occhi immensi.
Gli stessi che ora lo fissavano sporgendo da un corpo
senza testa, dai tentacoli che si avvinghiavano sempre pi
al fusiforme corpo d'acciaio. Al suo interno Scardi tardava
a reagire. Se avesse studiato zoologia marina avrebbe
compreso di non essere vittima di un'allucinazione, come
a volte accade ai sommergibilisti, ma di trovarsi di fronte
a una creatura degli abissi attratta dal mezzo subacqueo,
cos simile alla sua preda preferita, un grande cetaceo.
Scardi, sommozzatore combattente, era per solo un marinaio
esperto, e in quel momento di terrore e di confusione
stava perdendo attimi ancora utili per salvarsi. Azion
la leva di comando per tentare l'emersione rapida troppo
tardi, l'ugello dell'aria compressa prese a fischiare solo
quando lui e il Figlio del Duca erano ormai perduti. I tentacoli
dell'aggressore s'erano gi avvinghiati al minisub.
Uno scuotimento furioso lo strapp dal posto di guida.
Scagliato contro il maniglione della botola d'uscita che
non sarebbe mai pi stata aperta, perse i sensi e poco dopo
la vita.
Il mancato ritorno della piccola unit sarebbe stato attribuito
a un cedimento strutturale causato dall'eccessiva
profondit raggiunta e si ritenne inutile tentare di recuperarlo.
L'Atlantico, in quel punto, superava i duemila metri.
L il mezzo subacqueo era calato lentamente quando
l'assalitore aveva allentato la presa, abbandonando una
preda rivelatasi inadatta a sfamarlo.
Scomparsi nel nulla il corpo senza vita dell'uomo e la
sua bara d'acciaio, il sottocapo Scardi non sarebbe stato ricordato
nelle cronache della Seconda guerra mondiale come
l'audace incursore della Marina italiana che aveva
violato il porto di New York. Ma non sarebbe passato alla
storia nemmeno come il primo uomo che si era trovato di
fronte a un esemplare vivo di un gigante delle profondit
marine: l'architeuthis rex.

Auckland, Nuova Zelanda - Gennaio 1999.
L'uomo corpulento sulla poltrona mobile dal design avveniristico
ne comand una rotazione in maniera da porsi
alle spalle l'ampia vetrata, luminosa malgrado sulla grande
citt gravasse la foschia del primo mattino. Aveva in mano
dei fogli, un lungo messaggio appena giunto via e-mail.
Sir William Faber Niau era immobile. Accanto a lui una
giovane donna era in attesa del primo segnale di reazione
alla lettura, che sopraggiunse come il brontolio di un tuono
lontano. Maddy, che ore sono a Londra, adesso?
Circa le nove di sera, sir William.
L'agenzia sar chiusa, ma forse uno dei ragazzi star
ancora lavorando.
Pu darsi. Funzioner comunque una segreteria telefonica...
No, voglio parlare con uno di loro... cerca di riuscirci
concluse seccamente sir William, sprofondando di nuovo
nella lettura.
Il primo foglio conteneva poche righe firmate dal direttore
di "Photo Equipment", logo dietro il quale si nascondeva
un'agenzia di investigazione i cui servizi costavano
un occhio della testa. Era specializzata nella ricerca di
informazioni su personaggi del mondo finanziario e politico,
ma anche del mondo scientifico, quando necessario.
SIGNOR PRESIDENTE, HO FATTO IL POSSIBILE PER SODDISFARE LA
SUA RICHIESTA E LE INVIO QUANTO PER ORA ABBIAMO POTUTO
RACCOGLIERE. LA PREGO DI NON CHIEDERMI PI DI INDAGARE IN
UN'UNIVERSIT, SOPRATTUTTO SE ITALIANA: SONO NIDI DI SERPI
VELENOSE! LE PAGINE CHE SEGUONO RAPPRESENTANO LE PRIME
NOTE RACCOLTE SUI PROFESSORI CHE LA INTERESSANO. I RAGAZZI
CONTINUERANNO L'INDAGINE E IN UN PAIO DI SETTIMANE AVR A
DISPOSIZIONE SCHEDE COS COMPLETE SUI DUE PERSONAGGI DA
SAPERE ANCHE QUANTE VOLTE SI SONO MASTURBATI IN ET PUBERALE.
DA TUTTI NOI AUGURI PER IL SUO PROGETTO, QUALUNQUE
ESSO SIA. PHILIP BLASS.
Sir William premette ancora un pulsante e mosse di
nuovo la sua poltrona cercando un angolo di luce migliore.
Poi cominci a leggere il dossier allegato alla lettera.
MARCO ARNEI, FISICO: ET 41 ANNI. BRUNO, DI CARNAGIONE
OLIVASTRA, CONTINUA A PRATICARE SPORT, FREQUENTA UNA PALESTRA
PER TENERSI IN FORMA.
SIMONA, LA MOGLIE, ERA SUA ALLIEVA ALL'UNIVERSIT. NOTA
PER BELLEZZA E POSSESSIVIT NEI CONFRONTI DEL MARITO. IN
QUESTA PRIMA INDAGINE, NON SONO EMERSE RELAZIONI EXTRACONIUGALI
DA NESSUNA DELLE DUE PARTI.
UN'ALLIEVA DI ARNEI, PARLANDO DI LUI, CI HA DETTO: OCCHI
VERDI, SEMPRE VIVACISSIMI, MA CAPACI ANCHE DI ASTRARSI DALLA
REALT.
SEGUENDOLO PER ALCUNI GIORNI,  SEMBRATO UN INDIVIDUO
CALMO E SILENZIOSO, ANCHE SE ABBIAMO SAPUTO CHE ALL'UNIVERSIT
DI PISA, DA STUDENTE, HA FATTO SPESSO A BOTTE.
ATTUALMENTE  IMPEGNATO IN LAVORI DI SCARSO RILIEVO,
DOPO LE VICENDE SEGUITE A UNA SFORTUNATA RICERCA SUL RELITTO
DELLA NAVE DA BATTAGLIA ITALIANA ROMA, ALLA QUALE
SONO SEGUITE ROVENTI POLEMICHE. LO SCORSO ANNO HA COMPIUTO
IMMERSIONI SUI RESTI DI UNA GRANDE NAVE PASSEGGERI
AUSTRIACA COLATA A PICCO DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE,
AL LARGO DELL'ISTRIA. SU "INTERNATIONAL REVUE OF
NAUTICAL ARCHEOLOGY" HA PUBBLICATO DUE MESI FA UN APPROFONDITO
STUDIO SULLA FINE DELLA YAMATO, LA SUPERCORAZZATA
GIAPPONESE. LA SUA FIRMA IN QUESTA SEDE CONFERMA
LA STIMA DI ESPERTO IN ARCHEOLOGIA MARINA DI CUI GODE IN
AMBITO INTERNAZIONALE.
UN COLLEGA DI ARNEI HA SOTTOLINEATO COME NEL SUO LAVORO
IL GIOVANE PROFESSORE CONSIDERI PER PRINCIPIO INCOMPLETE
LE FONTI UFFICIALI E CREDA SOLO A TESTIMONIANZE DIRETTE
MESSE A CONFRONTO. CHI NON LO CONOSCE A FONDO PU
RITENERLO UN SOGNATORE. IN REALT, I RISULTATI DA LUI RAGGIUNTI
PROVANO IL CONTRARIO: LE IPOTESI E LE SOLUZIONI ELABORATE
PER LE SUE MISSIONI DI RICERCA SONO DELLA MASSIMA
CONCRETEZZA.
LE VOCI SONO CONCORDI NEL DEFINIRLO INDIFFERENTE AL
DENARO, SE NON PER PORTARE A TERMINE I SUOI PROGETTI. NON
DIMOSTRA AGGRESSIVIT, NON SEMBRA UN TIPO POLEMICO;
ALL'APPARENZA  IL TIPICO STUDIOSO RISERVATO. MA SE PROVOCATO
SA TIRAR FUORI UNA GRINTA INASPETTATA, COME HA DIMOSTRATO
DUE ANNI FA SBARAGLIANDO IL GRUPPO TERRORISTA
IMPLICATO NELL'AFFONDAMENTO DELLA NAVE DA RICERCA
XNTAS.
PENSO QUINDI SI POSSA DIRE DI LUI CHE AFFRONTA IL SUO DIFFICILE
E RISCHIOSO LAVORO CON CORAGGIO E CON TUTTO IL PESO
DI UNA COLLAUDATA PROFESSIONALIT.
ERA IL PREDESTINATO EREDE DELLA CATTEDRA DI ARCHEOLOGIA
NAVALE DEL SUO MAESTRO GIORGIO RAVANI, MA GLI  STATO
PREFERITO UN COLLEGA, ATTIVISSIMO NELL'IMPEGNO POLITICO.
NON SEMBRA COMUNQUE CHE ARNEI SE NE SIA RAMMARICATO
MOLTO.
La giovane donna pos sul largo bracciolo della poltrona
dove l'uomo stava leggendo un vassoio d'argento con
una tazza fumante.
Sir William, il suo t  pronto. Leggo io le pagine successive,
mentre lei beve.
Maddy, ti avevo detto di cercare...
Il centralino se ne sta occupando, avremo una risposta
entro una decina di minuti.
Mi arrendo. Allora io bevo e tu leggi.
Maddy inforc occhiali piccoli e intonati al colore dei
suoi capelli.
Gli altri fogli si riferiscono all'assistente del professor
Arnei. Sembra che si tratti d'una donna con un incarico
molto...
Maddy... leggi!
La ragazza conosceva il suo capo, non s'adombrava
quando alzava la voce ma non tardava un istante a ubbidire.
SARAH MORASKY: NEL 1984 SI  LAUREATA IN INGHILTERRA CON I
MASSIMI RICONOSCIMENTI. HA PARTECIPATO A VARIE CAMPAGNE DI
RICERCA ARCHEOLOGICA SOTTOMARINA. CHI HA LAVORATO CON
LEI CONFERMA LA SUA DETERMINAZIONE NEL PERSEGUIRE UNO
SCOPO. L'APPORTO ALLA CARRIERA SCIENTIFICA DI ARNEI  STATO
DETERMINANTE. LI LEGA UNA PROFONDA AMICIZIA.
HA 43 ANNI, PASSAPORTO ISRAELIANO,  NATA NEL KIBBUTZ
MAAGAN MICHAEL, DOVE SIN DA RAGAZZINA HA FREQUENTATO
PERSONAGGI DEL MONDO SCIENTIFICO, COME L'ARCHEOLOGO SUBACQUEO
ELISHA LINDER.
NON  UNA BELLEZZA, MA POSSIEDE IL FASCINO DELLA DONNA
INTELLIGENTE. IN QUALIT DI SPECIALISTA NELLA GUIDA DI MINI-
SUB E DEEP ROVER IN ALTA PROFONDIT HA PARTECIPATO A VARIE
IMPRESE ANCHE NON SCIENTIFICHE, COME IL RECUPERO, DOPO
TRENTANNI, DI MATERIALE RADIOATTIVO DA UN B52 AMERICANO
INABISSATOSI AL LARGO DI CRETA; MISSIONE PERICOLOSA, ANCHE
PER LA SFIDA TRA IL GRUPPO ISRAELIANO DA LEI COMANDATO E
QUELLI DEI SERVIZI SEGRETI AMERICANI E ARABI.
HA CONOSCIUTO MARCO ARNEI NEL '90, QUANDO ENTRAMBI
HANNO PARTECIPATO NEGLI USA A UN CORSO DI SPECIALIZZAZIONE
OCEANOGRAFICA. LAVORANO INSIEME DA QUELLA DATA. DAL
CONFRONTO DELLE LORO IDEE, SINORA HANNO OTTENUTO SEMPRE
RISULTATI VALIDI.
VENENDO ALLE NOTE PERSONALI: NON RISULTA AL MOMENTO
LEGATA SENTIMENTALMENTE A NESSUNO. SI MORMORA CHE SIA
OMOSESSUALE, MA NULLA SEMBRA CONFERMARLO.
Trascorsero alcuni minuti dopo la lettura. Maddy, alle
spalle di sir William, aveva riposto in una cartella i fogli
del fax; lui aveva girato la poltrona ed era rimasto pensieroso,
lo sguardo sul mare oltre la citt. La foschia s'era
dissolta, e ora splendeva la luce di una giornata estiva.
Sei ancora l, Maddy?
Non mi sono mossa d'un millimetro.
Avvisa Mac di venire in sala ginnastica fra quindici
minuti.
Appena la tazza fu vuota, l'uomo si scosse.
Maddy, se la telefonata con Londra  possibile, passamela,
anche se Mac mi sta massacrando sul lettino... Sir
William fece una smorfia. Sono sempre pi convinto che
quell'uomo in fondo sia un sadico.
Sfior il comando sul bracciolo e la poltrona si mosse
veloce verso il fondo della sala, dove le porte dell'ascensore
si spalancarono a un altro tocco del telecomando.
Voglio che tu contatti quei due scienziati. Organizzami
una teleconferenza: devo parlare con loro a lungo.
Scesero veloci verso il pianoterra dove, come ogni mattina,
il massaggiatore attendeva il "paziente... impaziente",
come lui lo aveva soprannominato.
Le sue mani esperte l'avrebbero trovato rilassato come
non accadeva da molto tempo: Mac non lo sapeva ancora,
ma il suo amico e padrone sembrava aver finalmente trovato
chi avrebbe potuto realizzare un sogno cullato da
tempo.
Durban, Sudafrica - Dicembre 1979.
Nel trascinare un gigante senza vita, i motori dei quattro
argani faticavano molto, producendo un fumo denso e
irritante.
Non c'era un alito di vento. Sul porto gravava un'aria
maleodorante e densa che veniva dall'area riservata alle
baleniere, illuminata a giorno. Vapori e riflettori confondevano
la realt in incerti riflessi. A tratti s'intravedevano
gli uomini del turno di notte, al lavoro attorno alla massa
inerte appena issata sullo scivolo. Un capodoglio.
Attento, non si muova di l! Il comando, in un inglese
dall'accento duro, gli era stato rivolto da un guardiano in
divisa. L'uomo sorrise fra s: quella voce aveva un suono
che a lui, tedesco figlio di un'ungherese, non dispiaceva.
Era da due giorni in Sudafrica e aveva notato subito quanto
ancora persistesse, negli oriundi boeri, l'inconfondibile
accento di sua madre.
Chi aveva gridato era uno dei pochi bianchi al lavoro
tra scivoli a mare e pontili.
Pi indietro sbrait con animosit, mentre afferrava il
braccio del visitatore.
Mi chiamo Wolfgang Hald Brailich e ho avuto il permesso...
Senza rispondere, il guardiano trascin il visitatore fuori
dalla nube di vapore. Cambi tono, ma era sempre irritato,
e indic lo scivolo. Mentre issano quella bestia, in
questa zona pu accadere di tutto. Argani e cavi debbono
salpare un peso enorme.
Il corpo del capodoglio era ormai del tutto fuori dell'acqua.
Il guardiano gett uno sguardo ai piedi del visitatore.
Le sue belle Clark saranno da buttare, quando dallo scivolo
si riverser sin qui la massa merdosa di quella bestia.
La quale, dopo sei ore di rimorchio in alto mare, trainata
dalla baleniera W 27, era giunta nell'area di scuoiamento
e squartamento della South Africans Whales Factory.
Anche se lei gode del permesso di assistere al nostro
lavoro, le ordino di non muoversi da qui fino a quando
non ritorno.
Come responsabile dell'area operativa, il guardiano
aveva di nuovo alzato la voce.
Non poteva dargli torto, riflett Brailich. Per quell'uomo
lui era soprattutto un dannato rompiscatole che poteva
far perdere posti di lavoro. "Se fossi nei panni di chi
si guadagna da vivere in questo mattatoio, a un impiccione
come me farei cadere addosso qualcosa di pesante
e lo lascerei marcire nelle acque del porto" pens guardandolo.
In realt nel porto di Durban non sarebbe marcito, ma
immediatamente divorato dagli squali che notte e giorno
incrociavano in quantit, attratti dal sangue delle prede
rimorchiate dalle baleniere.
Wolfgang Hald Brailich, cetologo emerito della Berliner
Freie Universitt, era il pi giovane dei venti esperti scelti
agli inizi del '79 dalla Ecold-MMS, commissione ambiente,
sezione vita oceanica, sottosezione mammiferi marini, organismo
incaricato delle ispezioni per il controllo delle attivit
di caccia alla balena. Negli anni Settanta gli ultimi
paesi a praticarla ancora, malgrado fosse proibita e ormai
infruttuosa dal punto di vista economico, avevano accettato
la proibizione di uccidere femmine gravide o con piccoli
in allattamento e di colpire esemplari inferiori ai dieci
metri. Avevano inoltre a malincuore riconosciuto all'agenzia
il diritto a esercitare un controllo, sia imbarcando
ispettori sulle baleniere, sia eseguendo verifiche improvvise
l dove il corpo dei cetacei veniva trasformato in sottoprodotti
di vario genere, tutti di scarso valore, come cibi
destinati a cani e gatti.
Quando da relazioni documentate veniva contestata
l'uccisione di femmine gravide o di esemplari inferiori ai
dieci metri, scattavano pesanti penali a carico delle compagnie
colte in flagrante; in caso di recidiva la chiusura
degli impianti era applicabile in base alle testimonianze
giurate degli ispettori, soprattutto se accompagnate da
documentazione fotografica.
Era questo il compito di Brailich, amante del suo lavoro
quanto della fotografia, che praticava con una Nikon fm,
oggi caricata con Kodak Tri X-Pan, pellicola in bianco e
nero molto sensibile.
Di foto, quella sera, non ne aveva ancora fatta nemmeno
una, non tanto per l'incertezza dell'illuminazione, ma
per le dimensioni del corpo trascinato sullo scivolo. Era
della misura consentita.
Quello stesso pomeriggio aveva invece scattato foto come
"documenti comprovanti" di un cetaceo off-limits ucciso
dai balenieri sudafricani.
 una misura regolare aveva sibilato il responsabile.
La misura, ma non le condizioni.
Dal ventre della bestia era apparso il feto, e lui aveva
premuto lo scatto in sequenza, cogliendo le immagini di
un corpo senza vita gi perfettamente formato.
Il sudafricano era furioso. L'arpionatore non poteva
immaginare che la preda fosse incinta.
Aveva anche tentato di strappargli la macchina fotografica,
ma senza troppa convinzione; c'era gente, attorno a
loro.
Ci riuscirono quella notte, durante l'ispezione.
Brailich, lasciato momentaneamente solo dal guardiano,
dimentic l'ordine perentorio di non muoversi e si diresse
all'interno della factory per assistere al massacro del
gigante marino, trascinato nell'immenso capannone dove
la carcassa veniva investita da potenti getti d'acqua bollente
che facilitavano il distacco della pelle. Con l'occhio
al mirino della sua Nikon, preso dall'orrido spettacolo,
non si accorse che qualcuno lo stava seguendo, deciso a
colpirlo alle spalle al momento propizio.
Si risvegli all'ospedale, e la prima cosa che vide fu la
faccia d'una bionda e rubizza infermiera. Bene, bene...
molto bravo mormor la donna sciogliendo una bustina
di polvere in un bicchiere d'acqua. Adesso va meglio,
molto meglio.
Lui non la pensava esattamente cos: mentre tornava in
s il dolore affiorava lentamente in ogni parte del corpo.
Mosse gli occhi e vide il braccio destro ingessato appeso a
un gancio.
La bionda segu il suo sguardo e annu. S, lei  stato
aggredito. Questa  la tipica frattura di un braccio alzato a
difesa della testa.
Adesso ricordava.
Gli erano arrivati addosso mentre stava per salire sull'Opel
noleggiata due giorni prima all'aeroporto. Malgrado
fossero in due, lui s'era difeso bene sin quando uno degli
assalitori, afferrandolo per i capelli, gli aveva fatto battere
con violenza la testa sullo spigolo dello sportello aperto.
Alz il braccio sano, si tocc il capo e sent l'ingombro
d'una benda. S continu l'infermiera. Lei ha avuto
una commozione cerebrale, e per due giorni  stato privo
di conoscenza. Adesso va meglio.
Ora ricordava... Maledetto yankee! gli aveva urlato
uno degli aggressori mentre lo colpiva. L'aveva creduto
americano e in Sudafrica, negli anni Settanta, gli americani
erano mal visti per le loro campagne antirazziste poco
applicate in casa loro ma severe verso gli altri paesi, tanto
da escludere gli atleti sudafricani dalle Olimpiadi a causa
dell'apartheid e da impedire alla squadra degli Springbok
di partecipare agli incontri internazionali.
Brailich avrebbe voluto storcere la bocca, a quei ricordi,
ma gli fu impossibile: le labbra, gonfie e screpolate, gli facevano
male. Meglio chiudere gli occhi, non pensare a niente
e cercare di dormire, aiutato dal calmante appena ingerito.
Ma non ci riusc.
Ricord improvvisamente che prima dell'aggressione un
operaio pakistano gli aveva spiegato l'operazione in corso
mentre lui osservava. Gli uomini erano impegnati a ridurre
a strisce la pelle del capodoglio, poi ognuna veniva infilzata
da un gancio per essere accatastata. Il lavorante era anziano
e voleva approfittare dell'occasione di restare accanto a lui
per prendersi una breve pausa. Non la smetteva di parlare e
lui ascoltava distrattamente, perch qualcosa aveva attirato
la sua attenzione: sui lembi di pelle spiccavano larghe macchie,
ombre tonde e dentate come corone di spine.
Brailich non riusciva a spiegarsi cosa le avesse procurate.
Il pakistano, notando il suo interesse, aveva aperto le
braccia e fingendo di aspirare con la bocca aveva detto:
Grande! grande!. E continuando a gesticolare: Forte,
molto forte.
Brailich s'era dato dello stupido. Avrebbe dovuto capirlo
subito: quei segni li aveva lasciati un aggressore possente
quasi quanto l'aggredito. L'uomo, continuando a muovere
le braccia, cercava di imitare il movimento dei tentacoli del
giant squibb, il calamaro gigante, cos lo definivano i pescatori,
mentre gli specialisti lo chiamavano architeuthis. Erano
state le ventose dei suoi tentacoli a lasciare impronte simili
sul capodoglio. Un aggressore gigantesco, se era riuscito ad
avvinghiarsi tutt'attorno al corpo di un cetaceo di quelle dimensioni.
Intanto il dolore al braccio era svanito. Il sedativo aveva
avuto effetto, e cadde lentamente in un sonno senza sogni.
Al risveglio, vide un poliziotto dall'aria cortese e un uomo
ben vestito.
I due si scambiarono un'occhiata. Poi il tipo ben vestito
si present: era il console della Germania Federale a Durban.
Dopo alcune parole di cortesia entr in argomento,
parlando in tedesco al connazionale, mentre il graduato
non capiva o fingeva di non capire.
Lei  stato aggredito, Herr Brailich; l'hanno percossa
duramente. La versione ufficiale  diversa, e si basa sulla
testimonianza del capoturno alla Whales Fishing e di un
lavorante pakistano. Secondo loro, lei  caduto, scivolando
nel sangue sparso dappertutto. Le autorit desiderano
ignorare l'aggressione e un giudice, da queste parti, potrebbe
accettare questa versione dei fatti, anche perch
non le hanno rubato nulla. I soldi sono nel portafoglio, come
il Rolex e la macchina fotografica.
Il poliziotto qualcosa doveva aver compreso, perch indic
con un gesto la Nikon poggiata sullo scaffale accanto
alla finestra.
Il console continu in tono confidenziale. In tutta franchezza
le consiglio di accettare la versione ufficiale. Naturalmente
lei sar coperto dalla sua assicurazione, ma eviter
un processo che le farebbe perdere un sacco di tempo,
causando unicamente fastidi non solo a lei, ma anche a
noi. Il consolato, infatti, dovrebbe intervenire...
Brailich era d'accordo e lo fece capire con un minimo
assenso della testa subito dolente, se la muoveva.
Il graduato apr una cartella, prepar alcuni fogli,
estrasse una biro dal taschino e scrisse assorto. Brailich ne
approfitt per rivolgersi al console. Le spiace aiutarmi a
dare un'occhiata alla Nikon? Vorrei controllare qualcosa
ma, come vede, sono bloccato.
L'altro esaud la richiesta e lui, gettato uno sguardo al
contascatti fermo sullo zero, gli chiese di aprire la macchina
e vedere se il film era ancora al suo posto.
Impacciato, il console alz il coperchietto posteriore e
apparve l'interno: vuoto.
Lo immaginavo,  sparito.
L'hanno sottratto?
Gi. Senza il negativo impressionato, niente fotografie
a corredo della mia relazione. Dovr spiegare a chi dirige
quest'inchiesta come, scivolando casualmente, si possa
perdere un rullo dalla macchina fotografica...
Il console non era tipo da apprezzare le battute ironiche.
Per di pi quella sera c'era un ricevimento per il compleanno
del pastore della Chiesa luterana e non voleva
perdere tempo. Avere a che fare coi giornalisti o ancor
peggio con i rappresentanti di enti internazionali era molto
fastidioso. Si trattava quasi sempre di piantagrane.
Mi consenta di insistere, professor Brailich. Accetti la
loro versione. Anche contrastandola non otterrebbe indietro
il suo rullino. Le discariche della factory sono molto
efficienti.
Come i loro poliziotti. Questo  gi pronto per la firma...
Infatti il graduato gli stava porgendo un modulo stampato,
dopo averne riempito alcune righe. Le chiedo di leggere
attentamente, signore gli disse in inglese. Se concorda
con questo verbale la prego di volerlo firmare in calce.
Mi auguro che le sia possibile, malgrado l'ingessatura. Sono
desolato per il suo doloroso infortunio e spero...
Non fin. Brailich aveva gi firmato con la sinistra. Sono
mancino sussurr, e chiuse gli occhi. Un cortese ma
inequivocabile invito a togliersi dalle scatole.
Cicatrici come impronte lasciate dall'abbraccio di un gigante
in lotta con un altro. Un aggressore armato di ventose
create per togliere la vita. Brailich ripensava alla pellicola
rubata e alle immagini che aveva colto. Il segno di
quelle impronte non era rimasto impresso solo sul negativo
di un film, ma si era stampato nella sua memoria.
Non ne era ancora cosciente. Confusamente, dentro di
lui era iniziata una metamorfosi che lo avrebbe portato all'abbandono
dell'incarico alla Ecold-MMS per dedicarsi allo
studio a tempo pieno di quell'essere enorme, forte e semisconosciuto
che popolava mari e oceani del pianeta.

Un mare lontano - Duemila metri dalla superficie.
Nessuna diffusione o rifrazione di luce nello spazio
vuoto e freddo di una notte perpetua. Stelle lontane palpitavano,
luci intermittenti emesse dai fotofori di creature
alla perenne ricerca di cibo e di un accoppiamento per
continuare la specie.
Era l'unico segno di vita.
Era invece segno di morte l'ombra della massa che si
muoveva lentamente. I suoi occhi enormi parevano spenti,
indifferenti ai deboli guizzi emessi dai pesci abissali.
Era attento invece alle vibrazioni colte dalle sue membrane
uditive, sensibili agli ultrasuoni.
S'intrecciavano e si sovrapponevano su diverse lunghezze
d'onda in quelle remote zone dell'abisso. Segnali
vitali per un predatore possente che poteva divenire preda,
se costretto alla lotta con l'unico essere pari a lui, a
quella profondit.
Antagonisti diversi ma egualmente forti e aggressivi, capaci
di lotte destinate alla sopraffazione dell'uno sull'altro.
L'architeuthis in caccia percepiva inconfondibili segni di
pericolo. Un capodoglio, un nemico che si muoveva a larghi
cerchi attorno a lui. Sempre pi vicino, aveva smesso
d'emettere onde di ricerca, ora sapeva d'aver individuato
una preda. Arrest la sua spinta di discesa. Prima di scattare
nel guizzo finale era sempre cauto, molto lento.
Era questa la tattica d'ogni capodoglio, ma l'architeuthis
sapeva come evitare l'attacco. Contrasse d'un colpo i muscoli
dei tentacoli, li chiuse l'uno nell'altro e il suo corpo
da tozzo e largo si affusol, iniziando la fuga. L'aggressore
si inarc per inseguirlo, ma la sua massa corporea era
un freno alla spinta. Invece l'inseguito si faceva sempre
pi sottile mentre aspirava e espelleva l'acqua, aumentando
la velocit. Le cento lunghezze del suo corpo che lo distaccavano
dall'aggressore diventarono in breve tempo
duecento, poi cinquecento...
Non conosceva la misura del tempo, non poteva quindi
contare quante volte fosse scampato al suo destino di preda,
ma l'istinto gli faceva capire di essere salvo per l'innata
capacit di anticipare l'aggressione. Era questo il suo
bagaglio di esperienza. A differenza di altri suoi simili che
non erano riusciti a fuggire, la sua abilit nell'evitare tanti
attacchi gli aveva concesso di vivere a lungo. E cos le dimensioni
del suo corpo erano aumentate, negli anni. Era
un colosso che aveva accumulato forza ed esperienza sufficienti
per evitare ogni attacco, in grado anche di vincere
il suo nemico, se con l'abbraccio dei suoi tentacoli riusciva
a impedirgli la risalita in superficie. Un capodoglio deve
respirare, e anche se pu raggiungere grandi profondit,
ha precisi limiti del tempo d'immersione.
Mille e pi lunghezze separavano ora l'architeuthis dall'aggressore:
aveva raggiunto l'abisso dove il nemico non
poteva avventurarsi.
Sent avvicinarsi la distesa uniforme di viscida fanghiglia
e cerc una fessura dove starsene al sicuro. Distese il
suo grande corpo riprendendo la forma originaria, i sensori
sempre in allarme anche se aveva trovato un rifugio
sicuro, nel buio sconfinato di quel mondo d'acque.
Se fosse riuscito a sfuggire ad altri attacchi, sarebbe cresciuto
ancora. Avrebbe raggiunto dimensioni tali da poter
affrontare senza timore il suo eterno nemico e vincerlo.

In volo verso Auckland - Primavera australe.
Che lusso! Chiss se siamo finiti alle dipendenze di
qualcuno con i neuroni a posto. Marco Arnei distese le
gambe e le braccia allungandosi sulla comoda poltrona
del Lear Jet. Lui e Sarah Morasky sedevano di fronte, erano
gli unici passeggeri.
Il senso del risparmio e il gusto per il lusso non sono
sintomi di follia. Al contrario, credo che faresti bene a...
Interrompo subito il sermone e insisto: non vedo il
senso di averci fatto volare da Londra a Sydney in classe
turistica, soffocati dai turisti australiani occupati per tredici
ore a stappare lattine di birra, e poi mandare a prenderci
con un aereo tutto per noi, da Sydney a Auckland.
Sarah Morasky amava contraddire l'amico, soprattutto
quando si trattava di conversazioni senza peso; ma non
oggi. Socchiuse gli occhi dal lungo taglio obliquo, mentre
sulle sue labbra appariva un sorriso. In questo hai ragione.
Anche Juv si  sorpreso per un'analoga contraddizione:
il nostro datore di lavoro l'ha fatto volare dall'Italia
agli Stati Uniti su un charter, con parecchio disagio per la
sua gamba rigida... e adesso lo fa circolare per San Diego
su una limousine con autista.
I miliardari sono imprevedibili. Probabilmente...
L'ipotetica analisi del singolare mondo dei ricchi fu interrotta
da uno dei due piloti, in impeccabile divisa azzurra.
Volete qualcosa? Abbiamo whisky, sandwich...
Grazie, un sandwich e una Coca vanno benissimo accett
Marco, ma non la sua compagna.
Sul volo da Londra ci hanno rimpinzato di porcherie.
Ne ho abbastanza. Tacque, mentre l'amico attaccava senza
esitazioni un imponente club-sandwich. Se non smetti
di mangiare come un affamato cronico dovr spedire a
Juv un fax pregandolo di calcolare uno spazio doppio per
te, sul nuovo DR.
Il nuovo DR, acronimo di deqp rover, prodigio della tecnologia,
era un minisub ormai nella fase conclusiva di costruzione,
in California. Era opera dei Cantieri Crosswell,
considerati all'avanguardia nel campo della tecnologia
sottomarina; dai suoi alaggi erano scesi in mare sommergibili
nucleari per la Marina americana e modelli di piccoli
ROV, considerati da militari e specialisti autentici gioielli
d'alta tecnologia per la ricerca in profondit.
Un settore dei Cantieri Crosswell si occupava sin dagli
inizi degli anni Novanta della progettazione e della costruzione
di vari tipi di DR, in grado di muoversi in ogni
direzione, come elicotteri in cielo; i loro otto propulsori a
getto, posizionati tutt'attorno alla navicella, consentivano
una manovrabilit totale. Indispensabili per la ricerca
scientifica in alta profondit, potevano imbarcare uno o
due passeggeri e scendere sino a tremila metri. Alcuni
modelli, dotati di cupole in plexiglas pi ampie e con potenti
impianti d'illuminazione e telecamere, offrivano
maggiori visibilit e maneggevolezza; avevano per una
quota di tangenza minore, ai limiti di millecinquecento
metri di profondit. Era dotato di queste caratteristiche il
DR dei Cantieri Crosswell, battezzato con l'evocativo nome
di Nautilus.
Lo potrete utilizzare con assoluta sicurezza oltre i mille
metri, tenendo quota milletrecento come limite di sicurezza
aveva garantito la direzione tecnica del cantiere in
un promemoria inviato alla Morasky.
Juv Manunzi, il tecnico dell'quipe di Marco Arnei, era
stato incaricato di seguire le ultime fasi di costruzione della
nuova unit. Avrebbe avuto dimensioni superiori ai
modelli costruiti fino a quel momento e sarebbe stata munita
di dotazioni particolari, adatte ai compiti previsti per
la missione in progetto.
Nell'accettare, dopo due anni di inattivit, la proposta
inattesa di chi gli venne definito "re del tonno in scatola",
Arnei aveva chiesto a sir William Faber Niau di avere al
fianco la sua squadra al completo. Non solo Sarah Morasky,
ma anche il tecnico specializzato, Juv Manunzi, appunto. E
di disporre di un DR messo a punto con modifiche che sarebbero
state suggerite dalla loro esperienza.
Sarah aveva dormito poco durante il viaggio da Londra,
a differenza del compagno, che aveva trascorso le tredici
ore di volo in un sonno catatonico.
Per il rapporto complesso che la legava a quell'uomo,
ammirazione, affetto, senso di protezione, Sarah avrebbe
potuto essere la sua sorella maggiore. Una condizione
equilibrata da un rapporto alla pari nel lavoro, anche se a
volte contrappuntato da battute sferzanti e dure critiche,
con espressioni cos aspre da lasciar sorpresi eventuali testimoni.
Per loro era invece normale discutere apertamente,
abituati com'erano a mettere le loro vite uno nelle mani
dell'altro.
Durante le immersioni era lei al comando del mezzo,
mentre lui dirigeva la ricerca; ognuno rispettava l'autonomia
dell'altro, entrambi coscienti che in particolari situazioni
i ruoli potevano invertirsi. Fuor d'acqua, Marco fingeva
di sopportare a fatica sarcasmi e critiche, ma sapeva
anche tradurre i rimproveri in utili consigli.
E di consigli Sarah aveva dovuto dargliene molti, negli
ultimi tempi. Quando si era conclusa la loro esplorazione
sui resti della corazzata Roma, con la sua calma aveva
bloccato sul nascere una rabbiosa reazione di Marco, causata
dall'ingratitudine di fronte ai rischi corsi e all'esito
positivo delle ricerche. A questo si era aggiunto il dolore
per la morte del suo maestro, Giorgio Ravani, decano della
cattedra d'archeologia marina dell'Universit di Pisa.
Con la sua scomparsa, Marco s'era improvvisamente trovato
senza sostegni affettivi e accademici.
Non essendo un naturalista, ma un archeologo marino,
aveva avuto molti dubbi se accettare l'incarico propostogli
dalla GTCC, cos lontano dalla sua specializzazione. Poi
il desiderio di tornare nelle profondit del mare in una ricerca
non ancora portata a termine da nessuno aveva finito
per vincere le ultime incertezze.
La GTCC, Global Tuna Canning Company, risultava la
maggior compagnia al mondo di pesca e inscatolamento
di tonno. Il suo presidente e unico proprietario, sir William
Faber Niau, era noto e apprezzato non solo per le sue
qualit manageriali, ma anche per numerose iniziative benefiche,
culturali e sportive.
Tra lui, Arnei e la Morasky s'era intrecciato, durante un
intero anno, un fitto scambio di proposte e controproposte
via e-mail; e teleconferenze alle quali erano intervenuti
anche noti studiosi. Per raggiungere lo scopo della missione
che Faber Niau voleva organizzare, era stato deciso di
raggiungere le acque profonde che circondano, al centro
dell'Oceano Pacifico, la remota isola di Hatutu. E laggi,
con un mezzo sottomarino dei pi sofisticati, cercare un
contatto con Yarchiteuthis, l'ancora sconosciuto gigante
degli abissi.
Il comandante, dal suo posto di guida, si rivolse ai due
ospiti. Abbiamo iniziato la discesa verso Auckland. Vi
prego di allacciare le cinture di sicurezza.
Forse per far ammirare il panorama che s'intravedeva
oltre il cristallo della cabina di pilotaggio, non venne richiusa
la porta di comunicazione con i passeggeri, cos
Sarah e Marco poterono contemplare la baia chiusa tra i
monti lontani, la citt punteggiata di grattacieli e una torre
altissima.
Ho fatto bene a togliermi i vestiti pesanti, a Sydney.
Qui  gi estate. Quest'anno niente inverno per noi.
Marco osserv con occhio critico la compagna, in jeans
e T-shirt arancione e Sarah decifr il suo pensiero.
Tanto per cambiare nemmeno oggi ti convince la mia
maglietta, vero?  il colore o la trovi troppo attillata? No,
dev'essere per la scritta, perch non sai cosa significano
queste parole in ebraico antico.
Marco avrebbe voluto saperlo, ma lei era stata categorica:
niente traduzione! Si divertiva a vederlo soffrire per
un'ennesima curiosit insoddisfatta... e con altre magliette
simili avrebbe continuato a provocarlo.
Il fischio del jet non si era ancora spento e gi sulla pista
sopraggiungeva la Hummer di sir William Faber Niau.
Al volante del grande fuoristrada usato dai marines
nella Guerra del golfo, sir William indossava una camicia
chiara che metteva in evidenza la sua abbronzatura e si
intonava con la chioma ricciuta e candida da patriarca.
Accanto a lui sedeva l'assistente Maddy: sembrava pi
piccola di quanto fosse in realt, accanto all'imponente
vecchio che troneggiava nella selva di joy-stick che gli
consentivano di guidare un mezzo del tutto inadatto alle
sue condizioni fisiche.
Sir William accolse sorridente le persone scelte per realizzare
il "progetto impossibile", come lo avevano battezzato, dopo
il professor Flont Har, altri emeriti professori di biologia
marina. Solo il tedesco Brailich, scienziato fuori del coro, come
lui stesso amava definirsi, si era espresso in modo positivo.
Caricarono i bagagli a bordo e l'ospite li esort ad accomodarsi,
stringendo la mano a entrambi con grande calore.
Ecco qui due tra i migliori oceanauti del mondo esclam
allegramente.
D'altra parte solo a tecnici ai massimi livelli avrebbe
potuto affidare una ricerca cos difficile. Molti avevano
tentato di dissuaderlo, ma senza riuscirci. Era di carattere
testardo, e chi lo conosceva sapeva bene che andando
controcorrente e seguendo le proprie intuizioni, a volte
persino contro il collegio di avvocati e dello staff di consulenti
commerciali di cui disponeva, aveva ampliato l'impero
industriale creato da suo padre.
Se sono riuscito a superare difficolt e ostilit d'ogni
genere, perch non debbo riuscire a vincere una sfida
scientifica? diceva spesso. Quel che conta in ogni campo
 la capacit di creare la migliore squadra possibile e la
volont di vincere.
La lunga stretta di mano con Marco Arnei gli aveva permesso
di rendersi conto dell'incompletezza delle informazioni
ricevute su quell'uomo. Il suo sguardo nel riflesso dei
profondi occhi verdi era un elemento qualificante non solo
del suo aspetto, ma del suo carattere.
L'impressione positiva del primo incontro fu condivisa
dall'italiano. Aveva subito percepito la sensazione di forza
che emanava quel vecchio, sebbene soffrisse per un
corpo in parte paralizzato. La straordinaria tecnologia
dell'apparecchiatura della quale poteva giovarsi gli consentiva
di muoversi, di guidare un mezzo ingombrante
come quello, di andare in barca, di pilotare un aereo. Ma
era la sua volont a stupire.
A Tokyo, nelle stesse ore - Porto di Yokohama.
Uomini completamente coperti da mute metallizzate e
da pesanti caschi avanzavano verso una telecamera sullo
sfondo di un anonimo edificio in cemento. Immagini trasmesse
da "Mahnuro", settimanale giornalistico della rete
televisiva giapponese NHK, per riproporre un servizio andato
in onda alcuni anni prima.
La voce dello speaker aveva accenti drammatici.
Seduti davanti a un televisore in un ambiente angusto
che faceva pensare all'interno di una barca da crociera,
giovani con fisionomie orientali e occidentali seguivano lo
"special" della NHK. Era dedicato all'incidente al reattore
JRR-4, entrato in crisi all'interno della centrale nucleare di
Tokaimura, centotrenta chilometri da Tokyo. Le scene riproposte
dall'archivio televisivo si fermavano a scatti, ingrandendo
sino a portare in primo piano volti di uomini
che lo speaker identificava.
Erano in dodici, quattro sono morti per le radiazioni
emesse e cinque sono ancora in ospedale... Una ragazza,
gli occhi fissi al televisore, traduceva dal giapponese all'inglese.
Quanto ai superstiti, sono condannati da una
mortale leucemia.
Un gruppo di eroi azzard una voce, subito zittita dal
vociare isterico dei presenti.
Hanno solo avuto quello che si meritavano! url una
donna ancora giovane, gli occhi a fessura tipici di un volto
orientale. Tutti e dodici erano al servizio di quella maledetta
centrale contro la quale noi e tanti altri compagni ci
siamo battuti. Dovresti saperlo, anche se non sei giapponese.
Sullo schermo i primi piani dei tecnici si alternavano ad
altre immagini. I commenti si susseguivano e un ragazzo
rasato a zero e con un considerevole numero di cerchietti
all'orecchio destro alz la voce per farsi sentire dai compagni,
parlando in un inglese stentato. Questa merda di
servizio descrive un gruppo di criminali come stoici volontari.
Se hanno accettato di entrare all'interno della centrale
dopo la fuga di gas radioattivo...
Probabilmente sono stati minacciati.
Pi probabilmente sono stati ipnotizzati da un compenso
astronomico.
Un premio pari al valore propagandistico dell'atto.
Un altro dei presenti, pingue e sudaticcio, che si distingueva
dai compagni per l'abbigliamento e il perfetto inglese,
parl pulendo nervosamente gli occhiali. Confesso
che qualsiasi somma mi sarebbe sembrata inadeguata per
entrare in un edificio dove bolliva un reattore atomico
fuori controllo.
Ma se la sono voluta! insistette la ragazza.
Accanto a lei un uomo dai capelli color rame e lo sguardo
selvaggio di certi irlandesi si alz in piedi. Non era alto,
ma muscoloso; al riflesso del televisore, appariva il pi
anziano dell'eterogeneo gruppo, ma non aveva pi di
trent'anni. Stiamo parlando troppo ringhi.  tempo
di alzare le chiappe, gente. E di fare qualcosa.
S, hai ragione replic una voce. Ma io voglio capire
meglio. Si rivolse alla giapponese al centro del gruppo.
Yoshi, questi incoscienti erano dodici. Meno quattro
morti e meno cinque moribondi, fa un totale di nove. Gli
altri tre dove sono finiti?
Due sono incolumi; evidentemente si erano fermati
per molto meno tempo nella sala del reattore.
E il terzo?
Eccolo. La ragazza indic il video, dove alle immagini
del 1999 si era intanto sostituita una diretta dallo studio
della NHK e il cameraman aveva inquadrato a pieno schermo
una figura chiusa in una muta di plastica simile a
quelle indossate per isolarsi da pericolosi contagi.
La protezione consente a quest'uomo di sopravvivere
spieg il conduttore della trasmissione, mentre animazioni
computerizzate apparivano sullo schermo evidenziando
gli indicatori di umidit, temperatura e pressione all'interno
della muta isolante. Quando l'inquadratura pass a un
ambiente ospedaliero molto attrezzato, prese la parola un
occhialuto medico; dalla scritta sovrimpressa risultava essere
l'esimio professor Hama Suzaki, accademico dell'Istituto
universitario dermatologico di Tokyo.
La ragazza giapponese accucciata accanto al televisore
continu la traduzione.
Il molto autorevole professor Suzaki, genio della biotecnica,
sta spiegando com' riuscito a salvare l'uomo grazie
alla muta costruita nel suo laboratorio, un leggerissimo
scudo biologico in grado di isolare l'infortunato e consentirgli
la sopravvivenza, sebbene la maggior parte della superficie
del corpo sia stata divorata dalle radiazioni...
In un primo piano da film di fantascienza si intravidero
nella fessura del casco occhi mobili, pungenti, senza sopracciglia.
Una voce cavernosa usc dalla muta biologica
distorta da un amplificatore posto all'altezza della bocca.
Sta raccontando di essere arrivato accanto al reattore
dell'impianto impazzito e spiega come gli sia stato possibile
azionare il sistema di bloccaggio, riuscendo ad arrestare
la fuga radioattiva.
Quel sistema avrebbe dovuto funzionare automaticamente.
La loro propaganda lo aveva ripetuto mille volte
per rassicurare l'opinione pubblica grid un ragazzo dal
volto meticcio, capelli corti, ricoperto di tatuaggi.
Quell'uomo  un kamikaze, un simbolo... e per questo
potrebbe essere il nostro capo ideale osserv pensierosa
Yoshi.
Per me rappresenta solo il coraggio dell'incoscienza.
Io rifiuto questi eroi esaltati dalla televisione, serva dei
potenti. Io credo in un mondo di gente pacifica, di contadini,
di pastori.
Claude, lo so che ti sei battuto in Francia a fianco di un
ecologista d'assalto come Jos Bove. Per questo ti abbiamo
aperto le braccia, felici di averti al nostro fianco, a
Seattle e a Sydney. Ti siamo anche molto grati per averci
messo a disposizione il tuo catamarano. Ma gli ideali pastorali
e bucolici di Jos  meglio riservarli all'Occidente.
Noi abbiamo altri sistemi di lotta. L'uomo sopravvissuto
al fuoco atomico pu esserci molto utile.
Yoshi, tu sei la luce di questo gruppo. Ma dimmi perch
ritieni con tanta convinzione che quella mummia ci
possa servire. Spiegamelo prima che io me ne vada e lasci
questo gruppo.
Sei l'unico a non aver ancora capito... Asha, tu che sei
cos paziente, puoi spiegare a Claude e ai nostri compagni
europei il perch della mia scelta?
La ragazza chiamata in causa, un'indiana d'et indefinibile,
era largamente sovrappeso e vestiva un sari di seta
non lavato da tempo. Avvicin due dita della mano destra
al volto del tatuato; qualcuno, intanto, aveva tolto l'audio
del televisore.
Due ragioni, secondo noi, fanno di quel kamikaze il
nostro uomo. Dopo l'incidente ha definito assassini i suoi
ex datori di lavoro. Ha denunciato le manchevolezze e i
rischi di impianti senza precauzioni per la sicurezza e ha
dichiarato che non era mai stato tenuto conto di un eventuale
danno all'ambiente. Con queste dichiarazioni ha
contribuito alla condanna penale dei dirigenti responsabili.
E questa  la prima ragione. Inoltre, da quando  stato
salvato dalla muta biotecnica,  diventato un assertore
convinto di idee e principi non molto distanti dai nostri,
tanto da farci supporre che abbia letto il nostro manifesto
di guerra a chiunque ferisca la vita di questo pianeta.
Un terzo motivo mi sembra confermare la validit di
un'alleanza con lui aggiunse Yoshi. La sua voce cavernosa
attira come api al miele coloro che condizionano l'opinione
pubblica. Quando appare in tv ottiene il massimo
indice d'ascolto su tutte le reti. Credo che sia quella sua
andatura lenta che lo fa sembrare un samurai medievale
protetto da una pesante corazza.
Non riesco a crederci... Lo avete chiamato prima kamikaze
e ora samurai... siete proprio fuori di testa.
Niente affatto: i suoi fan pi giovani, milioni di ragazzini,
lo identificano come un eroe di Guerre Stellari.
Peggio ancora... un film da minorati mentali!
Su questo posso essere anche d'accordo, Claude, ma
non con la tua opinione sull'uomo di Tokaimura. Dobbiamo
convincerlo a unirsi a noi.
Per farci comandare da lui?
Yoshi scosse la testa. Non preoccuparti, la sua precariet
fisica lo condiziona molto pi di quanto pensi. Una
volta imbarcato con noi, far quel che vorremo.
L'assemblea della Kai Shizen Hofuku, Associazione-Natura-Vendetta,
continu nell'atmosfera fumosa dall'odore
inconfondibile e nella confusione di lingue. Stretti nel ponte
coperto tra i due scafi di un catamarano di stazza e misure
oceaniche, il Vengeance, i giovani militanti cercavano
un'intesa. Le voci rimbombavano nel disadorno ambiente
dell'imbarcazione, originariamente arredata con lusso, ora
solo grande e sporca. Alle pareti non mancava un poster
del Che; accanto alla scritta hasta la victoria era stato incollato
un adesivo con la traduzione in giapponese della
mitica esortazione.
Delle tre bandiere che inalberava il Vengeance, la meno
nota era quella del paese d'origine, Haiti; la seconda era
giapponese, paese dove il battello si trovava all'ancora; la
terza era uno straccio nero, con la sigla del gruppo, KSH, e
la scritta natura-vendetta da un lato in caratteri occidentali,
dall'altro in ideogrammi giapponesi.
Fu ancora Yoshi a riportare ordine tra gli adepti eccitati.
Se non riuscirete a mettervi d'accordo, decider io.
Con Asha e Ian andr da Okiro e a nome di tutti gli
esporr i nostri ideali, gli obiettivi che intendiamo colpire
e lo convincer. Ne sono sicura. Si rivolse al tatuato.
Claude, il samurai dell'era nucleare, ti piaccia o no,
s'imbarcher con noi sul tuo catamarano, e tu avrai modo
di esserne fiero.
San Diego, California - Alcune settimane prima.
Juv si autodefiniva bilingue, dato che parlava correttamente
sardo e genovese. Confessava invece poca dimestichezza
con l'inglese, e dal momento in cui era sbarcato sul
territorio degli Stati Uniti aveva dovuto superare qualche
difficolt.
Se l'era cavata bene al primo controllo dell'aeroporto di
Los Angeles; aveva mostrato il passaporto, e anche se nella
foto appariva molto pi giovane, aveva ottenuto senza
problemi il visto di un mese.
Ritirati i bagagli, li aveva caricati su un carrello dirigendosi
verso il varco doganale; non potendo supporre di trasportare
nelle valigie qualcosa in grado di suscitare allarme,
aveva scelto senza esitazioni l'uscita nothing to declare.
Purtroppo, sul contenuto di quanto trasportava, Juv
Manunzi aveva altra opinione uno scodinzolante beagle,
collaboratore fidato del servizio antidroga.
Con un mugolio eccitato il cane si precipit verso il carrello,
annus una delle valigie e pass all'abbaiata soddisfatta
di chi scopre un corpo di reato. Di conseguenza, accanto
a Juv apparve una guardia doganale, capelli bianchi e
occhialoni, che senza indugi elenc una serie di prodotti la
cui importazione era assolutamente proibita in usa: meat,
flowers vegetables,fruits... Juv cerc di spiegare che lui non
aveva niente di simile. Ma il doganiere, implacabile, apr
con circospezione la valigia indicata dal beagle e individu
la causa di tanto allarme, la cui natura spiegava prima la
reazione di entusiasmo del cane e poi il dolore di Juv nel vedersi
sottrarre un profumatissimo e raro salame di cinghiale
prodotto in Sardegna, dono ricevuto prima della partenza
da amici cacciatori.
Il doganiere cerc di spiegarsi. Salami is meat... Nothing
else to declare?
No, no... solo questo rispose l'indagato; che venne
creduto, riuscendo infine a superare il varco. Con un'ora
di ritardo incontr l'autista dei Cantieri Crosswell incaricato
di accoglierlo e trasportarlo a San Diego. Sprofondato
nell'ampio sedile dell'auto, ebbe il tempo per un solo
pensiero: peccato non aver preso a calci il petulante beagle,
a causa del suo zelo non avrebbe mai gustato la leccornia
per sempre perduta.
Poi si addorment sino all'arrivo.
Al cantiere lo accolse un ingegnere di origine italiana,
americano di famiglia genovese, Charles Nasalli, responsabile
del reparto costruzioni DR. Parlava italiano, e questo
avrebbe consentito a entrambi di scambiare idee, opinioni
ed esperienze al prezzo di qualche curioso neologismo.
Juv volle vedere il minisub il giorno stesso del suo arrivo,
e Nasalli lo accompagn.
Sembrer una pulce, nell'oceano. Ma adesso, nel vederlo
qui...
Il visitatore si ferm. Nel capannone che lo proteggeva,
il DR suscitava stupore per le sue dimensioni.
 circa il doppio del modello francese da noi usato nelle
missioni sul Roma. Appare assai pi grande di quanto
sembrava nei disegni che ho visto con il professor Arnei.
Ma non  la misura a stupirmi, quanto la linea, con quella
gobba cos pronunciata.
Al progetto iniziale abbiamo dovuto apportare una sostanziale
modifica... solo nella forma, per, non nelle caratteristiche
tecniche e meccaniche. Cos dicendo Nasalli
distese sul tavolo da lavoro un foglio fitto di disegni, note,
cifre. Punt un dito sul disegno esecutivo del minisub.
Lei  al corrente delle particolari modifiche richieste dalla
Nuova Zelanda?
S, il professor Arnei mi ha anticipato che era stato richiesto
di dotare il DR di tre posti, invece di due...
Un DR a tre posti era gi da tempo allo studio, qui alla
Crosswell.
Non credevo che un terzo posto richiedesse uno spazio
di simili dimensioni.
Lei conosce di persona sir William Faber Niau?
Conosco solo la sua firma in calce al mio contratto. So
che si tratta di un vecchio signore che gestisce un impero
finanziario ed  immobilizzato per un incidente.
Gi.  stato una colonna della squadra nazionale neozelandese,
i temibili Black, e vive da oltre cinquantanni
su sedie mobili via via pi perfezionate. Abbiamo quindi
dovuto sudare molto per risolvere come sistemarlo a bordo
con una poltrona simile.
Una bella complicazione, quando ci immergeremo con
lui.
Lo stesso tipo di adattamento lui lo chiese anni fa alla
CESSNA che gli ha fornito un idrovolante bimotore. Lo vuole
pilotare personalmente. Il tono dell'ingegner Nasalli si
fece amichevole. Senta, Juv, qui tutti mi chiamano Charlie.
Diamoci del tu.
Bene. Questo render pi piacevole stare insieme.
Speriamo solo che il professore tedesco che lavorer
con noi non sia, invece, un gelido, formale accademico.
L'indomani a Juv vennero presentati due specialisti venuti
dalla Nuova Zelanda. Erano gli addetti al reparto
meccanico del veliero di sir William, che avrebbe funto da
base operativa per la missione. Dovevano ovviamente conoscere
ogni dettaglio del mezzo subacqueo da imbarcare,
per provvedere alla manutenzione.
Preso atto dello stato dei lavori, Juv si mise poi in contatto
telefonico con Arnei, informandolo del suo primo incontro.
Positivo da tutti i punti di vista.
Per la difesa del minisub sono in corso di collaudo
pompe idrauliche per iniettare liquidi urticanti.
Ne ho parlato con il professor Brailich;  sempre preoccupato
per un possibile attacco dell'architeuthis al DR.
Si preoccupa lui che non deve calarsi a quelle profondit
n cercare un incontro ravvicinato?
Fra pochi giorni sar da voi e ascolterete i suoi suggerimenti
sulla potenza degli iniettori scelti per difendersi
da eventuali aggressioni. Anche a voi ripeter che quella
specie di grosso polpo dal pessimo carattere potrebbe rivelarsi
molto pericoloso...
In previsione di questo, i tecnici della Crosswell, oltre a
mettere a punto sistemi di dissuasione, avevano montato
una difesa particolare del mezzo subacqueo in costruzione:
costole in fibra di carbonio, vero e proprio scudo mobile
contro pressioni esterne elevate. Inoltre, il pesante contenitore
delle batterie, posto come in tutti i DR nella parte inferiore,
era dislocabile, su comando, in avanti e indietro; il
movimento provocava lo spostamento dell'equilibrio e poteva
portare il Nautilus, se necessario, a navigare "a testa in
gi" o "a testa in su".
 importante, per le nostre operazioni aveva osservato
Sarah quando era stata informata di questa innovazione.
Chiss da che direzione ci piomber addosso. Dobbiamo
poter far fronte alla sorpresa da qualunque parte venga.
Dal canto suo il professor Brailich, i suoi assistenti e un
esperto chimico biologo, dopo aver analizzato ipotesi diverse,
avevano bombardato di fax il cantiere, suggerendo le
formule dei liquidi deterrenti con cui caricare le siringhe a
pressione, e da iniettare nell'aggressore, se si fosse avvinghiato
al DR. Altre formule riguardavano strani "frullati",
secondo loro appetitosi, per attrarre Yarchiteuthis accanto al
minisub.
Dal professore tedesco, quando ormai mancavano poche
settimane al trasferimento del DR in Nuova Zelanda
per le prove a mare, giunse improvvisamente uno strano
messaggio.
Nasalli era sconcertato. Annuncia di aver trovato un'eccezionale
soluzione sia per le operazioni di richiamo, sia
per respingere Varchiteuthis.
E qual  questa miracolosa soluzione? chiese distrattamente
Juv. Da cinque giorni era alle prese con il problema
della pressione sui liquidi tra i mille e i millecinquecento
metri, e non aveva voglia di perder tempo.
Dice solo che non pu entrare in dettaglio. Ne riparler
a San Diego.
Speriamo che non ci faccia impazzire con altre innovazioni.
Problemi ne abbiamo gi abbastanza.

Highivay 405, Los Angeles - Una settimana dopo.
Il capo non riesce a spiegarsi questa faccenda delle armi
e dei liquidi che stanno rimescolando nei Cantieri Crosswell.
Vuole saperne di pi.
Armi? Per battere un record di profondit non credo
che servano attrezzature offensive. N possono esserlo i
cocktail di carote e gamberi... Attrezzature difensive? Ma
per difendersi da chi? Non riesco a capirlo.
Da quando Herbert ci ha affidato quest'indagine, ho
cercato in enciclopedie e su vari siti Internet: record di sottomarini,
capsule, batisfere, batiscafi... niente. Nessun altro
mezzo subacqueo  dotato di armi, a meno che non si
tratti di unit militari.
L'informazione per viene da una fonte attendibile.
La Cherokee grigia pass veloce dall'Highway 405 alla 5,
direzione San Diego. Oltre i vetri scuri si intravedevano
due passeggeri.
L'incarico non  dei pi divertenti, ma  pagato bene.
Dobbiamo procurarci documenti da qualcuno che lavora
l dentro... qualche disegno.
Accanto al conducente, l'uomo fra i trenta e i quarantanni,
polo blu, berretto a visiera dei Dodger, era assorto e silenzioso
come se stesse inseguendo un'idea, valutando i
pr e i contro.
Quell'italiano arrivato per collaborare alla Crosswell.
Pare che non sia uno dei cervelloni del gruppo.  solo
una specie di capomeccanico. Non molto giovane... e
zoppo.
Comunque  lui lo specialista che si occupa delle cosiddette
armi, a quanto mi hanno detto. Dovremmo trovare
una maniera di contattarlo.
Ma non parla una parola di inglese!
A San Diego uno dei nostri parla la sua stessa lingua.
 un duro, lo conosco bene. Lavora al controllo macchinette
della zona portuale. Ti dice nulla il nome Alessi?
Chi, John Alessi?
Proprio lui. Con i suoi cugini riesce sempre a essere
molto convincente. Potremmo chiedergli di darci una mano;
per un bigliettone lo far. Uno dei nostri cugini s'inchiappetta
il vecchio Gambadilegno e gli fa sputare tutti i
pezzi di carta che ci servono. Noi li diamo al capo, lui 
contento e noi stiamo tranquilli...

In volo sulla Nuova Zelanda - Fine ottobre.
Portati i pattini sul redan, Tidrovolante si stacc dal filo
dell'acqua del Waitemata Harbour e pochi minuti dopo i
due motori Pratt & Whitney portarono il Cessna sulla verticale
della Mary's Bay. Vir poi sull'Havraki Gulf e punt
verso l'estremo nord della Nuova Zelanda.
Sir William, ai comandi, complet la perfetta manovra
di decollo e l'elegante aereo sal subito a trecento metri
Accanto a lui, appena Auckland rimase alle spalle, il giovane
pilota inser il sistema di navigazione automatica. Dal
suo posto, sir William si rivolse a Marco Arnei e a Sarah
Morasky, seduti dietro di lui.
Avrei voluto offrirvi l'emozione di un passaggio sulla
citt e di una virata attorno alla Sky Tower, orgoglio della
capitale. Ma una mia precedente puntata da quelle parti
ha spaventato i commensali del pessimo ristorante sul
roof, che hanno attribuito al mio aereo la colpa di aver digerito
male. Sono fioccate proteste e denunce.
 una Tour Eiffel in cemento...
S, costruita cent'anni dopo. Le vere prelibatezze della
cucina locale, quelle dei miei padri maori... voi li chiamate
polinesiani... si possono apprezzare solo nel mio fare,
che nella nostra lingua significa capanna. Ne ho fatta costruire
una davanti all'oceano, a Capo Tavan...
Il copilota si volse verso i due passeggeri strizzando
l'occhio. S,  solo una capannuccia di venti stanze per gli
ospiti con uno scenografico terrazzo sul paesaggio, inquadrato
da una foresta di kauri, le felci giganti della Nuova
Zelanda altrove estinte.
Sono riuscito a salvarle precis il vecchio. E ora sono
alte pi di venticinque metri.
Il volo continuava, la costa era gi lontana, l'aereo sorvolava
montagne, laghi, boschi a perdita d'occhio. Alto
nel cielo, un fronte nero di nubi era l'unica nota negativa.
Prima di sbucare sull'altra costa, soffriremo un po'.
Marco not che sir William stava modificando l'inclinazione
dello schienale.
Avete letto il nome che ho dato a quest'aereo? L'ho dedicato
a un uomo grande e sfortunato: Richard Perse, un
colono inglese.
Pensavo che un oriundo maori come lei non amasse
molto i conquistatori europei.
Perse fa eccezione. Non commise violenze, non tolse la
terra agli autoctoni. Era un geniale meccanico che nel 1903
riusc a costruire un aliante sul quale vol pi volte, poi gli
applic un motore e copr un percorso di oltre duecento metri.
Tutto questo tre mesi prima del volo di Orville Wright.
Non ne ho mai sentito parlare, eppure sono un appassionato
di storia aeronautica.
Ebbe spettatori che testimoniarono di quel volo con
dichiarazioni giurate, ma non gli fu mai riconosciuto come
il primo al mondo, in assoluto. Ricordo con quanta
amarezza una volta mi disse: "Il primato dei Wright...
Non si pu competere con gli americani, vogliono avere
sempre ragione loro".
Be', non aveva tutti i torti.
No, certo. Gli americani sono dei bastardi prepotenti.
Ho esultato quando la vostra barca nel '99 ha vinto la
Vuitton Cup e li ha buttati fuori dalla Coppa America.
Purtroppo, pochi giorni dopo voi avete fatto altrettanto
con noi.
Sir William rise come un tuono.
La vostra luna non era rossa, ma pallida, a confronto
con le nostre pellacce nere. Non mi dica che un esperto
juomo di mare come lei s'era illuso di vincere.
Lo avevo sperato e sono rimasto notti intere davanti al
televisore per un finale amaro. Eravamo inadeguati a
competere con una barca come la vostra, che sfidava gli
avversari nelle proprie acque.
L'idrovolante sobbalz, investito dalla prima folata della
perturbazione.
Tom, stacca il pilota automatico e dammi i comandi.
L'aereo  tutto suo, presidente rispose il pilota alzando
le mani dalla cloche. Io mantengo il contatto radio.
Altre raffiche e scossoni. Ora l'ombra della nube nera
era pi vicina. La luce del sole svan.
Un idrovolante a due scafi come questo balla pi d'ogni
altro aereo, ma se siete preoccupati nel vedere ai comandi
un pilota dimezzato e prossimo a compiere ottant'anni, state
tranquilli: Tom  pronto a intervenire. Malgrado le apparenze,
 lui a comandare, non mi lascer divertire per molto
tempo.
Due ore dopo, la cucina al fare di sir William non
trad le promesse. La nausea dell'ultima tratta di volo,
fra vuoti d'aria e imbardate, fu cancellata dal profumo
dei gamberi messi a cuocere sulla griglia e subito dopo
serviti con una salsa piccante. Sul tavolo di legno grezzo,
la birra era gelata al punto giusto e le fette di mango
e ananas affogavano in un liquore ricavato dal cuore di
palma.
Ubriacava facilmente i miei antenati perch  molto
pi alcolico di quanto possa sembrare spieg l'ospite.
Di fronte ai quattro commensali, la visione panoramica
mozzafiato stava mutando i suoi colori: la tempesta di
vento e pioggia attraversata poco prima in volo stava arrivando
per dare spettacolo.
 solo una burrasca estiva, destinata a durare poco.
Comunque, meglio osservarla da qui dentro.
Una pioggia scrosciante cadde improvvisa, cancellando
a tratti la visuale e tambureggiando sul tetto.
 di paglia intrecciata? Sarah osservava preoccupata
il soffitto.
No,  un doppio strato di niau, incastro fitto di foglie
di palma. Un brevetto polinesiano antico di duemila anni
e ancora insuperato, da queste parti, per riparare dal caldo
e dalla pioggia.
Al termine della colazione i colori oltre la vetrata erano
passati dal nero tempestoso all'azzurro cobalto. Il cielo
era terso, solo poche nuvole correvano lungo l'orizzonte
per specchiarsi nelle calme acque della baia. L'idrovolante
dondolava alla ruota, la cima tesa tra la fusoliera e una
grande boa.
A tavola la conversazione aveva toccato i pi svariati
argomenti: dal problema delle cellule staminali al rugby,
ritenuto migliore del calcio (e viceversa), sino a quando
Sarah riusc a portare la conversazione sulla missione che
stava per aver inizio.
Sir William, Marco e io siamo molto curiosi di sapere
qualcosa di pi sulle motivazioni che l'hanno spinta a impegnarsi
in quest'impresa.
L'interpellato non rispose subito. Fiss l'orizzonte ora
limpido, le mani sui braccioli della poltrona mobile.
A uno dei libri scritti dal professor Brailich debbo
quello che un poeta del suo paese ha definito "il sacro
fuoco del sapere". Forse la citazione non  esatta, ma lei
avr capito cosa intendo dire.
Pronuncia perfetta. Complimenti.
Purtroppo nella sua lingua sono in grado di ripetere
solo alcuni versi di poesie, o detti famosi. Mi piace "volli,
volli, fortissimamente volli". Rende bene l'idea della mia
determinazione.
Le credo, ma debbo dirle che Sarah e io continuiamo a
chiederci come mai si  rivolto a noi che non siamo biologi
marini, quando nel mondo anglosassone non mancano
oceanauti esperti anche in campo naturalistico.
Il vecchio gir su se stesso, fissandolo a lungo negli occhi.
In quell'azzurro profondo, cos in contrasto con la
pelle color cuoio del volto, Marco intravide, oltre a un
gran senso di serenit, anche molta freddezza.
Perch mai avrei dovuto cercare i miei collaboratori
solo nel mondo anglosassone? Perch accontentarsi,
quando si pu disporre di una scelta pi vasta? Io di anglosassone
posso esibire solo il colore delle mie pupille,
che devo geneticamente alla mia bisnonna inglese Victoria,
cos battezzata in onore della regina regnante al momento
della sua nascita. Il resto di me stesso lo eredito
dalla trib maori Pukarua le cui origini si perdono, secoli
addietro, nelle isole della Polinesia centrale. Ci tengo a ricordarlo,
anche per sottolineare quanto io sia lontano da
una certa mentalit anglosassone, condannata dalla storia
e dalla superbia a vedere il mondo in un'ottica esclusivamente
egocentrica.
Qui loro, l tutti gli altri mormor Sarah.  raro poter
scegliere i propri collaboratori in un arco di trecentosessanta
gradi.
Certamente non me lo sono posto come principio, ma
quando su quella splendida pubblicazione francese, "La recherche
submarine", nel numero doppio dell'anno scorso
ho letto della vostra impresa sul relitto di una grande nave
da battaglia, vi ho subito classificati come i collaboratori
ideali.
Non c' dubbio che per la ricerca da lei ipotizzata occorra
una buona dose di coraggio. Non solo per noi...
Marco sorrise. Ma anche per lei. Quest'impresa potrebbe
risultare pericolosa, e per di pi di esito incerto.
Vorrei ancora una volta ricordare che non siamo biologi
n tantomeno specialisti nella caccia ai mostri marini
aggiunse Sarah, sorridendo alle sue ultime parole.
Lo so, ma avrete a fianco un esperto come Brailich, e io
sono molto fiducioso. Possedete la padronanza tecnica
per sfidare l'alta profondit e la freddezza per affrontare
l'imprevisto, anche se terrorizzante. Della vostra impresa
nel Mediterraneo a impressionarmi maggiormente  stato
qualcosa al di l delle vostre capacit tecniche e scientifiche:
la caparbia decisione di andare avanti e arrivare sino
in fondo senza paura.
Anche se di paura ne abbiamo avuta tanta. Sarah allarg
le braccia. In realt, quella ricerca s' conclusa con
un nulla di fatto e l'articolo pubblicato da "La recherche"
era molto chiaro in proposito.
Tanto chiaro da darmi modo di intuire che siete non
solo due abili e coscienziosi ricercatori, ma, lo ripeto, coraggiosi
al punto di...
Sarah lo interruppe una seconda volta, indicando Marco.
Per carit, non gli dica questo. Lui detesta essere considerato
l'eroe degli abissi, per di pi capace di sconfiggere
una banda di delinquenti.
Resta il fatto che li avete sconfitti.
Marco, come se i complimenti non lo riguardassero, riport
il discorso sul lavoro.
Quando un anno fa arriv la sua proposta, la mia incertezza
era dovuta anche al timore di non essere padrone
delle scelte operative durante la missione, avendo accanto
un personaggio come il professor Brailich.
Se fosse cos, mi sarei limitato a scegliere un buon pilota
di minisub, e ce ne sono almeno una decina, nel mondo.
Ma io volevo avere come responsabile della missione
un uomo in grado di fondere le esperienze di oceanauta e
di scienziato. Brailich  elemento prezioso e sar un ottimo
consulente, nulla di pi. Anche perch mi dicono che
ha un carattere piuttosto bizzarro.
La conversazione venne interrotta dall'implacabile
Maddy.
Presidente,  l'ora del suo riposo pomeridiano.
A sera, Marco e Sarah furono di nuovo a tavola con Sir
William. Con loro cenarono alcuni collaboratori giunti
con l'aereo di linea da Auckland. Mentre venivano serviti
appetitosi dorados e vino bianco cileno ghiacciato, la conversazione
era allegra attorno al tavolo, al centro della terrazza,
coperta da bougainvillee fiorite, e dove arrivavano
folate d'intenso profumo dei tiare.
Venne discusso il calendario per un incontro con la
stampa internazionale.
Convocheremo la CNN disse sir William. Via Internet
annunceremo la partenza della Missione Hatutu. A voi
aggiunse rivolgendosi ai collaboratori ricordo che non
dobbiamo cercare un mercato, ma far conoscere un'impresa
avventurosa e scientifica. Preparate quindi una campagna
stampa adeguata, con uno spot spettacolare per informare
che al mondo ancora esiste, agli inizi del XXI secolo,
un essere a noi sconosciuto da cercare e studiare. I giornalisti
non dovranno sapere nulla di preciso, bisogner architettare
molto bene cosa dire e non dire...
L'allampanato capo ufficio stampa della GTCC intervenne.
Presidente, abbiamo gi pronte varie idee. Stia tranquillo,
faremo un ottimo lavoro, ci occuperemo a dovere
dei giornalisti... A proposito, sapete come li ha definiti lo
scrittore Karl Kraus?
Bugiardi di natura...
Ha detto di meglio, presidente... Per lui un giornalista
 un bugiardo che dopo sapeva tutto prima...
Bisogna lasciar loro qualche soddisfazione... concluse
sir William. Le piccole coppe di cristallo tintinnarono, anche
se lui, astemio da sempre, brind con Coca-Cola light.
Il primo dicembre andrebbe bene la conferenza stampa,
presidente?
Certo... per quella data il professor Brailich sar gi arrivato,
avremo da San Diego anche il DR e il terzo membro
dell'quipe Arnei.
San Diego, Cantieri Crosswell - Inizi di novembre.
C' una chiamata per te sulla linea esterna.
Per me? Juv era sorpreso Non aspetto telefonate
qui...
Non preoccuparti. Chi ti cerca parla italiano disse
l'ingegner Nasalli stringendosi nelle spalle.
Strano, Marco e Sarah lo avevano chiamato la sera prima
e gli avevano riferito per filo e per segno i piani operativi
elaborati con sir William... Cosa poteva esserci di
nuovo? Juv continuava a chiederselo mentre portava il ricevitore
all'orecchio.
Siamo italiani residenti a San Diego, abbiamo una
compagnia di pesca, abbiamo saputo che un nostro connazionale
lavora qui e ci...
Grazie per l'interessamento, di cosa si tratta? Sono
molto occupato, in questi giorni.
Aspetta, stammi a sentire. Io e altri compaesani vogliamo
invitarti a cena in un ristorante favoloso per il pesce
e per la pasta. Il cuoco  napoletano.
Vi ringrazio ma  impossibile; siamo in ritardo sul programma
di lavoro...
Lascia il lavoro per il giorno, amico. La sera  buona
per mangiare, diceva mio padre.
Ma come avete saputo della mia presenza? Di italiani
a San Diego ne arrivano e partono tutti i giorni.
Ma tu sei uomo di mare come noi, e...
Juv scosse la testa, cerc con lo sguardo Nasalli, ma lo
vide impegnato a un altro telefono.
L'altro insisteva. Pronto, Juv, mi senti? Abbiamo letto
storie molto interessanti di voi italiani in guerra, sott'acqua.
Sappiamo di tuo padre e della sua meritata medaglia.
Dallo stupore Juv pass a un soprassalto d'orgoglio.
Ce l'hanno detto al consolato.
In effetti, all'addetto a cui aveva richiesto alcuni documenti
per il permesso di lavoro Juv aveva esaurientemente
spiegato il perch del nome.  un diminutivo. Mio padre
era un ex della Decima e venerava il suo comandante, per
questo mi ha chiamato Junio Valerio. Quel nome altisonante
per me s' ridotto a una sillaba...
Vieni con noi domani sera, ti vengo a prendere alle sette
e alle dieci sarai nel tuo letto. Va bene? Il mio nome 
Salvatore. Ci vediamo domani...
Il tutto si svolse come da manuale, la sera dopo. Ma Juv
tard ad accorgersi con chi aveva veramente a che fare, anche
se si trovava di fronte una caricatura del malavitoso
italo-americano con cravatta chiassosa, orologio d'oro massiccio,
vestiti pretenziosi, Oldsmobile rosso fuoco. Solo
dopo essersi seduto si accorse di due bionde dal trucco pesante
sprofondate nei sedili posteriori.
Per tenerci compagnia, amico mio... spieg il suo
ospite.
Troppo tardi per tirarsi indietro. Juv era furioso per essersi
lasciato convincere, ma non si rendeva ancora conto
di essere in trappola.
Il favoloso ristorante si rivel un anonimo e squallido
locale e al tavolo dove venne accompagnato sedeva gi
un altro ospite, la cui cravatta contendeva il primato del
cattivo gusto a quella di Salvatore. Lo sguardo prolungato
di Juv suscit la sua soddisfazione. Bella, vero?  italiana,
mi costa un paio di bigliettoni.
Alla fine della cena, unta e pesante, innaffiata di vino
rosso scadente che Juv evit dopo il primo sorso, Salvatore
lo invit sul terrazzo con "il compare".
Andiamo a fumare un sigaro senza disturbare le signorine.
Loro s'occuperanno di noi dopo. Andremo in un
posticino divertente, vedrai.
La zona del porto scintillava di luci, ma il punto scelto
per la tranquilla fumata era buio. Assaporando lo spettacolo
di decine di navi e imbarcazioni alla fonda, Juv si
preparava a rispondere alle domande sull'impresa della
Decima Mas di Valerio Borghese e di suo padre. La conversazione
s'avvi invece su tutt'altro binario.
Tu potresti guadagnare facilmente un po' di soldi
disse il primo dei suoi ospiti.
A te degli americani che ti interessa? incalz il secondo.
Il silenzio di Juv e la mancanza di reazioni negative
rassicurarono il suadente Salvatore.
Ora ti spiego cosa ci occorre, ma tu hai gi capito, vero?
Sembri un ragazzo sveglio.
Cosa i due desiderassero Juv non l'aveva capito. Ma
non ebbe bisogno di ascoltare altro.
Passaci un paio di fotocopie dei disegni, quelli che...
Juv l'interruppe alzando la mano. Abbassate la voce e
avvicinatevi sussurr. Non vorrei che ci sentisse qualcuno...
Sei prudente... osserv il compare compiaciuto.
Juv s'accost ai due seduti su un divanetto della terrazza
e dal suo volto scomparve il sorriso. Chiuse gli occhi e
senza lasciare il tempo a qualsiasi reazione, scatt con la
forza di una molla, colpendoli con la fronte dall'alto verso
il basso.
Salvatore e il compare erano ancora accasciati e frastornati,
sanguinanti dal naso e dalla bocca, quando lui era gi
sul marciapiede. Ferm un taxi e si fece riportare alla foresteria
della Crosswell, dove alloggiava da quasi un mese.
L'indomani, in un piccolo negozio accanto al cantiere,
cerc un berretto da calcare sino agli occhi. Ma erano tutti
di misura troppo piccola, e imprecando raggiunse a capo
scoperto i tecnici gi al lavoro accanto al DR.
Mio Dio, Juv, hai due lividi tremendi... Nasalli e i meccanici
osservarono preoccupati la fronte ormai bluastra.
Non preoccupatevi, fra poco sar un'unica macchia
viola.
Hai avuto un incidente? Hai gli occhi gonfi e chiusi.
Calma, non  successo niente.  solo un versamento,
passer presto.
Ma hai la fronte gonfia...
Charlie, ti prego, spiegalo anche agli altri: non  successo
nulla di grave.  solo che noi sardi siamo ingenui, ma
abbiamo la testa dura, e qualche volta pu succedere di farci
un po' male se capita di sbattere sul cranio di un altro...
Non vorrei che ti accadesse qualcosa di peggio osserv
Nasalli e poco dopo riprese l'argomento, a quattr'occhi.
Ti dispiacerebbe venire a stare a casa mia da
questa sera? Mi sentirei pi tranquillo.

Auckland, Nautical Institute - Met novembre.
Sean O'Knil, ufficiale della Marina neozelandese, responsabile
dell'Istituto Nautico, sempre in divisa quando
era in servizio, stavolta indossava un abito sportivo. Aveva
invitato informalmente i due oceanauti che avrebbero
tentato l'impresa voluta e organizzata dal suo ricco concittadino.
Del professore italiano O'Knil aveva letto vari saggi su
riviste specializzate, e ora aveva occasione di conoscerlo
a seguito della richiesta di sir William di fornirgli dati sui
fondali al largo di Auckland. Aveva cos invitato Marco
Arnei e la sua collaboratrice per una tazza di caff con
qualche golosit mattutina, da consumare chiacchierando
prima di sprofondare nella sala mappe dell'Istituto. Li costrinse
amabilmente a raccontare alcune delle loro pi
difficili imprese, l'avventura sul relitto della nave olandese
del XVII secolo naufragata nel mar della Cina meridionale
e l'ispezione nel ventre buio della corazzata Roma, a
mille metri di profondit. Poi, quando passarono dal suo
appartamento all'Istituto, furono i due ospiti a porre
un'infinit di domande, in particolare sulle zone d'immersione
della troupe della BBC che intorno alla Nuova
Zelanda aveva tentato invano di cogliere immagini
dell'architeuthis.
Dopo il successo del loro film The White Shark raccont
l'ufficiale gli inglesi volevano applicare una telecamera
subacquea ai capodogli, come gi avevano sperimentato
positivamente con gli squali.
Attaccare una cinepresa a un essere simile non mi
sembra una cosa da niente comment Sarah.
Con gli squali per il sistema aveva funzionato. Dopo
aver attirato con appetitosi bocconi un "bianco" accanto alla
barca, gli avevano sparato un piccolo arpione nella schiena
nel momento in cui emergeva per addentare l'esca.
Folle ma ingegnoso intervenne Sarah, che per non
aveva visto il lungometraggio di cui si parlava. Come
hanno fatto a recuperare la telecamera?
Una capsula di acido era applicata al cavo che la trainava.
Dopo un certo numero di ore quell'acido ne dissolveva
le fibre e spezzava il collegamento. La telecamera
galleggiante tornava in superficie e veniva recuperata insieme
al film. Basandosi su quell'esperienza si era ritenuto
possibile applicare la telecamera a un capodoglio nella
speranza di cogliere il momento in cui partiva all'attacco
o veniva attaccato da un architeuthis. Ma questo non  accaduto,
durante i due mesi delle riprese...
Secondo lei se avessero continuato per altri cinque o
sei ci sarebbero riusciti? chiese Sarah.
O'Knil si gratt la fronte, prima di rispondere, poi scosse
la testa. No, dottoressa, io credo che il motivo del fallimento
sia stato un altro.  vero che hanno dovuto abbandonare
il progetto perch avevano superato il budget di
spesa. Ma anche se avessero continuato non ci sarebbero
riusciti.
Marco e Sarah si scambiarono un'occhiata.
A cosa attribuisce quel fallimento, allora? chiese lei.
Ai nostri ecologisti rispose ridendo O'Knil. Ovviamente
sto scherzando; in questo paese siamo tutti riconoscenti
ai difensori del mare per la battaglia condotta una
quindicina d'anni fa, quando convinsero il governo a vietare
la caccia ai cetacei nelle nostre acque. Da allora balene
e capodogli sono aumentati di numero. Questo, di
conseguenza, deve aver creato una progressiva diminuzione
di calamari, piccoli e grandi. I cetacei se li sono
mangiati tutti, e in fondo non ci vuol molto, se si pensa
che un capodoglio ha bisogno di duecento chili di cibo al
giorno.
Quindi, lei ritiene che in questa zona del Pacifico incontrare
un calamaro superstite oggi sia impossibile?
La BBC non poteva immaginarlo, dieci anni fa. Anzi, allora
gli inglesi credevano di operare in un mare dove gli
architeuthis erano numerosi, visto che nell'arco di un secolo
parecchi loro resti erano finiti sulle nostre spiagge.
Questo spiega perch sir William ha preferito di dirigere
al centro del Pacifico la ricerca.
Si  convinto dopo aver interpellato i maggiori specialisti
mondiali di fauna abissale.
Venendo al motivo della nostra visita, sarei molto felice
se il vostro istituto potesse collaborare con Sarah, responsabile
tecnica delle nostre immersioni. Cos dicendo
Marco estrasse dalla borsa alcuni disegni del DR approntato
a San Diego e una scheda con i dati tecnici relativi al
peso e all'ingombro del mezzo.
Il nostro minisub sar qui a giorni aggiunse Sarah.
Noi abbiamo urgenza di testarne sott'acqua caratteristiche
ed efficienza.  un mezzo diverso da quelli pilotati finora.
Vorrei quindi organizzare un ciclo di immersioni, e
ci sembra indispensabile chiederle aiuto.
Sono a sua completa disposizione.
Grazie. Le mie necessit sono due: vorrei sapere da lei
quale delle sue unit navali sarebbe adatta a imbarcare il
DR e quale zona consiglia per le immersioni, con caratteristiche
di notevole profondit e poca corrente.
O'Knil sorrise divertito.
 come se mi chiedesse di trovarmi in condizioni di
perfetta lucidit dopo essermi scolato una bottiglia di
whisky. Le nostre acque, dottoressa Morasky, sono perennemente
percorse da impetuose e contrastanti correnti,
specialmente attorno ai fondali maggiori, ma far il possibile
per aiutarla, contando soprattutto sul nostro cervellone,
che conserva tutte le mappe nautiche dell'Istituto e
ogni dato raccolto in loco da centocinquant'anni.
Il computer forn i dati richiesti, relativi ai fondali prossimi
alla base di Auckland, e identific alcune zone oltre
Jellicoe Channel, Needles Points e Fanal Island.
Sono aree non eccessivamente profonde, ma con tagli
e canyon sottomarini sino a cinquecento metri spieg
l'ufficiale. Una seconda zona, per le ultime prove, potr
essere pi al largo, dove il mare sprofonda oltre i mille.
Era pomeriggio quando i luoghi adatti furono decisi e
venne scelta la nave appoggio pi idonea, provvista di
piattaforma mobile per alare e salpare scafi pesanti, e con
impianti ultrasofisticati per l'analisi del fondo; in grado,
quindi, di mantenere i contatti con il minisub durante tutta
l'immersione.
Cari amici, sono felice di potervi aiutare e di assistere
al vostro lavoro concluse il neozelandese.
Siamo noi a esserle molto grati, capitano. Sar un piacere
averla accanto durante le prove. Marco sorrise.
Questo mare  casa sua.

Baia di Tokyo, porto di Yokohama - Negli stessi giorni.
L'imbarco di Okiro Sachi, samurai nucleare, sul Vengeance
dove sventolava lo stendardo della
Kai Shizen Hofuku era una faccenda complicata.
Anche se il catamarano aveva molto spazio, non era
stato facile attrezzare per l'ospite una cabina con le apparecchiature
ingombranti di cui aveva bisogno per sopravvivere.
Anche le sue corde vocali necessitavano di cure
continue, costringendolo a parlare sempre con un laringofono
potenziato. I medici avevano tentato di opporsi all'imbarco
del loro paziente per un lungo viaggio. Infine
avevano ceduto, ma solo a patto che uno dei giovani imbarcati,
il danese Renvn, studente di medicina all'ultimo
anno che si era proposto come infermiere, si addossasse la
responsabilit di assisterlo, dopo un corso accelerato.
Okiro Sachi aveva dichiarato a un giornalista di Tokyo di
sentirsi onorato per essere stato scelto come simbolo di
un'associazione impegnata nella difesa della natura. Non
solo a parole, ma decisa a combattere con ogni mezzo i nemici
che ne minacciavano la superstite integrit; e con grande
sorpresa dell'intervistatore aveva aggiunto: Il poco che
mi resta da vivere voglio impiegarlo in azioni dimostrative,
anche oltre i limiti imposti dalla legge. La sua voce aveva
rimbombato nel microfono. Sono fiero di partecipare alle
azioni che hanno progettato questi ragazzi.
Quando l'ambulanza lasci Okiro al Vengeance, i corrispondenti
di vari quotidiani della capitale e i redattori delle
reti televisive strinsero d'assedio Yoshi, che aveva accanto a
s il rosso Ian e la placida Asha.
Si susseguirono le domande, e le risposte furono espresse
con i consueti toni rabbiosi. I "militanti" avrebbero navigato
verso i "punti caldi" della Terra dove la natura era ferita,
offesa, a volte uccisa. E si sarebbero incaricati di vendicarla.
Dove? chiese uno dei giornalisti.
Anche con atti di violenza? aggiunse un altro, ricordando
la recente dichiarazione di Okiro Sachi.
No comment rispose Ian.
Ma chi vi finanzia?
No comment. Questo  un argomento riservato replic
a sua volta Yoshi.
Argomento non solo riservato, ma anche irrisolto
sbrait pi tardi Claude, stringendo con rabbia un polso
della ragazza che lo seguiva dalla Francia, la bionda Blanche.
Claude era lo skipper del catamarano, rampollo di
una delle famiglie pi ricche di Haiti. Dal padre aveva ottenuto
la disponibilit della grande imbarcazione con l'intesa
di guadagnarsi da vivere organizzando crociere charter.
Accordo che aveva dimenticato appena lasciate le
Antille. Aveva cambiato nome al catamarano, raggiungendo
prima l'Europa, poi l'Estremo Oriente, ansioso di
dar sfogo ai suoi bollori rivoluzionari, ispirati ai fanatici
programmi anarco-ecologisti di quelli che si erano autonominati
"paladini della Terra".
In tolda era in corso un'assemblea.
Siamo carichi di debiti ancor prima di muoverci per le
nostre dimostrazioni.
Erano sempre tumultuose le assemblee della KSH; ma
quella odierna avrebbe dovuto svolgersi in un clima pi
disteso, dopo aver imbarcato l'uomo-simbolo della loro
associazione.
Avete visto? Avevo ragione? Il nostro samurai s' dimostrato
una potente attrazione per i mass-media. Yoshi
ci teneva a sottolineare le proprie qualit di leader. Abbiamo
avuto attorno a noi l'intero branco degli animali
mandati da giornali e televisioni. Facile prevedere che
sar cos in ogni porto dove il Vengeance far scalo.
S, ma a quei porti dobbiamo arrivarci ribatt in tono
realistico Ted, lo scozzese. A tutt'oggi non sappiamo come
rifornire la cambusa, come acquistare gli speciali alimenti
prescritti dai medici per il nostro delicato ospite... e
siamo anche senza carburante.
Quella  una spesa inutile, noi siamo ecologici: andiamo
a vela.
Claude intervenne, sempre in tono rabbioso. Davvero?
E quando non ci sar vento e dovremo manovrare nei
porti, ti metterai tu ai remi?
Il relitto umano che abbiamo imbarcato ci mander in
rovina, se non lo siamo gi sibil sottovoce Raul, il cubano,
che si era opposto sin dal primo momento all'imbarco
del samurai.
Yoshi lo fulmin con lo sguardo. Con l'entusiasmo a
temperatura sottozero non andremo lontano. Guard
con aria di sfida tutti i presenti. Per la KSH, non ci sono
problemi di soldi. Lasciate a me e ad Asha il compito di
provvedere.
Bombay, Imperial Building - Novembre inoltrato.
Il telefono fu solo un sussurro, come la voce della segretaria.
Sahib, mi spiace disturbarla, ma la memsahib Ravah
ha urgenza di parlare con lei.
Il sahib Arunda Gaurih, indiano di origine parsi, era il
marito della memsahib Ravah, influente personaggio della
buona societ di Bombay. Lui ci teneva molto a esibire
gli status symbol della sua condizione sociale: il lucente
Rolex d'oro, una giacca di Armani, la Montblanc d'argento,
modello esclusivo, con la quale, chino sul suo scrittoio,
stava sommando cifre a molti zeri. Passami la linea rispose
alzando gli occhi al cielo.
Appena la moglie cominci a parlare, l'uomo stacc il
ricevitore dall'orecchio per evitare una lesione al timpano.
Ha chiamato Asha,  a Tokyo, in Cina.
Tokyo  in Giappone, cara. E non gridare.
Asha ci comunica una buona notizia. Ha ricevuto una
magnifica proposta di lavoro: l'hanno accettata come architetto
giovane in uno studio di quel posto...
Tokyo, hai detto.
S, la vogliono associare a un progetto per la costruzione
di un villaggio... come si dice... ecologico? S, ecologico,
ha detto proprio cos.  un progetto da fiaba. Non porter
danno a nessuno, n alle formiche n ai cinesi...
Ai giapponesi, vuoi dire.
S, s, ai giapponesi. Vivranno bene, in quel villaggio, la
luce elettrica e i condizionatori saranno alimentati dal vento
e al suo ristorante tutti si ciberanno con pasti di... con...
Macrobiotici.
Arunda, hai indovinato come sempre.
Ci vuol poco, Ravah.
No... veramente ci vuole molto.
Cosa vuol dire molto?
Molto denaro, mi  parso di capire.
Quanto chiede questa volta la nostra adorabile figlia
architetto?
Occorrono molti dollari per costruire il villaggio. Dovranno
farlo su un'isola deserta. M'ha detto anche il nome,
ma non lo ricordo. Un posto lontano.
Quanto?
Quanto lontano?
No, quanto vuole.
Sono i suoi soci a volerlo, Arunda, non lei. Lei vive di
nulla, lo sai.
Arunda Gaurih non la pensava cos. Da tre anni i versamenti
alla figlia erano cresciuti a ritmo continuo.
Quanto? chiese ancora, preparandosi a scrivere un
ennesimo appunto da aggiungere ai tanti post-it disseminati
sull'agenda.
Un quarto d'ora pi tardi usc dal garage sulla Mercedes
300 che l'autista sikh guidava lentamente, evitando di
investire la corte dei miracoli accampata davanti all'ingresso
del grattacielo lucente di acciai levigati dove aveva
sede la Gaurih Contractors.
Erano poveri d'ogni et e sesso, infelici con arti mancanti
o paralizzati, fauna umana pi che miserevole nell'attesa
speranzosa di qualche rupia. Non ne avrebbero vista
nemmeno una. I cristalli della Mercedes erano chiusi e
costituivano un'invalicabile barriera sonora e sociale, oltre
a essere uno scudo termico tra il calore asfissiante della
strada e l'interno climatizzato dell'auto.
Arunda Gaurih, impresario edile, era troppo abituato
allo spettacolo per gettargli anche un solo sguardo. Aveva
altri pensieri per la testa mentre si dirigeva al nuovo quartiere
in costruzione: trecento appartamenti destinati a concittadini
di fede parsi. Le costruzioni crescevano senza disturbi
sindacali e in piena intesa con le autorit cittadine,
doverosamente lubrificate. Dal momento che la prevendita
degli appartamenti era quasi completata, Arunda avrebbe
potuto rallegrarsi con se stesso e il suo destino, se non ci
fosse stato il problema degli avvoltoi. Non se ne vedevano
quasi pi in volo sulla citt; cos rischiava di servire poco o
nulla la torre che aveva gi innalzato per consentire ai suoi
correligionari, fedeli alla tradizione, di deporvi i corpi dei
defunti perch venissero divorati dai sacri rapaci.
Gli avvoltoi metropolitani non si riproducevano in gran
numero come un tempo, e questo avrebbe potuto creargli
qualche problema. Subito dopo Arunda pens a sua figlia
e alla militanza della ragazza tra i verdi della citt. Si irrit
ricordando quanto gli costava Asha, senza alcuna
contropartita. Ora avrebbe potuto finalmente essergli utile,
promuovendo una campagna per il ripopolamento degli
avvoltoi, o almeno per la protezione degli ultimi spennacchiati
superstiti, che resistevano ai pestilenziali fumi
che gravavano su Bombay.
Ma Asha non c'era, e lui doveva inviarle una cifra non
indifferente, grazie alla quale sarebbe restata lontana chiss
per quanto tempo ancora.
Avvoltoi a parte, sperava che non tutto il male venisse
per nuocere e che la ragazza, con quei soldi, non solo entrasse
a far parte di un'importante impresa di costruzioni,
ma riuscisse finalmente a trovare un marito.
In fondo anche lui, da giovane, s'era fatto prestare una
cifra consistente nel tentativo di far colpo su Ravah. La
sua ricchissima futura sposa non l'avrebbe degnato di
uno sguardo, se lui non si fosse presentato nella giusta luce
a chiederla in moglie. L'operazione era riuscita e la sua
implorante richiesta di denaro ai parenti non era stata una
vergogna, ma un ottimo investimento. Per di pi, i cinquantamila
dollari che servivano ad Asha non sarebbero
usciti dalle sue tasche, ma sarebbero stati prelevati dagli
inesauribili fondi bancari della madre.

San Diego, Cantieri Crosswell - Novembre inoltrato.
Che cos' questa storia? Cosa sono queste misure di sicurezza?
Qualcuno mi sta dando la caccia come se fossi
depositario di un segreto militare? Stiamo scherzando, vero?
Io sono un pacifico studioso di calamari, cosa c'entrano
queste precauzioni?
Wolfgang Hald Brailich aveva cominciato a protestare
solo pochi minuti dopo aver emesso un fischio d'ammirazione
di fronte al DR preparato per la missione di cui era il
consulente scientifico. La sua reazione era stata provocata
dall'ingegner Nasalli, che gli aveva comunicato alcune varianti
al programma di soggiorno concordato via e-mail.
Il suo aspetto era assai cambiato dal tempo in cui era
uno sconosciuto giovane cetologo dell'ECOLD, settore MMS.
Adesso era professore alla Freie Universitt di Berlino, e
la sua fama era cresciuta di pari passo con la larghezza
della sua circonferenza. Dalla cintura dei pantaloni giallo
ocra emergeva una pancia tondeggiante, resa ancor pi
evidente dalla giacchetta a scacchi marrone e neri di una
misura troppo piccola. Anche lo spessore delle lenti, nella
montatura di plastica rosso fuoco, era aumentato in misura
inversamente proporzionale al numero di capelli; pochi,
scarmigliati e scoloriti.
Nasalli lo aveva accolto al cantiere, e dopo un rispettoso
saluto gli aveva comunicato che non aveva potuto confermare
la sua prenotazione al Wilshire Hilton di Los Angeles,
ma aveva fissato un appartamento in un residence
di San Diego, dove un'agenzia specializzata avrebbe potuto
proteggerlo da eventuali pericoli.
Ma proteggermi da chi? strill in falsetto il cattedratico.
Nasalli si blocc e Juv intervenne in suo soccorso.
Professore, mi stia a sentire.
Lei  italiano? gli chiese Brailich, sorpreso.
S. E so che lei parla benissimo la mia lingua.
Certo. Da vent'anni vado in vacanza ogni estate a Positano.
Lei chi ?
Il sardo si present e aggiunse, indicando il DR: Questo
minisub sembra interessare molto a... certa gente che non
definirei proprio per bene. Portandosi una mano alla testa
dov'era ancora visibile il segno violaceo della contusione,
continu: Hanno provato a corrompermi e poi mi
hanno aggredito, ma non sappiamo cosa vogliano esattamente.
Proteggere lei vuol dire proteggere l'intera missione
e i suoi membri.
Per questo la direzione ha ritenuto necessario far sorvegliare
la zona del cantiere aggiunse Nasalli, riuscendo
finalmente a riprendere la parola. E da parte mia mi sono
permesso, per la sua tranquillit, di fissare l'alloggio in
una residenza sorvegliata.
E adesso come va? s' calmato? chiese pi tardi Marco
Arnei, al telefono con l'amico.
Apparentemente s, anche se ogni cinque o dieci minuti
tira fuori un paio di elastici e ci giocherella; li intreccia
tra le dita, li infila tra i pochi capelli che ha...
Un bell'esercizio!
Alternato a un altro, in cui si  esibito questa mattina:
s' tolto la giacchetta all'improvviso, ha dichiarato di doversi
allenare e s' messo a correre ansimando e sudando
tra i capannoni del cantiere. Operai e tecnici si sono divertiti
molto.
Sarah s'inser nella conversazione, togliendo il telefono
a Marco. Salve, Juv. Dimmi qualcosa di pi serio.
Sul professore?
Sui suoi interventi, consigli...
 un vero professionista. Ha subito verificato come abbiamo
applicato le sue direttive sui sistemi di difesa e attrazione.
Ha capito che alcune misture da lui consigliate
non erano sufficientemente liquide per essere espulse facilmente
dagli iniettori oltre i mille metri e ha chiesto di
poter lavorare in un laboratorio con l'assistenza di due
esperti. Dopo venti ore filate ci ha portato un carico di
maleodoranti intrugli dal fetore disgustoso, resi pi fluidi
senza perdere la composizione gi sperimentata su vari
calamari in acquario. Sempre che l'architeuthis possa avere
gli stessi gusti dei suoi piccoli fratelli.
Quanti giorni mancano per finire tutti i lavori al DR?
Una settimana al massimo, anche se lui ha chiesto
un'ulteriore applicazione al Nautilus. Dobbiamo collegarla
al quadro comando, e sar un'operazione delicata per
evitare l'impatto con le pressioni massime previste in immersione.
Ti riferisci alla dotazione di un impianto sonoro esterno?
Brailich ne ha accennato anche a noi.
S. Sostiene che ci dar grandi vantaggi. Non ha per
voluto dirmi con quale brano musicale intende sedurre il
nostro bestione.
Ce lo dir quando sarete tutti qui a Auckland, a fine
mese.

Auckland, Resort Club - Primo dicembre.
Signori e signore, benvenuti!
La chioma bianca di sir William Faber Niau era al centro
del raggio luminoso di un riflettore, mentre il resto
della grande sala, gremita e silenziosa, era immerso in
un'oscurit velata.
Nei mari del mondo, siano essi tropicali, temperati o
glaciali, nelle profondit di quel mantello liquido che copre
i sette decimi del nostro pianeta, non solo giace ogni
sorta di ricchezze, ma migliaia di forme di vita sono ancora
completamente sconosciute a noi, presuntuosi padroni di
questo pianeta. Inviamo astronauti a studiare la Luna, progettiamo
sbarchi su Marte, abbiamo lanciato sonde al di l
del sistema solare e in un satellite di Giove per sapere cosa
nasconde il suo guscio di anidride carbonica congelata.
Migliaia di intelligenze e interi istituti di ricerca sono impegnati
da decenni in un'avventura spaziale certamente
suggestiva e necessaria per ampliare lo spettro delle nostre
conoscenze. Questa costosa corsa allo spazio, alle lontananze
infinite,  stata per concausa, per mancanza di fondi,
di un deplorevole disinteresse per la ricerca nell'immenso
spazio delle acque che ci circondano. Cos noi, nel
XXI secolo, non sappiamo ancora cosa nascondano le distese
profonde dei nostri mari, e nemmeno sembriamo ansiosi
di saperlo. Non mi riferisco solo alla ricerca delle microscopiche
creature che formano il plancton, oppure alla
catalogazione di mille e mille specie di microrganismi, ma
alla nostra ignoranza in altri importanti settori. Nulla sappiamo
di preciso su certe creature di grandi dimensioni,
malgrado esse abbiamo suscitato curiosit e orrore ancor
prima dell'anno Mille. L'uomo con le sue sofisticate tecnologie
non  mai riuscito a vedere viva una di esse. Eppure
popola i mari in migliaia di esemplari di dimensioni enormi.
Signore e signori, vi presento...
Le luci della sala s'accesero di colpo per mostrare sospeso
a invisibili fili un essere modellato in plastica che
sovrastava la sala.
L'architeuthis rex... il giant squibb!
Gli occhi dei presenti e le telecamere puntavano verso
l'alto, il brusio saliva mentre i cameramen, colta l'immagine
del gigante marino, tornavano a inquadrare l'oratore
in primo piano.
Signori, avete davanti ai vostri occhi una forma di vita
ancora sconosciuta della quale ci sono noti solo alcuni dati:
la lunghezza pu raggiungere i diciotto metri, il peso
superare le due tonnellate. La sua presenza  provata in
tutti i mari del nostro pianeta, il suo habitat  a grandi
profondit. Alla sua ricerca, per averne finalmente diretta
conoscenza, io dedicher i restanti anni della mia vita, con
l'aiuto del maggiore studioso in questo campo, il professor
Wolfgang Hald Brailich, della Berliner Freie Universitt.
E giovandomi dell'esperienza di chi  considerato
tra i pi esperti e i pi coraggiosi studiosi dell'alta profondit,
il professor Marco Arnei dell'Universit di Pisa, coadiuvato
dalla dottoressa Sarah Morasky. Sir William lasci
svanire il prolungato applauso e concluse: Lascio a
loro il compito di illustrarvi il nostro progetto.
Sfior un pulsante e la sua poltrona si mosse lateralmente
per uscire di campo. Brailich prese posto sul palco
riservato agli oratori e mentre consultava i fogli che aveva
in mano, Juv sussurr all'ingegner Nasalli giunto con lui
da San Diego: Speriamo che non si metta gli elastici nei
capelli....
Be', sembra calmo.
Gi. Si  fatto la barba e ha persino la cravatta.
Gli servir per pulire gli occhiali, vedrai.
Brailich cominci a parlare con un tono di voce basso.
Nessuno ha mai visto l'essere misterioso con il quale cercheremo
un contatto ravvicinato, per conoscerlo e studiarne
le reazioni. Su di lui, colossale cefalopode chiamato
architeuthis, inquietanti enigmi aleggiano sin dall'epoca medievale.
Sulla sua forza e la sua aggressivit si sono moltiplicate
mille fantasie. La profondit del suo habitat lo ha difeso dalla
curiosit dell'uomo. Sono state studiate parti mozzate o
dilaniate portate in superficie da correnti marine e gettate
sulle rive in varie regioni del mondo. Altre testimonianze ci
vengono da brandelli del suo corpo rinvenuti nello stomaco
dei capodogli con i quali ingaggia lotte disperate, e lo testimoniano
le cicatrici lasciate dai suoi tentacoli sui corpi dei
suoi nemici. Del capodoglio sappiamo quasi tutto, nei limiti
entro i quali l'uomo pu conoscere un abitante del mare. Per
ci che riguarda il suo avversario, invece, siamo stati capaci
solo di definirlo un mostro!
A questo punto fece una pausa calcolata, poi indic il
simulacro dell'architeuthis incombente su di lui.
Ma  veramente un mostro? Difficile rispondere, poich
nelle profondit oceaniche dove vive l'esplorazione
scientifica s' spinta solo in rare occasioni con batiscafi
che non consentivano mobilit e offrivano una visibilit
minima. Per questo il giant squibb, come lo chiamano gli
americani, resta una creatura sconosciuta. Possiede otto
possenti braccia e due tentacoli che possono raggiungere
la lunghezza di quasi dieci metri e hanno funzioni di difesa
e di offesa. Serpentini e strangolatori, con appendici
multiple munite di uncini e ventose, sono in grado di trattenere
e stritolare qualunque essere vivente finisca nel loro
abbraccio. Ha un becco poderoso... Brailich indic ancora
il modello. Il suo corpo  protetto da una pelle tanto
resistente che potremmo considerarla una corazza.
Consult i suoi appunti e sorrise scuotendo la testa.
I cultori della fantabiologia lo ritengono una forma di
evoluzione diversa, se non addirittura una creatura aliena
giunta sulla Terra da un mondo sconosciuto. Non citerei
nemmeno queste favole, se non volessi sottolineare come
sia sempre la nostra ignoranza ad alimentare simili fantasie.
La missione al centro del Pacifico intende cancellare
questa lacuna imperdonabile nel campo della conoscenza
scientifica diretta. Noi sappiamo bene che non sar una ricerca
facile n senza pericoli; ma se riusciremo nel nostro
intento, il merito sar anche di un grande oceanauta, il
professor Arnei.
Applausi, un altro gioco di luci e Marco inizi il suo intervento,
presentando prima Sarah Morasky, che per l'occasione
non indossava una delle sue multicolori T-shirt,
poi Juv Manunzi, definendoli "amici preziosi e collaboratori
indispensabili".
Sul lato della sala buio sino a quel momento inizi una
proiezione. Mentre apparivano immagini del DR, Marco
enumer brevemente le caratteristiche del mezzo in grado
di muoversi veloce sott'acqua in ogni direzione. Accenn
alla possibilit di superare i mille metri sotto il livello del
mare sopportando una pressione di oltre cento bar.
Avremo a nostra disposizione autonomia di propulsione,
fonti di luce e ossigeno per dodici ore. I bracci meccanici
ci consentiranno a qualunque profondit di muovere
un apparato fotografico e una telecamera, entrambi
digitali, e un potente faro voltaico. Pur non avendo nessuna
intenzione offensiva, abbiamo munito il DR di strumenti
di difesa. Ma a questo proposito vorrei rassicurare gli
ambientalisti: li useremo solo se ci troveremo in condizioni
di pericolo. Sarah Morasky comander il DR e accanto a
me avr sir William Faber Niau, che non  solo ideatore e
mecenate di quest'impresa ma  deciso a viverla fino in
fondo con noi.
Un applauso fragoroso risuon nella sala insieme all'invito
a sir William di tornare al microfono.
Grazie, grazie... Con l'aiuto del Tiki Ruau, il dio maori
protettore dei vecchi e di chi sfida le incognite, non perder
neanche un'immersione. I miei antenati, guidati da
lui, navigarono sin qui dalla lontana Polinesia su delle
semplici canoe. Noi scenderemo nel buio abissale dello
stesso mare, in un guscio di perspex e acciaio. Tiki Ruau ci
protegger. Ora vi invito a seguirci nel piazzale accanto
dove il DR  pronto a entrare in acqua: il suo nome  Nautilus.
Sarei felice se vorrete partecipare ai festeggiamenti
per il suo battesimo.

Yokohama, a bordo del Vengeance - Stesse ore dello stesso giorno.
Era notte profonda sulle terre e sul mare tagliati dal
meridiano del Giappone, e soffiava un vento gelido. Lungo
il molo isolato del vecchio porto dei pescherecci, nel
silenzio assoluto, si diffondeva a folate l'eco di una voce
ampliata da un televisore tenuto a volume molto alto. Era
la voce di sir William Faber Niau, a Auckland.
L'equipaggio era raccolto sulla stinta e sporca moquette
nel quadrato del catamarano. Al centro del gruppo Yoshi,
eccitata, gesticolava contro il televisore. Come gli altri,
imprecava quasi a ogni parola pronunciata a molte
migliaia di chilometri di distanza e trasmessa in diretta
dalla CNN.
Una figura in piedi era sorretta da Renvn, incaricato
di essergli sempre vicino: era Okiro Sachi, immobile mentre
ascoltava. Per via della muta di tessuto intrecciato in
alluminio, che lo fasciava completamente, qualcuno a
bordo lo chiamava "la mummia", oltre il consueto appellativo
di "samurai nucleare".
Sir William Faber Niau aveva appena terminato la sua
esposizione alla stampa e alla tv internazionali e l'operatore
della CNN inquadrava il suo braccio che si levava per
rispondere all'applauso quando, nello stesso momento,
sul Vengeance un ruggito ammutol i ragazzi.
Ecco il nemico ansim nel laringofono Okiro. Dev'essere
lui il nostro primo obiettivo.

Los Angeles, Mitchell Building - Medesimo giorno.
Allo stesso orario di Auckland e di Tokyo corrispondeva
un tardo pomeriggio, sul fuso orario della California. Il
momento in cui migliaia di auto incolonnate nella peggiore
ora di punta della giornata si spostavano da un estremo
all'altro della Highway 101 a Los Angeles.
Un fiume di luci intermittenti a perdita d'occhio si rifletteva
nella vetrata alle spalle dell'uomo seduto a un'ampia
scrivania, mentre seguiva su un televisore extrapiatto al
plasma la diretta della CNN dalla Nuova Zelanda. Il suono
stereofonico amplificava i ripetuti applausi e mandava in
bestia l'elegante quarantenne in ascolto.
Fottuto maiale, ecco cosa tramava. Altro che spedizione
scientifica! Con un battage pubblicitario di questo calibro
siamo fregati. Hai capito, Erika?
La donna seduta sulla poltrona davanti alla scrivania di
cristallo, dove a caratteri cubitali era incisa la sigla UTPI,
scosse la testa con aria scettica. Secondo me non hai nulla
da temere. Quel paralitico non trover mai in fondo al mare
la bestiolina che dovrebbe renderlo famoso. E se l'incontrer,
ci penser lei con i suoi tentacoli a trascinare nell'abisso
il vecchio e quei ciarlatani assoldati in Europa.
La trover, invece, vedrai. Il bastardo non si far fregare.
Ha anche munito di strane armi il suo avveniristico batiscafo...
A proposito, sei riuscita a sapere qualcosa di pi
preciso?
Il presidente e proprietario della Universal Tuna Processing
Incorporated, diretta concorrente della GTCC di sir
William Faber Niau, pose la domanda allentandosi la cravatta
con un gesto nervoso.
La bella Erika rise, eludendo l'interrogativo.
Quando un uomo raggiunge la tua posizione, riuscendo
in meno di dieci anni a diventare il diretto concorrente
dell'industria pi potente al mondo per il tonno in scatola,
non pu illudersi di ottenere risultati con un'agenzia
ridicola e due mezze tacche...
Non intendevo muovere pedine importanti per un
compito tanto semplice, okay?
Io invece le ho mosse, mio caro. Ho telefonato a Samuel
De Cyhac. Forse non sai che la sua finanziaria  una
delle sostenitrici dei Cantieri Crosswell.
Bella scoperta. Tutti i cantieri americani ricorrono alle
banche.
Alla Crosswell la situazione non  diversa. Pare che i
dirigenti interpellino De Cyhac un giorno s e uno no, da
quando la concorrenza di Taiwan si  fatta cos massiccia
da metterli in difficolt.
E cos il vecchio Samuel, in cambio di un'ulteriore
apertura di credito, ha chiesto a qualcuno della Crosswell
un piccolo favore, eh?
Proprio cos, mio caro ingenuo.
E tu cos'hai offerto, in cambio?
Accontentati di sapere che domani qualcuno ci far sapere,
in tutti i dettagli, com' stato costruito e armato il
mezzo sottomarino ordinato dal paralitico. Con quelle
informazioni potremo muoverci e organizzare delle contromosse.
E speriamo di chiudere in fretta questa storia,
cos potrai tornare a occuparti di cose serie. Soprattutto di
me, spero.

Nel porto e al largo di Auckland - Met dicembre.
Brailich apparve sul molo nel tardo pomeriggio. Aveva
l'aria stravolta.
Si sente bene, professore? gli chiese Juv, il primo ad
andargli incontro. Marco e Sarah, con l'ingegner Nasalli,
erano impegnati a piazzare il minisub a poppa dell'HT
300, la nave idrografica.
Brailich quel mattino, disinteressato alle lunghe manovre
di carico, aveva repentinamente deciso di noleggiare
un'auto per conoscere meglio i dintorni di Auckland. E
non s'era presentato al porto.
Un comportamento a dir poco singolare aveva commentato
Sarah, gelida: doveva sforzarsi per vincere un'istintiva
antipatia nei suoi confronti.
Adesso il tedesco, seguito da Juv, saliva sul ponte farfugliando
scuse, mentre senza tardare oltre prendeva il largo
la pesante unit messa a disposizione per le prove del
DR dall'Istituto idrografico neozelandese.
Il comandante ricord ai presenti che il programma
prevedeva di navigare tutta la notte per essere pronti alla
prima immersione di collaudo a media profondit oltre
Fanal Island. L'operazione avrebbe avuto inizio alle prime
luci dell'alba, quando le condizioni del mare erano ideali.
Questa sera arriveremo pi tardi del previsto, ma domattina
l'orario delle immersioni non subir alcun ritardo.
La notte trascorse tranquilla. Sarah ripass le procedure
di manovra con Juv, all'interno del DR sistemato a poppa.
Non aveva nemmeno tentato di estendere a Marco l'invito
a questo ennesimo test della complessa tecnologia operativa
del minisub. L'italiano non avrebbe sopportato di entrare
ancora una volta in quella scatola d'acciaio per simulare
manovre che comunque avrebbe eseguito lei.
Brailich, bench avesse dormito come un sasso, appariva
ancora frastornato quando si present sul ponte di
poppa al momento dell'immersione: erano le cinque e
trenta di un mattino di sole splendente sull'orizzonte
sgombro di nubi, e di mare piatto. Il Nautilus fu calato per
un'immersione prevista a centocinquanta metri, sufficienti
per collaudare operazioni di velocit, manovrabilit,
uso dei bracci mobili, impianti di comunicazione con la
superficie, accensione del faro voltaico. E verifica dell'impianto
sonoro voluto da Brailich.
Al momento del test acustico, il biologo si precipit accanto
alle comunicazioni dell'HT 300 e segu con attenzione
l'intera prova. Alla fine sorrise soddisfatto nell'udire i suoni
chiari e netti emessi dall'idrofono esterno del Nautilus.
Questa non rappresenta una novit concluse rivolgendosi
al comandante O'Knil. Le onde sonore si propagano
meglio nell'acqua che nell'aria. Ma il fatto di averne
conferma dall'ottimo impianto installato sul DR mi rassicura
molto;  una certezza, per la nostra futura ricerca.
O'Knil non riusc a capire il perch di tanta eccitazione
per gli anonimi suoni che il DR emetteva centocinquanta
metri sotto il filo delle onde; comunque l'importante era
che tutto avesse funzionato senza intoppi. La tensione si
allent quando Marco e Sarah si liberarono dei pesanti indumenti
indossati per vincere il freddo della profondit e
dopo la doccia si unirono al gruppo che sul ponte stava
iniziando a mangiare. Brailich non partecip, ammettendo
di temere molto il mal di mare.
Ma oggi  calma piatta...
S, ma ho paura di soffrirne lo stesso confess lui chinando
la testa e passandosi le dita tra i capelli.
Un'ammissione tir l'altra, e Juv venne cos a sapere le
ragioni del ritardo che tanto aveva irritato Marco e Sarah il
giorno prima. Era stata una strana passeggiata, quella compiuta
dall'accademico nei verdeggianti dintorni della citt.
L dove si era spinto per ammirare dall'alto il panorama
del golfo, si era trovato di fronte un sorprendente cartello:
PROVATE QUI LA MACCHINA CHE INSEGNA A VINCERE IL MAL DI
mare. Una folgorazione, per una persona ossessionata dalle
lunghe settimane da trascorrere sulle onde dell'oceano.
Cos non aveva resistito alla tentazione di mettersi alla
prova, aveva pagato e si era affidato ai due incaricati di
sottoporlo alla cura.
Braccia nerborute l'avevano afferrato e rinchiuso in una
sfera di dimensioni pi piccole contenuta in una pi grande.
Entrambe di plastica morbida, trasparente, e separate
da una camera d'aria, formavano una palla posta alla sommit
di una collinetta erbosa. L dentro, raggomitolato su
se stesso, con la grossa pancia quasi in bocca, troppo tardi
s'era reso conto di non essersi affidato a una cura, ma a un
gioco estremo. Spinta dagli addetti, la palla aveva cominciato
a rotolare per il pendio. La parte esterna rigonfia d'aria
l'aveva riparato dai colpi sul terreno, mentre il suo corpo
ruotava nella sfera pi piccola. Tra salti e rimbalzi,
girando su se stesso a velocit crescente, aveva creduto di
morire. Al termine della prova aveva cominciato a vomitare
e gli era occorso molto tempo, prima di essere in condizioni
di guidare la macchina e tornare in citt.
Sono proprio un coglione. Avrei dovuto metterci un
attimo a capire che era una fregatura. E ho anche pagato
cinquanta dollari per la soddisfazione di vomitare in collina.
Imperdonabile.
Quando Maddy rifer la cosa a sir William, sforzandosi
di restare seria, il vecchio scoppi in una risata cos fragorosa
da costringere Mac a interrompere il massaggio.
L'indomani ripresero le riunioni e gli scambi di informazioni.
Brailich era ancora giallo come un limone, ma teneva
banco tra visi inquieti per il futuro. Il DR era perfetto,
tuttavia le incognite sull'architeuthis restavano tutte.
Cari amici, l'unico dato che noi studiosi conosciamo
bene dei calamari giganti si riferisce al becco. Quando uno
di questi cefalopodi finisce nel capace stomaco di un cetaceo,
suo principale nemico, i becchi, per la loro natura ossea,
non vengono intaccati dal processo di digestione, e
cos li troviamo.
Con due o tre becchi nello stomaco, quei poveracci
avranno dei crampi pazzeschi. Sarah non aveva voglia di
scherzare, ma non seppe trattenere la battuta.
Due o tre? Non hai letto il saggio di Franz Kiak?
No, non l'ho letto.
Racconta che il suo collega Malcolm Clarke in un capodoglio
pescato e sezionato in Sudafrica ha trovato migliaia
di becchi. Dico migliaia!
Sarah spalanc gli occhi, e anche Marco; avevano letto
libri e saggi sul calamaro gigante, ma nessuno citava una
simile notizia.
Per essere precisi Clarke ha contato diciottomilacento-
quindici becchi di ogni dimensione nello stomaco di quel
cetaceo.
Non sarebbe bastata una tonnellata di Alka Seltzer a
digerirli. Juv aveva il dente avvelenato sulla cucina neozelandese
e da due settimane era diventato un esperto in
digestivi. Il professore non rise alla battuta; era intento a
cercare qualcosa nella borsa. Ne tir fuori una busta.
Osservate in questi fotocolor i differenti becchi di
architeuthis. Non sono solo diversi per misura, ma anche per colore.
Quelli verdi sono i pi piccoli, e appartengono a calamari
giovani; quelli color ambra o quasi neri ai pi vecchi.
Spero che il plexiglas del DR sia in grado di resistere ai
colpi violenti di quelli pi grossi mormor Sarah.
Tranquilla, abbiamo testato la resistenza della sfera
trasparente a pressioni sino a 300 bar la rassicur Juv.
E le percussioni sino a 9.8 mach, cio come un martello
pneumatico dei pi potenti aggiunse Nasalli
Ho piena fiducia nelle prove di resistenza, ma vorrei
sapere se qualcuno ha mai misurato la forza di percussione
di un becco nero... senza dimenticare che, oltre che forte,
un vecchio architeuthis potrebbe anche essere molto incazzato.

Honolulu, Halekulani Hotel - Dicembre.
Io desidero un esemplare dal becco nero dichiar il
giovane hawaiano seduto di fronte a Frank Symons e alla
sua assistente appena giunti da Los Angeles.
Perch un becco nero?
Perch secondo lo specialista di questi giganti, un
architeuthis dal becco nero  molto vecchio.
E lei vorrebbe catturarne uno vecchio? Non sarebbe
una fatica inutile?.
Un esemplare giovane potrebbe essere troppo forte e
sfasciare la vasca dove ho intenzione di esporlo. E poi, al
momento della cattura, potrebbe danneggiare il sistema
d'intrappolamento che abbiamo ideato.
L'uomo celava lo sguardo dietro occhiali molto scuri, indossava
una T-shirt Patagonia sui bermuda e Nike ultimo
grido.
L'insieme casual e ricercato era in netto contrasto con
l'eleganza formale di Symons: completo di lino beige, camicia
e cravatta impeccabili, mocassini italiani.
Lui e la sua assistente, sbarcati da poche ore dall'executive
Jet dell'UTPI, erano alloggiati nella Diamond Head
Suite dello splendido hotel dove avevano ricevuto Peter
Kalimata, il giovane biologo con il quale Erika era entrata
in contatto per organizzare un'efficace contromossa all'iniziativa
pubblicitaria montata dalla GTCC.
Kalimata era stato individuato da un centro di ricerche
scientifiche alle Hawaii, dov'era conosciuto come biologo
marino che da tempo progettava una caccia al giant squibb.
Spero di trovare qualcosa che faccia andare di traverso
la digestione a quel fottuto meticcio aveva esclamato con
rabbia il californiano, salendo sull'executive per il volo diretto
a Honolulu.
Smettila di sognarlo ogni notte, mio caro gli aveva intimato
Erika. Lei era meno impaziente di Symons, e temeva
una battuta sbagliata proprio mentre stava per saggiare
con attenzione le reali possibilit del piano suggerito
dal giovane scienziato seduto di fronte a loro. Aveva consultato
due esperti per avere un parere qualificato, e a prima
vista la proposta era sembrata interessante. Ascoltandolo,
Erika non aveva cambiato idea.
Symons invece era confuso. Quel tipo citava libri pubblicati,
la sua laurea honoris causa in un'universit cilena
per studi approfonditi sui decapodi, e forte di questo curriculum
offriva i suoi servigi all'UTPI.
Il mio maestro  stato Jack Massol, al quale verr presto
conferito il Nobel per studi sulla biologia bentonica.
Lui mi ha guidato nella realizzazione del Parco marino
dell'isola di Maui, unico al mondo dedicato ai decapodi,
in particolare ai calamari.
Il giovane biologo aveva intuito che la collaborazione
di Erika era indispensabile per convincere quell'uomo
dallo sguardo inespressivo a finanziare il suo progetto.
Era noto come uno dei pi ricchi industriali del mondo, e
considerato un uomo con fama di vanit rara e di ragguardevole
stupidit. Bilanciata dall'astuzia istintiva, animalesca
della sua factotum.
Lo aveva dimostrato anche in questo caso: infatti Erika,
gi a Los Angeles, aveva potuto accertare le credenziali
scientifiche del giovane esperto hawaiano muovendosi
con destrezza nella giungla di notizie, idee e offerte che
affollavano Internet. In queste indagini riusciva sempre a
battere, da sola, l'ufficio ricerche dell'UTPI, con i suoi dieci
impiegati.
Individuato il sito web del Parco marino di Maui e contattato
il direttore, aveva intuito subito di aver fatto centro.
Il personaggio si era dichiarato professore di biologia
e aveva garantito di poter fornire assistenza per un programma
di ricerca nel campo. Un entusiasta, sempre a
caccia di fondi per qualche suo progetto: proprio quello
che lei cercava.
Adesso erano di fronte.
Lui, con cautela, scopr poco a poco le sue carte; Erika,
al contrario, non gioc le sue. Usando la sperimentata tecnica
della doccia calda e fredda, mise in allarme il suo interlocutore
facendogli sospettare di non essere il solo al
mondo a pensare a un programma mirato alla cattura di
un giant squibb vivo. Allo stesso tempo adulandolo. Il suo
progetto ci interessa, Peter. Unendo le sue idee alle preziose
informazioni che gi possediamo, potremmo trovare
un accordo e organizzare insieme un'operazione vincente.
Lei sta studiando da anni un piano che immagino sia
complesso e difficile...
E certamente anche molto costoso la interruppe
Symons, gi annoiato dalla schermaglia tra i due. Mi dica
quanto chiede per lavorare con me, okay? L'intercalare
Okay gli sembrava utile e insostituibile come il bacon
con le uova.
Peter Kalimata non era solo pieno di s e assetato di
successo, ma aveva sufficiente esperienza da aspettarsi un
simile interrogativo. E aveva gi preparato una risposta
interlocutoria.
Domani voleremo a Maui e nel centro studi che dirigo
lei potr vedere l'apparato per catturare l'architeuthis. Le
posso garantire che rester stupito non solo per il mio
progetto, ma per lo spettacolo che offrono le vasche dove
esibiamo i nostri pezzi rari. Vi innamorerete entrambi dei
miei esemplari preziosi, come il calamaro-vampiro.
Pensa che i nostri gusti siano cos perversi? rise Erika.
La bellezza unica e rarissima non pu non essere ammirata.
Quel singolare decapode, il vampyroteuthis infernalis
 minuscolo ma diventa tre volte pi grande quando si
irrita, e lascia stupefatti per i suoi colori. Le sue vescicole
fotosensibili, se irritate, emettono una miriade di sfumature
diverse. Una di esse, arancione, precede l'assalto alla
preda.
Se lo mangia in un colpo solo? Erika, suo malgrado,
stava perdendo l'aria distaccata che aveva deciso di mantenere.
S. In un lampo allunga due delle sue dieci braccia, afferra
la preda, la trascina alla bocca e con il becco la morde
riducendola in poltiglia, prima di ingerirla. In quel momento
le sue cellule bioluminose riprendono a mutare
verso una gamma di colori che si conclude con un lampeggio
di tonalit violacea... veramente sinistra.
Terrificante!
E quando allarga la viscida corona policroma dando il
via a una danza sessuale... un movimento, un guizzo diverso
da ogni altro... be', ogni volta quel vampiretto mi
d i brividi.
Erika sorrise all'eccitazione dell'ospite, che preso dalla
foga si era alzato in piedi per mimare i contorcimenti dell'animale.
Quando si rese conto di aver esagerato, torn a
sedersi accanto a Symons, e ricomponendosi dalla borsa
estrasse un pacco di fotografie a colori.
I decapodi non sono tutti mostri impressionanti. In
queste foto sono ritratti alcuni dei sessanta esemplari del
nostro Parco. Non ce n' uno eguale all'altro, a parte i tentacoli
che sono sempre dieci, e per questo sono stati chiamati
decapodi. Di loro si conoscono, a oggi, centottantuno
specie diverse...
Una bella famigliola mormor il tycoon, osservando
le foto con voluta indifferenza. A me per interessa solo
il fratello maggiore di questi mostriciattoli, sono stato
chiaro?... okay?
S, era stato chiaro. E Peter Kalimata si rese conto del
difficile esame che avrebbe dovuto sostenere l'indomani.
Doveva cercare di uscire dallo stato di fibrillazione che lo
possedeva dal giorno in cui era stato contattato dall'UTPI
di Los Angeles. Per tutta la notte si era girato e rigirato nel
letto, ossessionato da quell'orribile, invadente donna che
lo aveva abbordato al telefono. Ossessiva.
Domani i nostri ospiti non saranno per nulla interessati
alle vasche del Parco e ai meravigliosi esseri che ci vivono;
vorranno vedere il marchingegno per catturare 1 'architeuthis
e soprattutto vorranno capire se potr funzionare
e con quante probabilit di successo aveva detto a
Jimmy, suo amico e direttore della Bank of Maui. E poich
sarebbe inutile catturarlo se non fosse pronto l'ambiente
marino per conservarlo in vita come se si trovasse
a mille metri di profondit, quei due con i loro tecnici
vorranno valutare il progetto della vasca a massima pressione,
e convincersi che la costruiremo in maniera d'essere
in grado di ricreare l'habitat dove un architeuthis gigante
potr essere osservato dai visitatori del Parco e
sopravvivere in cattivit. Riuscir a fargli capire che costruirla
in modo da reggere una pressione sufficiente coster
non meno di tre milioni di dollari? Aggiunti agli altri
due per la realizzazione della macchina per catturarlo
e alle spese dell'intera spedizione fanno cinque. Saranno
disposti a tirarli fuori?
L'indebitamento per allestire il Parco marino e lo studio
del progetto per prendere ed esporre un architeuthis
avevano aperto una voragine di debiti che stavano travolgendo
Peter Kalimata. Jimmy, bench suo intimo amico
sin dai tempi della scuola e dell'universit, anche se
non frequentava pi i pub omosex durante la notte e le
onde delle spiagge alla moda di giorno, ora si trovava in
una situazione difficile. Non poteva pi ignorare la situazione
finanziaria in cui si trovava il Parco marino. E anche
se a malincuore, presto avrebbe dovuto prendere le
misure necessarie a carico del vecchio compagno di baldorie.
Quel disastro potr essere evitato se domani la troia
bionda convincer quell'imbecille a destinare un briciolo
della sua fortuna al progetto. In quel caso il Parco marino
sarebbe stato salvo; e lui, lo sconosciuto Peter Kalimata,
potendo esibire un essere mitico come l'architeuthis,
avrebbe potuto godere di un successo mondiale.
Soldi e fama!... come addormentarsi? Gli era difficile
raggiungere la calma che si era imposto in vista dell'incontro,
l'indomani. Avrebbe invece potuto dormire sonni
tranquilli se avesse saputo quanti segreti la "troia bionda"
era riuscita a sottrarre ai concorrenti per rendere pi efficiente
la sua trappola. La formula del cibo-esca e i suoni
di un prezioso nastro erano nelle sue mani.
Il segreto del professor Brailich, infatti, era stato carpito.
E per quanto Erika non potesse capirne il valore, l'uomo
che l'aveva sottratto le aveva riferito quanto il professore
tedesco doveva considerarli importanti, se li aveva
fatto chiudere (inutilmente!) nella cassaforte dei Cantieri
Crosswell, durante la sua permanenza a San Diego.
Auckland, grattacielo GTCC - Met dicembre.
Mac, dica al presidente che dall'ufficio stampa lo pregano
di leggere subito questo comunicato dell'AP appena
diffuso sul notiziario internazionale.
Sir William era disteso sul lettino da massaggio dopo essere
uscito dalla sauna ed essere rimasto a lungo sotto una
doccia gelata; con Mac, figlio del suo primo fisioterapista e
allenatore, si davano del tu. Non si era interrotta con lui la
tradizionale consuetudine di bandire ogni formalismo tra i
giocatori e il personale tecnico di una squadra sportiva.
Alla voce di Maddy, Mac reag con scherzosa durezza.
Presidente, non ti permetto d'interrompere il massaggio.
Senza attendere la risposta, tocc il pulsante del citofono.
Maddy, lasci quei fogli sul tavolo l fuori, per favore.
Mac, questo comunicato  importante.
Lei, che godeva della piena fiducia del presidente perch
riusciva a evitargli infinite seccature, aveva l'autorizzazione
a raggiungerlo in qualsiasi momento e ovunque
si trovasse; ma con un'eccezione, appunto: il territorio di
Mac. Regola sempre rispettata, perch sapeva bene quanto
giovasse al fisico e allo spirito del suo boss la cura quotidiana
del massaggio.
Oggi, per, aveva dovuto tentare d'importunarlo. E si
rassegnava malvolentieri a una lunga attesa. Sir William
doveva terminare tutte le fasi della lunga seduta e farsi
poi sistemare sulla sua poltrona mobile, dove avrebbe bevuto
lentamente, sino all'ultima goccia, un bicchiere colmo
di succo di frutta.
Solo a quel punto Mac gli porse i fogli lasciati da Maddy.
Un lungo comunicato stampa diramato dall'Associated
Press.
(ASS. PRESS) TOKYO
GHD 8751 BGILEB
IBX-BC - EROE DELL'ERA NUCLEARE CONTRO IL RE DEL TONNO
IN SCATOLA
RDS-686 - INT-NAT-ODGENE
A.P. REPORTS: QUESTA MATTINA ALLE 10,00 ORA DI TOKYO, L'INGEGNER
OKIRO SACHI, EX RESPONSABILE DEGLI IMPIANTI AL PLUTONIO
NELLA CENTRALE DI TOKAIMURO, HA TENUTO UN'AFFOLLATA
CONFERENZA STAMPA NELLA SALA CORRISPONDENTI ESTERI,
CONVOCATA DA UN'ASSOCIAZIONE SINO A OGGI SCONOSCIUTA
CHE SI PROCLAMA "KSH KAI SHIZEN HOFUKU, ASSOCLAZIONE-NATURA-VENDETTA".
L'INGEGNERE A SUO TEMPO ERA STATO DEFINITO
DAI MASS-MEDIA "KAMIKAZE DELL'ERA ATOMICA" PER AVERE
CON GRANDE CORAGGIO INTERROTTO LA FUGA DI RADIAZIONI
CHE AVREBBERO POTUTO CAUSARE UN OLOCAUSTO NUCLEARE.
COSTRETTO A PROTEGGERSI IN UNA MUTA BIOTECNICA CHE PRECARIAMENTE
SUPPLISCE ALL'EPIDERMIDE BRUCIATA, HA DETTO: "INTENDIAMO
INTRAPRENDERE LA NOSTRA PRIMA AZIONE DOV' IN
CORSO UN ATTO DI VIOLENZA". OKIRO SACHI HA INDIVIDUATO IN
WILLIAM FABER NIAU, PROPRIETARIO DELLA COMPAGNIA NEOZELANDESE
DA DECENNI LEADER MONDIALE PER LA PRODUZIONE DI
TONNO IN SCATOLA, IL RESPONSABILE DI QUEST'ATTO DI VIOLENZA.
"QUELL'ASSASSINO DEL MARE, NON CONTENTO DI DEPREDARLO
QUOTIDIANAMENTE CON LE SUE FLOTTE DA PESCA, INTENDE
ORA INTRAPRENDERE UNA CACCIA SPIETATA ALL'ULTIMA CREATURA
OCEANICA SCAMPATA SINO A OGGI AL MORTALE CONTATTO CON
L'UOMO." SACHI SI RIFERISCE ALLA PROGETTATA RICERCA DEL CALAMARO
GIGANTE, SCIENTIFICAMENTE DEFINITO ARCHITEUTHIS. A
CHI HA TENTATO DI RICORDARGLI LO SCOPO SCIENTIFICO DELLA
SPEDIZIONE DI FABER NIAU HA RISPOSTO LA GIAPPONESE YOSHI
KYUTO, INCARICATA OPERATIVA DELLA KSH, GI NOTA PER I SUOI
CLAMOROSI GESTI DI SABOTAGGIO A GRANDI INDUSTRIE CHE LE SONO
COSTATI VARIE CONDANNE. L'AMBIENTALISTA COMBATTENTE
RITIENE FALSI GLI SCOPI DICHIARATI DALL'INDUSTRIALE NEOZELANDESE.
TANT' VERO CHE TRA I MEZZI DA IMPIEGARE SONO PREVISTE
PARTICOLARI ARMI SOTTOMARINE. "NOI SIAMO CONTRO
QUALSIASI VIOLENZA AL MARE." "INTENDE DIRE CONTRO OGNI SISTEMA
DI PESCA? IL MONDO HA FAME E HA BISOGNO DI NUOVE
FONTI D'APPROVVIGIONAMENTO" HA OBIETTATO SHAIA BADIDY DI
"INDIA TIMES". "IL MONDO DEVE TROVARE ALTRE RISORSE PER SFAMARSI,
NON PU CONTINUARE A STERMINARE LE CREATURE DEL
MARE E DELLA TERRA." ALLA DOMANDA: "LEI NON HA MAI MANGIATO
TONNO, SIGNORINA?"  SEGUITO UN TAFFERUGLIO.
(bhr/gc/sk)
Nel secondo foglio il presidente lesse la parte evidenziata
di un articolo apparso poche ore prima nel "Tokyo
Daily American", il quotidiano in lingua inglese edito in
Giappone.
D'un tratto gli aderenti all'associazione hanno circondato
alcuni giornalisti e dopo averli afferrati per le spalle gli
hanno sfilato dai piedi le calzature e strappato dalle mani
le borse in pelle. Malgrado le proteste, hanno ammucchiato
tutto davanti agli operatori televisivi e imbrattato ogni
cosa di vernice rossa, mentre la giovane donna presentatasi
poco prima come la coordinatrice del gruppo gridava:
Decine di animali vengono sacrificati per la vostra vanit:
si possono usare scarpe e borse di materiali come la plastica,
la tela, la gomma.  stata sporta denuncia contro di loro.
Il comitato giapponese dell'Associazione Internazionale
Amici della Terra ha smentito che i seguaci della KSH
siano loro affiliati. Da parte sua il responsabile del circolo
stampa estera, Eviko Tamazuki, calcola in trecentomila
yen i danni subiti dal suo locale. Saranno anche idealisti,
ma hanno dimostrato di essere anche teppisti della peggior
specie.
A relax finito, Maddy varc la porta proibita di Mac.
L'ufficio stampa ritiene necessario rispondere all'insinuazione
a proposito delle armi.
No. Non dobbiamo innescare nessuna polemica.
Vado a riferirlo subito.
Brava, e faccia leggere anche ai nostri professori quel
flash, prima che ci pensi qualcun altro. Li preghi, da parte
mia, di non prendere queste minacce sul serio.
Penso che Brailich si infurier.
E lei, Maddy, con un bel sorriso lo placher.
La ringrazio della fiducia, presidente, ma non credo
proprio di riuscirci.

Nei giorni successivi - In Auckland e nel suo mare.
Gli strumenti difensivi e gli impianti da richiamo in dotazione
al Nautilus stavano per passare al vaglio della funzionalit.
Marco, Sarah e Juv li avrebbero messi alla prova
durante una nuova immersione. Gli iniettori erano gi
stati collaudati da Juv nelle vasche a pressione dei Cantieri
Crosswell. Ma il test in mare e in alta profondit era assai
pi complesso.
Il DR fu calato in mare al largo di Arid Island, oltre il
gradino roccioso della piattaforma sottomarina della
Nuova Zelanda. Al braccio mobile dov'era posizionata la
telecamera digitale di servizio la squadra operativa aveva
provvisoriamente sostituito l'apparato da ripresa con un
pannello di tessuto plastico che doveva simulare la resistenza
della pelle dell'architeuthis, come suggerito da
Brailich.
Il Nautilus and a posarsi sul fondo roccioso e la prova
ebbe inizio. Fu Juv, quel giorno in immersione con Marco
e Sarah, a impartire gli ordini di manovra. Mantieni i sei
propulsori accesi, al minimo.
Roger.
Ora sposta il pannello-bersaglio; prover prima l'iniettore
con la sostanza irritante.
All'interno della semisfera trasparente, Sarah e Marco
sfiorarono un pulsante e le due poltroncine sulle quali
erano saldamente agganciati si spostarono dalla posizione
di guida a quella d'osservazione.
Juv attendeva l'okay di Sarah per azionare quella che
lui chiamava "la mia innocente bombarda".
Tutto pronto.
Siete in ascolto sul pontone?
La risposta affermativa giunse dalla superficie con
qualche secondo di ritardo, seguita dall'inevitabile richiamo
a usare la lingua inglese, per consentire ai tecnici sulla
nave appoggio di seguire tutta la prova.
Pronti all'azione.
Vediamo l'iniettore bucare perfettamente il pannello.
Bene. Meno di due secondi.
Spinta a pressione del liquido, ora! Secondo pulsante
premuto.
Il liquido esce senza problemi dall'iniettore.  visibilissimo
nel controluce del faro.
Bene. Ripetiamo sull'altro lato con la sostanza narcotizzante.
Sarah era gi pronta alla manovra, e anche questa fu
positiva. Il Nautilus pot tornare in superficie.
Pi tardi, in albergo, Marco Arnei apr la busta di carta
pesante consegnatagli dal portiere. Ne estrasse tre cartoncini,
inviti per lui e la sua quipe alla cena di fine anno a
Capo Tavan.
 a disposizione il Learjet e il Cessna. Altri ospiti verranno
con il volo di linea precis pi tardi durante la cena
il braccio destro del presidente, Punu, un maori di
statura fuori del comune che si esprimeva in un corretto
inglese. Da bambino i genitori lo avevano allevato parlandogli
nell'antica lingua dei padri; poi gli studi l'avevano
cambiato, ma solo apparentemente. Era sempre vestito di
bianco, sia che indossasse bermuda, sia, come ora, in un
abito di perfetto taglio acquistato nell'elegante boutique
Prada di Auckland.
Ci resta il tempo per un'altra prova d'immersione
disse Sarah.
Se la buona sorte ci assiste come ha fatto fino a ora, ce
la possiamo fare rispose Marco, che si era informato al
Centro meteorologico di Auckland.
Le previsioni sono buone e il mezzo dell'Istituto  potente,
anche se avrei preferito compiere quest'ultima prova
con la grande barca di sir William.
Speriamo di riuscirci al pi presto.
Non prima dell'otto o del nove gennaio. I lavori sul
ponte di poppa del Jack London non sono ancora finiti.
Resto dell'opinione che per la durata della missione
sarebbe stato pi pratico affittare una nave-officina borbott
Juv, di malumore per l'assenza di sapori conosciuti
nei piatti serviti fino a quel momento.
Sono d'accordo con lei. Per un intero mese ho tentato
di convincerlo. Ma a lui non parrebbe di partecipare a una
sua impresa se non fosse sul Jack London... del quale, sia
detto tra parentesi, io sono il timoniere disse Punu.
Complimenti! Marco non nascose la sua sorpresa.
Allora forse mi potr spiegare come mai il veliero di sir
William non porta il nome di un grande navigatore maori,
considerando l'amore per la storia e i personaggi mitici
della vostra gente.
A quanto ne so io, London fu un grande ammiratore
dei maori e il nonno di sir William, che l'aveva conosciuto,
acquistando il veliero volle che portasse quel nome.
Vorrei rassicurarvi sulla qualit di quella vecchia nave
ristrutturata intervenne l'ingegner Naselli. L'anno scorso
sono venuto a Auckland per calcolare gli spazi necessari
a salpare e alare il DR dal Jack London. Avevo gli stessi
dubbi di tutti voi, ma quando ho visto il veliero perfettamente
rimesso a punto mi sono tranquillizzato. Sul ponte
di poppa  normalmente parcheggiato un elicottero biturbina
a otto posti, e posso assicurarvi che il nostro minisub
ingombra e pesa di meno.
Ti ho dato la sveglia o stai gi preparando il bambino
per accompagnarlo a scuola? chiese Marco quando sent
la voce della moglie.
Non sei solo agli antipodi del mondo, ma proprio nelle
nuvole. Gug dorme, a quest'ora. Hai sotto gli occhi un
calendario? Al telefono, la voce femminile era chiara e
affettuosamente ironica. Ritengo che siano iniziate le vacanze
di Natale anche in Nuova Zelanda...
S, hai ragione, ma pi che nelle nuvole... sono sott'acqua,
ogni giorno scendiamo pi in fondo.
Gug, Matteo e io passeremo un Natale tristissimo,
senza di te.
E allora vai subito a prendere i biglietti: ci sono tre posti
gi prenotati per il volo diretto a Auckland dopodomani
mattina, otto e trenta ora italiana.
Marco, sei impazzito?
Niente affatto. Siete prenotati in classe turistica, ma mi
hanno assicurato che il volo sar mezzo vuoto, cos potrete
stendervi su tre posti e dormire.
Non  una spesa assurda?
Giustificata dal desiderio che ho di vederti. Ti aspetto...
Segu un silenzio prolungato.
No. Ti ringrazio e mi dispiace, ma sarebbe solo una
gran faticata. Accetto l'offerta per un viaggetto noi due soli
quando avrai finito di dar la caccia al calamarone...
Insomma, non vuoi raggiungermi!
No.
Resteremo lontani un tempo interminabile.  gi passato
quasi un mese e ce ne vorranno almeno altri due, se
tutto va bene.
Non voglio essere polemica, ma vorrei ricordarti che
sei stato tu a scegliere questo mestiere. Io m'ero innamorata
d'un professore universitario che ogni sera sarebbe
dovuto tornare a casa...
Non credo che il mio comportamento possa aver mai
suggerito simili ipotesi.
Questo  vero, sei sempre stato ossessivo nella tua mania
di risolvere i misteri del mare. In genere le infatuazioni
giovanili passano quando s'accumulano gli anni e i riconoscimenti
accademici, ma non tu...
Mantengo fede a me stesso. Tu invece sei cambiata, fai
molto la mamma, poco la moglie...
Lasciamo perdere, non mi sembra una questione risolvibile
in pochi minuti e a migliaia di chilometri di distanza.

In immersione, interno del Nautilus - 24 dicembre.
Senti quelli lass.
Tutto mi sarei aspettato nella vita, ma ascoltare in fondo
al mare un jingle natalizio trasmesso via transponder,
mai.
Marco e Sarah erano sulle poltroncine anatomiche al
posto di comando del minisub in lenta discesa verso la
quota fissata per l'ultimo test.
Alle loro spalle, Juv occupava la poltrona destinata all'armatore.
Non  solo la canzoncina natalizia a farmi girare
le scatole mugugn.  lavorare nei giorni di Natale.
Pur essendo un cristiano non praticante, ritengo che si
debbano rispettare alcune festivit.
Sarah ridacchi. Sei come la maggior parte dei cattolici.
Nessun ebreo, nemmeno i non praticanti come me, accetterebbe
di lavorare nel giorno sacro dello Yom Kippur.
Juv stava per ribattere, ma venne bloccato dalla voce
metallica del transponder.
Scusateci, ma siamo costretti a pregarvi ancora una
volta di non parlare italiano fra voi. Non possiamo seguire
le operazioni se non comprendiamo quel che dite. Ci
sono problemi?
Nessun problema, era solo una chiacchierata tra amici
per ingannare il tempo della discesa.
Roger.
Marco strizz l'occhio a Sarah e copr per un istante il
laringofono. Nervosetti, in superficie. Nemmeno loro devono
essere felici di lavorare la vigilia di Natale.
D'altra parte se hanno accettato quest'incarico e il boss
 un maori che venera Tiki Niau, debbono adattarsi.
Marco tolse la mano dal laringofono e scand con chiarezza:
Continuiamo a scendere. Gli strumenti segnalano
il fondo a mille e cento. Sosta di otto minuti per prova luci,
iniettori con liquidi A e B, accensione e rotazione, faro
voltaico.
Roger.
Davanti a Marco, lo schermo del computer era fitto di
numeri e dati.
Se sullo zoccolo continentale neozelandese  cresciuto
un albero adatto riprese Juv in italiano, imitando il tono
professionale di Arnei ci appendiamo qualche lampadina
colorata collegandola alle batterie.
Di nuovo gracchi il transponder. Non capiamo cosa
dite...
Marco sorrise. Juv, come sapete, non parla molto bene
l'inglese, quindi non fateci caso. Confermo tutto sotto
controllo, i dati pressione e carica batterie sono regolari.
Roger.
Fondo, ragazzi annunci laconicamente Sarah.

Nuova Zelanda, Capo Tavan - 31 dicembre.
Hai letto Il Gattopardo?
No, ma ho visto e molto amato il film rispose Sarah.
Nel libro l'autore racconta un incontro fra il cappellano
del principe di Salina e un gruppo di gente umile in
una bettola. Qualcuno gli chiede del principe, e domanda
"Come sono i ricchi?" accompagnando l'interrogativo con
un gesto della mano come a dire: sono matti? E lui risponde:
"No, non sono matti, ma non assomigliano a noi. I ricchi
sono gente diversa, Dio non li ha fatti come gli altri
mortali".
Spiegami come ti  venuto in mente tutto questo.
Oggi il nostro ospite me l'ha ricordato pi del solito.
Li raggiunse Brailich, che aveva abbondantemente approfittato
dell'ottima cena, non trascurando d'onorare
l'assortimento dei vini messi a disposizione degli ospiti.
Il professore ogni tanto si divertiva a parlare in latino,
ma adesso, dopo le libagioni, intendersi con Marco Arnei
nella lingua di Cicerone gli sembr faticoso, quindi ripieg
sul suo personale italiano.
Splendida cena, vero? Alle mie orecchie  giunta notizia
che ci sar uno spettacolo di danze maori.
Gli rispose sir William. Muovendo la sua poltrona tra
gli ospiti, era giunto accanto a loro.
S, ho fatto ingaggiare un complesso ancora autentico
in questo paese, dove della nostra antica cultura resta poco
o nulla... Rimase un attimo soprappensiero. Sar diverso
a tremilatrecento miglia da qui nell'arcipelago delle
Marchesi, grandi isole, vere e proprie montagne emerse
dall'oceano e circondate da altre pi piccole e disabitate.
Laggi almeno in parte sopravvive l'autentica Polinesia,
l'altra  ormai plastificata dal turismo di massa.
Solo montagne alle Marchesi? chiese Sarah. Laggi
non vedremo n atolli n lagune blu? Nemmeno villaggi?
A parte alcune installazioni nell'isola maggiore, dov'
stata ricavata una pista per piccoli aerei, in quell'arcipelago
non ci sono villaggi di rilievo. Gran parte delle terre
emerse  coperta da vegetazione ostile e questo ha contribuito
a isolare gli ultimi maori, gente chiusa con gli stranieri,
forse anche a causa delle violenze subite nel passato...
Marco conosceva bene quelle pagine della storia coloniale
europea, una delle pi fosche. Si rivolse a Brailich,
che aveva un'espressione interrogativa.
Alle Marchesi nel Seicento giunsero i conquistadores
spagnoli, gli stessi assassini di aztechi, inca e maya. Furono
accolti con fiori e danze e in cambio di quella festosa ospitalit
gli isolani ricevettero disprezzo, contagi e morte.
Sir William annu. Non voglio annoiarvi continuando
una sorta di lezione mentre stanno per iniziare le danze.
Ma spero che dedicherete qualche minuto del vostro tempo
a leggere le note che il nostro ufficio stampa e comunicazione
ha preparato. Troverete acclusa la ristampa delle
foto scattate negli anni Venti e Trenta nelle acque delle
Marchesi, parte di una collezione privata norvegese da
noi recentemente acquisita. Assieme ai registri di caccia
della piccola flotta, documenta la quantit di capodogli
presenti in quelle acque.
Gli occhi di Brailich si fecero attenti. E sir William si rivolse
a lui.
Per quest'abbondanza di prede, l'arcipelago fu da
sempre meta dei balenieri. Malgrado le stragi, l'area resta
per ancor oggi quella dove sopravvive il maggior numero
di capodogli.
E dove loro sono numerosi, sappiamo che altrettanto
numerosi sono gli architeuthis l'interruppe il professore
storcendo la bocca in una sorta di sorriso.
S, e per questo io e lei, caro Brailich, abbiamo deciso
d'andar laggi a cercarli. L dove il Pacifico  tagliato da
quello che gli oceanografi anglosassoni chiamano il Marquise's
Trench, una fossa straordinariamente profonda. Ci
immergeremo ai suoi bordi, dove il Pacifico  rimasto il
mare terribile e meraviglioso di sempre e due piccole isole,
Hatutu ed Eiao, sono deserte e selvagge come ai tempi
di Melville.

Arcipelago delle Marchesi, Hatutu - Negli stessi giorni.
Melville, autore del pi famoso libro dedicato agli ultimi
cannibali delle Marchesi, sarebbe rimasto sorpreso di trovarsi
di fronte il muscoloso Hur Hikueru. Avrebbe potuto
riconoscere in lui, quasi duecento anni dopo la pubblicazione
della sua opera, uno dei temibili capotrib maori. Un
primitivo sopravvissuto alle trasformazioni che avevano
portato all'estinzione del mondo indigeno delle isole, contaminato
da malattie, epidemie e infine annullato dagli usi
e costumi del mondo occidentale.
"Il vecchio mondo creato dai nostri progenitori  morto"
aveva scritto Te Rangi Hiroa, scrittore neozelandese, di famiglia
maori, battezzato dai missionari Peter Buck. "I nostri
templi di pietra e di legno sono stati distrutti. I nostri
tamburi tacciono da gran tempo. Tan, Tu, Rongo, Tangaroa,
Pel e altri figli del padre cielo e della madre terra ci
hanno abbandonati. Le grandi canoe capaci di traversare
l'oceano sono diventate polvere, i timonieri che le hanno
guidate e i carpentieri che le hanno costruite abitano oggi
la terra degli spiriti. E le insegne e i simboli del nostro potere
sono sparsi nel mondo, preda di popoli stranieri. La gloria
dell'et della pietra ci ha lasciato. Abbiamo messo da
parte la vecchia rete piena di buchi, dalle maglie marcite.
Con quale rete nuova andremo a pescare?"
A Hur Hikueru di quell'interrogativo importava ben
poco. Non aveva mai letto Melville, n conosciuto Te Rangi
Hiroa. A lui, maori del Duemila, della passata gloria della
sua gente e di chi ne aveva scritto non era mai importato
nulla. Solo fisicamente assomigliava ai suoi antenati, ma si
riteneva molto diverso, anzi superiore, rallegrandosi per
essere riuscito a cavarsela, nel mondo delle isole tanto trasformato.
Si paragonava a una hetoi, l'anguilla di lagima,
per essere stato capace di guizzare, strisciare, sopravvivere
nel mondo moderno, in villaggi diventati citt, dove arrivavano
da ogni parte del mondo i poop, gli sciocchi turisti
che lui aveva imparato ad abbindolare.
A Tahiti, prima di finire in prigione per piccole truffe ai
loro danni, era stato l'aiutante d'un prestigiatore francese,
ridotto a modesto intrattenitore di penose serate nei villaggi
turistici in varie isole polinesiane. Quando il francese
era stato espulso per truffa, Hur, rimasto senza lavoro,
aveva dovuto cercare una soluzione per vivere, decidendo
di esercitare il poco nobile ma lucroso mestiere di protettore
delle belle vahin.
Purtroppo per lui e per le sue ragazze, aveva investito la
quasi totalit dei guadagni in alcolici, si ubriacava e picchiava
a sangue chi gli aveva venduto l'ultimo bicchiere o
la vahin che gli fruttava il necessario per sopravvivere.
Non occorrevano doti profetiche per prevedere il fallimento
di un'attivit cos concepita; Hur aveva finito col
trovarsi senza ragazze, imbarcato su una camionetta tra
due agenti. E quando, dopo alcuni mesi nel carcere di Papeete
era tornato libero, non aveva alcuna idea di come impiegare
le sue giornate evitando di ritornare dietro le sbarre.
Incerto, passeggiava di primo mattino sui pontili dello
Yacht Club alla ricerca di un lavoretto in cambio di qualche
franco, ma soprattutto di una buona occasione per un
piccolo furto. Programmi subito abbandonati quando
aveva visto, sul pontile di fronte al molo turistico, una
delle sue ex protette, Marie-France.
Non era mai stata una bellezza, soprattutto da quando
a un sorriso con pochi denti aveva sostituito una protesi
sporgente e incerta. Felice per di poter finalmente masticare,
era smisuratamente ingrassata, e come Hur quel
mattino non aveva tardato ad appurare, possedeva trecento
franchi e aveva appena acquistato un passaggio su
una delle pi vecchie golette di Tahiti, la Huhaine, stracarica
di merci e passeggeri in procinto di salpare.
Ma dove stai scappando? le aveva chiesto Hur, che
non vedeva altro motivo di un viaggio se non quello di
sottrarsi a creditori e poliziotti. Marie-France partiva invece
con un altro scopo; consapevole di essere arrivata alla
fine della sua carriera di vahin a pagamento, lasciava
Tahiti diretta al villaggio d'origine, alle Marchesi. Laggi,
si augurava di poter invecchiare serenamente come le sue
amiche Babette e Teur, ex vahin riuscite a cambiar vita
tornando nel loro paese, alle isole Gambier, da dove le
avevano scritto, suggerendole di fare altrettanto.
Hur aveva ascoltato il racconto di Marie-France, approvando
paternamente, e mentre lei parlava aveva maturato
un'idea, cogliendola di sorpresa con una proposta.
Potrei accompagnarti in questo viaggio. Anch'io mi
sento stanco... e potrei essere un buon compagno per te.
Lo prometto.
Marie-France, sorpresa, era rimasta dubbiosa solo qualche
istante: Hur al villaggio non avrebbe potuto ubriacarsi,
perch non si vendeva alcol alle Marchesi; ed esibire
il suo uomo alla comunit non le dispiaceva.
Non essendo un prodigio d'intelligenza, sebbene fosse
stata sfruttata per un anno intero da quell'individuo generoso
soltanto di botte, cedette alla lusinga. Non solo accettando
la proposta, ma spendendo parte dei suoi risparmi
per pagare il biglietto all'ex sfruttatore.
Da tre anni Marie-France era sepolta poco oltre le capanne
della minuscola isola di Hatutu, dov'era sbarcata con il
suo uomo senza immaginare il destino che l'attendeva.
A lei Hur non pensava da tempo. Non era pi il bel mascalzone
di Tahiti, adesso era grasso, gli occhi ridotti a fessure
nel viso gonfio; il ventre pareva un gigantesco bubbone.
Le braccia erano ancora muscolose, il carattere
autoritario, la voce grossa e imperiosa. Voce conosciuta e
temuta nell'unica comunit di quella piccola isola, definita
da William Faber Niau erroneamente, quella stessa notte,
in un luogo tanto lontano, "piccola e selvaggia terra disabitata".
Era piccola e selvaggia, Hatutu. Ma non disabitata.
Sin da bambino Hur aveva ascoltato con interesse racconti
di ogni genere. La madre, una vera bigotta, lo portava
alla Chiesa avventista per ascoltare i sermoni dei missionari
che definivano certi vecchi della comunit, gli
huar-po, incarnazioni di terribili demoni. Ora innocui, ma
un tempo crudeli tiranni delle isole, delle piccole comunit
pacifiche.
Al loro sistema di potere s'era ispirato Hur per dominare
la tranquilla gente del minuscolo villaggio di Hatutu
quand'era arrivato con Marie-France. In breve tempo era
riuscito a diventare un temuto huar-po, padrone della volont
di uomini e donne che non osavano ribellarsi.
Quand'erano giunti alle Marchesi, dopo alcune settimane
di vagabondaggio nell'arcipelago, avevano accettato
un ingaggio su una motobarca di cineasti americani, intenzionati
a realizzare un film realistico sulle isole. Per un
mese avevano sgobbato: lei come cuoca e Hur come interprete
tuttofare. Quando per il produttore si era accorto
di furti, insignificanti ma continui, l'aveva fatto sbarcare
con la donna nell'isola pi vicina. Che era, appunto,
Hatutu.
I due, dopo un comprensibile sgomento, si erano accorti
che da oltre le rocce e il bosco di cocotiers giungevano folate
di fumo; dunque, qualcuno viveva in quell'isola. Senza
dar segno d'affanno e contando sull'indifferenza alle
novit caratteristica della loro gente, Hur e Marie-France
avevano raggiunto un gruppo di capanne, dove non era
stata loro negata una ciotola di cibo.
Scesa la sera, avevano cercato di prepararsi un giaciglio
di foglie e Hur dal sacchetto delle poche cose portate con
s aveva tratto una vecchia camicia bianca e l'aveva indossata
per difendersi dall'umidit e dalle zanzare mentre
tornava verso le capanne dove ancora brillava la fioca
luce di qualche lanterna. Stava per elemosinare ancora del
cibo, quando era accaduto qualcosa che avrebbe cambiato
la sua vita.
Tupapau... Tupapau! aveva gridato una donna.
Un fantasma ripetevano altre voci impaurite, di capanna
in capanna.
Tutto merito della camicia bianca di nylon che nel buio risaltava
rendendo quasi invisibile il corpo scuro di chi la indossava.
L'apparizione, sufficiente a evocare il ricordo di
remote paure, aveva provocato sgomento nel villaggio. Chi
era in realt quell'uomo giunto all'improvviso dal mare?
Hur, intuiti i vantaggi che potevano venirgli dal generale
turbamento, durante i giorni successivi si era esibito in giochi
di prestigio appresi dall'illusionista parigino. Per quanto
elementari, essi avevano accresciuto l'alone di mistero
attorno a lui e alla sua donna, a cui aveva imposto di tacere.
Alcuni giorni dopo, un vecchio del villaggio era morto
e i due avevano preso possesso del fare rimasto vuoto. Poi,
girovagando per il bosco, lui aveva trovato, appena oltre
le ultime capanne, i resti di un mare, altare sacro un tempo
presente in ogni isola abitata dai maori. Era poco pi di
un mucchio di nere pietre laviche disposte a quadrato, e
accanto giacevano dei miseri resti umani ormai semipietrificati.
Li aveva portati al villaggio e con orrore della piccola
comunit li aveva fissati ai pali di sostegno del fare, ormai
suo. Successivamente, su un ramo d'albero secolare abbattuto
dal vento, aveva scolpito simboli di morte, modellandolo
a forma di clava, la stessa usata dagli huar-po per
i sacrifici umani.
Giorni dopo, un bambino s'era ammalato e sembrava
che dovesse morire. Era andato a visitarlo, e rientrando nel
suo fare aveva pescato sul fondo della borsa qualche aspirina
rimasta dal tempo delle sue ubriacature. Somministrata
la prima met al bambino e dopo quattro ore l'altra met,
aveva convocato la gente del villaggio, annunciando a gran
voce l'ira del dio Tiki e l'obbligo d'un sacrificio per placarlo
e salvare cos il piccolo ammalato.
Nessuno lo aveva preso sul serio, tantomeno la povera
Marie-France, attirata con una scusa a sedersi sulle pietre
del mare. Hur, senza lasciarle il tempo di accorgersi di
quanto stava per accadere, afferrata la clava aveva vibrato
un colpo secco, spaccandole la testa.
I pochi presenti erano fuggiti inorriditi, mentre le donne
levavano urla e correvano ad avvertire il resto del villaggio.
Ma appena si era sparsa la notizia che il bambino
malato, dopo la terza dose d'aspirina, era guarito, Hur
era diventato il padrone di tutto e di tutti.
Ripristinata l'antica legge sacra e dimostrato che per
salvare una vita, non necessariamente umana, ma anche
di qualche magro ma prezioso animale domestico, occorreva
sacrificarne un'altra, l'incertezza aveva afferrato
quella piccola e pacifica comunit e presto tutti avevano
fatto a gara nell'ingraziarselo con doni in natura. E pregandolo
di gradire l'assistenza di due giovanissime gemelle:
Hinan e Hinan.
Quali sono i tuoi pensieri, Hur, mentre osservi questa
luna tornata a inondarci di luce? Forse  di nuovo tempo
di lasciare il bosco e scendere al mare per dare la caccia ai
nostri cugini?
Era Tian, uomo ossuto, alto e ancora ritto malgrado
l'et avanzata, a rivolgergli la domanda, riferendosi all'annuale
battuta di caccia ai delfini che al plenilunio del
nuovo anno passavano in branchi fitti lungo la riva settentrionale.
Non penso a questo. La mia preoccupazione  la morte
che ci minaccia.
Il vecchio sapeva a cosa alludeva Hur: galli e galline
morivano numerosi, da qualche giorno, e non se ne comprendeva
il motivo.
La morte va placata con la morte. Dobbiamo agire subito,
appena verr la luce.
Tian cerc di nascondere il brivido di paura, che per
non sfugg a Hur.
Non aver timore, vecchio. Occorre una vita molto giovane
per placare la morte. Tu hai capito a chi mi riferisco,
vero?
Alcune settimane prima era nato, da una donna non
pi giovane, un bambino deforme.
 un peso per tutti noi. Ma sarebbe un dono gradito alla
dea Pel. E forse la moria degli animali avr fine.
Sua madre non acconsentir... Sai come sono le donne:
pi un figlio  infelice e malato, pi lo amano, sperando
che possa guarire...
Noi placheremo il suo amore e restituiremo a lei e a
tutti noi quel bambino.
Il vecchio rabbrivid palesemente, comprendendo cosa
intendeva dire, e ricord certi racconti degli anziani, che
alludevano al tei-k, rito con ceneri di defunti mescolate
alla polpa del frutto dell'albero del pane da mangiarsi attingendo
a una ciotola comune. Lui, da piccolo ascoltava
quei racconti con terrore. Cibarsi di quell'intruglio consentiva,
secondo gli huar-po, il contatto con gli spiriti possenti
della terra, del mare e delle nubi.
Tian, tu mi aiuterai. Al primo raggio di sole compiremo
il sacrificio. Tu tratterrai la donna e io uccider il bambino.
Poi offrirai a tutti il tei-k, la dea della morte sar
placata e la maledizione s'allontaner da noi. Tacque un
momento, poi sorrise, ma con uno sguardo gelido. Chi
mi aiuta e mi segue  salvo. Chi trema e dubita sfida gli
di, e io dovr compiere altri sacrifici per placarli.
Capo Tavan - Notte del primo gennaio.
A tremilatrecento miglia a ovest delle isole Marchesi,
era passata la mezzanotte.
Seduto sul letto a Villa Tavan, Marco Arnei stava scartando
il regalo ricevuto dal padrone di casa. Era una rara
copia della prima edizione di Taipi, ovvero cronaca d'uno
sbarco nell'isola degli ultimi cannibali stampata a Londra nel
1821. Sul biglietto che accompagnava il capolavoro di
Herman Melville, sir William aveva scritto, di suo pugno:
"Le far compagnia durante la nostra lunga navigazione
verso la lontana Hatutu".

PARTE SECONDA.
OCEANO.

Nuotando sotto la nave dei balenieri sfior
la chiglia incrostata di ruggine. Da sommozzatore
esperto in sabotaggi, evitava il
contatto con la nave da colpire per timore
d'un allarme, se quella baleniera fosse stata
un'unit militare camuffata.
Praticava azioni simili da quando s'era
arruolato nei mezzi d'assalto della Marina
inglese; e poi, da disertore, con i ribelli
irlandesi. Sapeva quindi perfettamente
come agganciare allo scafo la carica esplosiva,
come innescare la spoletta detonante
e regolare il temporizzatore.
In seguito all'esplosione, la nave-mostro
sarebbe colata a picco dopo tre ore e mezza;
quando lui e i suoi compagni, alzate le
vele, sarebbero gi scomparsi oltre l'orizzonte.
A bordo del Jack London - Secondo giorno di navigazione.
Una nuvola di vele al vento di bolina.
"Non riuscir mai a contarle tutte" pens Marco, salito
dal ponte cabine alla tolda.
Il faro sulla scogliera di Capo Reinga, ultima propaggine
settentrionale della Nuova Zelanda, era a poche miglia
al traverso. Lo osserv per alcuni minuti, poi s'avvi
verso la zona poppiera. Da almeno un'ora era sveglio,
preoccupato per il DR imbarcato e sistemato a poppa. E
per il rollio del veliero che era iniziato appena avevano
superato l'interminabile ridosso della costa occidentale,
quando l'onda lunga dell'oceano aperto aveva investito
la nave.
Arrivato al vasto specchio di poppa, si rese conto di
quanto ingiustificata fosse la sua preoccupazione. Come
Juv e Sarah gli avevano pi volte ripetuto, il DR era perfettamente
stabile nel suo alloggiamento.
Seguendo la battagliola, sal la rampa di servizio che portava
al ponte soprelevato, dov'era situata la pilothouse accanto
all'appartamento di sir William. Si sofferm sull'aletta
laterale esterna il tempo necessario per ammirare il
primo apparire del giorno, mentre nel cielo resistevano solo
le stelle pi brillanti.
Il faro di Reinga stava ora scadendo di poppa e il suo
fascio di luce illuminava debolmente il mare, di minuto in
minuto conquistato dai riflessi dell'alba.
Il grande veliero vir su rotta nord-nord-est. La sua prua
avrebbe mantenuto lo stesso capo per quasi tremila miglia,
sino alla Polinesia centrale dove, a Rajatea oppure a Papeete,
era prevista l'unica sosta di rifornimento prima di coprire
le altre trecentocinquanta miglia sino alle Marchesi.
Il sole affior appena, la luce fu subito accecante.
Buongiorno, professore! Anche per lei il mattino ha
l'oro in bocca?
Buongiorno, comandante.
Leo Walech, comandante del Jack London, parlava per
sentenze; le pescava ovunque, dai romanzi, dai salmi della
Bibbia, dall'antologia di detti celebri e da quella dei
proverbi marinareschi raccolti nel volume in evidenza al
centro di un piccolo scaffale tra lo stemma dello Yacht
Club di Auckland e il simbolo della GTCC. Su un altro ripiano,
portolani e manuali relativi all'impressionante
quantit di apparecchiature che lampeggiavano nella consolle
della timoneria, in legno di teak come la consolle e
l'intera plancia comando. Pure in teak, ma imbottita di
una soffice coperta di lana, era la cuccia di Trippy, la gatta
di bordo, dalla pelliccia patchwork.
Una bastardaccia come me. Walech, notando lo sguardo
di Marco, punt un dito su se stesso. Madre inglese,
padre polacco, cattolico ma miscredente, studente in istituti
nautici spagnoli per aver vinto una borsa di studio. Successivamente
ho servito nella Marina mercantile inglese.
Mi sembra un ottimo pedigree.
Non mi lamento, considerando la mia discendenza da
una famiglia che lavorava la terra da generazioni. Io ho
rotto la tradizione. Tacque osservando a occhi socchiusi
il sole appena sopra il filo dell'orizzonte. Mio zio, uscendo
a quest'ora per andare nei campi, diceva sempre che
l'uccello mattiniero trova il verme... Anche lei stamattina
lo potrebbe trovare. Se davanti a noi emergesse il mostro
che stiamo cercando, ci risparmierebbe un bel viaggio.
Il comandante aveva un fisico asciutto. Il viso, sovrastato
da un'alta fronte dove sparuti capelli grigi annunciavano
una calvizie totale, era aristocratico. Osservandogli le
mani secche e nodose si faticava a crederlo figlio degenere
di una famiglia di agricoltori.
Al timone del veliero, Punu era in piedi al centro della
plancia. La sua lunga chioma, fitto groviglio di ricci, era
spettinata oltre il colletto della camicia bianca non meno
impeccabilmente stirata di quella del comandante.
Tra i due dovevano esserci almeno trent'anni di differenza,
forse trentacinque, pens Marco guardandoli; nei
giorni a venire si sarebbe accorto quanto la differenza
d'et non sembrasse altrettanto sensibile, comparando l'energia
che si sprigionava da entrambi.
Walech sedeva di preferenza al centro della plancia in
un'alta poltrona d'acciaio satinato e pelle nera che gli consentiva
la visione d'insieme del veliero. Il timoniere, accanto
a lui in piedi, era capace di restare immobile per ore
in alternanza ai turni con Edward, il nostromo. Statuario,
le braccia conserte, il suo sguardo andava senza muovere
il capo dal mare alla bussola elettronica situata al centro
dell'imponente quadro comandi. Solo in manovra o in caso
di emergenza, le sue enormi mani stringevano la barra
del timone. Per il resto del tempo era il satellite a guidare
il Jack London.
L'impianto automatizzato di timoneria era solo uno dei
tanti sistemi elettronici a bordo del veliero. Anche le venticinque
vele in fibra di carbonio erano comandate elettronicamente.
In plancia, al termine del secondo giorno di navigazione,
sir William stava vantandone i pregi agli ospiti. Un
gioiello al quale aveva dedicato molto tempo e sul quale
aveva investito molto denaro. Gli piaceva vantarsene.
Grande  stata soprattutto la fatica per le trasformazioni
pi radicali. Debbo solo alla mia ostinazione se il
Jack London non  pi una vecchia nave. Si incontra sempre
resistenza alle innovazioni.
Soprattutto se sono radicali aggiunse Leo Walech, indicando
quattro schermi fluorescenti.
Sono il cervello della nave continu il vecchio e il
comandante  la dimostrazione vivente di quanto sia errato
sostenere che un uomo d'una certa et sia incapace di
adattarsi alle stregonerie dell'elettronica. Leo, spiega come
funziona la tua bacchetta magica.
Il sistema di controllo delle vele  basato su un computer
collegato agli schermi davanti a noi. Ognuno di questi
si riferisce a uno dei tre alberi del London, e comunicano
attraverso i sensori che tengono sotto osservazione il vento
e la forza del mare.
Vorrei farvi notare che i sensori sono circa settemila
precis sir William.
Il duetto tra armatore e comandante proseguiva con un
flusso d'informazioni.
I sensori vengono regolati sulla velocit del vento e la
rotta da tenere? domand Sarah, interrompendolo.
S, ma si basano anche sulle previsioni meteo trasmesse
continuamente dal satellite, in modo che la manovra
delle vele possa precedere le mutazioni del vento.
Juv era attento alle spiegazioni, ma seguiva anche il susseguirsi
di numeri e segnali lampeggianti sui vari schermi.
Poich tra il dire e il fare c' di mezzo il mare riprese
Walech contro il pericolo che si manifestino problemi ai
sistemi elettronici  stato aggiunto ai computer un severo
gendarme, questo segnale incessante che lampeggia, vedete?
Assicura che tutto va bene. Nel caso improbabile
che il suo pulsare si interrompa,  necessario l'intervento
del guardiano.
Ovvero di Leo in persona.
L'interessato alz una mano come per schermirsi.
Che non credendo al detto secondo cui chi fa da s fa
per tre, in emergenza chiede l'intervento dell'equipaggio.
Ragazzi forti e muscolosi, tutti ex velisti esperti nella
manovra dei vari servomeccanismi che permettono a soli sei
uomini di azionare venticinque vele.
Appena pochi anni fa ne sarebbero occorsi pi del
doppio riflett a voce alta Juv.
E cent'anni fa, quando questo veliero venne costruito
ribad l'armatore, non bastava una ciurma di sessanta
uomini.
Un secolo di vita... ma non lo dimostra comment
Sarah, ammirata.
Sir William fece un gesto circolare. Dell'impianto originale,
allestito in Olanda agli inizi del Novecento, rimane
la boiserie delle cabine. Tutto il resto  stato rifatto, identico,
ma diverso nei materiali, a parte il teak delle sovrastrutture.
Due motori invece di uno, e a doppia potenza.
Serbatoi per due mesi di navigazione, desalinizzatori...
Il comandante interruppe l'armatore. Trent'anni d'amicizia
glielo consentivano.
Dopo questa brillante conferenza sulla nave che ho
l'onore di comandare, credo che sia venuta l'ora della birra.
Se qualcuno preferisce un t c' anche quello, oppure
un gin tonic.
Opto per il t rispose Sarah.
Tehoa, l'addetto alle comunicazioni, entrato in plancia
per porgere al comandante il meteofax trasmesso come
ogni ora dal Centro meteorologico pi vicino nell'isola di
Guam, pass le ordinazioni al citofono.
Walech tese il foglio a sir William. Tutto bene, sulla nostra
rotta.
Juv sorseggiava lentamente la sua birra, osservando in
silenzio le luci verdi e azzurre che ammiccavano dalla
consolle, accanto alla quale troneggiavano tre superstiti
reperti d'altri tempi: la ruota del timone, la chiesuola della
bussola e un barometro antico di almeno un secolo, ma
ancora funzionante.
Una barca come questa non dovrebbe avanzare a pi
di sei nodi, al massimo sette, con vento di bolina come ieri
e oggi osserv. Invece il solcometro e la carta nautica
elettronica affermano che abbiamo coperto in cinquanta
ore cinquecento venti miglia.
Ha visto ieri quei delfini saltare accanto a noi? Ha notato
la loro velocit? Era stato sir William a rispondergli,
dopo qualche istante, con un interrogativo.
Ne ho seguito le evoluzioni per pi di un'ora, e non 
la prima volta. In Sardegna li ho visti divertirsi misurandosi
persino con un aliscafo.
Una decina d'anni fa, lo stesso spettacolo  stato osservato
con molta attenzione da alcuni esperti della US Navy
laureati al mit di Boston.
Laurea in biologia marina? chiese Sarah.
No, in ingegneria idrodinamica... Come lei sa, cara
dottoressa, i delfini, tra gli animali pi veloci in mare, sono
stati a lungo studiati. Di solito navigano sui cinque nodi,
ma possono superare per brevi tratti anche i trenta.
Non sono in grado di planare come un motoscafo, ma non
sono soggetti alla cosiddetta formula di Illingword.
Se il professor Brailich invece di russare in cabina fosse
qui con noi mi potrebbe spiegare chi  mormor Juv.
Glielo dico io: Illingword  lo scienziato al quale si deve
la precisa legge fisica sui corpi immersi secondo la quale
essi possono raggiungere come velocit massima solo
quella proporzionale alla loro lunghezza. I delfini, per,
non sanno leggere; di conseguenza anche se sono lunghi
solo un paio di metri, schizzano veloci infischiandosene
dei limiti sentenziati da Illingword.
Cosa non aveva calcolato l'illustre scienziato?
Non aveva tenuto conto che la pelle dei delfini  attraversata
da sottili canalizzazioni, colme di sostanze oleose.
Oltre a proteggerli dal freddo, consentono di adattarsi alle
turbolenze dell'acqua lungo il corpo.  questa una delle
ragioni della loro incredibile velocit, un segreto che l'uomo
ha rubato. Da alcuni anni diversi sottomarini atomici
americani, per esempio la serie Sturgeon, navigano a oltre
trenta nodi perch sono stati ricoperti da una pelle di plastica
attraversata da canali riempiti d'olio.
Forse ricorderete aggiunse Leo Walech l'astuzia della
Stars & Stripes, la barca che a Fremantle, nel 1987, tolse la
Coppa America agli australiani. Aveva incollata all'opera
viva dello scafo una pellicola creata dalla 3M, con caratteristiche
simili alla pelle del delfino. L'accorgimento diminuiva
la formazione di turbolenze parassite e aiutava a correre.
Per questo fu messa fuori legge dal nuovo regolamento.
Non sono per riusciti a proibirne la diffusione commerciale.
Che  molto limitata, dati i costi.
S, ma la nostra societ ha finanziato un'ulteriore ricerca
che ha permesso di rivestire con una pellicola del genere
la chiglia metallica di questo veliero.
Come lei ha calcolato disse Leo Walech a Juv noi riusciamo
a toccare anche i dieci nodi, con vento forte a favore.
Nel rimettere a mare il veliero, lo scorso anno riprese
il vecchio eravamo incerti sul risultato dell'operazione. Il
Jack London  particolarmente pesante; la pellicola poteva
aiutare, ma non ero sicuro che avrebbe funzionato.
Walech alz un dito. Il budino bisogna assaggiarlo,
per sapere se  buono o cattivo.
Alla parola budino, la gatta Trippy apr un occhio, si stiracchi
e usc dalla cuccia. Era giunta l'ora di scendere
nelle cucine.

Porto di Yokoama, Giappone - La stessa notte.
Nella mano dell'uomo apparve un coltello. La lama riflett
la luce incerta del neon delle lampade accese lungo
il molo interminabile e deserto.
Il corpo coperto di tatuaggi era nudo, malgrado il freddo.
Andando dal viso ai piedi, era attraversato da un serpente
avvolto a spirale, la testa disegnata sul volto, dove
la bocca coincideva con quella del serpente. Anche il pube
e il membro erano meticolosamente tatuati.
La donna in piedi non perdeva di vista il coltello, la cui
punta vibrava a pochi centimetri dal suo viso.
Non mi fai paura, figlio d'un cane! grid in francese.
Te lo ripeto per l'ultima volta: scendi da questa barca.
Claude, bastardo, non mi fai paura. Toglimi quella lama
dal viso.
Vattene.
Scordatelo, stronzo. Io sono con questo gruppo sin dal
primo giorno.
Non ne sei degna, sei solo una spia. Chi ha fatto sapere
a mio padre dove ci troviamo?
L'ho fatto io. Credevo che fosse fiero di te, suo eroico
primogenito. Non potevo capire, al telefono, con che razza
di verme stavo parlando. Tale figlio tale padre...  solo
un losco affarista.
Taci e sbarca subito l'interruppe Claude, urlando pi
di lei.
Viziato bamboccio e finto rivoluzionario, credi di essere
un eroe solo perch ti sei fatto istoriare una serpe velenosa
sul corpo, incluso culo e uccello? Sei solo un figlio di
pap incapace di...
La lama saett veloce e incise due tagli incrociati sulla
mano della ragazza, fino a quel momento agitata a un palmo
dal viso tatuato.
All'urlo segu una spinta violenta, lei cadde all'indietro
e dal bordo della barca fin sul molo. Un istante dopo la
raggiunsero una borsa e un sacco a pelo arrotolato, gettati
a trra con eguale furia.
Ti denuncio! Vi denuncio tutti... La ragazza s'era rialzata,
e portandosi la mano alla bocca s'impiastricci il viso
di sangue.
Via, via, staccate gli ormeggi. Claude, gettandosi addosso
una coperta abbandonata sul ponte, si rivolse ai tre
compagni saliti sulla plancia. Ammutoliti Raul, Yoshi e l'irlandese
avevano assistito all'ultima fase dell'alterco: in un
attimo Ian afferr il braccio armato.
Cosa cazzo stai combinando?
Se ieri sera tu e Yoshi non vi foste strafatti replic
Claude con rabbia mi avreste dato una mano a buttare
fuori quella troia di Blanche. Adesso dobbiamo andarcene
noi.
Le grida dal pontile salirono d'intensit. Il sangue adesso
sgorgava copioso dalla ferita e aveva imbrattato anche
il vestito.
Assassini! Vi mander in galera la ragazza s'era resa
conto che nessuno a bordo aveva intenzione di aiutarla e
dopo un istante di stupefatto silenzio fiss Raul e gli chiese
aiuto con voce roca. Il cubano non rispose.
D'accordo, andiamo via di qui, subito decise Ian.
Fuori dalle acque territoriali, in fretta...
Yoshi sembrava abbastanza sveglia da valutare la gravit
della situazione e diede il suo consenso con un cenno
del capo.
Il motore del catamarano venne acceso.
Ti sei comportato da incosciente! In timoneria era salito
anche Ted, mentre Ian stava al timone. Non aveva detto
una parola, durante la veloce manovra in banchina, ma
ora si rivolgeva a Claude con fare aggressivo. La risposta
fu sorprendentemente calma, anche se gli occhi non avevano
cambiato espressione.
Ted, mio padre, dopo la telefonata di quella troia, tenter
di far sequestrare la barca. Tu non lo conosci, ma io s.
Il pericolo non  tuo padre, il pericolo  lei. Se ci denuncia,
avremo alle costole la flotta giapponese.
Il sorriso ironico di Claude deform orrendamente la
testa di serpente sul suo volto. Prima dell'ipotetica denuncia
di Blanche, della sua traduzione, della telefonata
di mio padre e dell'ordine di cercarci, noi saremo gi lontani.
Non credo che si metteranno alla nostra ricerca con
gli elicotteri o con il satellite. In fondo  solo un problema
tra padre e figlio.
Ted parve convinto. Gi, i serbatoi sono fortunatamente
pieni. Be', ora scendi a tranquillizzare la mummia in cabina.
Potrebbe aver udito i latrati di quella cagna.
Accompagnami, Yoshi. Tu sei la sua pupilla. Claude
osserv con attenzione la ragazza, non si muoveva e aveva
di nuovo lo sguardo fisso nel vuoto. Fino a che punto
ti sei fatta, ieri sera? La scosse. Perch la nostra luce-
guida riesce a ridursi in questo stato?
Con uno strattone, Ian liber la ragazza. Sii sempre
gentile con lei, o io potrei non esserlo per niente con te.
Non ne avevano alcun dubbio n Claude n Ted: entrambi
temevano il suo curriculum di violento.
Senza reagire il tatuato mormor: Scendo io dal samurai.
Poco dopo ritorn sul ponte con un sorriso forzato.
Mi sono vestito e l'ho tranquillizzato. In ogni caso non
credo che ci sia da preoccuparci. Blanche non denuncer
nessuno, il suo passaporto  scaduto e sa di essere ricercata.
Dopo i casini che ha combinato sfasciando vetrine e rubando
orologi durante le dimostrazioni a Genova  stata
schedata. Se ne star zitta, vedrete.
Ted era sempre al timone, attento allo schermo radar.
Per fortuna eravamo ormeggiati vicino all'uscita del porto...
siamo gi fuori.
Temeva di incontrare ostacoli non illuminati, nell'area
poco attrezzata dell'immenso scalo marittimo di Yokoama
dove le autorit giapponesi avevano confinato il Vengeance,
preoccupati da quell'equipaggio poco rassicurante.
Ian lanci uno sguardo a Claude. Quanto accaduto confermava
i suoi timori. Accettandolo nel gruppo al solo
scopo di poter usare il catamarano per le loro clamorose
azioni intorno al mondo, non avevano valutato il rischio
che poteva costituire per loro quella balorda testa di serpente.
Claude faceva di tutto per apparire deciso e violento,
in realt era un insicuro e poteva rappresentare un pericolo
imprevedibile per tutti.
A bordo del Jack London - Continua la navigazione.
Ci siamo lasciati alle spalle le Kermadec senza nemmeno
vederle, ma non abbiamo perso nulla. Leo Walech
sembrava parlare da solo davanti alla mappa elettronica.
Il segno luminoso della rotta percorsa, sul display, sfiorava
un arcipelago. Una manciata di rocce e sabbia nell'immensit
dell'oceano.
Si rivolgeva a Marco, appena salito in plancia, e a Juv,
che invece aveva momentaneamente sostituito Punu al
controllo del timone automatico.
Ora ci attendono almeno sei giorni di vuoto assoluto;
poi passeremo al traverso dell'arcipelago Cook e delle isole
Australi. Non vedremo n l'uno n le altre, anche se
non saremo lontani, ma  rassicurante saperlo. In caso di
improvviso peggioramento del mare potrebbero offrire
un prezioso riparo.
Marco stava ancora fissando l'orizzonte e la mappa elettronica.
Spazi cos smisurati ridimensionano i miti delle navigazioni
nel Mediterraneo antico... I relitti dei fenici e dei
greci che ho visitato e studiato in Sicilia, a Cipro, in Tunisia
furono vinti da tempeste in un mare poco pi grande
d'un lago, se paragonato a questo.
Ma la furia delle acque non  diversa, quando  l'uomo
a doverla affrontare su una piccola imbarcazione osserv
il comandante.
Ulisse in fondo s' perso in un bicchier d'acqua... o
di vino intervenne Juv, dissacratore come al solito. Oltre
la prua del London, cielo e mare si confondevano, e lui
continu rivolgendosi a Punu: Mi chiedo come riuscirono
i tuoi antenati navigatori ad affrontare una simile
vastit.
Avete mai sentito parlare di Kup? rispose il gigante
polinesiano senza distogliere lo sguardo dagli strumenti.
Non  uno dei vostri eroi?
S, un grande navigatore... A lui e alla sua gente si deve
la scoperta della terra dalle nuvole Bianche, come lui
chiam la Nuova Zelanda.
 un personaggio mitico o reale?
Walech intervenne.
I maori, come meglio di noi potrebbe spiegarvi sir
William se non fosse in cabina per la consueta terapia con
Mac, quando si riferiscono al passato non distinguono la
realt dalla leggenda.
Punu fece un cenno di assenso. Kup, adiratissimo
con i polpi che gli divoravano l'esca quando pescava,
giur di uccidere il loro capo e lo insegu attraverso l'oceano.
Riusc ad arpionarlo, ma non a ucciderlo. Intanto,
con la sua forza, il polpo-re aveva trascinato l'uomo molto
lontano, verso sud, e cos Kup vide una terra dalle alte
colline coperte di nuvole.
L'infuriato inseguimento di un polpo sarebbe dunque
all'origine della scoperta della Nuova Zelanda mormor
Marco. Il racconto lo affascinava.
Se si traduce la leggenda in una pagina di storia intervenne
il comandante troviamo conferma dell'esistenza
di un personaggio di nome Kup nella tradizione orale
dei maori. Dal calcolo delle generazioni s' potuto dedurre
che scopr la terra dalle nuvole Blanche attorno al X secolo.
Vi approd, guidando una flotta di canoe, dopo un
viaggio di quasi quattromila miglia dalla Polinesia centrale.
Con duecento altri maori, uomini e donne, navig pi
o meno sulla rotta che noi stiamo ora percorrendo in senso
inverso.
Le nostre canoe erano doppie, potevano navigare a
pi di quattro nodi di media e riuscivano a mantenere la
rotta pur non potendosi basare sulle stelle, perch nel nostro
emisfero Sud la stella Polare che guid i vostri navigatori
 invisibile riprese Punu. Malgrado questo non
si persero perch sapevano interpretare altri segni egualmente
preziosi come il volo degli uccelli, le nuvole, il moto
delle correnti... Nei viaggi alla ricerca di nuove terre,
oltre alle donne e ai bambini, i miei antenati portavano
piante, semi, tuberi, maiali, cani, polli. I nomi di questi
trasmigratori sono tramandati nei nostri canti, e io ho tentato
di tradurne qualcuno.
Punu tacque per un lungo momento osservando il
quadrante della bussola elettronica.
Ogni sera ringraziavano le canoe, alle quali avevano
dato un nome: Tainui, Te Arawa, Mataatua, e cantavano:
"Voi che galleggiate sull'oceano, ricordate i tronchi d'albero
dai quali siete nate. Furono scavati ad Hawaiki, isola
sacra, per questo la vostra fama giunger al cielo".
Dalla cabina padronale accanto alla plancia era intanto
uscito sir William. Marco se lo trov alle spalle di sorpresa;
nemmeno un fruscio aveva annunciato il movimento
della poltrona che lo trasportava, ma il bloccaggio delle
ventose sul pavimento aveva prodotto un colpo sordo.
Dopo i saluti, poggi la mano sul braccio di Marco, riprendendo
l'argomento del quale aveva colto le ultime
battute. Le citer anch'io alcuni versi tramandati oralmente
dai nostri vecchi: "Mai si oscurer la fama delle nostre
canoe, le canoe..."
"Le canoe che attraversano gli abissi dell'oceano, il
grande mare di porpora" concluse sorridendo Walech.
Gli occhi celesti del vecchio sorrisero. Leo, mi sorprendi,
non ti sapevo conoscitore delle nostre poesie e fine dicitore.
 lui il mio maestro. Il comandante indic il timoniere.
Punu parla poco, ma quando mi racconta della vostra
gente, le ore di navigazione passano in fretta. Soprattutto
se spezzate dall'arrivo di un paio di birre e se...
Lo interruppero grida improvvise dal ponte centrale.
Un marinaio chiam a gran voce, un altro accorse, seguito
da Juv e Sarah. Tutti e quattro furono subito chini, lo
sguardo a qualcosa sul paiolato sotto l'albero di maestra.
Scendo anch'io a vedere esclam Marco.
Poco dopo s'infil tra Sarah e Juv, mentre alle spalle di
tutti era apparso Brailich.
Non toccate grid il tedesco con voce sorprendentemente
imperiosa, malgrado il mal di mare l'avesse ridotto,
sin dal primo giorno di navigazione, a una sorta di ectoplasma.
Il cerchio s'allarg. Sul ponte giaceva un essere palpitante
poco pi grande del gatto di bordo.
Brailich sovrast le voci di tutti. Presto, una bacinella o
un secchio. Acqua di mare ordin.
Due marinai accorsero, mentre lui si chinava accanto alla
creatura ancora viva.  un calamaro azzard Juv.
S,  un lycoteuthis diadema...
Giunse il secchio con acqua di mare. Brailich sollev
delicatamente l'essere molliccio dal quale si dipartiva un
groviglio di tentacoli.
Sembra un modello in scala del gigante a cui daremo
la caccia osserv Marco.
Ma  solo un calamaro disse Juv col tono di chi avrebbe
voluto trasformare l'incauto visitatore in una pietanza.
 volato a bordo. Succede spesso che schizzino fuori
dall'acqua, se sono inseguiti da un predatore. La spinta a
getto del loro sifone pu trasformarli in una sorta di aereo
a reazione. Senza scheletro, possono affusolarsi e raggiungere
una velocit insospettabile per una creatura marina.
Se considerate...
Nessuno lo stava pi ascoltando e Brailich s'interruppe
per osservare, stupito come tutti, il piccolo essere che si
era ripreso e si esibiva in improvvise sfumature cromatiche.
Sembr ornarsi con un diadema di gemme brillanti;
gli organi mediani presero a splendere di un blu cobalto,
quelli laterali di lucentezze perlacee, mentre la parte inferiore
emetteva una luce rosso rubino e i tentacoli si attaccavano
con le ventose sulle pareti del secchio. Il lycoteuthis
 in cerca di una via di scampo mormor il
professore, accovacciandosi accanto al secchio.
Sarah, dopo una corsa in cabina, era riapparsa con la
sua Contax e alternava scatti con il flash ad altri con luce
ambiente, cambiando pi volte diaframma. Spero di farcela
mormor mentre tentava di cogliere le diverse sfumature
dell'arcobaleno iridescente in continua mutazione
sul corpo del calamaro.
Brailich si rivolse a uno dei marinai. Pu gentilmente
restituire al mare questa creatura prima che muoia? Poi
guard Sarah. Grazie per le foto, mia cara. Sar il buon
ricordo di questo visitatore volante, ora rimesso al suo destino.
Sperando che il predatore non cerchi ancora di tramutarlo
in un boccone. Juv sembrava dispiaciuto all'ipotesi
che altri gustassero quanto lui avrebbe volentieri cucinato
a fuoco lento con aglio e aceto. Una vecchia ricetta dei
pescatori sardi precis.
Vedo, professore, che per l'emozione s' dimenticato
del mal di mare. Nemmeno la disgustosa ipotesi di Juv
sembra turbarla osserv Sarah ridendo.
Dopo aver seguito con lo sguardo la liberazione del policromo
intruso, il tedesco le rispose tentando un sorriso.
Se le condizioni del mio stomaco lo permetteranno, questa
sera vi intratterr sui calamari, giganti e no.
Ognuno torn ai suoi compiti. Marco, Sarah e Juv salirono
in plancia. Se un fratello maggiore di quel grazioso
animale piombasse sul ponte del London ipotizz Marco
scherzando con il comandante potrebbe sfondarlo.
Se i testi non mentono o non esagerano, un architeuthis
rex adulto pu pesare diverse tonnellate.
Speriamo che il dio del mare abbia reso i pi grossi
della specie incapaci di volare.
Ma ne siamo sicuri?
Nulla  sicuro su di loro, come ripete ossessivamente
Brailich quando non  impegnato a vomitare in cabina.
Sir William vorrebbe vedervi annunci Mac a Marco
e a Sarah, nel pomeriggio.
Sir William li accolse con alcuni fogli in mano. Leggete...
vengono da Maddy. Li ha ricevuti da Tokyo e ritrasmessi.
Riproducevano incomprensibili pagine di giornali giapponesi;
uno, edito a Tokyo, era per in lingua inglese. Un titolo
era su due colonne: salpata nottetempo la nave dei
vendicatori. Il testo parlava di "improvvisa decisione" e
descriveva il catamarano riferendosi al "famoso samurai
ustionato che si  posto alla guida del gruppo".
La brava Maddy aveva allegato alcune traduzioni degli
altri testi in giapponese; non dicevano molto di pi, ma
accennavano a "contrasti tra i giovani della Kai Shizen
Hofuku", e riferivano la notizia non confermata secondo
la quale "il proprietario del gigantesco catamarano usato
dal gruppo dei vendicatori sarebbe un riccone di Haiti che
ne avrebbe chiesto il sequestro".
Nessun accenno alla destinazione decisa dall'equipaggio,
ma sir William ricordava le dichiarazioni alla loro conferenza
stampa trasmessa dalla CNN e mostr la foto dell'imbarcazione
al comandante. Leo, quanto potrebbe impiegare una
barca come questa dal Giappone alle Marchesi?
L'interpellato lasci la poltrona e s'avvicin alla parete
dov'era incorniciato lo schermo al plasma con la luminosa
mappa elettronica del Pacifico. Con il mouse tracci una
linea retta tra le due localit e subito lampeggi il dato
sulla distanza in miglia: quattromilatrecentottanta.
Se sono partiti alcuni giorni dopo di noi, hanno un notevole
distacco, anche se una barca da regata oceanica come
la loro potrebbe filare a diciotto nodi.
Comandante, i catamarani che si costruiscono oggi superano
largamente i diciotto nodi intervenne Marco. Basti
pensare ai modelli avveniristici messi a punto per The
Race, la regata intorno al mondo senza scalo. Le chiamarono
"farfalle da venti tonnellate", bolidi in plastica e fibra di
carbonio, capaci di filare alla velocit doppia del vento.
Punu, nel sentir parlare d'una barca a vela capace di
un simile prodigio, si volt sorpreso.
S, hai sentito bene si intromise Juv. Il Club Med con
dieci nodi di vento raggiunse i ventitr nodi, durante quella
sfida.
Il comandante si rivolse all'armatore.
Puoi dormire sonni tranquilli: il catamarano dei giapponesi,
se mai arriver, non arriver certo prima di noi. Se
ha imbarcato tutti quei giovanotti eccitati che ho intravisto
in televisione non potr emulare le farfalle delle quali
si parla. E non potranno attraversare mezzo Oceano,Pacifico
in meno d'un mese.
Ammesso che possano contare su un vento sempre favorevole.
E su condizioni meteo ottimali.
Walech annu, dopo un altro sguardo alla carta nautica.
Non dimentichiamo che l'uomo propone e Dio dispone.
Un dio del mare  assai capriccioso concluse Marco.
Si chiami Poseidone nel nostro Mediterraneo o Tangaroa
qui da voi.
Nel quadrato del secondo ponte, a sera, mancava solo
chi era impegnato in turni di guardia. Brailich, seduto a
un tavolino coperto di carte, scriveva frettolosamente.
S' ridotto all'ultimo momento comment Sarah.
D'altra parte anche le pillole contro il mal di mare non
sembrano avergli evitato disturbi.
Sul volto, di sua natura pallido, il tedesco portava i segni
del malessere. Ma era anche riuscito a perdere, senza
averne alcun merito, qualche chilo.
Nel silenzio, tutti lo fissavano mentre rileggeva gli appunti,
gli occhi a pochi centimetri dal foglio poggiato sul
tavolo. Non giocherellava con gli elastici, ma quando pass
le dita tra i capelli superstiti, il ciuffo color paglia si
rizz sulla testa come la cresta d'un uccello di specie sconosciuta.
A Juv veniva per in mente un paragone diverso. Visto
cos sussurr mi ricorda il ritratto del vescovo Pontoppidan.
A forza di parlarne gli assomiglia.
E chi  Pontoppidan? Marco lo guard sorpreso.
Erik Pontoppidan, uno svedese del Settecento, il primo
ad aver descritto perfettamente un architeuthis.
Da quando sei diventato specialista in storia della biologia?
chiese ridendo Sarah.
Siete rimasti entrambi all'epoca in cui la cultura era
patrimonio solo di voi professori. Io ho seguito un corso
speciale e accelerato sugli architeuthis, a San Diego. Il qui
presente professor Brailich mi ha illuminato con la sua
saggezza.
Quasi avesse sentito il suo nome, il relatore alz una
mano, senza togliere la testa dagli appunti.
Dopo i monologhi a pranzo e cena, senza contare i dopocena,
posso gi immaginare cosa sta per narrarci mormor
Juv. Sarah rise di nuovo.
Se  per questo, nemmeno Marco e io, impegnati sull'argomento
da otto mesi, ascolteremo niente di nuovo.
S, ma mentre voi siete i responsabili della missione, e
quindi siete obbligati a restare qui, io, modesto subordinato,
non ho l'obbligo di ascoltare per la seconda volta le
sue interessanti chiacchiere. Salgo in plancia a tenere compagnia
a quel monumento umano che  Punu.
La lunga lezione di Brailich sui calamari in genere e su
quello gigante in particolare non fu, invece, una ripetizione
di quanto aveva gi tante volte spiegato. Non si limit
a quella sera, ma continu l'indomani e fu tutt'altro che
noiosa. Anche perch il professore si mostrava spiritoso e
mai assertore di verit assolute. La verit sar solo quella
che voi troverete in fondo al mare incontrando e osservando
un architeuthis vivo. Le sue azioni e reazioni saranno registrate
e aiuteranno gente come me a far luce sull'ultimo
mistero del mare. Lo compareremo ai suoi simili trovando
ennesima conferma che i calamari presentano una stupefacente
gamma di forme e dimensioni. Alcuni non sono
solo muniti di clave, uncini, ventose come armi terribili.
Ma anche di assoni nervosi sviluppati dieci volte di pi e
non meno complessi di quelli di noi vertebrati superiori.
Possono raggiungere il diametro di quattro millimetri
mentre il cilindrasse nervoso di tutti noi  di 0.0025 millimetri.
Il professor Arnei e la dottoressa Morasky mi scusino:
ma quel dato significa che potrebbero trovarsi di fronte
a un essere molto pi astuto di loro... Brailich
esponeva con calma, lasciando a tratti trasparire una certa
emozione. Non si possono studiare creature simili senza
essere sorpresi da tante singolari diversit. Una bioluminescenza,
per esempio, senza pari nel regno animale. Senza
pari anche le loro fisiche disparit; alcuni sono duri e
muscolosi, altri molli come meduse. Alcuni vivono in banchi
fitti, altri sono cacciatori solitari. La gamma delle loro
dimensioni  stupefacente, va dalla minuscola idyosepia,
pi piccola del suo nome stampato, al gigante che stiamo
cercando, sino a oggi invisibile. Possiamo dire di conoscerlo
solo per aver visto alcune parti del suo corpo, ma
delle sue abitudini riproduttive e della durata della sua vita
non abbiamo la pi pallida idea. Non sappiamo nemmeno
quanti ne vivano nei mari, ma  lecito supporre che,
grandi e piccoli, i calamari siano tra gli animali pi numerosi
del pianeta.
Brailich insistette soprattutto su un punto, mentre tutti
ascoltavano in silenzio.
Paragonare un calamaretto di dieci centimetri a un
architeuthis di venti metri  improprio come paragonare
una talpa a un rinoceronte, partendo dal presupposto
che entrambi sono mammiferi. Vi prego, non chiedetemi
pi quanto possa essere grande un architeuthis, ricorder
solo che il corpo dell'esemplare maggiore fino a oggi conosciuto
fu trovato morto proprio in una spiaggia della
Nuova Zelanda, nel 1880. Era lungo quasi venti metri e
pesava circa due tonnellate. Una testimonianza raccolta
al tempo della Seconda guerra mondiale indica dimensioni
maggiori: una notte, a bordo di una nave da guerra
britannica all'ancora al largo delle Maldive, un marinaio
di nome Starkey, in coperta per il suo turno di guardia, a
un tratto not una luce verdastra che emergeva, e senza
riuscire a credere ai suoi occhi dovette ammettere che a
pelo d'acqua stava apparendo una massa vivente. Cerc
di vedere dove cominciava e finiva quella forma luminescente
e la segu per tutti i cinquantotto metri della
nave.
La sera successiva, con l'aiuto di una proiezione di
diapositive, Brailich fece un annuncio: Questa sera mi
addentrer, per cos dire, nel corpo di un architeuthis. E
anticip il dato pi sensazionale. Nel calamaro gigante
due cuori si contraggono all'unisono e pompano un sangue
azzurro molto leggero per l'alta concentrazione di
ioni ammoniacali. Non voglio tediarvi con parole difficili,
ma dovete sapere che questi giganti, se arrivano troppo
rapidamente in superficie, rischiano di scoppiare per
il forte contenuto di emocianina nel loro sangue, che
esige temperature fredde, come nella profondit degli
oceani. Oltre un certo limite, quindi, non salgono.
La successione d'immagini proiettate sugger una domanda.
Anche i calamari giganti possono ricorrere, per
difesa, al getto d'inchiostro? chiese Paul, il pi giovane
dei marinai.
Nel loro mantello si trova una sacca ripiena di un liquido
marrone scuro.  una soluzione che l'animale produce
e noi supponiamo che potrebbe espellerla, se volesse.
Personalmente ritengo che non serva ad accecare il
nemico, e neppure a mascherare la propria fuga. Nel buio
dell'abisso non mi sembra necessario. Piuttosto credo che
siano le sue qualit irritanti a proteggerlo. Se ricordiamo
che il calamaro gigante non ha nemici, salvo il capodoglio,
dobbiamo chiederci se nel buio pi totale il grande
cetaceo sarebbe scoraggiato da una nube di inchiostro.
Non credo... potrebbe invece essere respinto dal getto di
una soluzione repellente.
Ma in uno scontro tra capodoglio e calamaro gigante
chi vince? chiese ancora timidamente lo stesso marinaio.
Brailich rest pensoso davanti a un quesito pi sportivo
che scientifico.
L'architeuthis dispone di un'eccellente struttura idrodinamica.
Sommata al sifone, gli consente di muoversi velocemente,
sfruttando il suo sistema di propulsione a reazione.
Questo gli serve non solo per fuggire, ma anche per
piombare velocemente sulla preda, afferrarla con i tentacoli
pi lunghi e subito immobilizzarla con le otto braccia
e portarla alla bocca, dove il becco  in grado di tranciare
anche un cavo d'acciaio.
Ma come pu architeuthis vincere un capodoglio? Io ne
ho visto uno emergere vicino alla mia barca intervenne
un altro marinaio.  una bestia enorme.
Hai ragione, ma i due tentacoli pi lunghi che
l'architeuthis usa per l'attacco sono armati di punte a forma di
dardo e possono superare i dieci metri di lunghezza. Come
gli altri otto, possiedono quattro file di ventose da
quindici a venticinque centimetri di diametro e dai bordi
seghettati. Sono questi a lasciare profonde cicatrici sulla
pelle dei capodogli catturati dai balenieri. Ricordo quando,
nel 1977, la fregata Stein della Marina statunitense fu
sottoposta ad alcune riparazioni e il rivestimento del sonar
subacqueo apparve squarciato. Erano colpi inferti da
artigli possenti: da alcuni di essi, rimasti conficcati nel rivestimento,
il biologo Scott Johnson, che studi il caso,
concluse la sua relazione sostenendo che ad avere causato
i danni era stato un calamaro di straordinaria grandezza.
Cominciarono a circolare tazze di t e qualche bicchiere
di birra. Qualcuno ricord che i liquidi possono provocare
effetti catastrofici per chi soffre il mal di mare; di conseguenza
Brailich, rifiutata energicamente qualsiasi offerta,
per distrarsi dalla sete sprofond tra i fogli sparsi sul tavolo.
Quando alz la testa, cerc con lo sguardo Marco Arnei
e Sarah Morasky.
Ho qualcosa che potr interessare le vostre immersioni.
 stata raccolta una preziosa testimonianza registrata da
un sonar del sommergibile nucleare americano Wills sulla
velocit degli architeuthis. Intercettando un corpo molle
estremamente affusolato e lungo circa diciotto metri, in
movimento parallelo all'unit immersa, gli strumenti hanno
rilevato per oltre quindici minuti una velocit di venticinque
nodi. Se quest'osservazione  esatta, e io ritengo che
lo sia, possiamo dedurre che la struttura morfologica della
quale sono dotati i calamari, ovvero il loro potente sifone, li
renda capaci di sfuggire al loro peggior nemico. Il capodoglio,
infatti, pu raggiungere la velocit massima di dieci-
dodici nodi.
Certo che Brailich non perde il vizio. Per quanto continuer
con le sue lezioni serali? sbott Juv quando i tre amici
rimasero soli. Sarah non la pensava allo stesso modo.
Nell'apparente confusione della sua lunga esposizione,
non ha annoiato nessuno. Hai visto i ragazzi dell'equipaggio
come lo ascoltavano? Sembrava un narratore di favole.
Marco rimase pensieroso per qualche istante. A noi
spetta l'incarico di tradurre le favole in realt... speriamo
di riuscirci.
Scesero due ponti del veliero. Le cabine erano nella zona
prodiera, lontane dal lieve ronzio dei motori.
Il beccheggio s'era rinforzato. "Mi aiuter a dormire
meglio" si augur Sarah gettandosi sul letto. Si sentiva
molto stanca.
Nella sua cabina, Marco allung la mano verso lo scaffale
dove alcuni libri erano tenuti fermi da una traversina.
Ne scelse uno prima di un nuovo rollio.
Si sdrai e apr a caso una pagina dalla ristampa di Balenieri
del Pacifico Australe, edito a Londra da Samuelson &
Marranz, e not la data dell'edizione: 1866.
Erano storie di uomini duri e coraggiosi raccolte in
un'antologia affascinante. Tra i tanti capitoli, scelse quello dedicato
agli scontri tra cacciatori e prede; tra bipedi terrestri e
giganti del mare.

Pacifico centrale - Cent'anni prima.
L'uomo si sent spinto fuori dell'acqua e riusc finalmente
a respirare, a rivedere il cielo. Credette di essere in
salvo, ma nello stesso istante, alto su di lui, apparve qualcosa
di mostruoso.
Ebbe solo il tempo per un lampo di terrore, e subito il
mare si fece rosso di sangue. L'uomo era stato letteralmente
squartato dal dente del capodoglio calato su di lui.
Altri uomini, annaspando tra le onde, urlavano d'orrore
e di paura, aggrappandosi a quanto restava d'una lancia
baleniera finita a pezzi.
La morte era accanto a loro, ma non colp di nuovo. Il
capodoglio non ripet l'attacco. La sua immensa coda,
tutta fuor d'acqua, s'inabiss. L'arpione che l'aveva colpito
rest conficcato nella sua schiena.
Sarebbe riuscito a liberarsene, ma con molto dolore, e
questo avrebbe rappresentato per lui la prima iniezione di
odio per quei piccoli esseri che avevano tentato di togliergli
la vita.
Nel tempo, quell'odio sarebbe cresciuto perch ci sarebbero
stati altri piccoli esseri che avrebbero cercato di ucciderlo.
Era ancora giovane, malgrado questo soffriva molto per la
seconda ferita, i suoi polmoni bruciavano quando emergeva
e respirava. Un boato profondo aveva preceduto il lampo di
dolore fulminante e il fuoco era penetrato nelle sue carni.
Volont e forza si erano sommate nel tentativo di liberarsi
di quell'intrusione bruciante. Una prima volta, anni
prima, c'era riuscito, ma per la seconda arpionatura la
perdita di sangue era stata tale da stremarlo.
Un guizzo disperato e un'ennesima torsione del corpo
lo liberarono. Poi cerc scampo nella profondit, per
emergere lentamente pi lontano. Respir e torn nel
buio dell'abisso, dove rest immobile sino ai limiti della
sua apnea.
Trascorse molto tempo prima che il dolore diminuisse;
e a poco a poco anche la perdita di sangue. Ma restava debole
e lento nei movimenti; era riuscito a sopravvivere,
ma non sapeva per quanto.
A ferita rimarginata lui si muoveva di nuovo nell'oceano,
per i suoi attacchi alle prede gli costavano sempre
maggiore fatica. Ormai gli altri maschi del branco lo riconoscevano
non solo per l'eco del suo richiamo, ma per il
lamento, quasi un gemito che lo accompagnava sempre.
Nel passato, temendone la forza, i compagni non lo avevano
mai contrastato nei suoi approcci alle femmine, ma
dopo l'ultima ferita il loro comportamento era mutato.
Il dente che tanto tempo prima aveva squartato un baleniere
non era pi lucente, la punta d'avorio che aveva brillato
nel sole era spezzata. Il morso che aveva reso temibile
la sua mascella aveva perso vigore, e ormai doveva accontentarsi
di piccole prede. E anzich attaccarlo, doveva fuggire
l'essere dai tanti tentacoli, suo implacabile nemico.
Oggi lo sentiva vicino, anche se il suo sistema d'intercettazione
era compromesso come il resto del suo sistema
nervoso.
Si mosse nel buio totale. Malgrado il pericolo incombente,
la fame lo costringeva a concentrare l'attenzione per localizzare
una nube di giovani tonni, facili da afferrare.
Il desiderio di cibo allentava le sue difese, cos non s'accorse
che l'aggressore lo aveva raggiunto, fulmineo.
Si avvilupp all'improvviso su di lui. Inutile la torsione
su se stesso, inutile ogni guizzo spasmodico. Centinaia di
ventose si avvinghiavano e si saldavano al suo corpo.
Sapeva di dover salire in superficie, lasciare il buio, raggiungere
la luce, respirare, ma anche l'aggressore ne era
consapevole, e lo aveva attaccato proprio perch lo sapeva
al limite della resistenza.
Il cetaceo aveva gi subito, in passato, attacchi come
questo e se ne era liberato con guizzi e scatti di velocit,
ma soprattutto producendo dall'oleosa cassa armonica
racchiusa nel suo naso onde sonore tanto violente da ferire
qualunque essere vivente si fosse trovato nei pressi. Ma
anche quest'arma si era indebolita, non aveva effetto sull'aggressore.
La forza che lo imprigionava impediva ogni
reazione, mentre scadeva il limite della sua apnea e iniziava
il soffocamento.
Un gigante invertebrato senza polmoni stava avendo la
meglio su un mammifero potente e invincibile i cui polmoni
erano al collasso.
I due corpi calarono verso il fondo, verso un remoto recesso.
Le braccia tentacolari si mossero sull'avversario ormai
inerte, per individuarne la parte molle, e il becco
squarci i tessuti con movimenti a pinza, sino a raggiungere
il fegato e il cuore. Tritur lembi sanguinanti ed ebbe
inizio il suo lungo pasto. Una femmina lo seguiva; non
aveva fatto in tempo a partecipare all'assalto, ma giunse
poco dopo e si un al banchetto.
Infine sui resti del cetaceo si precipitarono le altre creature
dell'abisso, luminescenti e d'ogni misura e forma;
creando una sinistra aureola di luce, s'avventarono su
quanto restava di quella montagna di cibo.

Jack London - Undicesimo giorno di navigazione.
All'alba, il rollio del veliero s'era accentuato. Marco, in
cabina, si lav e indoss bermuda e maglietta, perdendo
ogni tanto l'equilibrio. Si era avviato nel corridoio verso la
prima colazione quando ud gli annunci di un altoparlante.
Main Topmast!
Okay.
Main Skysail, okay.
I verricelli automatici stavano compiendo il loro lavoro:
a uno a uno ammainavano le vele. Il vento non solo era
aumentato, ma ora soffiava di prua e il mare, al mascone
di dritta, era gonfio di lunghe onde.
Il caff e le ciambelle furono comunque serviti puntualmente
da Herminia. Ci vuol altro per abbattere quella
donna mormor Juv, apparso accanto a Marco. Ora vado
a schiantarmi in cuccetta, sono stato in plancia tutta la
notte per dare il cambio a Punu. Il meteofax dava notizie
di continuo peggioramento, ma adesso sembra che la bassa
pressione ci stia solo lambendo.
Poco dopo, Marco sal alla pilothouse e il suo primo
sguardo fu per sir William; o meglio per la sua poltrona
mobile.
Non si preoccupi, professore, sono saldamente bloccato
lo rassicur sorridendo l'armatore.
Il sistema di potenti ventose al pavimento mi evita
ogni pericolo anche con mare peggiore di questo.
Oggi soffriamo di condizioni meteo normali, considerando
gli umori del Pacifico aggiunse il comandante,
porgendo a Marco l'ultimo meteofax ricevuto. Questa
sventolata durer poco aggiunse, mentre seguiva la manovra
conclusiva ai verricelli.
La barca sembra nuda, con gli alberi spogli.
Sar anche nuda, senza vele e con il vento in faccia, ma
affronta la corrente subequatoriale mantenendo la sua
media.
Anche Sarah sal in plancia. Dal giorno della partenza
aveva sempre indossato T-shirt da lei definite "per analfabeti",
con immagini di frutti colorati o animali estinti.
Quella mattina invece aveva sulla schiena una scritta
nera su fondo color ocra con un aforisma di Oscar Wilde.
 PI DIFFICILE PARLARE DI UNA COSA CHE FARLA. In altro Colore
la scritta continuava sentenziando: questo  vero sino
A UN CERTO PUNTO.
Il vecchio, dopo una fugace occhiata, comment sorridendo:
Nemmeno io sono d'accordo con Oscar Wilde; il
mondo  pieno di gente che parla tanto ma non fa nulla.
Bisognerebbe combatterla, quella tendenza.
Marco scosse la testa. Credo che a bordo ormai tutti vi
sarete resi conto che le T-shirt sono l'hobby di Sarah. Da
quando la conosco ne ha sfoderate d'ogni genere e molte
sono discutibili.
Non  certo un difetto azzard Leo Walech schiarendosi
la voce. Finalmente, mi sono detto appena l'ho conosciuta,
ecco una donna spiritosa... il che  molto, molto
raro.
Sir William finse d'assumere un'aria paterna. Stia in
guardia, figliola... quest'incallito misogino non ha ancora
avuto il coraggio di sciorinare la sua raccolta di proverbi
dedicati all'universo femminile. Ora che ci penso, sono
meravigliato. Non deve averne avuto il coraggio...
Non sar certo io a intimidirlo!
Una luce si accese sul bracciolo della poltrona dell'armatore,
lui alz il ricevitore, ascolt e parl poi per un paio di
minuti con un tono molto basso. Conclusa la breve conversazione,
rimase a lungo silenzioso, sembrava fissare il mare,
ma in realt i suoi pensieri erano altrove. Diede un'occhiata
all'orologio, quindi guard quello elettronico incassato nella
plancia. Tehoa, dammi l'ora di Honolulu.
Il marinaio premette un pulsante della consolle.
Tre ore avanti a noi.
E un giorno di differenza sul calendario aggiunse il
comandante. Non dimenticare che supereremo questa
notte la linea del cambio di data.
Bravo Leo, m'hai colto in fallo. Comunque la data non
cambia l'ora dell'appuntamento. Marco, Sarah, ho saputo
qualcosa da Maddy... posso invitarvi per il lunch? Diremo
alla brava Herminia di prepararci qualcosa di speciale.
Vedo con piacere che a voi questo beccheggio non provoca
fastidi.

Jack London - Cabina dell'armatore.
L'edizione originale del portfolio allegato ai volumi dedicati
ai viaggi di James Cook conteneva incisioni tratte
dalle matrici settecentesche.
Pagina dopo pagina Marco sent aumentare il suo entusiasmo
per l'opera, poggiata su un leggio nel soggiorno
della suite riservata all'armatore.
Meravigliosa, questa prima edizione. Soprattutto quando
si  abituati a vedere la copia della copia delle illustrazioni.
L'ho acquistato a un'asta. Proviene dalla collezione
Malvezzi.
 una nobile famiglia fiorentina. La nobilt toscana
amava investire in quanto di pi bello si creava al mondo.
Collezionava anche opere dei cosiddetti popoli primitivi.
Gi, noi maori eravamo i primitivi, in quel tempo. Veri
e propri selvaggi dei quali qualcuno, bont sua, metteva
in luce anche le qualit positive.
L'ambiente era pi spazioso dell'adiacente plancia di
comando per consentire all'armatore di muoversi agevolmente
con la poltrona. Lungo le pareti alcuni splendidi
pezzi d'arte tribale emergevano tra i libri disposti in scaffali
bassi, a portata di mano.
Nella parete non occupata dagli obl, un ritratto di
donna dallo stile inconfondibile: Gauguin.
Il padrone di casa intercett lo sguardo dell'ospite.
Quel quadro l'ho ottenuto in cambio di tre navi cariche
di tonno in scatola dal ministero degli Approvvigionamenti
del governo sovietico, al tempo di Breznev.
Non  stato mai riprodotto in alcun catalogo.
Faceva parte dei beni sequestrati dai bolscevichi alla
ricca famiglia dei Chessovich, a San Pietroburgo. Una parte
di quei capolavori fu ospitata all'Ermitage, ma altri
vennero nascosti e successivamente venduti per finanziare
in valuta pregiata gli aiuti ai partiti considerati fratelli.
Anche Sarah aveva osservato gli scaffali con identica
curiosit.
Rallegramenti. Ci sono rare edizioni di Melville, di
Stevenson... e la prima stampa del famoso Vichinghi d'Oriente.
Quel libro  la mia Bibbia. Sir William indic gli altri.
Sembrano tanti i volumi che ho raccolto sulla mia gente,
invece sono pochi, considerando quanto ancora manca
per conoscere a fondo la cultura dell'Oceania, la religione,
le arti plastiche, la poesia, senza contare le analisi approfondite
sulle migrazioni dei nostri antenati.
Parlando, l'ospite invit con un gesto Sarah e Marco a
sedere in due poltroncine accanto al tavolo da pranzo,
dal quale la silenziosa Herminia aveva raccolto i resti del
lunch.
Il mare di oggi  nulla rispetto alle tempeste che pu
scatenare un oceano come questo, disteso tra Polo Sud e
Polo Nord. Le sue onde fanno paura, quando te le trovi
di fronte, anche se sei su un'imbarcazione solida come
questa. Preoccupano anche un transatlantico! Indic il
modello di canoa doppia costruito e finemente inciso nel
legno, assicurato alla parete sopra lo scaffale. Eppure
imbarcazioni come quelle erano sufficientemente robuste
ed elastiche da superare questo oceano. Un vecchio colonialista,
Andrew Sharp, anni fa ha tentato di rinverdire
una vecchia teoria che mira a svilire le imprese marinare
dei nostri antenati, asserendo che i maori non furono veri
navigatori come gli inglesi o gli olandesi. Le nostre migrazioni
furono solo viaggi accidentali, con piroghe o zattere
portate alla deriva, e i loro passeggeri approdarono
casualmente nelle isole disseminate in quest'oceano. Una
teoria plausibile come concausa, ma non accettabile in
blocco. Poggi la sua mano su quella di Sarah con un
gesto paterno. Non vi annoio troppo, vero? Ma dobbiamo
arrivare alle quattro per un appuntamento al quale
siete invitati anche voi.
I due ospiti lo guardarono sorpresi, ma prima che formulassero
la domanda, il vecchio era tornato al tema.
I miei bisnonni avevano precisi motivi per migrare in
isole deserte. Lo sviluppo dell'organizzazione sociale significava
incremento demografico, desiderio di scambi, di
nuovi contatti, ma soprattutto realizzava il bisogno di cercare
nuovi orizzonti. Ne sanno qualcosa Marco Polo e Colombo.
Noi, a quel tempo, eravamo ancora, dal punto di
vista tecnologico, all'et della pietra. Per i miei avi non
partirono mai alla ventura, ma colonizzarono le isole
sparse nell'oceano perch l giunsero navigando. E ogni
gruppo onor un antenato che aveva lasciato traccia del
suo viaggio. Esperienze conservate da capi e sacerdoti
nella cultura orale: poesie e poemi dai quali  stato possibile
desumere le rotte per ritrovare le terre oltre l'orizzonte.
Si onoravano personaggi simbolo come Rata, che aveva
vinto innumerevoli prove negli oceani, e aveva ucciso
la Tridacna Gigante, divoratrice di intere navi ed equipaggi.
Oppure Hir, il mitico padre delle architetture navali
oceaniche.  a lui che si attribuisce il merito di essere stato
il primo a costruire canoe con tavole di legno, in luogo di
tronchi d'albero scavati.
Se ricordo bene, alcune migrazioni avvennero anche
per sfuggire alle persecuzioni disse Marco.
 vero, a Tahiti e a Rajatea, centri del mondo polinesiano,
quando la casta sacerdotale accanton Tangaroa, veneratissimo
tra gli di, impose il culto per suo figlio Oro,
obbligando i fedeli a subire anche sacrifici umani. Una ritualit
antropofaga rifiutata da molti, e cos anche nel Pacifico
l'intolleranza religiosa ebbe la sua parte nella spinta
verso nuove terre.
Erano soprattutto i giovani, come ovunque mormor
Sarah.
S, le spedizioni venivano organizzate dai rampolli
delle famiglie pi potenti. Non vedendo nessuna possibilit
di affermazione nell'ambito della vecchia comunit,
partivano alla ventura. Li accompagnavano anche gli anziani
pi forti e coraggiosi, cos che non venisse disperso
il patrimonio di conoscenza delle generazioni precedenti.
Voglio citarvi un'impresa del nostro tempo a sostegno di
quanto vi ho raccontato sulle trasmigrazioni.
La traversata del Pacifico delle zattere di Kon Tiki?
anticip Marco.
No. Anche se quella fu un'impresa straordinaria, la
zattera secondo me non  un mezzo che prova la volont
di navigare da un punto all'altro del mare. Io mi riferisco
alle canoe a vela, guidate col timone per andare dove desidera
la volont dell'uomo. Un coraggioso navigatore solitario
volle sperimentare la fattibilit dei viaggi ritenuti impossibili
con mezzi primitivi. Era un certo Eric de Bishop,
che negli anni Trenta decise di provare la canoa doppia polinesiana
come mezzo capace di superare grandi distanze
su spazi oceanici. Ne costru una con l'aiuto di vecchi carpentieri
di Tahiti, la battezz Kamiloa e navig dalle
Hawaii a Cannes, passando per il Capo di Buona Speranza:
undicimila miglia! Sir William s'interruppe, l'occhio
gli era caduto sull'orologio. Mancano pochi minuti alle
quattro... Tehoa ha appuntamento con il satellite. Voglio
vedere con voi la trasmissione della CNN, in diretta dalle
Hawaii. Me l'ha preannunciato Maddy, con la telefonata
di questa mattina.
Il tocco a un pulsante e spost il pannello scorrevole di
teak. Apparve lo schermo televisivo. In quel momento
dalla porta in comunicazione con la pilothouse entr il comandante.
Sono proprio curioso di vedere quale sorpresa ci hai
riservato.
Eccoti accontentato.
La trasmissione inizi con una panoramica del porto
turistico di Honolulu.
Il corrispondente locale apparve subito meno professionale
dei suoi colleghi dislocati dalla CNN nei punti pi
importanti del mondo; era un ometto di un'imbarazzante
modestia, vestito nella pi trita banalit hawaiana: camicia
a fiori e pantaloni bianchi. Interessanti, invece, le
scene che i cameraman inquadravano e il satellite rilanciava:
uno yacht modernissimo e lussuoso, il California
Dreamin': metalli tirati a lucido, saloni con spaziali divani
e vasi di fiori, bagni con vasche da idromassaggio e una
timoneria avveniristica. Lo speaker inform che si trattava
del pi avanzato e veloce motoryacht prodotto dai
Cantieri di Taiwan su licenza della Shipyard Brunswick
di Brema, quelli dei famosi u-boot e delle corazzate tascabili
di Hitler.
Questo gioiello  giunto qui a Honolulu attraversando
mezzo Pacifico in soli undici giorni.  stato costruito per
un noto tycoon californiano, l'industriale Frank Symons.
Sul video apparve un volto giovanile che ascoltava con
sussiego l'hawaiano sciorinare il suo curriculum finanziario.
Il dito di sir William punt l'immagine.
 il mio pi diretto concorrente sul mercato mondiale
e credo che abbia intenzione di darmi qualche fastidio. Ha
messo in piedi qualcosa di simile alla nostra missione: la
ricerca dell'architeuthis.
Di questo, infatti, parl poco dopo l'intervistato: accenn
al mistero di un mostro marino, al vuoto della
scienza in proposito, annunciando l'intenzione di investire
tre milioni di dollari e la disponibilit del suo yacht per
una missione scientifica destinata a risolvere una volta
per tutte ogni dubbio su quella creatura marina.
Impresa per la quale ho chiesto la collaborazione del
massimo esperto nel settore, il biologo Peter Kalimata.
Appena citato, il giovane professore si offr ai telespettatori
con un sorriso non meno smagliante di quello esibito
dal suo sponsor e una giacca di colore indefinito decorata
con piccoli fiori metallici che a tratti riflettevano la
luce del sole.
Se il professor Brailich fosse con noi, ora tuon sir
William, invece di giacere in un letto, vi direbbe la sua
opinione su questo giovanotto. Posso per anticiparvi che
non  stupido e si occupa attivamente non solo di mostri
marini, ma anche di miliardari disposti ad aprire i cordoni
della borsa.
Non dice sciocchezze, ma niente di nuovo comment
Sarah dopo qualche minuto di ascolto.
Lasciamolo finire, poi vi racconter tutto.
Immagini preregistrate del Parco marino di Maui illustravano
le parole dello speaker, che lo defin "il luogo
creato e mirabilmente gestito dal professor Kalimata..
In primo piano esemplari di calamari in vasche illuminate
e infine una riproduzione in plastica dell'architeuthis
a tentacoli tesi.
Osservate le dimensioni di questo gigante rispetto a
un uomo enfatizz la voce del dottor Kalimata. Con la
nostra missione miriamo a mostrare al mondo non un simulacro
tridimensionale come questo, ma l'architeuthis in
tutta la sua realt...
L'intervistatore lo interruppe. Lei non si riferisce quindi
alla cattura di immagini, ma alla cattura fisica di questo
mostro, se cos posso definirlo.
Non posso rispondere, amico rispose l'interpellato
allargando le braccia.
La telecamera torn sul protagonista del servizio, inquadrato
accanto al comandante del California Dreamin'.
Signor Symons, dove si svolger quest'emozionante caccia
al gigante misterioso?
L'interpellato rest qualche secondo in silenziosa riflessione.
Poi scosse la testa. Anch'io, come il mio direttore
scientifico, preferisco non anticipare nulla sul luogo dove
affronteremo quest'impresa. Ma le confermo... Il suo
sguardo si spost dall'intervistatore alla telecamera, fissandola
come se fosse certo di avere davanti a s il presidente
e proprietario della GTCC, e con un sorriso sarcastico
continu: Confermo la partenza di una nave appoggio e
del California Dreamin' per la ricerca dell'architeuthis. Punteremo
verso una meta lontana, dove  noto quanto l'oceano
sia pericoloso. Ma era mia intenzione aiutare la
scienza a risolvere questo enigma e lo faremo a ogni costo,
affrontando qualunque difficolt.
Apparve, ripresa da un elicottero, un'ultima immagine
dello yacht e della banchina gremita di gente. Poco dopo,
a televisore spento, il comandante fu il primo a cercare di
sdrammatizzare.
Bella barca. Ne avevo visto i piani su "Power & Motor
Yacht". Mi pare che sia lunga cinquantaquattro metri, con
una velocit considerevole per un bestione cos imponente.
Se ricordo bene, ventidue nodi, in crociera. E una massima
di trenta.
Leo, a tuo avviso quella barca pu portare a bordo un
mezzo subacqueo? Non mi sembrava di averne visto uno
durante le riprese televisive. Marco, Sarah, voi avete notato
qualcosa? Un corale "no" fu la risposta. Ma lui insistette.
Un DR, anche se piccolo, non potrebbe essere stato
nascosto a bordo?
Sulla nave dovrebbero esserci comunque una piattaforma
e un impianto per vararlo e alarlo rispose Sarah.
Dalle riprese dell'elicottero aggiunse Marco non appariva
nulla di simile.
Cari amici, avete visto giusto, ma non avete visto tutto,
e forse non avete ascoltato bene. Fra qualche minuto una email
spedita da Maddy amplier le nostre informazioni.
Sarah e Marco si scambiarono uno sguardo perplesso,
ma gi l'efficiente Tehoa aveva collegato il programma Internet
al monitor. Dopo una breve ricerca apparve il sito
WEB della compagnia di sir William, e un messaggio da
Auckland:
PRESIDENTE, LE TRASMETTO LE FOTO APPENA PERVENUTE DA
HONOLULU. MI FACCIA SAPERE SE NE OCCORRONO ALTRE DALL'ELICOTTERO.
MADDY.
Le immagini si formarono lentamente e mostrarono, da
differenti angoli, una nave-officina ormeggiata non lontano
dal California Dreamin'. Al centro della sgraziata unit era
piazzato un traliccio d'acciaio di notevole altezza. Attorno e
all'interno si intravedevano strutture di varia forma.
Conosco quell'aborto che Symons ha definito nave appoggio
disse sir William. Passa tutto il materiale alla
stampante, Tehoa, e danne una copia ai signori Arnei e
Morasky... e una anche a Juv. Lo troverai in plancia accanto
al timoniere.
Una seconda e-mail apparve sullo schermo:
PRESIDENTE, CORREGGO IL MESSAGGIO PRECEDENTE, NON CI SARANNO
ALTRE FOTO. LA NAVE-OFFICINA  SALPATA STAMANE ALL'ALBA,
PRIMA DELLA TRASMISSIONE. A QUEST'ORA ALLE HAWAII 
BUIO. SE LEI LO RITIENE INDISPENSABILE, POSSIAMO INVIARE UN FOTOGRAFO
DOMANI, MA SI PERDEREBBE MOLTO TEMPO PER LOCALIZZARLA,
IGNORANDO LA ROTTA CHE HA PRESO NELLA NOTTE.
Sir William scosse la testa. Tehoa, chiama Maddy, ringraziala
a nome mio e dille che non servono altre foto. Ma
ricordale quello che le ho detto di organizzare a Papeete.
S'affacci Hinanelle-la-belle con un vassoio: birra gelata
per il comandante e t per tutti gli altri. Dalle tazze non
debord nemmeno una goccia.
Il mare si  calmato e non ce ne siamo nemmeno accorti
osserv Marco sorpreso.
Sir William bevve lentamente il suo t verde. Come vi
ho gi detto, conosco il biologo che abbiamo appena ascoltato.
Il giovanotto  venuto da me un anno fa, proponendomi
un piano per un incontro ravvicinato, come lo definiva
lui stesso, con un architeuthis. Per pi di un'ora, con dati,
disegni, mappe e la foto di quella strana nave da ricerca, mi
ha illustrato il progetto. Non male come impostazione...
ma quando mi ha chiesto di finanziarlo, facendomi notare
la ricaduta pubblicitaria a favore della GTCC che la missione
avrebbe comportato, io non ho pensato nemmeno per un
istante di prenderlo in considerazione.
Perch no, se il piano le era parso ben congegnato?
chiese Sarah, nella sua tipica concretezza.
Vuotata una seconda tazza di t, sir William rispose
senza perifrasi. Ho detto no a quel giovanotto perch
non m'interessava dare la caccia a un architeuthis per catturarlo
e metterlo in una vasca ad alta pressione per ricreare
il suo habitat. E dietro cristalli spessi come il muro
di una vostra fortezza medievale, esporlo alla curiosit di
una fauna umana abbrutita in lunghe file agli ingressi del
suo Parco marino.
Catturare ed esporre un essere che vive solo in alta
profondit... era questo il piano che le aveva illustrato
quel tipo? Marco era incredulo. Mi sembra un'impresa
pressoch impossibile.
Direi folle aggiunse Sarah. Un'americanata, tanto chiasso,
caccia allo sponsor, per poi non concludere nulla...
Guardi che Kalimata fa sul serio, e questo lo avevo capito
anch'io. Non mi aveva convinto n come individuo n
per lo scopo che si proponeva. Ma ora, con la montagna di
soldi messi a disposizione dal mio concorrente, potrebbe
riuscirci. Il ragazzo, ripeto, non  n stupido n visionario.
L'unico che potrebbe darle una risposta competente 
il professor Brailich.
Attenderemo con pazienza che resusciti. Intanto gli
far portare la registrazione del servizio e le foto inviate
da Maddy.
Apparve Mac, che alloggiava in una cabina accanto a
quella di sir William, spaziosa e utilizzata anche per la terapia
fisica. In questo modo il vecchio aveva sempre qualcuno
accanto, anche durante la notte.
Boss, siamo pronti per la nostra terapia?
Oggi ho pi bisogno del solito delle tue strapazzate,
Mac. Dovrai lavorare parecchio. Si rivolse a Marco. Professor
Arnei, prima di lasciarla vorrei chiarire che non temo
quel bellimbusto californiano, ma sono preoccupato.
Potrebbe darci fastidio.

Sul Jack London - Ponte prodiero, durante la notte.
Quando sono al vento tutti e tre i fiocchi, questo castello
di prua non  accessibile come ora, a vele ancora chiuse.
Qui a bordo, con linguaggio marinaresco, dicono "a
secco di vele" pontific Juv seduto sul cabestano, l'argano
prodiero di manovra. Sarah e Marco, in piedi, si bilanciavano
sulle gambe.
Davanti a loro il bompresso, con le sue vele arrotolate,
si perdeva nel buio del mare appena mosso dal lento rincorrersi
di lunghe onde. Non brillavano fosforescenze e
cielo e mare si confondevano, da quando l'ostile vento di
nord-ovest era scemato e il Jack London avanzava in una
calda e impalpabile foschia.
Marco non riusc a respingere l'analogia con la situazione
che andava confusamente prospettandosi.
Non solo stiamo per affrontare una difficile e incerta
missione di ricerca, ma ci stiamo impegnando, a nostra insaputa,
in una sorta di competizione. Se le cose si mettono
cos, il prossimo futuro  inquietante.
Senza contare l'incognita di quel gruppo di matti ambientalisti.
Se fossero solo ambientalisti dovremo accoglierli a
braccia aperte, potrebbero cooperare con noi. Ma se sono
estremisti fanatici, finiscono con l'essere sempre pericolosi,
di qualunque cosa si interessino sentenzi Juv, aggiungendo
tra i denti: Mai pericolosi, per, come due miliardari
decisi a tutto pur di far fallire i progetti del
concorrente.
Sarah stava intanto riflettendo sulle immagini trasmesse
via computer.
Non riesco a capire la funzione di quel traliccio centrale
sulla nave appoggio.
 certamente un'ex unit militare.
Hai ragione, ma non mi interessa tanto l'origine, quanto
il rapporto tra quella torre metallica e un mezzo subacqueo.
Dov' sistemato, se esiste, il loro DR?
Forse useranno solo dei robot filoguidati.
Il DR potrebbe essere alloggiato in un locale interno
della nave, e in questo caso dev'esserci un portellone per
farlo uscire. Ma allora a cosa serve la torre?
Un robot a bordo di una delle due navi salpate da Honolulu
dev'esserci di sicuro. Quella gente fa sul serio.
Sarah si concesse un istante di riflessione. Su un punto
ho un'opinione chiara.
Juv e Marco la guardarono interrogativamente.
Il nostro datore di lavoro  preoccupato, anzi molto
preoccupato.  rimasto con noi per tre ore, prima dell'appuntamento
televisivo. Questo dimostra che intendeva
condividere quel momento in una certa atmosfera. Approfondire
un legame finora formale, anche se amichevole.
Dalle nostre reazioni voleva decodificare i sentimenti
che provavamo. Quell'uomo ha bisogno non solo di un
aiuto tecnico, peraltro profumatamente pagato, ma anche
della nostra solidariet.
S, hai ragione. E poi teniamo presente che il giovane
meticcio hawaiano  un esperto di biologia marina.
Come ne uscir, nel confronto, il panciuto professore,
se sopravvivr al mal di mare?
Sopravvivr, state tranquilli; se ne sta occupando Herminia,
la strega infermiera. Si occupa di Brailich da quando
siamo salpati da Auckland.
Ehi, non sarai geloso, spero...

Cabina telecomunicazioni - Tarda notte.
Tehoa era disteso nel suo letto, nell'alloggio adiacente
gli impianti di cui era operatore. Quando un'ombra pass
nel riquadro dell'obl, la riconobbe subito.
Professor Arnei, posso esserle utile?
Scusami se ti disturbo cos tardi, ma vorrei telefonare a
mia moglie. Con la differenza di fuso con l'Italia, questa 
l'ora giusta.
Non si preoccupi. Mi dia un paio di minuti per collegarmi
al satellite.
Poco dopo la voce di Simona risuon allegra. Marco ne
fu contento, ma allo stesso tempo sorpreso. Si aspettava
un tono diverso, un rimprovero per i lunghi giorni di silenzio;
quantomeno un accento irritato per la separazione
che si profilava lunga.
Rideva, invece.
Siamo in grandi preparativi, i ragazzi sono felici. Partiamo
per la montagna dopodomani.
Non ne sapevo nulla.
Coincide con la settimana bianca della scuola. Come
vanno le cose? A che punto siete?
Ancora in alto mare... in tutti i sensi. I ragazzi?
A quest'ora sono ancora a scuola, hai fatto di nuovo
male i calcoli. Ma te li saluto io. Anche loro sono eccitatissimi
per la vacanza.
Non si lamentano per la mia mancanza?
Per ora hanno solo un pensiero: gli sci, gli skipass e le
piste.
I tempi forse si prolungheranno, e io...
Stai tranquillo, sappiamo benissimo come cavarcela...
Pronto? Ci sei?
Marco era rimasto interdetto.
Stai cercando di dirmi che sentite poco la mia assenza?
Non dire idiozie. Non volevo dire questo.
Invece s, lei intendeva dire proprio questo, Marco ne
era convinto. La telefonata non s'era conclusa con le affettuosit
di sempre, Simona gli era parsa distante, molto
pi dei dodicimila chilometri tra casa sua e il London.
Qualcosa non va, professore?
Tehoa osservava stupito Marco, rimasto con il ricevitore
in mano.
No... tutto bene. Grazie.

A bordo del Vengeance - Milleseicento miglia a nord-est dal London.
 la nave-fattoria delle due baleniere che si stanno allontanando.
L'irlandese allontan dagli occhi il pesante binocolo che
aveva puntato verso l'orizzonte dove, a occhio nudo, s'intravedeva
a tratti e confusamente una massa scura. Riprese
il timone, mentre i due compagni accanto a lui si passavano
il binocolo. L'oceano appariva calmo, ma il respiro delle onde
era possente come sempre; montagne d'acqua si inseguivano
creando profondi avvallamenti dove il catamarano
sprofondava lentamente per poi risalire al sommo, appena
increspato. Aveva le vele spiegate e la lieve brezza di poppa
era sufficiente per farlo avanzare a una buona andatura.
La nave all'orizzonte appariva e scompariva, mentre
Ian e Ted continuavano a tenerla sotto controllo.
Yoshi, pi pallida del solito, era accanto ai tre giovani
dal fisico atletico. Il suo corpo minuto avrebbe potuto
trarre facilmente in inganno, ma la sua forza di volont
era notevole, grazie anche alle arti marziali che aveva praticato
sin da bambina.
Dopo aver portato il binocolo agli occhi, ordin: Andiamo
a dare un'occhiata.
Ian non aspettava altro. Brava, decisione saggia.
Appena il catamarano affior sul filo di un'altra onda e
l'orizzonte riapparve, Yoshi inquadr di nuovo la nave
lontana e le baleniere. Bastardi, stanno operando mormor
rabbiosa.
Insistono, malgrado la caccia sia off-limits ovunque.
E russi, norvegesi e molti altri fanno finta di non saperlo,
quei figli di cani.
Proprio per questo dobbiamo agire con calma. Raduniamo
i ragazzi, e per ora bocca chiusa con il nostro samurai.
Lasciamolo tranquillo.
Nel giro di pochi minuti, l'eterogeneo equipaggio del
catamarano era in coperta, sul ponte, sulla grande rete
elastica tesa tra i due scafi.
Yoshi indic la macchia scura sull'orizzonte che lentamente
si avvicinava e spieg qual era il suo piano. Ted intervenne
per renderlo operativo poi gett un'occhiata all'orologio
e alle vele. Le saremo accanto in meno di un'ora.
Il Vengeance  un fulmine aggiunse Claude orgogliosamente.
Con questo vento e il mare a tre quarti di poppa,
filiamo a quindici nodi, anche se siamo stracarichi.
Non fu udito da nessuno, gi ferveva la discussione sul
piano appena esposto.
Le voci si accavallavano contraddittorie, mentre Yoshi
ascoltava indifferente.
Balenieri?... Meglio non buttar via tempo... Lasciamoli
perdere propose Mititi, il fratello di Yoshi.
 esattamente sulla nostra rotta, perderemo solo qualche
ora ribatt Ian.
E saranno ore spese bene aggiunse Ted sorridendo.
Nel silenzio che segu, la voce di Asha parve incerta. Il
viaggio alle Marchesi  ancora molto lungo. Tacque e
scambi un'occhiata con Mititi.
Gi, e loro potrebbero...
Potrebbero cosa, Mititi? Noi possiamo, invece sottoline
Ian con forza.
Non ci limiteremo a dare un'occhiata. Era glaciale, la
voce di Yoshi, e le fece eco Ian, rivolgendosi a Claude in
modo da far capire a tutti l'inutilit di altre obiezioni.
Dritti su di loro, timoniere! Se sono gli assassini che
sembrano, possiamo unire l'utile al dilettevole: punirli severamente
e fare una prova generale delle nostre capacit.
Esplosero urla e battimani.
Raul, rimasto muto e impassibile, parl appena si fece di
nuovo silenzio, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
Quelli sono russi, ci scommetto. Sotto le spoglie di una baleniera
forse si mimetizza una nave spia. Ne hanno disseminate
in tutti i mari: ascoltano messaggi e comunicazioni.
E gente pericolosa, noi cubani li conosciamo bene.
Mititi era dello stesso parere e torn a insistere. Quelli
non scherzano... avranno a bordo gente dai metodi sbrigativi.
Ian scosse la testa.
S, ma cosa possiamo temere? Non sanno nulla di noi.
Vedranno solo un allegro gruppo di giovani in vacanza
disse ridendo la ragazza giapponese, che batteva le
compagne del gruppo per il bikini pi minuscolo.
Giusto, non potranno dire nulla se ci avviciniamo
convenne Ted. E comunque, prima di accostare chiederemo
il permesso. Magari diremo di aver bisogno d'acqua
dolce, e quella non si rifiuta a nessuno. Accosteremo e resteremo
accanto a loro un'ora al massimo... ed  quanto
basta.
Voci e risate si fecero nervose, eccitate. Soltanto Yoshi
continuava a restare imperturbabile. Il suo carattere, di
norma irruento, si faceva gelido al momento dell'azione.
Aspettiamo di essere vicini, di vedere di che gente si
tratta, poi decideremo se dare il via alla prova generale.
Preparatevi a recitare bene la parte dei giovani giramondo
e Ian nel frattempo far in modo che qualcosa faccia rumore
sotto il ventre di quel cassone. Niente di irreparabile,
ma saranno costretti a interrompere la caccia.
Via radio Ted cerc di parlare con la nave, sempre pi
vicina. La voce al radiotelefono rivelava un inconfondibile
accento russo, ma la bandiera visibile a poppa era libanese.
Senza dubbio si trattava della base mobile di due baleniere,
le seguiva per raccogliere nei freezer capodogli e
balene "...uccise solo per scopi scientifici, escludendo
esemplari animali fuori misura, secondo gli accordi internazionali",
come si affrett a dichiarare via radio l'interlocutore
di bordo.
L'informazione provoc una reazione generale.
Balle! esplose Claude. Guardate gli argani a poppa:
ne basta uno per trainare a bordo bestie arpionate d'ogni
misura e peso, e quelli ne hanno pi d'uno.
Malgrado il Vengeance appartenesse alla classe dei grandi
catamarani, quando s'avvicin alla nave-fattoria pareva
un giocattolo.
I ragazzi, appollaiati sugli scafi e sul ponte, salutarono i
membri dell'equipaggio affacciatisi in gran numero alla
murata quando avevano visto la barca a vela accostare
sottobordo.
Vennero gettati i parabordi, in maniera che i due scafi
non si urtassero, e la recita ebbe inizio. Le ragazze si esibirono,
malgrado nessuna fosse di particolare avvenenza, in
microscopici bikini, e risposero ai saluti dei marinai.
Ted, Yoshi e Ian si scambiarono un'occhiata d'intesa e l'irlandese,
dopo un cenno d'assenso, spar sottobordo seguito
da uno dei ragazzi. Insieme raggiunsero una cabina contrassegnata
da un vistoso cartello no entry, imbrattato di scritte
oscene in varie lingue. Era questo l'unico punto proibito del
catamarano, e solo Ian ne possedeva le chiavi, che adesso
impieg per aprire e poi richiudere la piccola porta.
Sul ponte, Raul aveva calato a mare una scaletta e, sceso
in acqua, invitava le ragazze stese al sole a seguire il
suo esempio. Approfittiamo di questa sosta per fare il
bagno gridava per farsi sentire dai marinai alla murata.
Ted, ancora al radiotelefono, stava ringraziando il comandante
della Desdi-Parowa 5 per avere risposto affermativamente
alla richiesta d'acqua dolce. Una lunga manichetta
pass fuoribordo, a riempire il serbatoio del Vengeance. Con
il rifornimento arriv anche il vociare dei marinai affacciati
alla murata; gridavano intraducibili, salaci commenti
alle ragazze e sfottevano quei ricchi ragazzi che potevano
permettersi una costosa crociera ma erano cos stupidi da
avventurarsi in mare senza esperienza, tanto da trovarsi
in mezzo al Pacifico con poca acqua.
Poco dopo Yoshi abbandon la plancia ed entr nella
grande cabina di Okiro. Steso nel giaciglio attrezzato per
rendergli meno penosa la navigazione, il samurai, gi messo
al corrente da Renvn, che gli era sempre accanto, dell'avvicinamento
del Vengeance alla nave-fattoria, era ansioso
di sapere come si stava svolgendo l'operazione.
Tutto  iniziato bene, la sosta sottobordo sar breve: il
tempo per fare il pieno d'acqua dolce, mentre Ian fa il suo
dovere. Quando avr finito e il rifornimento sar concluso,
trasmetteremo un messaggio via radio al comandante,
che riteniamo sia russo, udibile anche da tutte le navi e le
autorit portuali in ascolto. Protesteremo per la palese
inadempienza degli accordi internazionali contro lo sterminio
dei cetacei.
La voce di Okiro era molto fievole, il suo commento si
udiva appena. Sar come firmare la nostra azione...
D'altra parte era nelle nostre intenzioni... ma vi raccomando,
non provocate vittime.
L'irlandese, intanto, aveva indossato la muta di neoprene
nero e stava concludendo la messa a punto del suo autorespiratore.
Il ragazzo giapponese che l'aiutava era un
buon subacqueo, eppure fino a quel momento non ne aveva
mai visto uno.
Viene usato dai militari perch non produce n bolle n
rumore spieg Ian. L'aria espulsa dai polmoni finisce in
questo sacco, anzich risalire in superficie. Cos nessuno
pu accorgersi della presenza di un uomo in immersione.
Lascia perdere le chiacchiere e spicciamoci. Claude li
aveva raggiunti nella cabina, li occhi accesi, la voce alterata,
seguiva la vestizione del sub con impazienza. Queste operazioni
bisognava eseguirle con la massima calma, avrebbe
voluto controbattere Ian. Ma si limit a borbottare.
Dammi una mano, invece di alterarti. Indic sul pavimento
un bauletto metallico di forma cilindrica. Lo sollevarono
in due, era pesante, poi uscirono dalla cabina e
s'avviarono nello stretto corridoio lungo lo scafo del catamarano,
sul lato accostato alla baleniera.
In fondo al passaggio, l'irlandese infil le pinne e prima
di abbassare la maschera ordin: Appena mi immergo richiudete
il portello. Al ritorno dall'operazione io busser
per farmi aprire. Poi fiss Claude. Cerca di non agitarti,
ma sali in coperta e unisciti a quelli gi in acqua. Fate casino
e rassicura tutti: non c' nessun pericolo.
In realt qualche pericolo c' mormor il ragazzo
giapponese.
Non importa, far il pi presto possibile. L'importante 
distrarre l'equipaggio della nave. Claude, tu puoi riuscirci
perfettamente se ti spogli ed esibisci il tuo serpente.
Il tono non era ironico. Ian era certo che il tatuaggio
avrebbe attirato pi attenzione delle non troppo avvenenti
ragazze del gruppo.
E fu proprio cos. La sorpresa nel vedere il serpente a
spirale sul corpo del ragazzo provoc fischi di approvazione
ed entusiasmo, non condivisi per dal comandante
della nave-fattoria, allarmato nel vedere quegli incoscienti
gettarsi in acqua fra i due scafi del catamarano. La sua voce
prese a rimbombare nel radiotelefono.
Siete pazzi! Sotto questa nave incrociano squali a dozzine,
attirati dal sangue che cola in acqua dallo scivolo di
poppa dove issiamo gli animali catturati.  un suicidio
bagnarsi qui... Ripeto:  pericolosissimo.
Ted rest per un istante perplesso, ma dovette guadagnare
tempo e chiese di ripetere, fingendo di non capire.
Intercalando imprecazioni in russo, il comandante pass
dai consigli agli ordini. Uscite tutti dall'acqua.
Va bene, non si preoccupi. I miei amici verranno fuori
subito... grazie.
Avanz sulla plancia scoperta e cominci a gridare ordini
perentori.
Il gioco  durato abbastanza! Tornate a bordo!
Yoshi, accanto a lui, aggiunse in giapponese, con voce
altrettanto decisa: Restate dove siete. Non venite fuori
per almeno altri dieci minuti.
Guard l'orologio e calcol che l'irlandese doveva avere
raggiunto l'obiettivo.
Nuotando con estrema lentezza a diversi metri sotto la
superficie, Ian aveva sfiorato l'interminabile parete di ferro
incrostata di ruggine e parassiti marini. Doveva continuare
a muoversi cos, evitando qualunque contatto con la chiglia,
dove piastre metalliche avrebbero potuto provocare
segnali d'allarme; non voleva correre rischi, nel caso che la
nave fosse davvero un'unit militare camuffata da baleniera.
Nello stesso tempo il pericolo di essere attaccato da uno
squalo era per minore, se pinneggiava il pi vicino possibile
alla chiglia.
Cerc una via di mezzo, continuando ad avanzare. A
fatica, perch l'ingombro che portava con s pesava molto
e gli impegnava entrambe le mani. Sicch erano solo gambe
e pinne a farlo avanzare verso il bersaglio che si era
prefisso, le alette della chiglia.
Lo sforzo era pericoloso, per un'immersione in ossigeno,
che andava consumato lentamente; in caso contrario
nei polmoni sarebbe aumentata l'anidride carbonica, e
questo avrebbe potuto annebbiare i riflessi e addirittura
provocare un collasso.
Scorse vagamente la prima aletta, la lunga lama metallica
che sporge dal corpo di ogni nave per limitarne il rollio.
Aveva ripetuto cento volte quell'azione di sabotaggio
quand'era guastatore dei mezzi d'assalto della Marina
inglese, e aveva continuato anche dopo aver cambiato
fronte. Oggi l'operazione era tecnicamente identica: arrivato
all'aletta di rollio svit i bulloni d'aggancio del bauletto
e li assicur alla nave. Il fissaggio sarebbe stato pi
semplice con le calamite, ma le aveva scartate per paura
che il loro magnetismo potesse provocare la reazione dei
sensori d'allarme dei quali temeva la presenza.
Procedendo con la massima cautela, dopo il fissaggio
innesc la spoletta detonante alla potente carica che aveva
trasportato fin l. Sotto l'immensa chiglia regnava una
oscurit quasi totale, cos accese la minitorcia sulla fronte
per regolare sul temporizzatore, accanto alla spoletta, le
quattro ore di attesa prima dell'esplosione.
Infine torn indietro, muovendosi sempre con la massima
precauzione.
I saluti tra il catamarano e la nave non furono meno allegri
dell'arrivo. Il Vengeance si mosse impiegando inizialmente
il motore ausiliario. Appena fuori dalla massa incombente
della nave, che aveva creato un ridosso dal
vento, alz le vele e ricevette la prima folata per riprendere
la sua rotta verso ovest.
In cabina l'irlandese si era tolto la muta e si stava asciugando
senza riuscire a nascondere l'eccitazione.
Yoshi, accanto a lui, lo fissava. Fra quanto? chiese ansiosamente.
Ian gett uno sguardo all'orologio. Fra tre ore e mezza
da adesso. Noi saremo sufficientemente lontani, e quando
loro lanceranno il segnale FPBY, non potremo vedere il risultato
dell'operazione...
Peccato, avrei goduto nel vederli finire in fondo al mare.
Ian, gettato l'asciugamano, rest nudo.
Yoshi s'irrigid, lo guard e si spogli a sua volta. Lo
abbracci e sembr pi morderlo che baciarlo.

Sul Jack London - Quindicesimo giorno di navigazione.
Nel passare dal ponte torrido di coperta in pieno sole,
la leggera aria condizionata all'interno fu gradevole. Marco
e Sarah, caldi di sole, l'apprezzarono molto, e chiacchierando
si diressero verso la sala da pranzo dove
Hinanelle-la-belle ed Herminia avrebbero servito il lunch.
Marco strinse il braccio di Sarah. Eppure, pi ci penso,
pi mi sembra di vivere una parentesi irreale, nella storia
dei nostri lavori in mare.
Occuparci di un presunto mostro anzich di un relitto
di nave... Ne abbiamo gi parlato, ma non cambia.
Mi riferisco all'enorme differenza tra i nostri soliti lavori
e questo. Noi abbiamo sempre operato con pochi soldi,
tempi stretti, senza perdere un solo giorno. Invece qui
 come se il tempo non contasse.
Forse  lui, il vecchio, nel giusto. Avendone i mezzi
una spedizione nell'oceano va affrontata con gli stessi ritmi
del mare.
Secondo te, quindi... dobbiamo abbandonarci a questo
lieve dondolio?
Direi proprio di s. E non dimentichiamo di ringraziare
gli di del mare, che finora si sono dimostrati benevoli.
Tu mi conosci, l'inattivit mi deprime.
Riposati.

Cabina di Marco Arnei - Sedicesimo giorno di navigazione.
L'oceano continuava a distendersi tanto calmo da far
credere, a chi sonnecchiava nelle cabine, di trovarsi a bordo
di un veliero immobile.
Nel pomeriggio, come sempre a quelle latitudini, il caldo
era umido; ma all'interno del Jack London l'aria condizionata
manteneva una fresca temperatura e l'umidit era
solo al sessanta per cento. Nella sua cabina Marco era nudo,
disteso sulla cuccetta tra sonno e veglia; non avrebbe
sentito il lieve tocco alla porta, se non fosse stato ripetuto
pi volte, con insistenza.
Si leg attorno ai fianchi un telo di spugna e apr, convinto
di trovarsi di fronte Juv o Sarah. Invece era la ragazza che
aveva spesso ammirato da quand'era iniziata la navigazione,
scherzosamente chiamata dal comandante
Hinanelle-la-belle.
Se Herminia era addetta alla cucina, Hinanelle-la-belle
aveva l'incarico di tenere in ordine le cabine e servire a tavola.
Era a tutti gli effetti la cameriera di bordo, ma per
una polinesiana non c'era alcuna differenza fra quel ruolo
e qualsiasi altro.
Herminia rideva poco. Hinanelle-la-belle, invece, sorrideva
a tutti anche quando il Jack London rollava nella maniera
peggiore.
Adesso rideva apertamente, fissando Marco.
Scommetto che stavi dormendo e ti ho svegliato. Come
tutti i polinesiani, la ragazza non conosceva altra forma
per rivolgersi al prossimo che il "tu", e Marco non l'aveva
mai notato. Anzi, sin dal giorno della partenza aveva riscontrato
un certo formalismo nei rapporti umani a bordo,
che erano aperti e cordiali, ma le severe consuetudini delle
tradizioni marinare venivano scrupolosamente osservate.
Lei percep la sua sorpresa. Forse devo chiedere scusa d'avoir
tutoyer senza esserne autorizzata, ma da noi, in Polinesia,
non esistono queste formalit.
Mi sembra un'ottima abitudine.
Il bicchiere che aveva in mano era invitante, nella sua
freschezza, e lo porse a Marco. Ho pensato che avresti
avuto sete. Rise anche con gli occhi, splendidi e luminosi,
e senza attendere un invito entr, chiudendosi la porta
della cabina alle spalle.
Sorpreso e imbarazzato, Marco accett il bicchiere.
A Tahiti, dove sono nata, questo succo di frutta senza
zucchero, misto di papaya e arancia, lo chiamiamo pape a
heur. Vuol dire acqua-tira-su.
Hinanelle era coperta solo da un pareo colorato poco
pi grande dell'asciugamano di Marco. Era chiuso con un
nodo dietro la nuca, e lasciava intravedere le lunghe gambe
affusolate. Come tutte le polinesiane, non esitava
quando aveva deciso una conquista.
Mi fai bere un sorso? chiese tendendo la mano; gli
tolse il bicchiere e se lo port alle labbra, lasciando cadere
alcune gocce sul pareo. Rise, fingendosi contrariata. Le
macchie di papaya sono difficili da togliere. Pos il bicchiere
e sciolse il nodo. Lo laver subito, cos non rester
la macchia. Si gir e and verso il bagno. Scomparve il
pareo e apparve la curva delle natiche, sinuosa sino alla
perfezione scultorea, sormontata da due fossette appena
accennate ma non meno seducenti.
Quando la ragazza si volse verso di lui, Marco ebbe appena
il tempo di vedere il tatuaggio che partendo dall'ombelico
scendeva lungo il corpo per sbocciare in una
corolla di grandi petali sul pube, piccolo cespuglio di floreale
decorazione.
Hinano si port le mani sui seni alti e gonfi per poi aprire
le dita e lasciar intravedere capezzoli turgidi, che sembravano
fissi su di lui. Come il suo sguardo, provocatorio, disinibito.
Anche tu ti sei sporcato di papaya sussurr, allungando
la mano e passandogli le dita sulle labbra.
I seni sfiorarono il suo petto, mentre la mano scendeva
al telo di spugna facendolo cadere.
In un pomeriggio cos calmo preferivi dormire? Io
penso che si deve reagire alla noia, in ore come queste.
No... s... La bocca di lei ader alle sue labbra, non lasciandogli
il tempo di aggiungere una sola parola. Dolce,
la lingua calda cerc la sua, mentre il resto del corpo gli
comunicava una carica crescente di desiderio.
Chiudi gli occhi mentre le mie mani giocano con Hir-nui.
Solo molti giorni dopo, sbarcando a Papeete e visitando
il piccolo ma ricco museo etnografico, Marco avrebbe visto
esposti, insieme ai tiki in legno scolpiti, le inconfondibili
forme falliche di Hir-nui di varie dimensioni, tutte
orgogliosamente erette.

Cabina dell'armatore - Sedicesimo giorno di navigazione.
Il citofono ronz debolmente accanto al letto di sir William.
Herminia poco prima aveva preparato il suo padrone
per la notte: aiutata da Mac lo aveva sistemato nel letto, e
sussurrata la buonanotte era scomparsa. Anche Mac era andato
a dormire.
Dimmi mormor il vecchio, rispondendo a Tehoa.
Signore, mi spiace disturbarla, ma mi sembra importante.
Vorrei metterla in comunicazione con una trasmissione
che le interesser molto.
Stai anche registrando?
Come sempre, signore.
Sir William ascolt con indifferenza, poi si addorment
ringraziando Tehoa. L'indomani mattina riascolt la registrazione
con accanto Marco, Sarah e il comandante.
Dal nastro che scorreva emersero voci incrociate, a volte
chiare, a volte sovrastate da rumori di fondo. Ma tutto
era comprensibile.
Californiani Hallo, Californiani Qui Sword.
S, all'ascolto.
Non vi ricevo bene.
Sette su dieci?
Nemmeno tre su dieci. Avete un impianto del cazzo.
S,  un po' vecchio. Passo sul canale 24.
24 ascolto... 24 ascolto.
Mi ricevete?
S. Meglio, adesso.
Sedici giorni all'arrivo, se il tempo si mantiene. Ripeto:
sedici giorni.
Quale media?
Tra i cinque e i sei nodi.
Noi stimiamo otto giorni dal momento in cui salperemo
da qui.
Avete detto otto?
Confermo otto.
Invidiamo i vostri motori da duemiladuecento.
Sword, siete ancora in ascolto?
A tratti.
Confermiamo okay punto concordato fra sedici giorni.
Ricevuto, passo e chiudo.
Okay, ricevuto. Chiudo.
Restarono tutti silenziosi, osservando Leo Walech riportare
i dati appena ascoltati sulla mappa elettronica.
Il California Dreamin' stava parlando con la nave-officina,
quella che abbiamo visto nelle foto inviate da Maddy.
 partita dalle Hawaii il giorno della conferenza stampa
della CNN, viaggia a sei nodi e al momento  in quest'area
dell'oceano. Indic un punto sullo schermo: solo mare,
niente terra, nemmeno un microscopico atollo.
Abbiamo un'idea di dove si trova, ma non conosciamo
la rotta di quella nave. Se mancano sedici giorni al punto
di arrivo, il nostro computer non lascia dubbi: calcolando
una media di sei nodi abbiamo un solo punto d'approdo.
Se dalle Hawaii fosse diretta a est, a ovest o a nord, fra tredici
giorni si troverebbe in pieno oceano. Se invece punta
a sud... ecco dove si trover.
Sulla mappa lampeggi un punto.
Marco e Sarah si guardarono stupiti. Non sir William.
Ne ero certo. Vogliono divertirsi calando l'ancora nelle
acque di Hatutu, accanto a noi. La faccenda  seccante, ma
non possiamo fare molto. Li terremo d'occhio. Avvertite
Brailich, se non  troppo imbottito di pillole. Ditegli che
dovr misurarsi con un giovane concorrente...
Honolulu, porto turistico - Sul California Dreamin'.
Nella sala pranzo del grande yacht, un tavolo attorniato
da dodici poltroncine di sicomoro, legno usato anche
per la boiserie che rivestiva le pareti della sala da pranzo e
del deck. Le tende erano in seta cruda, i divani di pesante
ottoman color tabacco.
Frank Symons ed Erika sedettero e ascoltarono la stessa
conversazione registrata poche ore prima sul Jack London.
Alle loro spalle, un uomo tarchiato in divisa avana, capelli
a spazzola sale e pepe: il comandante Tonach Poope, anch'egli
californiano come l'armatore.
S, signore. Questa  la conversazione tra noi e la Sword,
la notte scorsa.
Hai fatto bene a non svegliarci mormor la donna.
Era inutile. Tutto sta procedendo come previsto.
Partenza tra otto giorni, okay?
S, signore. Se le previsioni nel Pacifico centrale resteranno
favorevoli come sembra, noi fileremo a pieno regime.
Dobbiamo arrivare a destinazione assieme al nostro
sfiatato barcone d'appoggio; okay?
S, signore. La Sword  vecchia, ma solida e tenace. Sa
tenere la sua media e dicono che sia altrettanto affidabile
per i lavori in profondit.
Il noleggiatore l'ha giurato sulla Bibbia.
D'altra parte, quella nave  attrezzata secondo i piani
di Kalimata; se  lenta, a bordo c' lui e sono affari suoi
concluse Erika lasciando cadere tintinnanti cubetti di
ghiaccio in due bicchieri di gin tonic.

Jack London - Sei giorni dall'arrivo a Tahiti.
Quando l'Oceano  calmo come oggi e non spira un
alito di vento, noi polinesiani chiamiamo questa situazione
moana, per indicare la fusione del colore azzurro del
cielo e del mare.
Punu parlava con Juv senza distogliere lo sguardo
dall'orizzonte. Una leggera foschia impediva di scorgere in
lontananza le terre dell'arcipelago Cook e di quello australe,
visibili invece sul radar di bordo a una decina di
miglia a levante e a ponente della rotta tenuta dal London.
I tre alberi e il bompresso erano spogli, la velatura era
stata chiusa per l'assenza totale di vento.
Sir William, gli occhi socchiusi per il riverbero accecante
del primo mattino, aveva seguito in silenzio le operazioni
di routine nella pilothouse.
Senza voltarsi verso di lui, si rivolse a Juv. Noto che lei
 ormai promosso vicetimoniere!
Punu sorrise, e Juv lo indic.  lui il mio bravo maestro,
provvisto anche di una considerevole riserva di pazienza.
Nella lezione di questa notte  riuscito a farmi imparare
nella sua lingua i nomi dei venti in quest'oceano.
Da nord-est soffia il toereau, da est il maoae, da sud-ovest
l'ur, che se  forte diventa urup. Il vento da sud, il pi
temuto, ma per noi un prezioso alleato,  il maram.
Il comandante, in quel momento, non sembrava interessato
ai venti e alla recita di Punu.
Condizioni perfette aveva mormorato poco prima.
Adesso la sua ossuta mano destra muoveva sulla mappa
elettronica, dove oltre alla linea rossa di giorno in giorno
pi lunga a indicare la rotta percorsa dal London, sul quadro
lampeggiava un segnale giallo, isolato. Minuscolo, nello
spazio vuoto del quadrante centro-orientale del Pacifico.
Ho indicato sulla mappa il punto geografico dell'incidente
che ci  stato segnalato. A dimostrazione della nostra
lontananza dalla nave che ha fatto la richiesta di soccorso.
Eravamo troppo lontani per renderci utili.
Al may-day della nave, che pare sia una baleniera,
hanno risposto due unit in zona, e una successiva comunicazione
riferiva dell'avvenuto salvataggio di tutto l'equipaggio
precis Tehoa, apparso accanto al comandante
con l'ultimo meteofax.
In plancia era intanto salita anche Sarah, che gett
un'occhiata alla mappa elettronica.
Stavate parlando del naufragio della baleniera? Ho saputo
da Tehoa che fortunatamente non ci sono vittime...
confesso che sono felice della sua fine. Un'altra seminatrice
di inutili stragi  in fondo al mare.
Sono d'accordo con lei approv sir William. Una
delle decisioni pi sagge nel mio paese  stata il divieto di
caccia ai cetacei nel nostro mare. Siamo diventati tra i
maggiori santuari del mondo per le balene e i capodogli.
In quel momento Juv fece un cenno d'intesa a Marco.
Entrambi erano accanto alla vetrata della plancia e potevano
vedere meglio degli altri il ponte sottostante, dove
l'apparizione di due figure, una delle quali procedeva a
passo incerto, li fece sorridere.
Signori, il professor Brailich  resuscitato.
Agli sguardi divertiti dei presenti non si un Punu: qualcosa
di diverso aveva attratto la sua attenzione. Un segno
impercettibile, non pi di un brivido, correva sulla cresta
delle onde, e lui lo seguiva con lo sguardo e lo osservava ripetersi
eguale e moltiplicarsi tutt'attorno al London.
Maram! esclam.
Il comandante senza perdere un istante ordin a un invisibile
microfono della consolle: Pronti all'invelatura.
Una sorta di sorriso soddisfatto apparve sulle labbra di
Punu. Cinque minuti e il maram soffia forte.
Mia cara disse il comandante a Sarah. Mi aiuti a capire
perch l'armatore di questa barca, disponendo di un
tipo come Punu, continua a spendere tanti soldi per ricevere
un meteofax ogni ora. Soldi buttati, non le pare?
Echeggiarono i bip bip dei comandi elettronici e lentamente
le ventiquattro vele, una alla volta, si aprirono al
vento, mentre sul display della consolle apparivano i loro
nomi: Flying Jib, Inner, Fore Topmast Staysail, Lower Topsail,
Upper Topsail, Topgallant Royal, Main Topmast Staysail,
Topgallant Staysail, Royal Staysail, Main Lower Topsail...
In meno di dieci minuti erano tutte aperte ad accogliere
il soffio leggero ma crescente del maram.
Sul display mancava il venticinquesimo nome; la vela
di poppa, eliminata ancor prima della partenza per installare
il DR.

A quattro giorni dall'arrivo al porto di Tahiti.
Brailich, dopo settimane di digiuno, era in ammirazione
della pietanza appena servita, indeciso tra fame arretrata
e paura di star male di nuovo. Come negli altri piatti,
anche nel suo una trancia di dorado emanava un delizioso
profumo.
Il tedesco gett uno sguardo verso i compagni. Sono
state settimane di tortura: o dormivo, drogato, o stavo cos
male da voler morire...
Juv lo interruppe. Si consoli, capita a tutti, e a questa
regola non sfuggono nemmeno i vecchi lupi di mare, se
restano sottocoperta.
Brailich pul gli occhiali con il tovagliolo di carta.
Deve rimettersi in forze in fretta, si avvicinano giornate
faticose lo esort Marco mentre portava alla bocca un
primo boccone. Squisito!
Dopo meno di un'ora, tutti e quattro appoggiati alla balaustrata
del ponte di coperta respiravano a pieni polmoni
il soffio fresco del maram.
Ogni tanto un pesce volante balzava dall'incavo di un'onda,
ali brillanti nel lampo di luce che vi si rifletteva.
Il lungo silenzio fu interrotto da Juv.
Tutto bene, professore?
Mi sembra di s... mormor il tedesco. Poi si rivolse a
Sarah. A proposito di cibi e di digestione... gli architeuthis...
Juv l'interruppe, gli occhi al cielo. Professore, per carit,
non ora. Siamo in pausa, e poi agitarsi non le fa bene.
Amico mio, stavo per dirvi qualcosa d'interessante.
Non si curi di questo noioso e racconti... siamo tutt'orecchi.
Alle parole rassicuranti di Sarah, Brailich si pass le dita
tra i capelli e come al solito prese le mosse da lontano.
L'autore del libro Follow th Whale, un certo Sanderson,
sostiene che la quantit di calamari necessari a nutrire i
capodogli di tutti i mari del mondo sia approssimativamente
pari alla biomassa totale dell'umanit
Juv lo fiss incredulo. Il pasto di ogni anno dei capodogli
supera il peso dell'intera razza umana?
Non sono io a sostenerlo.
E lei ci crede?
Io posso solo raccontarvi le polemiche scaturite da
questo calcolo. Tre teste d'uovo dell'Universit di Cambridge
hanno obiettato che se un capodoglio adulto mangiasse
tre calamari giganti al giorno e se nei mari del mondo
sopravvivessero oggi circa un milione di capodogli, al
banchetto annuale si sacrificherebbero un miliardo di prede.
Se si parte dal presupposto che il volume di un architeuthis
 di circa otto metri cubi, i voraci capodogli divorerebbero
ogni anno otto miliardi di metri cubi di calamari
giganti.
Una cifra totalmente folle! esclam Marco.
Nessuno ha risposto seriamente a queste elucubrazioni?
chiese Sarah.
Certo! Tuttavia questo d la misura di quante cazzate
si dicano sugli architeuthis.
Un tonante rutto di Juv lo interruppe: Scusate, signori,
ma ero cos assorto che mi  sfuggito....
Brailich rise. Probabilmente quell'indigestione di calamari
lo ha ispirato.
Non era ancora notte quando nel cielo, terso per il soffio
fresco del maram, al mascone di dritta del London apparve
la sottile falce della luna nuova.
In plancia, Juv aveva dato il cambio a Punu e il polinesiano
era alle spalle del comandante, sistemato sulla sua
alta poltrona, con Trippy placidamente addormentata sulle
sue ginocchia.
Sir William osservava la luna emergere lentamente dalla
cresta di un'onda che sembrava lambirla.
 il primo quarto. Sembrava parlasse tra s, e Juv
guard il comandante.
Anche qui, come nel Mediterraneo, le condizioni meteo
che accompagnano il primo quarto danno un pronostico
di continuit sino al plenilunio?
S, di conseguenza dovremmo godere di bel tempo e
vento a favore per una ventina di giorni e forse pi.
E questo significa aggiunse sir William che guadagneremo
il tempo perduto e arriveremo almeno un giorno
prima alle isole.
I nomi evocativi di quelle isole, patria d'origine della sua
gente, gli tornarono alla mente, uno a uno: Nihiru ovvero
Bellezza Selvaggia, Hikueru Sette Onde, Tehatea Spuma
Bianca, Aratua Onda dell'Oceano. Anche se non l'avrebbe
mai ammesso, si commuoveva al solo pensarci, tacque e si
limit a ripetere una domanda posta al comandante giorni
prima.
Leo, nel porto di Rajatea  confermata l'impossibilit
di fare scalo per rifornimento?
Purtroppo s. Quel porto  inadatto alla stazza e al pescaggio
del London, ma anche volendo restare all'ancora, 
impossibile avere un servizio soddisfacente di bunkeraggio.
Di conseguenza faremo scalo come previsto cento miglia
pi a est, a Tahiti, nella rada di Papeete, dove sono
abituati a rifornire le grandi navi da crociera.
A proposito di Tahiti... Sarah lasci in sospeso la battuta,
ridendo, mentre con Marco lasciava la plancia.
Lui la guard interrogativamente. Sono contento di
vederti cos di buon umore.
Mi rallegro del tuo e di tanta esuberante energia.
Cosa intendi dire?
Non vorrei che il tuo exploit amoroso si ripetesse con
le belle vahin tahitiane.
Arrossendo, Marco scosse la testa Sei una vecchia strega,
Sarah.
Voglio solo aggiungere di stare attento e di prendere
qualche precauzione. La tua bella conquista s' gi lasciata
conquistare da tutto l'equipaggio.
Eccetto che dall'armatore e dal comandante, spero!
Su quell'adorabile polacco non metterei la mano sul
fuoco.
Sarah, Leo Walech sta per compiere almeno centodieci
anni.
Non sottovalutare Hinanelle-la-belle. Non si pone problemi
di et... o d'altro.
Marco la guard interrogativamente.
S. Hai capito bene, la bella fanciulla ha bussato anche
alla mia porta con un succo di frutta fresco tra le mani.
Fantastico... e tu cos' hai fatto?
Ho bevuto il succo di frutta e le ho richiuso la porta in
faccia.
Peccato! Potevi allargare l'arco delle tue conoscenze.
Sarah gli mise una mano sulla bocca e lo baci su una
guancia.
Ti auguro una buonanotte, caro professore.

Hatutu, arcipelago delle Marchesi.
Gli occhi della piccola comunit erano fissi al rossastro
chiarore della luna, ben visibile tra i cocotiers. La gente
commentava bisbigliando il racconto della donna che di
ritorno dalla raccolta del sale alle pozze della scogliera sosteneva
di aver visto la dea Hupain apparire sanguinante
dall'oceano.
Gli sguardi si volgevano ansiosi verso la capanna dove
viveva l'huar-po. Solo lui sapeva, solo lui poteva interpretare
un infausto presagio. Chi avrebbe pagato per placare la
sanguinante dea luna? L'huar-po avrebbe ordinato un sacrificio?
Risvegliato dalle voci, Hur Hikueru apparve. La sua
grassa e temuta ombra s'immobilizz al centro del villaggio.
Gli sguardi dei presenti erano fissi su di lui, che ne
percepiva la tensione. Hupain era gi alta sull'orizzonte,
ma non per questo la sottile falce era impallidita. Lui stesso
per un istante ebbe paura, di quel color sangue. Cercava
una risposta, ma non era in grado di dare interpretazioni
al fenomeno, e questo lo irritava.
L'ormai lunga astinenza dall'alcol, invano sostituita dal
succo di palma fermentato, non era compensata dalla cieca
obbedienza di quella stupida gente che si affannava a
esaudire ogni suo desiderio. Ma quali desideri pu soddisfare
un uomo che non pu nemmeno realizzare il pi
modesto, come una bottiglia di birra?
Il mormorio crebbe, ma lui continu a fingere di non
udirlo, anche se sapeva di dover inventare una qualsiasi
ridicola storia per conservare il suo potere su chi lo credeva
capace di parlare con di e spiriti, nascosti attorno al
villaggio e all'isola. E nelle pietre, nelle onde, nelle nubi.
Se anche esistessero, si disse con rabbia, cosa importerebbe
loro di uno sporco, maleodorante villaggio?
La sua irritazione aumentava, vedendosi costretto a
continuare nella finzione per dimostrare che gli di potevano
rivelarsi anche crudeli verso chi li adorava; e approfittare
di questa paura mista all'incertezza del futuro per
indebolire le difese anche dei pi forti.
Distolse lo sguardo dal cielo e lo pos su donne e uomini
della comunit. Tacevano tutti.
E lui sapeva che gi tremavano.
Per cancellare il suo desiderio di birra, gli restava solo il
gioco macabro pi volte sperimentato.
Occorre accontentarsi di quanto offre la piazza gli diceva
spesso il prestigiatore parigino. E lui, oggi, si sarebbe
accontentato, approfittando dell'occasione offertagli dall'anomalo
colore della luna.
Nulla di buono in cielo esclam, tonante. E dopo un
calcolato silenzio aggiunse, con voce volutamente roca:
Nulla di buono per noi. Cielo chiama terra, sangue chiama
sangue.
Tahiti, rada di Papeete - Sul Jack London.
Quello  il mot, dove un tempo venivano rinchiusi i
lebbrosi.
Mot? Cosa significa mot? Juv sembrava divertirsi a
imparare una nuova parola polinesiana al giorno, sostenendo
nell'ilarit generale che quella lingua gli ricordava
il sardo.
Vuol dire piccola isola rispose Punu. Era libero, finalmente,
dopo la perfetta manovra a vele spiegate il Jack
London era all'ormeggio. Un'ora prima era entrato nella
rada pi vasta e pi bella della Polinesia orientale. Mentre
le navi della Marina francese salutavano l'ingresso dello
splendido veliero, d'un sol colpo tutte le ventiquattro vele
erano state ammainate.
Il traffico sul lungomare della cittadina aveva rallentato e
una folla di curiosi si era assiepata nei giardini prospicienti
i moli per assistere alla manovra e per ammirare una delle
pi belle navi giunte a Tahiti, a memoria d'uomo.
Su quel palmo di terra, l'edificio in rovina che si intravede
era un lazzaretto continu Punu. L venivano internati
i malati sbarcati in questo porto. Adesso non esiste pi
neanche il mot, ormai congiunto con un molo alla citt.
Tahiti  cambiata, non  pi quella che voi europei avete definito
l'ultimo paradiso, Papeete  stravolta dall'invasione
turistica e dalla presenza militare nella base atomica di
Mururoa.
Ma non era stata demilitarizzata?
E tu credi a questo genere di notizie?
A dire il vero, no. Come ex militare, so bene quanti fumogeni
vengono impiegati dai Servizi per confondere la
verit.
In plancia, Leo Walech stava parlando con due gallonati
rappresentanti dell'autorit portuale saliti a bordo pochi
minuti dopo una visita a sorpresa: Maddy. Marco era rimasto
stupito scorgendola sulla banchina mentre il London attraccava.
La ragazza aveva agitato la mano salutandolo e
appena messo piede sul ponte, s'era infilata nell'appartamento
di sir William.
Nemmeno dieci minuti dopo ne era uscita per entrare
in fretta in un'auto che la stava aspettando.
Il bunkeraggio e le pratiche burocratiche sarebbero durati
parecchio; anche se i permessi per le immersioni alle
Marchesi, richiesti da tempo, erano gi stati concessi, le
formalit di un'amministrazione rimasta coloniale erano
interminabili.
Sir William, chiaramente di malumore, si sfog con
Marco, in piedi accanto a lui.
Vede, professore, questi vostri cugini gallici, sbarcati
due secoli fa nel cuore della nostra Polinesia, continuano
a mantenere in vita un regime inaccettabile. Tahiti  un'anacronistica
colonia, l'ultima al mondo. Una prepotenza,
da qualunque parti la si osservi e la si voglia giudicare.
In genere si ritiene che i francesi siano stati buoni colonizzatori,
soprattutto sul piano culturale.
Questo pu essere stato vero altrove, ma in queste isole
no. I francesi sono colpevoli di aver perpetrato una delle
peggiori bestialit del tempo moderno. Solo pochi anni
fa, quando la decolonizzazione del mondo sembrava aver
abolito le forme pi vessatorie, hanno proibito per legge
la lingua maori nelle isole del Pacifico sotto il loro dominio.
Fino agli anni Settanta questi arcipelaghi erano perfettamente
bilingui. Adesso il francese non solo  stato imposto
nelle scuole, ma viene inculcato con demenziali
programmi televisivi spediti da Parigi e trasmessi dalla
rete locale ventiquattr'ore su ventiquattro.
Era pomeriggio, e Papeete si esibiva come formicaio di
motorette e piccole automobili che si destreggiavano nel
traffico caotico. I semafori installati per tentare di governarlo
apparivano incapaci di raggiungere lo scopo.
Pensi che le auto, in questa piccola isola malgovernata,
da tremila di vent'anni fa oggi sono arrivate a centomila
riprese il vecchio, con malumore crescente.
Tuttavia lo spettacolo della baia  magnifico comment
Marco ammirando la rada al tramonto con l'isola
di Moorea sullo sfondo.
Riapparve Maddy, salendo a bordo a passi veloci. Salut
tutti e consegn una busta al suo boss.
Ce ne hai messo di tempo!
Presidente, qui lei non  onnipotente come in Nuova
Zelanda. E in pi ha tardato molto a darmi la conferma
del suo desiderio...
Va bene, va bene, sei sempre efficientissima e splendida,
e io sono un insopportabile vecchio egoista.
Direi piuttosto che lei  ancora impaziente come un ragazzo.
Allora, quanti posti hai trovato sull'aereo?
Solo tre.
Sir William rest un istante soprappensiero, mentre i
presenti si scambiavano uno sguardo interrogativo.
Sarah, mi scusi se la escludo dall'escursione in programma...
Si spost rapidamente, si sofferm un istante
davanti a Brailich. E mi scusi anche lei, caro amico, ma ho
solo un posto a bordo e scelgo un archeologo... La divertirebbe,
Marco, una parentesi storica in aeroambulanza?
Marco lo guard sorpreso.

Capo Tehoi, Rajatea - L'indomani.
A un'ora di volo da Tahiti, la meta apparve sotto le nubi
dell'idrovolante contraddistinto da un'appariscente croce
rossa sulle ali. Si abbass, sorvol la macchia disordinata
del piccolo centro abitato di Rajatea e punt verso levante,
dove riluceva l'azzurro di una baia tanto chiusa da sembrare
una laguna. Sull'immota superficie l'aeroambulanza ammar e con il motore al minimo raggiunse l'arco di
sabbia corallina d'una sterminata e profonda spiaggia,
dove la punta dei due scarponi si arrest.
La mano sul contatto, il pilota spense il motore. Et
voil!
A questi ammaraggi loro sono abituati comment
Maddy. Caricano feriti e ammalati negli atolli dove non
esistono aeroporti e l'acqua  l'unica pista.
Dall'ombra del cocotier che incorniciava il paesaggio apparve
un gruppo di persone; in pantaloni corti gli uomini,
in pareo le donne.
Ma io ho chiesto dodici uomini esclam Maddy, sottolineando
"uomini" senza nascondere l'irritazione.
Guardi che in queste isole il mondo  al contrario disse
il pilota. Qui le femmine sono pi forti e resistenti dei
maschi. Sono loro che vanno in mare a pescare squali.
Portavano sulle spalle due lunghi pali e qualche rotolo
di cima. Insieme s'affollarono sotto il portello dell'aereo,
dal lato dove normalmente passavano le barelle. Oggetto
dell'operazione era sir William, seduto sulla sua poltrona
fissata durante il volo a speciali ganci.
Dopo un saluto del capogruppo ai passeggeri, gli isolani
eseguirono vociando il lavoro sotto lo sguardo attento
di Maddy e guidati dalla voce del pilota.
Doucement... doucement...
Presidente, ora dovr sopportare un po' di scosse.
Purtroppo non ho potuto organizzare niente di meglio.
Va tutto bene, Maddy, non si preoccupi. E proceda
pure.
Marco, con l'acqua ai polpacci, si allontan di qualche
passo dall'aereo per lasciare libert di movimento agli isolani
nel ruolo di portatori. La poltrona, in equilibrio tra le
loro mani, venne fissata ai lunghi pali con le cime.
Tutto bene, presidente?
La risposta affermativa giunse dall'approssimativo palanchino
contemporaneamente al grido di uomini e donne
con i pali alle spalle: due avanti e due dietro il trasportato,
su entrambi i lati. Gli altri otto li seguirono pronti
alla sostituzione, quando il tavan, l'anziano a capo del
gruppo, l'avrebbe ordinato.
Durante il volo, Marco era venuto a conoscenza della
meta di quell'inattesa variante di programma.
Sir William desiderava da tempo visitare il mitico Capo
Tehoi, il lungo braccio di terra proteso tra la laguna e l'oceano.
Circa dodici secoli prima vi giungevano le grandi
piroghe doppie a rappresentare le comunit sparse negli
arcipelaghi. Ogni dieci-quindici anni, piccoli gruppi rappresentativi
partivano da Tahiti, Moorea, Bora-Bora, e anche
da isole molto pi lontane, per assistere al confronto
fra i tavan e proclamare il capo dei capi. Un ruolo solo
simbolico, tra i maori, ma di grande prestigio.
Chiamarci polinesiani e non maori aveva spiegato a
Marco sir William fu una semplicistica definizione imposta
dagli europei per indicare "popoli delle molte isole".
Dall'alto della portantina, il vecchio alz un braccio.
Marco, osservi il profilo della montagna dietro Capo
Tehoi.
Il dorso roccioso, alto sul mare un paio di centinaia di
metri, era disteso lungo l'intera isola. Aveva una forma modellata
da primordiali sommovimenti tellurici e da successivi
millenni di erosioni provocate da piogge e venti.
Come vede, le rocce disegnano contro il cielo una sorta
di profilo: fronte, naso, occhi, bocca e mento di un gigante
adagiato.
Presidente,  proprio come nelle foto che mi ha mostrato
esclam Maddy con entusiasmo. Il gruppo si arrest
per un momento con l'acqua alle ginocchia nel mezzo
della laguna, percorso scelto dal capogruppo per accorciare
la distanza.
Quello  il profilo del dio Hir, il resto dell'isola  il
suo corpo aggiunse sir William.
Oltre la striscia di sabbia, l'ombra dei cocotier copriva un
sottobosco di cespugli, in gran parte fioriti. Quando il gruppo
vi giunse non fu facile avanzare nell'intrico vegetale.
Malgrado il profumo, nella selva fitta aleggiava un'atmosfera
di disagio, di ansia. Con l'aiuto di un tagliente machete
il capogruppo apriva il cammino al pensieroso cliente e
ai suoi non meno assorti accompagnatori. Il tavan e il suo
gruppo di portatori certamente continuavano a non capire
il motivo per cui quel vecchio infelice affrontava una simile
fatica.
Lo sguardo di sir William, ancor prima del grido di comando
che arrest la marcia, rivelava il suo stato d'animo.
Si trovava nel luogo pi sacro ai suoi avi, e sul volto
sudato e stanco l'espressione era commossa come mai era
apparsa a Maddy da quando lavorava per lui.
Fermi! url appena il colpo di machete abbatt un
ramo messo di traverso tra lui e una grande pietra, semicoperta
dal verde. Professore, ecco il nostro cuore di
pietra.
Nous sommes prs  debrusser, monsieur sussurr una
voce.
No ringhi il vecchio dal suo palanchino ondeggiante.
Tau rimai na tero hut! aggiunse, sorprendendoli,
nella lingua maori che parlava lentamente, sapendo che
accenti e parole non erano eguali in tutte le isole. Tutto
deve restare com' tradusse. Questo dovrebbe essere un
luogo sacro anche per loro, ma non lo sanno pi, dopo oltre
duecento anni di dominio straniero.
Marco, da buon ricercatore, avrebbe voluto vedere libera
da ogni arbusto l'area dove le pietre scolpite emergevano
dal terreno. Ma rispett lo stato d'animo di sir William.
Noti la misura della Pietra dei Capi,  alta pi di due
metri mormor il vecchio. Gli uomini avevano calato la
poltrona a terra, Maddy gli stava porgendo premurosa
una salvietta imbevuta di un liquido rinfrescante.
Marco era intanto giunto alla pietra per osservarla da
vicino. La voce di sir William lo seguiva, passo passo.
Ha davanti agli occhi il pi sacro reperto archeologico
della mia gente. Per ignoranza  rimasto fortunatamente
dov'era e com'era.
Attorno alla roccia si stendeva uno strato di pietre
squadrate e ricoperte dalla vegetazione. Marco not alcuni
segni indecifrabili.
Quelle sono le pietre del mare, l'altare. Il sangue versato
in quel punto sacralizzava la Pietra dei Capi. I nostri
padri sostenevano che fosse la pietra stessa a scegliere l'eletto
degli eletti, sacerdote assoluto del nostro popolo
sparso nelle mille isole di quest'oceano.
Con quali regole avveniva la scelta?
La pi semplice e la pi incontestabile. Tutti i tavan
si misuravano, ponendosi ritti accanto alla lastra di roccia
scagliata dal dio Hir dalla montagna dove s'era lasciato
pietrificare. Al maggiore in altezza veniva consegnata
la clava del comando, investitura valida sino alla
sua morte.
Vennero interrotti da un grido allarmato: Nono... nono...
nono... ripetuto pi volte dagli isolani.
La parola, rimbalzando di bocca in bocca, annunciava
la paura per l'arrivo dei nono, minuscole zanzare nere capaci
di sopravvivere in una sorta di letargo per mesi, fino
a quando l'odore di un corpo vivo non le risvegliava. E intere
colonie, milioni di esemplari, s'alzavano in volo in
nuvole fitte e aggressive.
Un agitare di mani e braccia cerc difesa afferrando a
terra rami secchi di palme e sventolandoli furiosamente.
Il faut se sauver! gesticol il capogruppo, e gli fece eco
il vociare dei suoi portatori.
Aviti! Aviti!
Occorreva fuggire dal bosco, raggiungere la spiaggia e
gettarsi in acqua.
Le punture si moltiplicavano, e fu inutile il tentativo di
proteggersi con furiose manate. Solo in laguna, sotto il sole
rovente, lo sciame abbandon finalmente le sue prede e
torn ai rifugi in penombra.
Sir William si tolse dal viso il largo fazzoletto che Maddy
gli aveva gettato addosso.
E tu come hai fatto?
Un sangue amaro come il mio non piace alle zanzare.
A smentirla erano ben visibili macchie rosse a decine
sulla sua pelle chiara. Marco era nelle stesse condizioni.
Sull'aereo, poco dopo, i tre passeggeri si spalmarono di
creme emollienti e decongestionanti trovate nella farmacia
di bordo.
Ecco il vantaggio di volare su un'aeroambulanza
comment Marco.
Mi dispiace per l'inconveniente dei nono. Spero che lei
non si sia pentito di aver accettato il mio invito disse sir
William, che gi intuiva la risposta.
No, assolutamente. Conosco cos poco la storia del suo
popolo puntualizz Marco, una volta di pi. Questa visita
mi ha emozionato, non immaginavo di trovarmi di
fronte a un'altra prova del rapporto tra roccia e potere, come
"la spada nella roccia" e altre nostre leggende medievali.
Una sacralit difesa solo da fameliche zanzare. Se non
esistessero i nono, Capo Tehoi, sarebbe stato da tempo
dissacrato da hotel e piscine... come Tahiti, Bora-Bora e le
Hawaii.

Tahiti, nel porto di Papeete - La stessa sera.
Sul molo, una telecamera era puntata sul Jack London.
L'operatore stava riprendendo la nave per la stazione televisiva
locale che non voleva perdere l'occasione di realizzare
un servizio dedicato alla sosta a Papeete di un bizzarro
miliardario neozelandese e del suo splendido
veliero d'epoca. Registrata la visione d'insieme, ottenne il
permesso di salire a bordo, ma non avrebbe potuto, come
desiderava, intervistare sir William, che stava riposando.
Voleva comunque incontrare qualcuno in grado di illustrargli
lo scopo della crociera. E poich in quel momento
fece la sua comparsa Brailich, fu lui a essere interpellato,
anche se il visitatore capiva a malapena l'inglese e si dimostr
subito poco interessato a una dotta disquisizione
sui calamari, sia pure giganti.
Dopo poche ore, quelle immagini vennero trasmesse e
l'unico a bordo del London a vederle fu Juv, mentre con gli
amici stava per sbarcare e raggiungere un ristorante decantato
da Punu, che a Tahiti era di casa.
Al momento di salire sul ponte, la voce dello speaker pass
ad altre notizie, e anche se il francese di Juv era approssimativo,
torn sui propri passi incuriosito dal servizio su un
folto gruppo di marinai e tecnici di varia nazionalit in partenza
da Sydney. Erano i naufraghi della nave-fattoria affondata,
giorni prima, per l'esplosione di una delle turbine.
L'incidente, fortunatamente senza vittime, aveva lasciato
in balia dell'oceano pi di cento persone, stipate nelle
baleniere di scorta e tratte in salvo da una nave giunta in
soccorso prima che la situazione potesse farsi critica.

Tahiti, Papeete - Secondo giorno in porto.
Il bunkeraggio era quasi concluso quando due gallonati
ufficiali della Marina francese si presentarono senza
preavviso alla passerella del Jack London e chiesero di conferire
con comandante e armatore.
Vennero ricevuti in plancia comando, e se sir William e
Leo Walech erano sorpresi per l'inattesa visita, i due impettiti
ispettori restarono stupiti nel veder apparire l'armatore
su una silenziosa poltrona mobile. Ma n gli uni
n gli altri diedero a vedere nulla.
Esauriti i convenevoli, gli ufficiali chiesero notizie sull'esplorazione
sottomarina programmata dal team del
Jack London e ricevettero copia del fascicolo a suo tempo
redatto da Brailich e del permesso di lavoro alle isole Marchesi.
Un dossier che sembr non interessarli; accettarono
un succo di frutta e nel silenzio che segu i loro interlocutori
intuirono che la visita non si era ancora conclusa. Lasciando
trapelare un certo imbarazzo, i due chiesero infine
a sir William se fosse a conoscenza dell'attivit
scientifica del professor Kalimata, direttore di un centro
ricerche a Maui, nelle Hawaii.
Sorpreso, il vecchio rispose genericamente che s, il giovane
biologo americano era noto negli ambienti scientifici.
Ma come mai questa domanda? Quale problema c'?
Dal consolato degli Stati Uniti abbiamo ricevuto un
sollecito alla richiesta di questo professore, interessato a
svolgere ricerche sottomarine in campo naturalistico nelle
acque delle Marchesi. Nella domanda era citata la vostra
missione, lasciando intendere che se un permesso era stato
accordato a qualcuno, non si poteva negarlo a un altro
che offriva eguali garanzie.
Ora per sir William restare indifferente era molto pi difficile.
Il desiderio di esplodere lo costrinse a uno sforzo fisico,
ma l'ira traspar nei suoi occhi in un lampo improvviso.
Il comandante intervenne scusandosi per non essere in
grado di fornire maggiori informazioni, ma promettendo
che se in futuro il London avesse incrociato la spedizione di
Kalimata, sarebbe stato lieto di fornire altri ragguagli.
Noi salperemo domani all'alba, ma potrete contattarci
via radio quando vorrete disse a conclusione della visita.
Fu Leo il primo a parlare, subito dopo.
Non possono rifiutare quel permesso, William. E non 
un caso se sono stati proprio i militari a informarci: con gli
esperimenti nucleari in queste isole, il loro rapporto con
gli Stati Uniti  delicatissimo. Non possono respingere la
domanda di un americano, soprattutto se appoggiata da
qualcuno molto importante.
Voglio pensarci su, Leo. Non parliamone con nessuno,
per ora. Tu porta a termine i rifornimenti e all'alba togli
gli ormeggi.
Al momento di andare a dormire, il comandante inform
gli altri. Domattina, partenza con la prima luce. Se volete
assistere al sorgere del sole alle spalle dell'Orofen, la montagna
pi alta di Tahiti, vi aspetto in plancia alle cinque in
punto.
Juv non trattenne un sospiro di sollievo e disse a mezza
voce a Sarah: Finalmente sta per finire questa noiosa imitazione
di una vacanza. Presto inizieremo a lavorare.

Verso le Marchesi - Ultime ore del giorno.
Il London, vele al vento, aveva raccolto ogni refolo per
accelerare al massimo, e due giorni dopo aver lasciato
Tahiti, l'arcipelago era vicino.
Getteremo l'ancora nelle acque di Hatutu alla luce della
luna.
Juv con questo non voleva certo far notare a Marco e a
Sarah l'aspetto romantico della situazione, ma solo il probabile
influsso delle maree sulle condizioni del tempo e
del mare.
Tutti e tre sul ponte di poppa, sotto i lucidi fianchi di titanio
del DR, osservavano barcaccia di poppa, dove si ingolfava
e ribolliva la scia luminosa del veliero. La fosforescenza
era pi luminosa del cielo stellato, poco visibile
per la luce diffusa dalla luna crescente.
Fu Sarah a rompere il silenzio. Getteremo l'ancora in
una rada probabilmente splendida, ma non saremo soli a
goderci lo spettacolo. A ridosso della supposta isola deserta,
un grande yacht e un catamarano ci attendono o ci raggiungeranno.
Sembrer di essere a Capri o a Saint-Tropez.
No, saremo in tre! aggiunse Juv. Ti sei scordata la nave
appoggio al servizio dello yacht. Il sarcasmo di Juv e di
Sarah era un brutto segno: dovevano essere proprio preoccupati.
Marco avrebbe voluto mostrarsi pi ottimista, ma non
ci riusc. Il quadro prospettato  imbarazzante. I cosiddetti
Vendicatori della natura, o come diavolo si fanno
chiamare, hanno minacciato il sabotaggio dei nostri lavori
con ogni mezzo. Potrebbero essere dei fanatici.
Sarah scosse il capo. No, non rompiamoci la testa prima
di incontrarli. Parleremo con loro, ci spiegheremo, ci
capiranno. Non sembrava questa l'opinione di Juv.
Io spero solo che non riescano ad arrivare sin qui.
Non s' saputo pi nulla di loro, vero?
No, ma a preoccupare il vecchio, pi che quel gruppo
di idealisti pi o meno fanatici,  il successo del suo
concorrente. Marco sorrise amaro. Business is business, non
dimentichiamolo!
Il lungo silenzio che segu fu interrotto da Juv.
Un altro punto interrogativo, per me,  il nostro scienziato.
La crisi di mal di mare sembra passata osserv Sarah.
L'iniziale antipatia s'era stemperata, conoscendolo meglio.
In fondo ha dimostrato una notevole forza di volont.
Certo,  un logorroico. Noi, in Israele, i tipi come lui
li chiamiamo schmoozing.
Mi lascia perplesso, per, il suo disprezzo per il collega.
Quando parla di quel Kalimata... be', non avrei mai
immaginato che un cattedratico di fama potesse vomitare
tanti insulti su un collega.
Marco scoppi in una risata. Sei sorpreso delle cattiverie
tra cattedratici? Se vuoi sentirne delle belle vieni a passare
con me una settimana all'universit di Pisa.
Sarah non l'aveva ascoltato, continuava a riflettere sulla
spedizione organizzata dal concorrente di sir William.
Chiedo a tutti e due di riportare alla memoria la forma
di quella nave intravista durante la trasmissione della
CNN e meglio visibile nelle foto teletrasmesse da Auckland.
Avete presente la torre metallica alta sul ponte?
L'ho studiata con la lente, quella foto rispose Marco.
Anch'io aggiunse Juv.
Lo immaginavo, ma non siete riusciti a dedurre nulla,
come me.
Quella torre sulla nave-officina sembra destinata a trivellare
il fondo del mare e pompare petrolio ipotizz Juv.
Forse era proprio questo, in origine: un derrick mobile
da perforazione.
Io ipotizzerei l'uso di un osservatorio sommergibile,
una cellula stagna da calare lungo tutta la sua lunghezza.
Giuntando un tubo dietro l'altro quei californiani potrebbero
portare a grande profondit una centralina munita di
telecamere, fari...
Marco non era d'accordo. Se fosse cos, il nostro concorrente
tornerebbe a esplorare i fondali marini con i vecchi
sistemi e potrebbe raggiungere una profondit ben
lontana da quella a cui vivono gli architeuthis. No, il presupposto
della missione si basa su qualcosa di nuovo...
Sarah rimase pensierosa. Possibile che siano tanto stupidi
da sfidarci potendo contare su sistemi che si sono gi
dimostrati fallimentari?
Il vostro dubbio  anche il mio, e non riesco a trovare
alcuna spiegazione. Vi lascio tutta la notte per rifletterci
su. Io intanto mi ritiro nella mia lussuosa cabina, ansioso
di vedere il colore del fiore deposto sul mio cuscino. Da
quando siamo salpati da Tahiti, Hinanelle-la-belle mi fa
trovare questa deliziosa sorpresa ogni sera.
Vorr far l'amore con te, vecchio puttaniere.
Non credo proprio: a bordo ha trovato gi molte soddisfazioni.
Sarah rivolse un sorriso provocatorio a Marco, che ovviamente
prefer fingere di non accorgersene. E cambiare
discorso.
Da domattina ci infiliamo nel simulatore del DR e si riprende
con le immersioni virtuali e le possibili emergenze.
Alle sette il breakfast e alle otto al lavoro.
Scesero sottocoperta.
Poco dopo la luna fu inghiottita dal mare, confondendo
per alcuni minuti il suo riflesso con lo scintillio dell'immancabile
fosforescenza.

Venticinquesimo giorno - Alle Marchesi.
All'alba n il beccheggio n il rollio erano tali da sconsigliare
il pallido Brailich a salire in plancia. L'aveva convinto
un messaggio del comandante; nella sua cabina, come
nelle altre, dal piccolo altoparlante la voce bassa di
Leo Walech aveva infatti annunciato: Marchesi al mascone
di dritta.
Notizia sufficiente a radunare tutta l'quipe in plancia
comando e sul castello di prua i marinai; l'emozione, anche
se diversa per ciascuno di essi, non era meno intensa.
Rallegra sempre la vista della terra, dopo lunghe settimane
di navigazione.
Il vento fresco e teso sembrava far correre il veliero e
l'onda prodiera s'innalzava bianca dalla prua per ricadere
sul ponte nebulizzata.
Perfettamente controluce rispetto al sole nascente, sfilava
sottovento Ua-Pou, solitaria sentinella dell'arcipelago,
prima isola delle Marchesi, venendo da sud-ovest.
Sulla sommit delle coste verticali e franose volteggiavano
uccelli marini d'ogni specie. Una coppia di sule scure
come il mare lasci le rocce della riva e raggiunse il veliero
ponendosi in quota sulla sua scia, mentre il Jack
London si lasciava alle spalle l'isola e le sue acque. Uscito
dal ridosso, il vento lo invest con forza e lo inclin. Al comandante
bast un tocco ai tasti del computer e le vele
s'orientarono, mentre il London aumentava leggermente
l'andatura.
L'enorme monolito rimase a poppa e il veliero punt
verso Nuku Hiva gi visibile sotto una corona di nubi, come
sempre incombente sulle isole montuose.
 il monte Tekao, milleduecento metri sull'oceano
annunci Brailich, tonante come una guida turistica. Infatti
alternava l'osservazione dell'isola con il binocolo a
rapidi sguardi a una pubblicazione stretta fra le mani.
Apparvero Hinanelle ed Herminia, gratificate da un
sorriso del comandante, perch malgrado l'inclinazione
accentuata del London erano salite in plancia con i vassoi
carichi di caff fumante, biscotti e un boccale di birra.
A vento teso e velocit sostenuta, Nuku Hiva si avvicinava.
Giunti davanti alla baia di Taiohae e al grande villaggio
di Hakapei, si distinsero due cupe scogliere non
lontane dalla costa.
Punu, stacca l'automatico e passa alla barra. Nel canale
tra la costa e quell'ammasso di rocce  necessaria la
tua abilit.
Il timoniere non aspettava che questo; si spost d'un
passo e impugn la pesante ruota di legno, stringendola
con forza per dar inizio alla virata.
Ora vi mostreremo come XIX e XXI secolo coesistano
in perfetto equilibrio.
Sir William strinse i due braccioli della poltrona e il suo
sguardo pass dall'isola sempre pi vicina a Walech e a
Punu. La luce del mattino illuminava il suo viso teso ma
sorridente.
I due secoli appena evocati interagirono nel momento
in cui, per ridurre la velatura, le dita ossute e pallide del
comandante sfiorarono i comandi computerizzati che modificavano
i giri dei motori e l'inclinazione delle vele. Allo
stesso tempo le grosse mani di Punu serravano con forza
la barra del timone.
Il London vir leggermente per imboccare il canale che
immetteva nella baia, sfiorando la scogliera posta a sentinella.
Passami la linea sul viva voce. Leo Walech s'era rivolto
a Tehoa, alle sue spalle.
Il London stava passando davanti al molo e alle case di
Hakapei, sede amministrativa di tutto l'arcipelago.
Linea aperta e collegata, signore comunic Tehoa. E
subito Walech chiese il contatto radio con la gendarmeria
"... o con qualunque altra autorit dell'isola all'ascolto".
Con un gracchiante Bonjour rispose una voce assonnata
e inizi un burocratico e faticoso colloquio in un approssimativo
francese.
Il veliero, intanto, continuava a sfilare davanti al paese
e dalle case e dalle capanne uscivano bambini e ragazzi.
Correvano verso il molo, si sbracciavano e salutavano.
Sir William sorrise.  come se li sentissi. Stanno gridando:
Tero! Tero! Le vele! Le vele!
Case e porticciolo scomparvero velocemente di poppa,
il London torn in acque profonde sotto l'imponente costa
rocciosa illuminata di taglio dalla luce del primo mattino.
Punu corresse la rotta seguendo il profilo dell'isola.
Nella costa bruno-rossastra, la roccia divorata dal mare
aveva creato sifoni profondi che succhiavano ed espellevano,
in alti getti di spuma, le onde che li penetravano
con forza.
Altre grotte s'intravedevano a mezza parete alte sul
mare. Erano le tombe dei tavan dell'isola lesse a voce
alta Brailich, scorrendo una pagina del libro. Un breve
cenno della testa di William Faber Niau lasci intendere
che era vero: un tempo i suoi antenati sceglievano luoghi
di fronte all'oceano per il loro eterno riposo.
Il veliero stava scapolando un alto promontorio.
Punu strinse con forza la ruota del timone. Il vento fresco
del primo mattino s'era rinforzato; non era ancora il
momento di tornare al pilota elettronico, il veliero avrebbe
dovuto prima doppiare il Capo di Aiupa-atua; solo allora,
in mare aperto, il comandante avrebbe deciso di riprendere
la navigazione strumentale per le sessanta
miglia che lo separavano dall'isola di Hatutu.
Marco gett uno sguardo all'ecoscandaglio elettronico,
dove le cifre indicavano un primo fondale variabile tra i
cento e i duecento metri che precipitava poi verso l'alta
profondit a poche miglia dalla costa.
Quando, un'ora dopo, Walech ordin al timoniere, con
un cenno del capo, di tornare al pilota automatico, simultaneamente
sfior il tasto relativo alla manovra per alambardare,
portare cio il London a variare la rotta proseguendo
nella stessa direzione. Contraddizione possibile
avanzando non in linea retta, ma con frequenti e alterne
accostate. Proseguendo cos, il veliero si sarebbe tenuto
sulla sua linea di marcia, senza prendere di petto le onde
di dimensioni crescenti.
Le prime avvisaglie di questo peggioramento del mare
sembravano aver suggerito a Brailich un'immediata fuga
verso la sua cabina. Rinunci, invece, quando d'un tratto
scorse possenti soffi d'acqua sorgere improvvisi tra la
spuma.
Si mise a gridare con voce stridula, le mani nei capelli.
Capodogli! Capodogli, signori! Quelle code e il soffio
non verticale ma obliquo sono segni inconfondibili della
loro presenza.  un ottimo auspicio.
Il comandante, con un tocco ai comandi, ridusse la velatura
nell'ipotesi d'una collisione con le masse che di tanto
in tanto emergevano e sembravano sempre pi vicine.
Il contanodi scese da nove a sei e Punu si tenne pronto
a tornare al timone manuale, se i visitatori si fossero accostati
ulteriormente, ma furono loro stessi a evitare il pericolo
di collisione. Dopo un'ultima apparizione scomparvero,
sprofondando nella voragine delle acque.
Il passo dei cetacei qui  ininterrotto disse sir William
ad alta voce. Ne offrono memoria gi i libri di bordo dei
balenieri dell'800. Se i capodogli transitando da queste
parti avessero sterminato tutti i calamari, non continuerebbero
a incrociare tra queste isole.
Evidentemente nei quattro o cinque mesi che intercorrono
tra un passo e l'altro osserv Marco il popolo dell'abisso
ha il tempo di riprodursi.
In effetti il ciclo di crescita dei calamari  rapido conferm
Brailich, dopo aver trattenuto il fiato nel lungo momento
durante il quale il London sal su un'onda imponente
e poi ne scese. Ne lasci passare un'altra non meno
gigantesca, e appellandosi alle ultime energie riusc a proseguire.
Non dimenticate per che i processi di estinzione
sul nostro pianeta troppo piccolo possono passare improvvisamente
da un ritmo millenario a uno drammaticamente
accelerato.
Se mi permette, professore, eseguo un'apotropaica
toccatina... a scanso di un simile pericolo scherz Juv.
Herminia torn puntuale con il suo vassoio, malgrado
il beccheggio del London fosse rinforzato.
Brailich resisteva da quasi sei ore, e non cedette nemmeno
all'apparizione ondeggiante di boccali ricolmi di
birra e vassoi sormontati da piramidi di tartine di tonno.
Fu il maleodorante piatto di formaggio Cheesdale, ricavato
da latte di pecore australiane, a riuscire l dove l'oceano
aveva fallito, costringendolo a balzar via dal posto al
quale era rimasto tenacemente abbarbicato fino a quel
momento. Vedendolo avviarsi verso il ponte cabine, Juv
prov pena per lui.
Professore, quando questa barca sar finalmente ferma,
la far resuscitare con un favoloso piatto di pasta al
tonno e pomodoro.
Sir William lo guard interessato. Pasta italiana con
tonno... Vorrei assaggiarla anch'io, quando la cuciner.
Sar un onore, per me. A Carloforte, nella mia isola, i
tonni li peschiamo da un paio di millenni. Usando la loro
parte migliore, la ventresca, condiamo gli spaghetti con
un risultato eccezionale. Per...
La frase lasciata in sospeso incurios i presenti, incluso
Punu, che lo fiss interrogativamente.
Per ritengo che ora sia preferibile immaginare una
cena, nei prossimi giorni, con pasta al sugo di calamaro
gigante.

PARTE TERZA.
IL NAUTILUS.

Mentre cercava di avvinghiare, stritolare
e trascinare sempre pi a fondo il mini-
sub, il colore del suo corpo aumentava
d'intensit. Sembrava diventare di fuoco.
Una creatura vomitata dall'inferno!
esclam uno degli oceanauti, evocando
senza conoscerle cronache medievali, testimonianze
di naviganti aggrediti da
quel mostro.
Le ventose dei tentacoli palpitavano a
centinaia sulla cupola di perspex trasparente
e incombevano con una pressione
crescente.
Per i tre del Nautilus iniziava la prova
pi diffcile, in una situazione apparentemente
senza scampo, perch il gigante li
stava trascinando oltre il limite massimo
di sicurezza, oltre i milleduecento metri.
Acque di Hatutu - Il rischio naufragio.
Il suono della sirena lasci solo il tempo di saltare dal
letto, mentre altri acuti segnali di emergenza si susseguivano.
I motori del London erano stati improvvisamente accesi
e stavano salendo di giri.
Marco era gi nel corridoio con Juv e Sarah, mentre Brailich
usciva dalla cabina quando la voce nell'altoparlante ordin:
Indossare i giubbotti, salire al ponte di coperta.
L'orologio segnava le tre e il London era immobile. Ma
cosa diavolo succede, Juv? chiese Sarah correndo.
In coperta nostromo e marinai erano in attesa di ordini, i
volti tesi. Punu sull'aletta laterale guardava alternativamente
a prua e a poppa, il comandante nella pilothouse fissava
il quadro strumenti. Siamo al massimo della potenza
annunci mentre alle sue spalle entrava sir William.
Rischiamo di schiantarci sulla scogliera esterna.
Juv segu lo sguardo di Punu e intravide a poppa
l'ombra minacciosa, prospiciente la costa di Hatutu, di
rocce illuminate dalla luna. Si riflettevano nelle acque come
in uno specchio nero, tutt'attorno la superficie del mare
era gonfia di violenti rigurgiti.
Marco s'affacci alla murata e sent scorrere l'acqua
lungo la fiancata del veliero come attorno ai piloni d'un
ponte su un fiume in piena.
Una corrente di questa forza pu mandarci a picchiare
contro quella scogliera, se l'ancora...
... l'ancora rischia di non tenere. Punu complet il
timore di Marco a bassa voce, senza tradire emozioni, ma
Juv lo vedeva bagnato di sudore; altrettanto impassibile
ma non meno preoccupato appariva il comandante. Sapevano
entrambi che la forza dell'acqua stava per avere la
meglio sulla tenuta dell'ancoraggio.
Catena sempre in massima tensione comunic il nostromo,
da prua. Ma non so per quanto.
Juv gett un'occhiata all'ecoscandaglio: segnalava fondo
piatto.
Qui sotto c' una tavola di roccia liscia, e questo rende
inutile calare la seconda ancora.
Il comandante, temendo il peggio, si avvicin al microfono
della consolle. Edward, prepari lancia e gommone,
tenga tutti pronti all'imbarco e mandi tre uomini nella
pilothouse, subito. Si volse verso l'armatore. William, ti
faccio trasferire sulla prima lancia. Se l'ormeggio cede sono
guai.
Io da qui non mi muovo.
Tu devi essere messo al sicuro per primo.
Ti sbagli. Io non lascio il London. Se deve schiantarsi,
mi schianter con lui. Punto e basta.
William, ti prego...
Juv si avvicin ai due.
Comandante, perdoni l'intrusione, sono abituato a un
mare che tradisce gli ancoraggi...
Gli occhi di tutti si fissarono su di lui, in plancia.
Mi faccia tentare, mi occorrono un gommone e due
uomini. Subito.
Leo Walech non era un presuntuoso e decise senza esitazioni
di dar fiducia a Juv.
Cosa vuol fare?
Porto il gommone sotto prua, mi calate la seconda ancora
e con il motore al massimo vado a gettarla oltre il
fondo piatto, dove la prima sta ancora tenendo.
Lo sguardo del comandante al timoniere ebbe in risposta
un segno di assenso.
Ci provi subito, Juv.
Mentre l'ordine veniva trasmesso dall'altoparlante, lui
era gi sul ponte. Marco gli corse dietro. Vengo a darti una
mano.
A prua due marinai erano gi pronti accanto al verricello
delle ancore. Sul gommone affiancato al London un
Mercury da centocinquanta cavalli stava salendo di giri.
Juv li port al massimo per contrastare la corrente. Sembrava
difficile riuscire a governare il lungo canotto, ma
lui c'era abituato, e con imbardate e bruschi scarti di direzione
in meno d'un minuto giunse sotto la prua del London,
nel cono di luce della potente lampada accesa da
Edward.
Calate! L'ordine in italiano fu compreso da tutti e la
pesante ancora scese al centro del canotto. Filate la catena
lentamente mentre avanziamo aggiunse Marco. Dobbiamo
gettare la seconda alla stessa altezza della prima, le catene
devono tendersi a baffo.
Il gommone si stacc dal London per dirigersi con la seconda
ancora verso il punto dove il fondo, visto allo scandaglio,
era sicuro per la presenza di grandi massi di roccia,
ma non fu facile raggiungerlo. Dal London la voce di
Edward al megafono risuon calma, agghiacciante: La
prima ancora sta mollando.
Il motore del canotto faticava a vincere la violenza della
corrente, appesantito dall'ancora e dalla catena che via via
veniva calata.
Nessuno parlava nella pilothouse n sul ponte, dove la
lancia di salvataggio era gi pronta, sospesa ai bracci. Tutti
sapevano che nell'istante in cui l'ancora avesse ceduto e
il London fosse stato trascinato dalla corrente non sarebbero
passati pi di cinque, sei minuti all'impatto con la scogliera
minacciosamente vicina.
Dalla prua del veliero, superando l'assordante frastuono
del fuoribordo, Edward grid: Trenta metri di catena!.
Il canotto ne aveva gi mollati in mare oltre cinquanta.
Juv lo port avanti sino all'ultimo metro disponibile,
quando Edward url: Catena fuori tutta!.
La forza della disperazione consent di scaricare oltre-
bordo la pesante ancora in un istante.
Un tonfo cupo, poi l'attesa per capire se avrebbe fatto
presa tra le rocce, che si sapeva in quel punto disseminate
in gran numero, sul fondo.
Un leggero colpo al verricello, e il nostromo saggi la tenuta.
Sembra abbia preso, a giudicare dalla tensione.
Nella pilothouse, Walech guard l'orologio e il quadro
strumenti.
La marea  iniziata da un'ora, adesso  al massimo.
Entro qualche minuto dovrebbe iniziare la fase calante.
Un contraccolpo violento fece quasi perdere l'equilibrio
al comandante.
La prima ha mollato! url Edward da prua.
Il veliero sband e la corrente lo invest di fianco. La
scogliera, a poppa, fu subito pi vicina. Un'altra sbandata,
in senso opposto, seguita da uno strattone violento, e il
London torn a posizionarsi con la prua alla corrente.
La seconda tiene! Da prua, la voce del nostromo giunse
chiara a tutti.
Vuol dire salvezza? chiese Brailich a Sarah, con un filo
di voce.
 probabile.
Quanto probabile? Venti... sessanta per cento?
Tiene! conferm un'altra voce da prua.
Sarah sarebbe stata anche disposta ad abbracciare il tedesco,
ma si limit a rispondere: Forse cento per cento.

L'indomani, al mattino - Veliero alla cappa.
Il luogo indicato come ancoraggio sicuro sull'Admiral's
map, autentica Bibbia dei naviganti, si era rivelato estremamente
pericoloso e il tratto di mare tra Hatutu e il motu era
un imbuto dove al cambio di marea la corrente raggiungeva
una violenza impensabile.
Scriver una lettera di protesta all'Ammiragliato inglese.
Quei signori pubblicano mappe nautiche famose
per la loro pignoleria, ma in questo caso mancava un'indicazione
importante.
Scrivi pure, Leo. Ma a chi pu interessare la notazione
d'una corrente attorno a un isolotto perso nel Pacifico?
Al cambio di marea il Jack London salp e nella prima
luce dell'alba si mosse lentamente, scandagliando il fondo
per trovare un altro ancoraggio a ridosso di Hatutu. Le
apparecchiature della consolle emettevano cifre, via via
valutate a bassa voce da Walech e Punu. Alle loro spalle
Marco interruppe il silenzio.
Vorrei suggerire una proposta, dettata dall'esperienza
degli ancoraggi praticati per anni in fondali insicuri nei
pressi dei relitti.
Lo sguardo del comandante fu un invito a continuare.
Quando operiamo in condizioni difficili, la miglior soluzione
 quella satellitare.
Anche noi abbiamo la possibilit di un ancoraggio satellitare.
Ma non  sempre affidabile, dato che il Jack London
non dispone di propulsori laterali.
Durante il nostro lavoro in Cina, abbiamo avuto lo
stesso problema ricord Sarah.
In quel caso, Juv e io abbiamo trovato una soluzione
soddisfacente.
Gli sguardi dell'armatore e del comandante restarono
interrogativi.
Quanta riserva di catena avete a bordo?
Punu tocc i tasti del computer.
Ne abbiamo centocinquanta metri.
Basteranno. Mi servono autorespiratori per me e per
Juv, pi la collaborazione dei due sommozzatori di bordo
e prima di mezzogiorno saremo perfettamente ancorati.
Poco pi tardi Marco e Juv scesero a trenta metri dalla
superficie, seguiti dai sommozzatori. Nell'acqua trasparente
come cristallo, lo scafo del London creava un cono
d'ombra sul fondo, dove massi imponenti, identificati poco
prima con l'ecoscandaglio, parevano adatti a mettere in
pratica quanto Marco aveva in testa.
Perlustr l'area alla ricerca di un punto adatto alla posa
della catena. La visione sottomarina, qui, appariva diversa
da quella che Marco aveva trovato in altri mari.
Non esisteva il reef corallino, alle Marchesi. Tuttavia
formazioni coralligene di madrepore e alcionarie crescevano
nelle zone d'ombra e gorgonie s'aprivano in ventagli
enormi, ondeggianti nel flusso della corrente.
Juv indic a Marco una roccia a forma di fungo, vera e
propria bitta naturale, e si diresse in quella direzione.
La catena cal lentamente dalla prua del veliero e i
quattro sub la disposero come un collare attorno al
masso, chiudendola con un robusto maniglione. Gli
venne agganciata una voluminosa boa, alla quale il London
venne ormeggiato, e ondeggi lieve, saldamente ancorato.
L'quipe trascorse il resto della giornata nello specchio
di poppa dove il DR venne liberato dalle protezioni tra le
quali era stato costretto durante il viaggio; un lavoro di
preparazione alle imminenti immersioni che prosegu sino
a notte inoltrata.
Al momento di ritirarsi nelle cabine, Sarah si ferm davanti
alla sua, con una mano sulla maniglia a forma di
delfino, carezzandola. Rallegriamoci disse a Marco. Da
oggi non siamo pi i fortunati passeggeri d'una bella nave
da crociera. L'avventura comincia.

Secondo giorno - Al largo di Hatutu.
Nella prima luce dell'alba, Punu, stringendo la sua
tazza di caff, punt il binocolo sulla verdeggiante sommit
dell'isola dal profilo netto, contro il cielo.
Strano mormor rivolgendosi a Edward, accanto a
lui. C' fumo tra le palme.
Qualcuno avr acceso un fuoco e star cuocendo un
pesce.
Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse per le
informazioni fornite dai portolani, che danno quest'isola
popolata solo da milioni d'uccelli.
I motori del London vennero accesi nel momento in cui
il sole sbucava sul filo dell'orizzonte.
Rotta est comunic il comandante, manovrando sul
joy-stick.
Un'ora di navigazione e Leo Walech port il Jack London
a dieci miglia da Hatutu.
L'abisso inizia qui. Sta a voi, ora, decidere cosa fare.
La mappa nautica e l'ecoscandaglio elettronico confermarono
la presenza di una lastra rocciosa spezzata, oltre
la quale il mare sprofondava improvvisamente oltre duemila
metri, in una delle faglie di maggiore verticalit di
tutto il Sud Pacifico. Denominata trench nella terminologia
usuale della cartografia nautica inglese, proseguiva da
nord a sud per oltre cento chilometri.
 ora di raccogliere alcuni dati importanti. Sarah si rivolgeva
a Juv, osservando attentamente sull'ecoscandaglio
la linea di caduta del fondale. Mi occorrono dati
esatti sulla temperatura a cinquecento, mille e millecinquecento
metri; e altri su correnti, velocit e direzione.
Caliamo il robot di rilevazione e la boa acustica, come
previsto.
Mentre sullo specchio di poppa e sul ponte tra il cassero
e l'albero di maestra alcuni marinai erano impegnati ad
alzare due tendali a protezione dal sole, altri eseguirono
subito le disposizioni di Juv.
Poco dopo, immerso il robot e apparsa una ridda di numeri
sulla batteria dei monitor, a Marco e Sarah fu possibile
dar inizio alle rilevazioni.
Osservavano e discutevano i dati raccolti agendo sugli
switch collegati via transponder ai comandi del robot, ne
regolavano i movimenti alle profondit richieste, e i suoi
segnali si sommavano a quelli inviati dalla boa portata a
cento metri dalla chiglia del London. La concomitanza tra le
due fonti di rilevazione cre una zona di convergenza che
permetteva di cogliere non solo i parametri richiesti da Sarah,
ma anche di localizzare ogni suono subacqueo sino a
trenta miglia di distanza e milletrecento metri di profondit
con dati ininterrottamente registrati sulla banda UHF,
Ultra High Frequency.
Per Brailich, quanto comunicavano le apparecchiature
sommerse era "pi oscuro d'un geroglifico egizio", come
esclam, aggiungendo subito: Un biologo marino crede
di pi all'esperienza diretta. Inalberata una scherzosa
aria di superiorit, era salito nella pilothouse e aveva chiesto
un binocolo al comandante, restando immobile per
ore. Scrutando il mare in ogni direzione, per tre volte segnal
a Walech, assiso sulla sua poltrona con Trippy come
sempre sulle ginocchia, i soffi caratteristici dei capodogli.
Una presenza cos numerosa conferma la scelta di
quest'area per la nostra ricerca?
Brailich si strinse nelle spalle. Teoricamente s, ma non
ci sono certezze. Anche nelle aree marine dove la BBC tent
di girare il film sull'architeuthis, i capodogli erano numerosi
e le premesse buone. Eppure le loro telecamere subacquee
non ne avvistarono nemmeno uno.
Ma loro non potevano arrivare alle profondit dove si
spingeranno i nostri oceanauti.
E per di pi non disponevano dell'elemento vincente.
Quale?
Al professore brillarono gli occhi, dietro le spesse lenti.
Ve ne parler questa sera. Non mi sembra pi il caso
di temere atti di spionaggio, a questo punto.
Era un buio relativo a una sera in mare, dove il chiarore
delle acque e del cielo erano restii ad annullarsi completamente.
Alla base del quadrato di poppa, la porta metallica del
minuscolo ascensore interno si apr e apparve sir William
sulla sua poltrona mobile, accompagnato dall'inseparabile
Mac. Raggiunsero il gruppo sotto il telone, dov'era stata
sistemata una bassa e larga tavola intorno alla quale
Brailich, Marco e Sarah erano gi seduti, mentre alle loro
spalle Juv e Walech erano in piedi come gli altri membri
dell'equipaggio.
Tormentandosi come sempre i capelli, Brailich sembrava
preso da un'ansia ostinata. Fissava quanto era davanti
a lui, una piccola scatola di plastica, inconfondibile contenitore
di un nastro magnetico.
A un tratto il tedesco alz lo sguardo.
Voglio parlarvi della registrazione sonora tenuta segreta
sino a oggi. Anche a lei, sir William... ma mi auguro
che vorr perdonare la mia testardaggine, giustificata dal
fatto che i suoni racchiusi in questo nastro possono consentirci
di ottenere il risultato che questa missione si prefigge.
E proprio per questo ho preferito non parlarne.
A sir William non piacevano i giri di parole, e soprattutto
non gradiva che i suoi collaboratori gli tenessero celato
qualcosa. Fu quindi sbrigativo, quasi sgarbato, come gli
accadeva di rado. Bene, venga al sodo.
Si tratta di suoni registrati dal mio collega Olaf Steinwook,
un danese cattedratico alla Reale Universit di Oslo,
Istituto di biologia marina, sezione cetacei. Brailich prese
tra le mani la scatola. Steinwook nel '99 si  imbarcato su
una baleniera con attrezzature speciali e ha raccolto un'impressionante
serie di informazioni.
Estrasse il nastro con le stesse precauzioni d'un artificiere
al lavoro per disinnescare una bomba.
Qui sono riversate due serie di suoni. Una registra i
gemiti... non saprei come altrimenti chiamarli, di un capodoglio
in agonia. L'altra, che dev'essere stata assai pi
difficile da cogliere, contiene una sorta di eco acuto, seguito
da suoni pi bassi. Il mio collega li ritiene... diciamo
la colonna sonora emessa da un capodoglio in caccia.
Steinwook mi ha concesso l'esclusiva della registrazione e
io l'ho custodita religiosamente.
Era il pacchetto sigillato che ha fatto chiudere nella
cassaforte dei Cantieri Crosswell ricord Juv.
 come ci avessi dormito sopra. Perch sarebbe stata facile
una fuga di notizie, magari involontaria. Se la nostra
missione andr a buon fine, Olaf mi ha chiesto solo di essere
menzionato nella relazione scientifica che rediger.
Se alcuni dei presenti non sembravano particolarmente
colpiti da questa comunicazione, Sarah e Marco ne misurarono
subito l'importanza, e le occhiate che si erano scambiati
pi volte ascoltando Brailich non erano sfuggite a sir William.
Vediamo se ho capito bene. Marco era pensieroso. Io
non sono un biologo marino, tuttavia mi sembra evidente
l'importanza di quanto abbiamo udito. Emettendo dal nostro
DR i suoni d'un capodoglio in caccia noi potremo mettere in
fuga un architeuthis intenzionato ad attaccare il Nautilus...
Proprio cos... proprio cos! esclam il tedesco, e si
mosse attorno al tavolo come avesse voluto esibirsi in una
sorta di allegra danza. Poi improvvisamente si blocc, alzando
le braccia e sbarrando gli occhi. E con i gemiti di
un capodoglio in agonia,  molto probabile che si possa
attirare un architeuthis, invogliato da una facile preda.
Quando sar vicino, dal Nautilus potrete fotografarlo e filmarlo
a lungo mentre la sua fame verr saziata dai nostri
iniettori, che gli offriranno un pasto appetitoso.
Anche se non sappiamo ancora se sar di suo gusto
puntualizz Juv sommessamente.
Bravo professore! si compliment sir William. Irritazione
e malumore, non del tutto scomparsi dalla notte
dello sfiorato naufragio, parevano svaniti in un attimo.
Questo tedesco  sconcertante comment poi, rivolgendosi
a Leo.
S, hai ragione. Iddio d famiglia ai derelitti, diceva il
mio vecchio prozio, arciprete a Vilnius.
Herminia e Hinanelle-la-belle servirono profumate trance
di tonno e distribuirono birra e vino.
Mentre tutti mangiavano, Punu scese dalla timoneria
dov'era rimasto sino a quel momento per il suo turno di
guardia, s'avvicin e mormor qualcosa all'orecchio del
comandante.
Con un impercettibile gesto di sorpresa Walech si alz.
Non si riesce proprio a stare tranquilli, da queste parti
dichiar, e il suo sguardo si rivolse a sir William. Sul nostro
radar da qualche minuto sono apparsi due punti in
movimento. Dirigono verso l'isola e questo mi fa supporre
che non saremo pi soli, al ridosso di Hatutu.
Un'ora dopo, l'oceano risuon di un crescente rombo di
motori e apparvero luci sfolgoranti. Poi, a meno di mezzo
miglio dal London, ogni rumore cess, salvo l'eco di ordini
lontani amplificati da un altoparlante. Quando il silenzio
torn assoluto, apparve la luce del potente faro di una seconda
unit in avvicinamento.
Tutto  talmente uguale a come lei l'aveva immaginato
che sembra quasi inverosimile osserv Marco rivolgendosi
a sir William.
Gi, gli intraprendenti californiani si presentano puntuali
all'appuntamento. Speriamo che ci lascino riposare
in pace, questa notte.
Lui avrebbe dormito certamente tranquillo; Mac, nel
consueto infuso caldo preparato da Herminia, aveva versato
alcune gocce di erbe che favorivano un sonno profondo.
Chi non dorm affatto, invece, fu il grasso uomo sceso
sino ai fitti cespugli di pandano sulla riva dell'isola. Da
due giorni, dall'alto di Hatutu, seguiva i movimenti dell'imponente
veliero ancorato alla boa sottovento, senza
riuscire a dare una risposta ai propri dubbi. Chi era quella
gente? Cos'era venuta a cercare?
L'eco di altri motori e il sorprendente arrivo d'altre due
navi l'aveva fatto scendere precipitosamente a riva, dopo
aver gridato un ordine perentorio alla gente del villaggio
uscita dalle capanne. Non mostratevi n ora n domani.
Potrebbe essere giunta una flottiglia di chi fa traffico di
merce umana. Gente che va in giro tra le isole a rubare
bambini.
Non sapeva come gli fosse venuta a mente una simile
storia, forse un vago ricordo di quando vedeva la tv a Papeete
e una sera era capitato su un programma che parlava
del traffico di organi umani. Pensieroso, impaurito e
speranzoso al contempo, osserv l'ancoraggio dello yacht
e l'avvicinamento di un altro mezzo navale, lento e goffo,
sormontato da un'alta torre metallica.
Quando torn al villaggio, Hur Hikueru era sempre
pi stupito e confuso. E senza trovare risposta, si gett sul
suo giaciglio tra le gemelle e si addorment.

Terzo giorno al lavoro - Nautilus in immersione.
Mentre prima dell'alba il London mollava la boa, Marco
e Sarah osservano la nave-officina ancorata a circa un miglio
accanto allo yacht.
Adesso si capisce perfettamente cos' quel traliccio
esord Sarah osservando l'alta sovrastruttura. Il binocolo
pass a Marco, che aveva appena vuotato la seconda tazza
di caff, per aiutare il faticoso risveglio dopo un'altra
notte molto breve.
Non so come fai a essere gi cos lucida a quest'ora...
A me bastano quattr'ore di sonno.
A me non ne bastano otto.
Considerato che fra poco ti porter sott'acqua, attiva
tutti i neuroni disponibili. E dimmi cosa pensi di quella
torre metallica, sgraziata come tutto ci che a terra e in
mare serve a estrarre il petrolio.
S, originariamente era questa la sua funzione.
Non mi sembra che ci siano dubbi. Sar alta dodici,
tredici metri, ed  il supporto per calare verso il fondo aste
d'acciaio che...
Il vocione rauco di Juv li sorprese alle spalle: ... che
potrebbe servire a far visita al mondo delle grandi profondit.
Dove io sto per spedirvi.
Acquatico e docile ai comandi, il DR aveva conservato
una forma affusolata nonostante la deformazione della
gobba creata per l'alloggio del terzo passeggero, che in
questo caso era sostituito dalla zavorra. Non era ancora il
momento d'ospitare sir William; e Juv era rimasto a bordo
del London, impegnato in un nuovo controllo di tutti gli
impianti di collegamento via transponder tra gli oceanauti
in immersione e la cabina comunicazioni.
Allo stesso tempo, sul Nautilus sarebbe stato di nuovo
testato il funzionamento delle telecamere esterne e dell'Hasselblad
digitale.
I due sommozzatori addetti allo sgancio del DR dal cavo
avevano in pochi minuti eseguito l'operazione. E appena
conclusa quella fase, Sarah aveva abbassato il muso del
minisub picchiandolo in discesa verticale.
Marco controllava i segnali degli strumenti, ogni tanto
gettando uno sguardo alla visione che si spalancava oltre
la cupola di plexiglas. L'acqua era limpidissima.
Meno cinquanta al profondimetro; hai un fondale roccioso
a circa venti metri sotto. Non siamo ancora sull'orlo
dell'abisso.
Pi che sufficiente per le nostre prove.
Roger.
Prova rotazione.
Eseguo.
Prova rovesciamento.
Eseguo.
Prova massima velocit laterale.
Ordini e conferme si susseguirono, per concludersi con
la verifica degli iniettori da difesa e da richiamo e dell'impianto
sonoro interno, per il momento collegato a un nastro
di musica classica.
Chiss se gli architeuthis preferiscono un concerto di
Albinoni o se saranno attratti dai suoni registrati dal collega
di Brailich.
Lo sapremo presto, mi auguro.
Con gli occhi incollati al potente binocolo, Frank Symons
fissava il Jack London dal ponte di comando del California
Dreamin', mentre il veliero del concorrente, a fine giornata,
stava dando di volta alla boa d'ormeggio.
Quel negro ha gi un giorno di vantaggio su di noi.
Erika non appariva nella sua solita folgorante bellezza;
gli si avvicin cercando di non farsi sentire dal comandante
poco lontano. Attento a come parli. Anche il nostro giovane
professore  un nativo delle isole e anche lui  di pelle
scura. Dimentica il tuo linguaggio da Ku Klux Klan.
Sono incazzato perch hanno un giorno di vantaggio,
okay? ripet lui ostinato.
Frank, piantala. Questa non  una gara di motocross.
Smettila tu, invece. Mi contraddici continuamente. Il
nostro obiettivo  ottenere un risultato prima di loro,
okay? Solo questo  prioritario.
Una voce li sorprese alle spalle. E lei otterr quel risultato,
signor Symons. Era Peter Kalimata. Domani ci
sposteremo e inizieremo la nostra caccia.
Non vedo l'ora.
Prima, per, debbono essere portate a termine alcune
formalit. Lei, il comandante e io andiamo in visita ufficiale
al vecchio galeone dei nostri concorrenti e li omaggiamo.
Non ci pensi nemmeno, e cerchi invece di mettere a
punto quanto occorre per dare inizio alle operazioni. Figuriamoci
se vado a rendere omaggio a quel...
Ci vado io, Frank disse Erika. L'inattesa proposta di
Kalimata era una variante alla monotonia di tanti giorni
passati in cabina.
Fai come credi. Per quanto mi riguarda escludo categoricamente
di stringere la mano a quel concorrente sleale, a
quel... Un'occhiata di Erika lo blocc di nuovo, appena a
tempo.
Vado a farmi bella. A tra poco, professor Kalimata.
William, scusa se ti disturbo, ma stiamo per ricevere
visite. Il comandante del London s'era affacciato nella cabina
dell'armatore che stava terminando una frugale cena
a base di yogurt e frutta cotta.
 qualcuno degli isolani? Punu mi ha comunicato di
aver notato del fumo, oltre gli alberi...
No, si sta avvicinando il motoscafo di servizio dei californiani.
Vuoi scendere in coperta per conoscerli?
Leo Walech era gi sicuro della risposta. E infatti il vecchio
rimase chiuso nella sua suite, quando giunsero gli
ospiti.
Le prime battute furono da galateo marinaro, con strette
di mano tra i comandanti, qualche complimento sul veliero.
Ma poi il fischio proveniente da un non identificato
marinaio del London sottoline l'apparizione di Erika sull'ultimo
gradino del barcarizzo, capelli al vento, gonna
vertiginosamente corta, top scollato e cortissimo che metteva
in mostra un piercing all'ombelico.
Altri convenevoli, poi Kalimata scorse Brailich, appartato;
armeggiava con la macchina fotografica, e il giovane
collega gli and incontro tendendogli la mano.
Professore, onoratissimo di conoscerla di persona. Sono
cresciuto sui suoi libri da quando mi occupo di decapodi.
Ho creato un centro studi a Maui...
Brailich, senza neanche rendersene conto, ritir la mano
che stava per stringere. Lei ...
Peter Kalimata. Un ampio sorriso e un ultimo tentativo
di raggiungere la mano definitivamente lontana accompagnarono
la presentazione.
Certo, certo, un coraggioso sperimentatore, dal nome
esotico.
Sono fiero d'iniziare un lavoro accanto...
Bene, abbiamo saputo che lei ha trovato un generoso
finanziatore.
Anche lei, se non sbaglio.  splendido questo veliero. Mi
hanno riferito meraviglie del minisub che avete imbarcato.
Lei operer invece utilizzando la torre metallica della
nave appoggio? Molto particolare, come sistema.
Certamente seguiremo metodologie diverse, ma...
S, ne sono sicuro, molto diverse.
Ma abbiamo un'arma in comune.
Davvero? E quale sarebbe? Una mano di Brailich era
gi salita a tormentare il ciuffo destro dei capelli.
Pi che arma, la nostra sarebbe meglio chiamarla un'astuzia
sonora, o di richiamo...
Il volto dell'interlocutore s'imporpor, mentre Kalimata
continuava senza accorgersi di nulla.
Dobbiamo entrambi molta riconoscenza al nostro collega
Steinwook. Le sue preziose registrazioni saranno
senz'altro determinanti per...
Un urlo strozzato interruppe la conversazione e Marco
e Sarah si precipitarono verso Brailich, evitando a stento
che aggredisse Kalimata.
Ladro!... Dieb!... Gaunez! stava urlando il tedesco
mentre l'altro, esterrefatto, indietreggiava di un passo.
Marco cerc di calmarlo. Su, su, il suo giovane collega...
Collega? Non  un collega,  un orrendo dilettante, e
per di pi un ladro.
La pelle bronzea di Kalimata divent color cenere.
La prego di ritirare immediatamente questi insulti...
Nessuno fu per in grado di capire se l'offesa era stata
ritirata o rincarata. Brailich, braccia al cielo, dopo aver
sciorinato una lunga litania in tedesco, volt le spalle a
tutti e imbocc la scala che portava al ponte coperto.
I due comandanti, entrambi impacciati, cercarono di
superare l'imbarazzo per l'incidente. Alla fine Walech,
tendendo la mano al collega americano, lo conged con
un sorriso forzato. Grazie per la visita.
La sconcertante notizia del furto delle preziose registrazioni
non parve scalfire l'apparente distacco di sir William.
Poco dopo anche Brailich ricomparve, con un sorriso
evidentemente forzato, come a far credere che nulla fosse
accaduto. Raggiunse il gruppo nello specchio di poppa e
s'inform sui dati sino ad allora raccolti dalle apparecchiature
del DR, per confrontarli con i parametri del suo
computer. Infine, nel momento in cui Sarah si allontanava
da Marco per consultare le previsioni meteo dell'indomani,
l'avvicin.
La prego, non mi giudichi male. Il mio sfogo di poco fa
 stato veramente ingiustificabile, ma quei nastri non possono
averli avuti da Steinwook. Li hanno certamente rubati
ai cantieri e poi duplicati.  l'unico momento in cui
me ne sono separato. Gente senza scrupoli; sono riusciti a
prenderli dalla cassaforte e...
Non puoi esserne sicuro... ma questi personaggi non
piacciono neanche a me.

Marcjuise's Trench - Concerto a "meno mille".
Il Nautilus non accese i grandi fari, bench fosse a quasi
cento metri di fondo. Il bordo dell'abisso piatto e
uniforme era coperto da fanghiglia biancastra e di l si rifletteva
un tenue alone luminoso. Inoltre, dalla superficie,
la luce del giorno attraversava un'acqua talmente
limpida da garantire anche a quella profondit un evanescente
chiarore. Sul fondale senza rilievi, disteso a perdita
d'occhio, pesci senza colore, di diverse dimensioni
sfrecciavano a branchi o solitari. La monotonia del paesaggio
era interrotta da buchi perfettamente simmetrici,
tane di serpenti dal corpo piatto che dal fondo si rizzavano
in verticale al passaggio del DR puntando minacciosi
il capo verso l'intruso penetrato nel loro regno; una doppia
fila di minuscoli e appuntiti denti ornava le loro bocche
spalancate.
Il segnale luminoso sulla consolle brill a intermittenza
e la voce di Sarah annunci: Fine del plateau fra due minuti.
Pronti al salto disse Juv.
Marco si colleg con la superficie.
Al London... ci sentite bene?
Roger.
Il pianoro finiva con un taglio netto e la faglia sprofondava
in verticale. Un invito, per Sarah, a portare gli otto
propulsori a tutta potenza inclinando il DR di centottanta
gradi, in vertiginosa picchiata.
Fortunatamente la poltrona dove sieder Sir William 
ben fissata. Ho rischiato di cadervi addosso si lament
Juv alle loro spalle.
Meno duecento... duecentocinquanta... Sarah leggeva
a voce alta i numeri scanditi in rapida successione nel
quadrante del pannello comandi per chi seguiva l'immersione
dalla superficie. Accendo il faro voltaico.
Una sferzata di luce invest la parete rocciosa sfiorata
dal Nautilus, balze di pietra vulcanica dalle forme pi fantasiose,
pinnacoli, gobbe contorte, spaccature, lastre a
buccia d'arancia e altre lisce, vere e proprie lavagne.
Meno trecentocinquanta... quattrocento venti...
Sembrano le Dolomiti esclam Marco. Guardandole,
debbo ammettere che fino a oggi non ho mai osservato
davvero, con attenzione, un fondo marino.
Sarah sorrise, senza distogliere lo sguardo dal quadro
comandi.
Il motivo  evidente, mio caro. In immersione siamo
sempre troppo occupati a svolgere il nostro lavoro. Goditi
questi pochi minuti.
Il DR pass a una discesa in diagonale molto pi dolce. A
meno mille, la morfologia delle rocce si fece meno contorta
e frantumata. Le acque a quella profondit non conoscevano
mareggiate, n correnti sensibili, n variazioni di temperatura;
nate dalla spinta di forze primordiali, erano rimaste
identiche a ere remote, nella forma e nella misura.
Lasciavano immaginare di trovarsi in una quarta dimensione,
liberi del rapporto spazio-tempo. Sotto i loro
occhi, infatti, materia fissata nel momento della sua creazione
giaceva accanto a rocce giovani create dal magma
affiorato dalle fessure delle placche continentali in continuo
movimento.
Propulsori in folle, restiamo in ascolto, iniziamo registrazione
nel silenzio assoluto. La voce di Sarah trasmise
il messaggio appena il DR super i mille metri.
Al ritorno in superficie il nastro sarebbe stato analizzato
da Brailich con strumenti in grado di individuare anche
suoni non udibili dall'orecchio umano.
Ci spostiamo un miglio a est per ripetere registrazione
e ascolto comunic Marco dopo un'ora trascorsa nell'immobilit
pi assoluta. All'interno del minisub, pur alzando
i livelli audio, non si erano percepiti echi sonori riferibili
alla presenza di cetacei.
Vi seguiamo sulla vostra verticale andando dietro al
segnale del Nautilus.
Verso il mare aperto per altri trenta minuti. Sarah
aveva calcolato i tempi di autonomia. Altri quindici minuti
immobili prima di iniziare la risalita.
Non vedo l'ora... malgrado la doppia felpa ho un
freddo cane si lament Juv. Ci vorrebbe un po' di filli'e
ferru per scaldarmi.
Pur avendo parlato sottovoce, il laringofono trasmise in
superficie e Sarah s'affrett a rassicurare chi era all'ascolto.
Tranquilli, Juv non  impazzito: filu 'e ferru, al suo
paese,  una grappa tanto forte da essere proibita.
Quando il Nautilus emerse e venne agganciato e issato
nell'alloggiamento di poppa, l'oceano benevolo permise
di compiere le operazioni senza difficolt. Appena furono
concluse, Leo Walech diede l'ordine di riportare il London
all'ormeggio di Hatutu.
Il team, dopo aver messo qualcosa sotto i denti, si riun
nella suite dell'armatore, dove sir William li attendeva
con impazienza.
Brailich aveva in mano il foglio con il tracciato grafico
dell'immersione, eseguito dal computer dove confluivano
tutti i dati. Segnali acustici significativi sono stati registrati
solo nella seconda fase, quando il minisub ha lasciato
la parete di roccia e si  spostato verso il mare aperto.
E nella seconda sosta? chiese il vecchio, gli occhi accesi
dalla curiosit e dall'impazienza.
In quel silenzio gli idrofoni hanno registrato echi precisi
di capodogli lontani.
Un buon richiamo, quindi, per gli architeuthis affamati.
Brailich allarg le braccia. Potrebbe invece produrre
l'effetto opposto: costituire un allarme e metterli in fuga
verso massime profondit.
Lei domani scender con noi, sir William? chiese
Marco.
La risposta fu rimandata: il London s'era inclinato bruscamente.
Strette le mani ai braccioli della poltrona che
non s'era mossa d'un millimetro, la voce dell'armatore
rimbomb possente, per essere udita dal comandante nell'adiacente
pilothouse. Che succede, Leo?
Il veliero stava virando di almeno novanta gradi. La
porta di comunicazione si spalanc, il comandante s'affacci,
con un'espressione tesa. Sono arrivati anche loro,
William.
Loro chi?
Quei fanatici partiti dal Giappone... Per poco non ci finivano
addosso.
La poltrona dell'armatore si mosse veloce verso la pilothouse.
Gli altri lo seguirono.
Il Vengeance, vele e spinnaker al vento, stava sfilando
veloce di poppa, a pochi metri dal London.
 sbucato ad almeno venti nodi di velocit dalla punta
nord di Hatutu, che l'ha nascosto alla vista del nostro radar
spieg il comandante. Stavo per chiamarti quando
l'ho visto cambiare direzione e puntare su di noi, in rotta
di collisione.
Sembrava che il catamarano non avesse intenzione di
concludere le sue esibizioni. Ammainato e raccolto lo spinnaker
sottocoperta, gir su se stesso in una stretta virata,
resa possibile dal peso dei suoi passeggeri ammucchiati
sullo scafo opposto all'inclinazione. Squilibrio voluto che
aiutava l'imbarcazione a dirigere la doppia prua verso il
London. Tuttavia Walech aveva capito che non si trattava di
un pericoloso errore, ma una seconda manovra intimidatoria.
Senza perdere un istante, ordin lo stop alle macchine e
attese. Quando fu a un centinaio di metri dal veliero, il timoniere
del catamarano si rese conto che il Jack London non
avrebbe ripetuto l'imbardata di poco prima per evitare
l'urto. E fu costretto a cambiare rotta all'ultimo istante,
mentre dal gruppo appollaiato sul Vengeance sotto la bandiera
della KSH, giungeva una bordata di insulti.
Sporchi individui!
Assassini del mare!
Miliardari teste di cazzo!
Furono comprensibili le urla in inglese, non altrettanto
quelle in giapponese e in altre lingue dai suoni strani,
mentre il catamarano sfiorava la murata sottovento.
Non reagite, non guardateli... L'ordine di Walech all'equipaggio
era passato di bocca in bocca, e quell'apparente
indifferenza provoc una crescente bordata di insulti,
seguiti dall'irrompere di una voce amplificata e distorta
da un altoparlante. Torneremo a sabotare i vostri piani e
non smetteremo fino a quando non ve ne andrete di qui.
Fetidi maiali!
Poi il Vengeance si allontan veloce, malgrado le vele di
randa fossero state ridotte al minimo, e punt verso l'isola.
Sono dei pazzi esclam Brailich, che non aveva capito
la manovra. Finiranno con lo sfasciarsi sulla riva.
Si vede che di mare ne mastica poco, professore disse
Juv. Le scimmie urlatrici stanno risolvendo il problema
di dove passare la notte e portano volontariamente la loro
barca ad arenarsi sull'unica spiaggia disponibile. Quel catamarano
ha sicuramente la chiglia retrattile.
Da lontano si videro piccoli punti neri uscire dalla barca
arenata, ben distinguibili sulla sabbia candida della
spiaggia; Punu a voce alta ne cont dodici.
Arnei, scuotendo la testa, s'avvi verso lo specchio di
poppa. Non perdiamo altro tempo: dobbiamo occuparci
dell'immersione di domani. Se scenderemo a maggiore
profondit, avremo pi incognite di oggi.
Dopo cena, Juv sal al timone per il suo breve turno tra
Punu ed Edward e trov Leo Walech al computer. Sullo
schermo a cristalli liquidi, la carta del Pacifico era tagliata
da una linea che andava da Tokyo alle Marchesi: la presumibile
rotta del catamarano.
Hanno viaggiato veloci... per coprire una distanza simile
sono giunti sin qui senza deviazioni n soste. Vediamo
cosa dice il computer... Il polacco batt i tasti e ottenne il
calcolo immediato delle miglia coperte.
Quattromilaseicento... in poco pi di trenta giorni  un tempo da record.
Diavolerie delle nuove tecniche velistiche aiutate dal vento
favorevole di cui devono aver sempre goduto...
Questa  la prova che certi catamarani riescono a filare
sulle onde pi veloci del vento che li spinge.
Poco dopo, seguito dal suo gatto, il comandante si ritir
in cabina alzando al massimo l'aria condizionata. Juv rimase
sul ponte di comando.
Appoggiato allo scanno vuoto di Leo Walech, il suo
sguardo torn pi volte allo schermo luminoso della
mappa nautica. Qualcosa attirava la sua attenzione ma
non avrebbe saputo dire per quale motivo. Non riusciva a
mettere a fuoco il disagio che il segno di quella rotta gli
insinuava. Irritato con se stesso decise che era giunta anche
per lui l'ora di andare a dormire.

L'indomani - Sulla spiaggia di Hatutu.
Dal catamarano scesero a terra, alle prime luci del giorno.
Sulla battigia dove era stata arenata la parte anteriore
dei due lunghi scafi, volavano stormi di rondini di mare; i
loro nidi erano centinaia, nella sabbia e tra ciuffi verdi di
pandano, il fitto cespuglio tipico delle isole polinesiane.
Le uova deposte migliaia.
Mititi fu il primo a vederle e alle sue grida lo raggiunsero
anche quelli che avevano passato la notte accanto al fuoco,
nel bosco oltre la spiaggia. Il vociare di tutti si confuse con
le strida acute degli uccelli che si levarono in volo spaventati
appena qualcuno prese a raccogliere le uova.
Che bellezza, scrambled eggs per tutti esclam sovrastando
le altre, una voce in un inglese approssimativo; dopo
due mesi di vita in comune, sul Vengeance ci si intendeva
in una lingua franca, aiutata dal linguaggio dei segni e
con accenti e suoni strani.
Uno dei ragazzi ferm la raccolta con un grido gutturale
di allarme. Questo  un merdaio, le uova sono tutte
marce.
Ma cosa dici? chiese Mititi, che ne aveva gi due in
mano.
Dico che queste giacciono al sole da chiss quanto
tempo, e comunque sono uova da cova, quindi fecondate.
Non si possono mangiare.
Queste no, ma basta saper scegliere quelle fresche
disse Claude.
E come fai a distinguerle?
Se vuoi bere un uovo fresco in una cova d'uccelli di
mare, devi fare come i raccoglitori delle mie parti. Camminano
da un punto all'altro della spiaggia calpestando i
nidi che incontrano. Fatta la frittata, aspettano che le femmine
tornino a posarsi, poi ripassano dove hanno schiacciato
le uova e se ne trovano uno se lo bevono con tranquillit,
perch  stato appena deposto.
Buona idea.
Qualcuno alz un braccio come se avesse brandito una
spada. Allora, ragazzi, breakfast per tutti. Andiamo a
procurarcelo.
Pi forte dello schiamazzo generale li raggiunse la voce
di Yoshi.
Fermi, idioti! Dietro a lei Asha sopraggiunse ansimando,
anche lei minacciosa: E voi sareste i difensori della natura?
Anzi, i vendicatori?.
Ma tutti al mondo si cibano di uova...
Claude si gir irritato verso Asha. Mia cara, come al
solito non sai distinguere i problemi: un conto  la difesa
della natura e un altro  il breakfast.
Yoshi si intromise tra i due. Claude, non dimenticare
perch siamo qui. I nostri avversari certamente ci stanno
osservando.
Ma lo vedi dov' il veliero neozelandese? Si sono mossi
alle quattro, quand'era ancor buio.
Secondo me se ne stanno andando. Ted s'era unito alla
discussione.
Abbiamo impaurito cos in fretta quei figli di cane?
Non posso crederlo!
Con un profondo, soddisfatto sospiro, Claude si gir
verso gli altri, ancora incerti sul da farsi.
Allora, gente, visto che nessuno ci vede andiamo a calpestare
le uova e aspettiamo a raccogliere quelle fresche.
Yoshi ha dato il permesso.
La voce di Yoshi era alterata, isterica. Io ho dato il permesso
di distruggere un'intera covata di una colonia
d'uccelli? Ma come ti viene in mente? Sei pazzo?
Non sei certo tu la prima a fare questa scoperta. Io sono
certamente pazzo, ma tu sei una fottutissima cacadubbi,
e...
Ehi, amico, vacci piano. Anche Ian non avrebbe disdegnato
un paio d'uova al tegame, ma non poteva permettere
che venisse contraddetta e insultata la donna con
la quale viveva da quasi due anni.
Allontan Claude da Yoshi con un violento spintone e
Renvn inizi provocatoriamente a schiacciare le prime
uova che si trov tra i piedi; accanto a lui, Asha urlava parole
incomprensibili, ma certamente offensive, in dialetto
parsi.
Il timore di Yoshi di offrire un penoso spettacolo alle
navi era del tutto infondato; sia il London sia le due unit
americane erano ormai talmente al largo da essere appena
visibili. Altri occhi, per, osservavano la scena e udivano
grida e insulti portati dalle folate di vento. Sulla collina,
nascosti ai bordi della foresta di palme, una decina di isolani
incuriositi facevano corona alla massiccia figura di
Hur Hikueru, con le gemelle accanto. Un anziano si lament:
I poop mangeranno le uova buone, Hur.
Porter guai, quella gente aggiunse un'altra voce.
La risposta tard, ma non per astuzia. Hur era confuso.
Non riusciva a capire cosa fossero venuti a cercare quegli
stranieri in un posto desolato come Hatutu e come
avrebbe potuto sfruttare quell'occasione a proprio vantaggio.
Quelle splendide navi appartenevano certamente a turisti
straricchi. Lo stesso non si poteva dire del catamarano
approdato alla spiaggia. A Tahiti ne aveva visti parecchi di
ragazzi come questi; mantenuti con larghezza dalle famiglie
purch stessero lontani e non creassero imbarazzi.
Non dovete preoccuparvi, ci sono qui io. Hur ruppe
il silenzio senza guardare in faccia nessuno, il tono della
voce non era come al solito minaccioso. Quella gente potr
anche rubarci qualche decina di uova ma, state tranquilli,
ci dar molto in cambio.
Cosa? chiese speranzosa la donna che un'ora prima
lo aveva svegliato annunciandogli la presenza di tanti
poop sulla spiaggia dell'isola.
Un sorriso indefinibile affior sul volto deformato e
inespressivo di Hur. Strinse a s le gemelle e con voce
quasi inudibile sussurr: Io so come fare; conosco bene i
poop.
A venti miglia di distanza, oltre l'orlo del trench.
Dieci ore erano passate da quando il London aveva lasciato
la boa e raggiunto il mare aperto per la seconda discesa
del Nautilus. Nel primo pomeriggio l'immersione
era finita da poco, tra la delusione generale, anche se un
risultato negativo era stato messo in preventivo.
Gli oceanauti, riuniti nell'appartamento dell'armatore,
stavano bevendo una tazza di t caldo per riprendersi
dalle sette ore a oltre mille metri.
Marco, pallido per la fatica e il freddo dal quale ancora
non si liberava, cerc di scherzare. Sir William, lei ieri e
oggi ci ha tradito, ma domani si immerger con noi, e ci
porter fortuna.
La sua postazione nel DR  stata adeguatamente collaudata
da Juv aggiunse Sarah, cercando di adeguarsi al
tono del compagno.
Brailich arriv brandendo una stampata di dati. Le registrazioni
del sub-sonar confermano cetacei in migrazione
alla stessa profondit di ieri.
Nessun indizio di altri corpi in movimento?
Solo la traccia sonora di un capodoglio isolato, ma
molto lontano.
A mille metri di profondit, dopo un'ora di attesa, abbiamo
compiuto un movimento circolare molto vasto,
spargendo esca in abbondanza dagli iniettori. Abbiamo
anche emesso per due volte l'effetto sonoro del capodoglio
in difficolt.
Ma dall'oceano nessuno ha dato risposta.
Sir William fin l'ultimo sorso di t e concluse la riunione
con ragionevole ottimismo. Tutto bene. Il DR funziona
a meraviglia, gli impianti pure e cos il team...  solo questione
di avere pazienza. Se Varchiteuthis  stato cercato
per decenni, noi non possiamo pretendere di trovarlo in
un paio di giorni. Da quanti milioni d'anni  gelosamente
conservato questo segreto, professor Brailich?
Colto alla sprovvista, l'interpellato si pul gli occhiali
con il lembo della camicia e fece un gesto vago. Non sono
un paleontologo, ma ritengo i calamari una delle specie
viventi pi antiche del pianeta. Posso cercare indicazioni
pi precise nei libri che ho in cabina.
Professore, professore... tuon il comandante con un
sorriso ironico. Lei sa che la mia nave sbanda a dritta per
il peso della sua biblioteca imbarcata clandestinamente?
Brailich nei giorni precedenti la partenza dalla Nuova
Zelanda aveva portato a bordo, a poco a poco, libri in
quantit cercando di non dare nell'occhio. Ora non capiva
se Walech scherzasse o parlasse seriamente; un dubbio
che fu dissipato da una sommessa risata generale.
La riunione si sciolse per riprendere poco dopo nella
pilothouse, dove Punu, binocolo puntato, osservava le
navi dei californiani.
Hanno lavorato continuamente attorno alla torre e
hanno aggiunto molti segmenti all'asta principale. Pass
il binocolo a Marco. Appena metter a fuoco, noter che
l'inserimento dei segmenti aggiunti viene eseguito con attrezzature
veloci. Dev'essere un modello automatico usato
per le ricerche petrolifere.
Era proprio un'attrezzatura automatica a calare i tubi
d'acciaio in rapida successione. Il rumore era infernale e a
bordo della Sword gli uomini avevano caschi a protezione
anche delle orecchie.
Peter Kalimata grid qualcosa al suo capotecnico e insieme
consultarono alcuni fogli trattenuti da una molla.
Era molto agitato.
A trecento metri in linea d'aria dalla Sword, Erika osservava
i lavori in corso dalla plancia del California, protetta
dalla vetrata di cristallo insonorizzante. Beveva un succo
di frutta accanto al comandante Poope.
Mi spiace per il malore del signor Symons.
Non  nulla, ha solo mangiato troppo e bevuto una
tazza in pi di caff. Era inevitabile: con lo stomaco cos
pieno  difficile resistere a ore e ore di dondolio sull'onda
lunga che ci delizia da stamane.
Lei, come si sente?
Il lento ondeggiare disturba anche me.
Avevo consigliato di restare al ridosso di Hatutu, mentre
lo Sword prendeva il largo e si posizionava qui.
Lo so, ma lui vuol seguire le operazioni da vicino. Per
ora, restando in cabina, non mi pare abbia perso niente:
sembra che sullo Sword non si sia ancora combinato nulla.
Per quanto poco io conosca dell'argomento, non credo
possibile risolvere una ricerca del genere in tempi brevi.
Erika tacque. Aveva gi capito quanto sarebbero stati
difficili i prossimi giorni e quanto incerto avrebbe potuto
rivelarsi il risultato.
Rimasta sola, si sdrai sul divano. Il suo malumore non
era provocato solo dal mal di mare. Se quel bellimbusto di
professore non riusciva a portare a casa un architeuthis vivo
o morto sarebbero stati guai, e non solo per lui. Frank
Symons non avrebbe tardato un minuto nell'attribuire
l'insuccesso dell'impresa a lei, con le relative conseguenze.

Costa di Hatutu - Stesse ore del tardo pomeriggio.
Okiro Sachi, il samurai della Kai Shizen Hofuku, aveva
voluto lasciare la cabina dov'era rimasto per oltre trenta
giorni. Accompagnarlo in plancia non era stato difficile
per Renvn, ma farlo scendere sulla spiaggia accanto al
catamarano in secca si era rivelato pi complicato.
Ora, seduto su un masso di roccia, sembrava assorto,
mentre il sole era prossimo a nascondersi in un banco di nubi
basso sull'orizzonte. Osservava in controluce la silhouette
del London in lento ritorno all'ormeggio.
Il California, immobile, era gi al ridosso da quasi un'ora.
Alle spalle di Okiro, si accavallavano voci e commenti;
brusio confuso, nel quale distinse le battute di Yoshi e Ian.
Sbagliavamo supponendo che se ne fossero andati.
Dobbiamo passare all'azione.
Di Okiro si intravedevano solo gli occhi, nei quali si
specchiavano gli ultimi raggi del sole mescolati a lampi
d'ira. Era provato dall'interminabile navigazione e dal
dubbio d'avere sbagliato nell'accettare la proposta di quel
gruppo di giovani, in buona fede ma fanatici. Ammirava e
condivideva il loro desiderio di lotta in nome di un ideale
giusto: difendere il superstite patrimonio naturale d'un
pianeta avviato al suicidio. Ma anche il suo era un suicidio:
non sarebbe sopravvissuto a tanta fatica, lo sentiva.
Chiuse gli occhi, trovando il motivo di sempre per accettare
la realt: il suo destino era segnato da tempo, tanto
valeva gettarlo sul piatto d'una giusta causa.
Poco pi tardi, con l'aiuto dell'alta marea, venti braccia
spinsero il Vengeance in acqua. Elaborato un piano d'attacco
con Yoshi, Ian e Claude avevano deciso di procedere
con il motore al minimo, appena fosse stato approntato
sul ponte un alloggiamento per il samurai. L'operazione
sarebbe avvenuta al calare della notte, prima che la luna
sorgesse.
A bordo del Jack London all'ormeggio, l'equipaggio si
stava radunando sul ponte. Brailich aveva promesso una
serata interessante e divertente.
Aiutato dall'elettricista di bordo aveva portato sul ponte
uno dei pesanti bagagli caricati alla partenza e poco prima
del tramonto aveva fatto tendere tra le sartie e l'albero
di maestra uno schermo, dopo aver attentamente misurato
la distanza per il videoproiettore portatile.
Mentre all'orizzonte si spegneva il crepuscolo, la sua
voce in falsetto prese a chiamare tutti per lo spettacolo
che aveva organizzato: la proiezione di un'antologia di
film, non scientifici ma spettacolari e alcuni involontariamente
comici, dedicati al misterioso essere che si stava
cercando.
Le immagini cominciarono a scorrere, la colonna sonora
tenuta al minimo, in modo da consentirgli il piacere di
commentare, microfono alla mano, i brani prescelti. Il primo
presentava sequenze terrificanti, protagonista un pescecane-mostro
creato con effetti speciali per terrorizzare
le platee di spettatori.
Il regista Spielberg ricord Brailich con il suo squalo
riusc nell'intento meglio di Walt Disney, quando nel 1954
cre una bestiaccia delle dimensioni di un architeuthis per
Ventimila leghe sotto i mari.
Sullo schermo apparvero le immagini di Capitano Nemo
e Ned Land, interpretati da James Mason e Kirk Douglas,
che suscitarono le risate dei marinai pi giovani, divertiti
pi che spaventati dalle scene di tentacoli che afferravano
uomini caduti in mare, fin quando un esagitato Douglas arpionava
il mostro tra gli occhi e si gettava in acqua per salvare
il capitano in pericolo.
Voi ora giustamente ridete. Il tedesco alz la voce per
farsi udire nel tambureggiare del commento musicale.
Ma dovete sapere che questo film, cinquantanni fa, venne
considerato una meraviglia per i suoi effetti speciali. Il
mostro meccanico pesava due tonnellate e occorrevano
sedici tecnici specializzati per agire sui comandi elettrici e
idraulici che muovevano corpo, occhi e becco. Altri quindici
burattinai, con fili quasi invisibili, riuscivano ad azionare
ogni singolo tentacolo... Il tutto contribu a far vincere
al film una montagna di premi Oscar.
Le immagini continuavano a scorrere. Apparvero scene
diverse, fuor d'acqua e altre in fondo al mare.
Questo  un altro film, sempre con un mostro tentacolare
come protagonista... vinse anch'esso molti Oscar alcuni
anni prima di Disney. Sembrava quasi, a quell'epoca,
che a Hollywood per vincere bastasse inserire un essere
dai molti tentacoli...
A quelle a colori si sostituirono, sullo schermo, immagini
in bianco e nero e un titolo, Vento selvaggio.
Questa fu una produzione costosissima di Cecil B. De
Mille e risale al 1942. La star era un calamaro gigante insediatosi
nel relitto di una nave affondata. Metteva nei
guai i protagonisti quando s'immergevano in cerca di un
tesoro.
Sullo schermo tornarono le immagini a colori; Brailich
era quasi rauco, nella sua foga di commentatore.
Questi sono fotogrammi tratti da Tentacoli, pessimo
film ricavato da un bel libro di Benchley, l'autore dello
Squalo. Qui l'architeuthis diventa una piovra gigante, un
altro grande decapode. I subacquei protagonisti del film,
nel trovarsi di fronte una nuova versione del mostro cattivo,
non si resero conto che...
Quanto Brailich avrebbe narrato in sincronia con le immagini
non fu dato di sapere. Sul Jack London la proiezione
venne interrotta all'improvviso da una voce cavernosa,
rimbombante.
Togliete gli ormeggi e lasciate quest'isola. Abbandonate
il vostro insensato e dissacrante programma.
Il veliero fu scosso da un urto. Il Vengeance s'era accostato
con violenza alla fiancata a dritta. Alla sorpresa segu
l'immediata reazione dei marinai, subito accorsi con i
parabordi, imprecando per l'arrivo silenzioso, non notato
da nessuno. Nemmeno dal sempre attento Punu, distratto
dalla visione dei vecchi film.
Rimbomb di nuovo la voce amplificata, e una sorta di
imponente mummia si stagli in piedi tra i due scafi del
catamarano. Con una mano impugnava il megafono, l'altra
stringeva un mancorrente.
Noi siamo un'associazione pacifica, ma se la natura
viene offesa sappiamo come ricorrere a metodi molto persuasivi.
Un riflettore applicato all'albero e puntato verso
il basso accendeva di luce la muta riflettente dalla quale
veniva la voce roca e minacciosa. Vendicare e punire  il
nostro motto: Kai Shizen Hofuku.
Nella sua cabina, sir William aveva portato la poltrona
mobile accanto agli obl. Senza distogliere lo sguardo dal
Vengeance, sfior un pulsante e gli fu subito accanto
Tehoa. Gli sussurr qualcosa all'orecchio.
Se entro domani mattina non avrete lasciato le acque
di quest'isola continu la voce i miei compagni sono
pronti a dar inizio a operazioni di disturbo che potrebbero
provocare gravi danni.
Leo Walech s'affacci alla murata, rosso fino alla radice
dei capelli. Proprio lui, sempre calmo, stava per esplodere
quando ud la voce di sir William.
Onorevole ingegnere, spiace vedere un uomo coraggioso
e valoroso come lei associato a questa ragazzata. Il
vecchio s'era portato con l'aiuto di Mac sul ponte superiore,
e tra le mani stringeva il grosso megafono che aveva
chiesto a Tehoa.
Dal catamarano si levarono urla, fischi e insulti, molte
mani si protendevano minacciose. Il samurai torn a tuonare.
No, signor miliardario, questa non  una ragazzata,
 una missione punitiva. Io sono solidale con questi giovani
entusiasti e disinteressati a tutto fuorch a vendicare
la natura offesa. In questo caso il mare...
E allora perch non andate a protestare dov' veramente
in pericolo, dove si scaricano sostanze tossiche a milioni
di tonnellate? Perch non cercate di fermare lo sterminio
delle superstiti balene e di intere colonie di foche?
Abbiamo fatto e faremo cento azioni di sabotaggio e di
vendetta. Ma ora sei tu il nostro obiettivo, con la tua arroganza
che ti spinge alla caccia di...
La nostra non  una caccia! Sir William reag con
quanto fiato aveva nei polmoni. Non dovete confondere
una missione scientifica con un safari. E lei non si presti al
gioco di chi sta sfruttando solo il suo nome e la sua fama,
ingegner Okiro!
Non mi chiami ingegnere, il mio titolo non ha pi importanza.
Ora sono la guida della Kai Shizen Hofuku, e
con questi giovani venuti da ogni parte del mondo mi batto
per la natura, non per la scienza.
La scienza...
La scienza  oggi il nemico numero uno della natura e
sta trascinando il mondo alla rovina.
Okiro aveva chiesto al proprio fisico uno sforzo troppo
prolungato e tacque. Dai ragazzi attorno a lui si lev un
urlo corale di sostegno.
Sir William si eresse nella poltrona, puntando le braccia.
Tehoa, a un suo gesto, sorresse il megafono.
Onorevole Okiro, lei sta sbagliando: la scienza ha sempre
aiutato l'uomo, ha allargato le sue conoscenze per
consentirgli di vivere meglio.
Marco ascoltava e osservava i due uomini menomati e
deboli schierati uno contro l'altro. Due esistenze colpite
da un analogo destino di infelicit e di impotenza, volevano
sentirsi vivi e forti in uno scontro di generosit e forse
di vanit. Parevano entrambi voler dimostrare, in forme
diverse, opposte, d'essere comunque in grado di sfidare il
mondo.
Sul Vengeance il megafono era passato di mano. Ora lo
impugnava Ian, i capelli illuminati dal fascio di luce del
London accesi di un rosso vivo. Nei suoi occhi, fissi sul veliero,
guizzavano lampi di rabbia.
Ascoltami, miliardario. Noi siamo qui per impedirti di
soddisfare il tuo ego violando l'oceano. Ti consigliamo di
andartene domani stesso. In caso contrario ci vedrai all'attacco
della tua barca, notte e giorno. Si rivolse al gruppo
dei suoi. Una spinta ai parabordi e andiamocene. Via da
questa cassa da morto galleggiante!
Il catamarano si stacc dal veliero e mentre veniva lentamente
inghiottito dal buio, s'intravidero due figure sorreggere
l'uomo coperto dalla muta, per aiutarlo a scendere
all'interno dell'imbarcazione.
Non li sopporto aveva ripetuto pi volte Juv, rimasto
accanto a Sarah durante lo scontro verbale. Lui avrebbe
risposto agli insulti attingendo al vasto repertorio di male
parole a sua disposizione se l'amica non l'avesse trattenuto.
Cerca di capirli... esagerano,  vero. Sono insopportabili,
ma anche ammirevoli nella loro determinazione.
Per me sono esseri di un altro pianeta, troppo diversi.
Sarah non intendeva pontificare con Juv; lo conosceva
troppo bene. E tenne per s la citazione venutale a mente,
letta in quello splendido libro Il Quark e il Giaguaro... "Per
la sopravvivenza della vita" aveva scritto Gellman "la
biodiversit culturale  altrettanto importante della biodiversit
naturale."

A meno mille - Nel Marquise's Trench.
Nel Nautilus, alle spalle di Marco e Sarah, sir William
era al suo battesimo nell'alta profondit. Il sogno inseguito
per anni si avverava.
Non aveva detto una sola parola da quando il DR era
stato sigillato, era entrato in acqua e aveva iniziato l'immersione.
Alle spalle dei due oceanauti, osservava il pannello
di comando dove i segnali e le comunicazioni si intrecciavano,
fitti di luci intermittenti.
Nemmeno un'esclamazione di meraviglia era uscita
dalla sua bocca, mentre il minisub attraversava i primi
cento metri di luminosit e trasparenza che avevano offerto
uno spettacolo in rapida mutazione di colore; su
quello sfondo erano apparsi guizzi improvvisi di vita,
un banco fitto di aguglie, l'incedere lento di uno squalo.
Avevano poi incrociato la rotta di una flemmatica tartaruga
e un delfino di grossa taglia, apparso accanto al DR
per alcuni minuti, aveva sfiorato pi volte la cupola trasparente,
fissando con curiosit i tre umani che ricambiavano
i suoi sguardi. Indicandolo, Sarah s'era voltata
verso il passeggero. Le vuole dare il benvenuto, sir William.
Quando l'immersione super i centocinquanta metri e
nel mare l'ultimo balenio di luce si spense tutt'attorno al
Nautilus, Sarah e Marco si alternarono nel comunicargli le
informazioni sino alla quota prevista: meno mille.
Laggi, portati al minimo di potenza i propulsori e
spenta ogni luce esterna, la discesa si arrest. Era il momento
di mettere in funzione il richiamo sonoro.
Il lamento del capodoglio in agonia provoc l'effetto
gi notato nella precedente immersione. Appena quel
suono si propag nell'acqua, scomparvero le bioluminescenze
vaganti attorno al DR, luci deboli, fisse o intermittenti,
emesse dai pesci abissali.
Dopo l'attesa che si prolung nel buio e nel vuoto pi
assoluto, la voce di Marco raggiunse Sarah e sir William
in un sussurro, come se qualcuno avesse potuto udirlo.
Propongo una variante.
Quale? chiese con freddezza Sarah. Metodica come
un orologio, durante l'azione non amava le improvvisazioni;
per questo si metteva sempre sulla difensiva quando
Marco suggeriva un'operazione non prevista.
Spegniamo il debole chiarore della consolle comandi.
Sir William, copra anche il riflesso del suo Rolex. Tu, Sarah,
azzarda quanto sconsigliato dai manuali d'istruzione dei
Cantieri Crosswell.
Vale a dire?
Spegni non solo le luci, ma ogni impianto a bordo. Sir
William, il DR ha peso zero in acqua, come lei forse ricorda.
Se il nostro pilota accetta il mio suggerimento, certamente
fuori da ogni regola, credo che avremo dei vantaggi.
Non visibili, silenziosi e immobili...
In realt siamo mossi da una corrente non lieve: i sensori
la indicano di due nodi e mezzo.
Affidandoci alla corrente saremo ancora pi credibili.
Potremo sembrare un corpo morto alla deriva, e a quel
punto il nastro di Brailich sar un'esca acustica con maggiori
probabilit di riuscita. Noi dobbiamo ingannare un
essere molto, molto furbo. Non dimentichiamo che nei resti
di architeuthis analizzati gli esperti hanno trovato fibre
nervose di sorprendente sviluppo.
Dopo un istante di silenzio fu sir William a parlare. Mi
sembra un'ottima idea, se Sarah  d'accordo.
Ottima ma pericolosa: spegnere l'impianto di propulsione
a questa profondit, con una temperatura esterna di
ventotto gradi pi bassa di quella in superficie,  un rischio
non da poco. I motori potrebbero non riaccendersi...
prove del genere non mi risulta che siano mai state eseguite,
sino a oggi...
A interromperla fu Juv, dalla superficie. Portata dal
transponder, la sua opinione fu categorica: Sconsigliabile!
Sconsigliabile!.
Marco si strinse nelle spalle, alla ricerca di un altro elemento
convincente, ma la sua compagna lo precedette,
sorprendendolo. Malgrado il pericolo di restare qui sotto
per sempre, debbo ammettere che la tua proposta  buona.
In effetti una delle tante schede sul funzionamento del
DR si riferisce ad alcune occasioni in cui si possono spegnere
gli impianti propulsivi. Questo significa che l'ipotesi
 stata valutata e non scartata.
 la scheda operativa 473B. Il transponder ancora una
volta trasmise, flebile e granulosa, la voce di chi seguiva l'immersione
dalla cabina di controllo sul London. La tabella indica
un tempo massimo di trenta minuti, alla vostra quota.
Allora passiamo all'azione, Sarah.
Basta un istante per premere il pulsante off.
E fu subito buio, infatti.
Nastro sonoro Brailich inserito comunic Marco.
Meno d'un minuto dopo Sarah aggiunse, soprattutto
per esser udita in superficie: Deriviamo verso centonovantaquattro
gradi a circa due nodi. Da questo momento
nessuno di noi dir una sola parola, black-out assoluto
anche dalla superficie per almeno mezz'ora.
A lui non occorse un tempo cos prolungato per registrare
un eccitante segnale. Da molto tempo non riusciva
a soddisfare completamente la sua fame per et e ferite
mai del tutto guarite. Aveva bisogno di cibo e i pochi bocconi
portati alla bocca da quando nuotava in quelle acque
non lo avevano placato. Le creature in grado di sfamarlo
rappresentavano un pericolo, erano soggetti molto grandi
e forti, cacciatori affamati, non facili prede. Uno s'era avventato
all'improvviso su di lui. Se si era salvato lo doveva
all'inesperienza dell'aggressore, molto giovane; era
riuscito a sfuggire all'attacco filando verso il fondo, mentre
il suo inseguitore era stato obbligato a interrompere la
caccia e a risalire in fretta, i polmoni ai limiti della resistenza.
Adesso, quello che stava udendo era una concreta speranza
di cibo. I suoni indicavano una preda in difficolt. Cibo
per placare subito la fame arretrata e riserva per l'avvenire.
Presente e futuro erano termini di tempo a lui sconosciuti,
ma geneticamente inseriti nel suo orologio biologico.
Deciso all'attacco, aspir e nello stesso momento distese
il corpo, lo rese fusiforme. Espulse l'acqua dal sifone, il
getto possente lo spinse velocemente verso il punto di richiamo.
Non era a suo agio, perch risalendo dall'abisso
diventava troppo leggero, si gonfiava e poteva venir dilaniato
da un'incontenibile espansione della massa sanguigna.
Ma doveva rischiare, se voleva agguantare la preda
prima che altri ne percepissero il lamento. Nemmeno la
femmina con la quale doveva accoppiarsi, e che non era
lontana, doveva giungere prima di lui, prima che ghermisse
il capodoglio morente e lo trascinasse dove la tenebra
era compatta. Solo dopo aver placato la fame avrebbe
accettato di dividere i resti con la compagna.
Ora doveva agire da solo, avvicinare la preda, muoversi
attorno a essa per saggiare eventuali reazioni.
Il DR fu scosso da un'oscillazione, poi da una seconda.
Ruot su se stesso. Erano cambiate la direzione e la forza
della corrente, pens Sarah, bloccando l'istintiva tentazione
di riaccendere i propulsori e agire sul joy-stick per
raddrizzare il minisub. Non erano ancora passati i trenta minuti
di black-out previsto.
A un terzo dondolio, pi marcato, il Nautilus sembr rovesciarsi
completamente. Poi torn in linea, si immobilizz
e trascorsero altri lunghi istanti.
Marco temette che un sisma stesse scuotendo il fondale.
Se correnti di conversione del magma spostavano masse
di lava basaltica, quelle onde d'urto potevano essere i prodromi
di un maremoto. Meglio rimettere in moto il DR prima
d'un peggioramento della situazione.
Stava per suggerirlo a Sarah quando l'architeuthis, attirato
dall'esca sonora, si par davanti a quella che riteneva
la sua prossima preda.
Eccolo! Il primo a scorgerlo fu sir William.
Chini sugli strumenti per riattivare i propulsori, Marco
e Sarah alzarono il capo. A meno d'un metro oltre la sfera
di perspex un'ombra vagamente luminescente era immobile.
Corpo senza contorni, all'apparenza pi grande del
minisub.
Era l'istante atteso, una sorpresa che port Marco e Sarah,
con il cuore in gola e subito operativi, a commettere un errore
a testa; sbagliarono nel toccare due pulsanti, lei riaccendendo
le luci, lui interrompendo l'emissione dei suoni esca.
L'ombra, cos come d'improvviso s'era avvicinata, con
eguale fulmineit fugg.
Un architeuthis era apparso, ma nello stesso momento in
cui s'era lasciato scorgere era sparito. Lo spazio liquido
tornava a richiudersi attorno a lui.
Non torner, anche se rimetto in funzione il nastro e se
Sarah spegne la luce Marco era avvilito. Non torner,
ne sono certo. Si volse verso Sir William. Ma ora siamo
sicuri che vive anche qui, in queste acque.
Dopo un'ora d'attesa, i suoi compagni di immersione furono
certi, come lui, che l'apparizione non si sarebbe ripetuta.
Spenti di nuovo luci e motori, nel silenzio e nel buio
avevano lasciato che la corrente trasportasse il DR, ripetendo
l'emissione dei suoni esca. Sarah, per osservare
tutt'attorno, era riuscita a far ruotare il Nautilus azionando
la leva per lo spostamento del pesante contenitore delle
batterie. Un movimento a trecentosessanta gradi senza
accendere i motori che aveva cos consentito di controllare
se la gigantesca ombra fosse ancora nei pressi.
Le giravolte, oltre che fastidiose, si erano rivelate inutili.
Il minisub era rimasto solo, in quello spazio liquido.
Nei cinquanta minuti necessari, poi, per raggiungere la
superficie, avevano avuto tempo largamente sufficiente
per commentare l'accaduto. I tre erano emozionati, addirittura
eccitati, bench per motivi diversi fossero caratteri
poco inclini a perdere la calma; per sua natura sir William,
per formazione professionale Marco e Sarah... o deformazione,
come aveva pi volte insinuato Juv.
Stampata nella memoria, ognuno dei tre conservava
un'immagine dell'apparizione, Marco il groviglio dei tentacoli,
proprio sotto il guscio di perspex, Sarah la sfuocata
dimensione del corpo fuori misura. Il vecchio, per la prima
volta in alta profondit, aveva sommato l'emozione
del tuffo nel buio con un'altra pi sconvolgente: trovarsi a
tu per tu con l'essere che nel suo immaginario stava inseguendo
da molti anni.
Intanto avevano comunicato in superficie la notizia
dell'incontro. In sala controllo, sul London, i tecnici e Juv
avevano applaudito e Brailich, improvvisata la sua consueta
danza isterica, aveva gridato parole sconnesse in tedesco.
Applausi e grida erano echeggiati a lungo negli
auricolari degli oceanauti, per interrompersi a un successivo
trascorrere di lunghi minuti di silenzio. Troppi, avevano
pensato Marco e Sarah, cercando di riaprire il collegamento
con la superficie. Il pannello "emergenza" non
segnalava alcuna anomalia, eppure dal London nessuno
rispondeva.
Solo quando il Nautilus fu a quota meno cinquanta metri,
il contatto si riaccese e la voce di Juv comunic un ordine
preciso: Interrompete la risalita. Abbiamo qualche
problema.
Parole chiare eppure difficili da interpretare. Sir William
insistette per sapere direttamente dal comandante il perch
di un consiglio trasmesso come un ordine.
Nulla riguardante lo stato del London e del suo equipaggio
fu la risposta; Walech aggiunse: Ritardo a emergere
consigliato da fastidi provocati dai giovanotti del catamarano.
In via di soluzione.
Il che non era vero. I fastidi erano una violenta contestazione;
e il caos che aveva provocato non era affatto in
via di soluzione. I tre da bordo del Nautilus poterono rendersene
conto quando Sarah spost di nuovo il peso delle
batterie, ponendo il DR in posizione verticale, con la semisfera
trasparente dell'abitacolo verso il cielo d'acqua della
superficie. La posizione era scomoda, ma consent ai tre di
rendersi conto di cosa stesse accadendo. Data la trasparenza
delle acque, intravidero nel controluce sia l'ombra
imponente del Jack London, immobile sopra di loro, sia
l'inconfondibile silhouette del catamarano. La vedevano
piazzata nel punto previsto per la loro emersione; immobile
al traverso della poppa del veliero, l dove sporgeva
il lungo braccio metallico al quale il DR doveva essere agganciato
per rientrare a bordo.
Dal London Juv indirizz all'uomo tatuato alla barra del
catamarano insulti che attinse dal pesante repertorio memorizzato
al tempo del servizio militare. Dalla pilothouse,
Leo Walech cercava con il radiotelefono, da oltre mezz'ora,
di mettersi in contatto con chiunque comandasse il Vengeance,
ripetendo con irata insistenza quanto la vicinanza
dei due scafi fosse critica.
Vi invito a spostarvi; il movimento delle onde pu
provocare una collisione. Ripeto ancora: pericolo...
In caso di urto a rimetterci saranno loro. Quel catamarano,
per correre cos veloce, dev'essere leggero e fragile
come un biscotto comment Punu con Edward.
Ripeto: pericolo di collisione... allontanatevi.
Una voce rispose finalmente al messaggio. Intendiamo
contrastare la vostra operazione, sabotarla, renderla impossibile.
Le azioni dei nostri compagni di Green Peace
sembreranno un gioco, a confronto.
Vi denunceremo alle autorit marittime internazionali.
Mi accingo a trasmettere subito...
Fate pure, noi gi da tempo sfidiamo autorit che blaterano,
legiferano, condannano, mai per contro chi offende
la natura. La natura che intendiamo vendicare.
Juv, al citofono, chiam Walech con voce preoccupata.
Comandante, nel DR hanno aria per meno di trenta minuti.
Ne occorrono almeno venti alla manovra per agganciare
e portare a bordo il mezzo. La situazione  critica.
L'uomo conosciuto dai suoi marinai come "colui che
non perde mai la calma" scese precipitosamente la scaletta
dalla pilothouse al ponte con un megafono in mano.
Raggiunta la poppa si sporse indirizzandosi a gran voce
al tatuato. Sei tu il comandante? Sei tu? Non ricevette
risposta. Che tu lo sia o no, ascoltami e riferisci alla
mummia che conservate nel frigorifero di bordo. Qui sotto
un mezzo subacqueo ha interrotto la risalita a causa vostra
e i suoi passeggeri sono in pericolo di vita per esaurimento
della riserva d'ossigeno.
Le parole echeggiarono minacciose, provocando reazioni
diverse sul catamarano. Un sorriso di sfida affior sul
volto del giovane riconoscibile per i capelli rossi; un tatuato
al timone sembr invece innervosito e chiam con un gesto
due compagni non lontani da lui, una giapponese dal
volto teso e un tipo magro, con i quali si mise a parlare fitto.
Walech cerc, almeno in apparenza, di tornare calmo.
Ragazzi, la lotta e il sabotaggio sono altra cosa dell'assassinio.
Io potrei togliervi di l facendo manovra, speronandovi
e spedendovi a picco in quest'oceano poco benevolo
verso i naufraghi. Scand bene le parole. Non so se
tutti comprendete l'inglese. A chi mi capisce assicuro che
se non mi lasciate campo libero entro cinque minuti, questo
veliero sapr muoversi veloce e con tutta la sua forza
vi verr addosso. Avr molti testimoni a mio favore.
Il conciliabolo sul catamarano sarebbe stato difficile da
decifrare, se la decisione presa non fosse stata chiara: il
motore acceler all'improvviso e il Vengeance sgomber il
campo.
Comunicate al Nautilus di risalire. Via libera! s'affrett
a ordinare Juv al tecnico rimasto in contatto con il
mezzo in immersione. E aggiunse: In acqua i sommozzatori,
rivolgendosi ai due uomini in stand-by da pi di
un'ora per compiere l'operazione di routine. Il DR emerse
veloce, ai sommozzatori in acqua occorsero pochi minuti
per ammanigliare i moschettoni del cavo all'anello d'aggancio,
sulla sommit del minisub. Subito dopo il cavo
della gru al il Nautilus e lo depose sul London. A operazione
completata, Juv s'affacci al portellone ermetico del
minisub appena aperto e si rivolse ai tre che si stavano
sganciando dalle cinture di sicurezza. Vi restavano ancora
cinque minuti di autonomia.

Stesso giorno, tardo pomeriggio - Sul California Dreamin'.
Devi ammetterlo, Frank: il ragazzo nudo e tatuato non
era niente male. E nemmeno quel tipo con i capelli rossi.
Li avrei mandati tutti a far compagnia ai pesci in questa
merda d'oceano.
Nello yacht chiuso da vetrate rigidamente bloccate per
mantenere all'interno la temperatura siberiana dell'aria
condizionata, assieme a Symons ed Erika sedeva anche il
comandante Poope. Grandi cristalli incorniciavano il panorama
esterno, cielo e mare dai colori cangianti, da un
pallido rosa a un viola cupo. Se i tre non fossero stati presi
dalla foga dei loro discorsi, avrebbero potuto ammirare
un paesaggio degno d'essere esposto in una rassegna
d'arte figurativa dedicata ai pittori iperrealisti.
Questa mattina, comandante, lei non doveva esitare.
Avrebbe dovuto andare fino in fondo si rammaric Symons.
Speronando e colando a picco quel catamarano? Ci saremmo
trovati in guai grossi. A parte il problema di dover
portare a bordo quella ciurma di pirati.
Erika rise. Insisto: uno dei giovanotti m' parso tutt'altro
che disprezzabile, e il naufragio l'avrebbe ripulito.
Erika, piantala. Io sono imbestialito dall'attesa di un
risultato di quel Kalimata... ci manca solo di perdere tempo
a causa di un gruppo di squilibrati. Io voglio un risultato
subito, okay?
Ti lamenti gi dopo tre giorni? Non ricordi quanto ci
ha detto Kalimata? Per la cattura potrebbe non bastare un
mese.
Abbastanza da impazzire.
Pi tardi ascolteremo il grande cacciatore al radiotelefono;
ci dir come stanno andando le operazioni.
Nulla di nuovo, dir.  il suo ritornello fisso.
Completato, per, da un rassicurante e ottimistico
"per ora".
Un ottimismo che comincia a darmi sui nervi...
Il comandante l'interruppe versando due drink da uno
shaker.
Vuole ordinarne un'altra razione? chiese sorridendo,
ma a un fulmineo segno di diniego di Erika alle spalle dell'interpellato
cambi subito discorso indicando le lontane
luci del Jack London. Quelli hanno pi problemi di noi
con l'equipaggio pazzo del catamarano. Nel pomeriggio
hanno tentato di ostacolare la manovra di recupero del
batiscafo. Ora se li troveranno accanto per tutta la notte.
Da quanto ho potuto osservare, gli ecologisti hanno abbandonato
la spiaggia e scelto un ormeggio non lontano
dal veliero.
Notte sul Jack London - Riflessioni nella pilothouse.
Juv aveva mangiato poco, era di malumore e non
avrebbe voluto sentirsi cos. A bordo regnava l'euforia per
l'incontro con un architeuthis e lui non se la sentiva di condividerla.
E non riusciva a darsene ragione. Ascoltava con
distacco Brailich che informava Marco e Sarah di quanto
aveva gi comunicato al vecchio; libri alla mano, aveva
classificato l'ombra gigantesca apparsa agli oceanauti nella
categoria rex, la taglia maggiore dei cefalopodi.
Peccato che sia stata un'apparizione cos fulminea da
non lasciare il tempo agli apparati fotografici e video di
entrare in funzione... ma presto non mancher occasione
di utilizzarli.
Per la prima volta da quando il Jack London aveva lasciato
la Nuova Zelanda, sir William scese dalla suite al
ponte di coperta. L'ascensore lo un a tutti all'ora della cena.
Aveva dovuto convincere Mac, che gli aveva concesso
quella variante ai suoi rigidi orari serali nonostante l'avesse
visto tornare a bordo mortalmente stanco.
Il tuo energico massaggio m'ha rimesso in forma aveva
obiettato.
In coperta, sotto la tenda, il buonumore era generale. Unica
eccezione, Juv: continuava a chiedersi il perch e sperando
di capirlo aveva accettato la birra offerta dal comandante.
Con lui voleva parlare non tanto del primo successo della
missione, ma dei fanatici imbarcati sul catamarano.
Leo Walech fu evasivo. Ne discutiamo dopo. Non si
preoccupi troppo, comunque. Quelli sono solo sconsiderati
visionari.
A lui sembravano s dei visionari, ma pi violenti che
sconsiderati. Li aveva avuti sotto gli occhi quando avevano
messo in pericolo tre vite umane, impedendo l'emersione
del DR. Ora lo preoccupava la loro vicinanza.
Era tornato nella pilothouse, dov'era rimasto di turno
Punu, in una mano un bicchiere di birra bevuta a met,
nell'altra i resti di un sandwich a pi strati.
Con l'amico timoniere, Juv si sentiva in confidenza; lo
lasci vuotare il bicchiere, poi con un cenno del capo indic
le luci del Vengeance.
M'infastidisce quella barca cos vicina.
Gi, se gira il vento potrebbe venirci addosso.
Punu, quei giovanotti a bordo hanno degli autorespiratori...
Da cosa l'hai capito?
Ascolta, la boa alla quale siamo ormeggiati  fissata alla
catenaria sul fondo. E questa sera ci accorgiamo che il
catamarano s' agganciato a un'altra boa apparsa all'improvviso
non lontana dalla nostra. Cosa la blocca al fondo?
Ovviamente la nostra catenaria; uno o due di loro si
sono immersi e hanno fissato laggi il loro ancoraggio.
 probabile.
 sicuro, non probabile. Mi d pensiero il fatto che quei
giovanotti abbiano a disposizione attrezzature subacquee
e qualcuno di loro sia un esperto sommozzatore.
Sono milioni, oggi, i giovani che sanno usare bombole,
erogatori...
Un subacqueo male intenzionato potrebbe dar fastidio,
in momenti difficili. Quando caliamo in acqua o salpiamo
il minisub, per esempio... se tentassero di danneggiarlo?
Mi sembra impossibile che rischino tanto.
Hai mai sentito parlare degli ecoterroristi? Sono gruppi
che fanno di tutto per sabotare l'immagine positiva dei
veri ecologisti, confondendosi con loro. Con gesti clamorosi
e atti di violenza riescono a sputtanare chi lavora sul
serio per proteggere l'ambiente.
Punu li conosceva: Ne abbiamo visto arrivare qualcuno,
nelle nostre isole. Le azioni di Green Peace contro gli
esperimenti atomici francesi in Polinesia erano moralmente
giuste, ma la loro violenza insospett molti e mise
in imbarazzo chi parteggiava per il movimento coraggiosamente
mobilitato per protestare contro l'uso del nucleare
a scopi militari.
Juv s'era alzato dal divanetto muovendosi nella pilothouse.
Su questo sono d'accordo con te. Certe azioni dei
difensori della natura sono ammirevoli, come i blitz dei
volontari che tentano di impedire lo stoccaggio di rifiuti
radioattivi o velenosi nei paesi poveri...
Tacque avvicinandosi alla carta nautica elettronica sulla
parete di fondo, l'attenzione improvvisamente centrata
sul punto acceso sulla carta tre settimane prima dal comandante,
dopo aver ascoltato il messaggio con richiesta
d'aiuto lanciato dai balenieri di una nave-fattoria.
Perdio, Punu, la coincidenza tra questo punto e la
rotta del catamarano mi sembra strana... anzi, a ben vedere
 chiara come un libro stampato.
Quale libro?
Un modo di dire in uso nel mio paese... In questo caso significa
che tu e io dobbiamo tenere gli occhi bene aperti.
Un invito generico, per Punu, che annu distrattamente.
Juv pensava invece a un pericolo concreto. La rotta del catamarano,
che Leo aveva segnato sulla mappa da Tokyo alle
Marchesi, sfiorava il punto dove la nave-fattoria dei balenieri
era affondata. Una coincidenza o un indizio? Del dubbio
avrebbe voluto parlare con Marco e Sarah, ma decise di
tacere; non voleva aumentare le loro preoccupazioni.
Dietro il non lontano profilo roccioso di Hatutu, il cielo
cominciava a splendere di stelle. La luna all'ultimo quarto,
ridotta a una falce sottilissima, stava tramontando. Senza il
suo chiarore, le notti successive sarebbero state buie come
la pece; anche se, quando la luna manca, la volta stellata diventa
un lucernario fosforescente, nei Mari del Sud.

Due giorni dopo - Abbordaggio fallito.
Ci sono alle spalle, Marco.
Nello spazio di poppa, Sarah e il suo team gi da un'ora
prima del giorno erano intenti alla messa a punto del
DR mentre il Jack London procedeva con i motori al minimo.
Mancavano ancora circa dieci miglia al punto scelto
per ripetere l'immersione e la manovra dei giorni precedenti.
Con il programma stabilito: una volta raggiunta la
stessa alta profondit, spenta ogni luce del Nautilus e disinnestati
gli impianti propulsori, si sarebbe emesso di
nuovo il suono-esca. Poi, non appena il rex (ormai tutti lo
chiamavano cos, a bordo) avesse fatto la sua apparizione,
gli oceanauti al buio e immobili avrebbero liberato
nell'acqua i "frullati misti". Se il gigantesco invitato li
avesse trovati appetitosi, si sarebbero accesi progressivamente
il faro voltaico e insieme l'impianto televisivo e fotografico.
Tutto questo era previsto con una precisa tabella dei
tempi che ora rischiava d'essere messa in forse dall'imbarcazione
in movimento sulla scia del Jack London.
 il catamarano. Occorre avvisare il comandante.
L'ha gi certamente inquadrato nello schermo radar.
In plancia comando, l'inseguitore era visibile anche nei
monitor collegati con le telecamere a poppa. Nell'incerta
luce che precedeva l'alba, l'ombra del Vengeance era inconfondibile.
Chiamiamo Papeete, illustriamo la situazione e chiediamo
l'intervento di una motovedetta veloce propose il
comandante all'armatore; come ufficiale di carriera, si atteneva
a quanto prevedeva il Codice marittimo in caso di
"atti compiuti da terzi ai danni di un'imbarcazione con
l'intento di danneggiarla".
Il vecchio era di parere opposto. No, daremmo pubblicit
alla loro azione, proprio come desiderano. Senza calcolare
che non riceveremmo l'ipotetico aiuto prima di sei
o sette giorni, mentre il nostro problema  immediato.
Dobbiamo risolverlo prima di calare in acqua con il Nautilus...
procurarci una copertura.
Il catamarano non sembrava intenzionato ad avvicinarsi
pi di tanto. Sorto il sole dal filo dell'orizzonte, s'era
posto controluce rispetto al veliero e il riverbero alle
sue spalle impediva di interpretarne e prevederne le intenzioni.
Quei fottuti bastardi imprec Walech, e subito dopo
trasmise l'ordine di preparare manichette e pompe di bordo.
Pronti a usarle alla massima pressione, se si ripete
l'accosto sottobordo.
Sir William, entrato intanto nell'ascensore, era sceso al
ponte di poppa accompagnato da Mac. Con l'aiuto suo e
di due marinai, allacciato alla parte superiore della poltrona
mobile, venne calato nell'alloggiamento predisposto
all'interno del Nautilus. Dopo di lui presero posto Marco e
Sarah.
La botola a pressione sopra le loro teste venne incastrata
ed ermeticamente sigillata.
Inizio manovra annunci Juv, e il motore per il sollevamento
del DR e la sua successiva calata in acqua sal al
massimo dei giri.
L'eco della manovra rimbomb nel silenzio del mare.
Era il segnale atteso a bordo del Vengeance. Tra i suoi due
scafi era stato preparato il gommone di bordo dotato di
una coppia di Johnson da cinquanta cavalli. Con tre persone
a bordo, ruggendo e sobbalzando sulle onde, diresse
al massimo della potenza verso il punto dove il DR stava
per essere calato. E lo raggiunse mentre il minisub oscillava
ancora a quattro metri dalla superficie.
Il manovratore all'argano lanci uno sguardo a Juv e arrest
l'operazione di varo. Se il Nautilus fosse calato di un
solo metro sarebbe entrato in collisione con gli incursori,
piazzati proprio nello specchio d'acqua sottostante.
Ian, al comando, prese a far girare in tondo il gommone,
con Claude e Yoshi a prua. Con un altoparlante in mano,
la ragazza alternava insulti a minacce.
Ma nemmeno Walech aveva perso tempo. Aprite le
manichette ordin. Centrateli!
Getti d'acqua investirono il gommone. Una spinta tale
da richiedere tutta la forza di chi impugnava le pompe. I
tre continuarono le loro rotazioni, anche se non ricevevano
certo una carezza, riuscendo cos a costringere il mini-
sub a mezz'altezza. A ogni onda che seppur lievemente
sollevava la nave, la sua oscillazione aumentava.
Juv era furioso. Forse dovevo rimandare la manovra
disse serrando i pugni.
Sul canotto, Yoshi e Claude, investiti dai getti, cercavano
di proteggersi dalla violenza dell'acqua rannicchiandosi
e incrociando mani e braccia attorno al capo. Non
pot fare altrettanto Ian, alla barra: per vedere, si era infilato
una maschera subacquea, ma la protezione ebbe breve
tenuta, e vol in mare appena un getto la centr.
I tre erano preparati alla reazione del London, e sapevano
bene che gli idranti a pressione erano l'arma per eccellenza
degli equipaggi che rispondevano alle azioni di molestia
organizzate da ecologisti. In questo caso, a far fallire
l'attacco non fu il dolore delle sferzate liquide, ma i getti
continui, che riempirono d'acqua il canotto. Uno dei due
motori si ferm, e subito dopo la cresta di un'onda fu sufficiente
a spegnere il secondo.
La spinta degli idranti con getti ben indirizzati non
tard ad allontanare gli incursori.
Calare subito!
Al comando di Juv la gru riprese a manovrare e simultaneamente
i sommozzatori di bordo saltarono in acqua
per liberare dal cavo il DR, appena tocc la superficie.
Avete passato qualche minuto fastidioso... Come va,
ora? Il collegamento tra cabina operativa e DR era stato
subito stabilito.
Qualche minuto? A me sono parsi molti. La voce di
Marco, dal minisub, era chiara e forte.
Sir William, come si sente?
Tutto bene, nessuna preoccupazione. Avete affondato
il canotto?
No, anche se colmo d'acqua continua a galleggiare, i
giovanotti lo stanno riportando a casa a fatica, due maschi
ai remi e la brutta giapponese che tenta di riattivare il megafono
per riprendere la sua stonata cantilena.
Si inser la voce di Sarah.
Profondit duecentodieci, continuo discesa velocit
normale. Seguite il nostro segnale e comunicatemi se il
flusso di una corrente che io non registro ci sposta dall'asse
d'immersione prevista.
Roger.
Prossimo contatto fra quindici minuti.
Roger.
Alla voce impersonale dell'operatore s'aggiunse quella
inconfondibile di Brailich.
In bocca al lupo... Anzi, al rex!
Nei ricevitori s'ud un'imprecazione lontana di Juv.
Dalle nostre parti si dice in culo alla balena, professore.
Altri auguri si teme portino iella...

Sole del pieno mattino - A bordo dello Sword.
Accanto all'alta torre del derrick, al centro della nave,
due tecnici parlavano fittamente tra loro. Erano nella cabina
di manovra e dalla porta metallica aperta Frank Symons
li ascoltava senza prestare attenzione, mentre gettava
un'occhiata alle pareti tappezzate di strumenti d'ogni
genere destinati a usi per lui incomprensibili. Sul quadrante
luminoso di un complesso segnatempo, molte lancette
si muovevano simultaneamente; in uno schermo vicino
apparivano serie di numeri in veloce progressione.
Quattordici minuti e trenta secondi... meno ventinove...
ventotto...
Dodicesima iniezione pronta.
Innesta la pompa.
Eseguito.
Peter Kalimata era accanto al suo finanziatore, che aveva
trasbordato dallo yacht allo Sword poco prima. Erika,
vicino a lui, sperava di calmarne l'impazienza, pericolosamente
cresciuta dal momento del risveglio. L'inattivit nel
guscio dorato del California Dreamin' stava portando fuori
controllo i nervi dei suoi due passeggeri; soprattutto quelli
di Symons. Esaurito il suo pur vasto e variato repertorio
di giochi erotici, Erika tentava adesso di coinvolgerlo,
interessandolo alla frenetica attivit a bordo della nave appoggio.
Da tre giorni l'ancoraggio satellitare l'aveva bloccata
sul punto scelto da Kalimata, quello segnalato dagli
ecoscandagli come profondo e frastagliato.
Qui sotto da quasi cinquanta ore l'asta emette, a intervalli,
i suoni-esca, alternandoli con lanci di cibo dagli iniettori...
Dovrebbe attirare la nostra preda... giusto?
E quanto speriamo, signor Frank.
Il rollio provocato da un'onda lunga provoc in Erika
un ritorno al fastidioso senso di nausea. Perse l'equilibrio,
un marinaio vicino la sorresse per un braccio e l'aiut a
sedere su un rotolo di cime ammucchiate sul ponte.
Respiri profondamente, signora.
Grazie, andr meglio con una sigaretta... Qualcuno ha
un fiammifero?
La risposta affermativa del marinaio fu coperta da un
annuncio a voce alta.
Quindicesima iniezione conclusa. Dall'interno della
cabina di manovra, la stessa voce impersonale aggiunse:
Cibo ancora per due esche, prima del rifornimento.
Kalimata indic con un gesto ai due ospiti la sagoma
del London, a circa un miglio di distanza.
Loro debbono interrompere ogni giorno la ricerca e riprendere
l'appostamento sul fondo dopo lunghi intervalli.
Noi, restando fissi sul posto, emettiamo un flusso continuo
di suoni-esca e di cibo omogeneizzato. Laggi si
spande come una nube.
Speriamo appetitosa.
Dovrebbe esserlo. Utilizziamo un composto basato
sulle indicazioni degli esperti. Sono quei dati che lei ha...
ottenuto dai suoi ricercatori, a San Diego.
Chiamiamoli ricercatori, disse tra s Erika, ricordando
l'operazione all'interno del Cantiere Crosswell che aveva
portato all'acquisizione di quanto era stato coscienziosamente
chiuso nella cassaforte della direzione. Al passaggio
di un'onda maggiore, il ponte dello Sword s'inclin, e
stavolta fu Peter Kalimata ad afferrarla per un braccio.
Il respiro del Pacifico  possente anche in giorni di calma
assoluta. Abbiamo la fortuna di essere al centro di
un'area di alta pressione.  raro che duri cos a lungo.
Ma onde come questa non hanno alcun effetto sull'asta,
sul tubo, o come diamine chiamate quello che esce dal
ventre di questa nave?
Anzi,  un contrappeso che contribuisce alla nostra relativa
stabilit.
Di quanti metri s'allunga quel coso sotto di noi? Symons
avrebbe dovuto saperlo: gli era stato spiegato ogni
dettaglio del progetto di Kalimata per la ricerca e la cattura
di un architeuthis.
Al momento l'asta ha portato il bulbo-esca a milletrecento
metri.
Okay... ma  difficile capire come non si spezzi, ondeggiando.
Le aste sono di una lega metallica di estrema resistenza
ed elasticit. Per certe perforazioni petrolifere da navi-piattaforma
di tonnellaggio molto superiore a quella della nostra,
l'asta rotante raggiunge il fondo a oltre seimila metri.
Symons annu, ma era nel suo carattere mostrarsi in
ogni caso convinto solo a met.
Per i nostri concorrenti hanno a loro favore la mobilit
di un batiscafo.
Non  esattamente un batiscafo.  un...
Attenzione!
La voce dell'operatore dalla cabina di manovra rimbomb,
ripetendo l'avvertimento una seconda volta. E
dopo pochi istanti: Contatto avvenuto.
Una scarica di adrenalina sferz tutti.
Kalimata con un balzo fu al monitor nella cabina controllo
e scost il tecnico con una spallata, mentre Erika gli
si metteva accanto. Gettata la sigaretta s'afferrava al braccio
di Symons. Forse ci siamo, tesoro.
Sul monitor l'immagine tremante e sfuocata non pareva
chiara n a lei n al suo compagno, mentre Kalimata ripeteva:
Eccolo, eccolo.
Io non vedo nulla mormor Erika.
Proprio nulla ripet Symons, alzando la voce.
Questo non  un bel documentario trasmesso dal Discovery
Channel, signor Symons. La mini telecamera  a
milletrecento metri sotto i nostri piedi... La mano del
biologo s'avvicin al monitor, un dito segu il contorno
d'una macchia scura. E ci trasmette un'immagine fin
troppo evidente, considerato il buio totale dell'abisso.
Non voglio comandare l'accensione delle sorgenti di luce
piazzate nel bulbo dell'asta perch potrebbero spaventare
il commensale che si  seduto alla nostra mensa.
Sembra che si muova disse uno dei tecnici.
Confermo aggiunse il collega accanto a lui.
Nell'espressione di Symons ed Erika si leggeva la delusione
di non saper interpretare quell'immagine; cercavano
di capire il poco che si vedeva e che sembrava eccitare
il capospedizione. Kalimata, afferrato il braccio del giovane
assistente che aveva accanto, sussurr: Stai pronto a
manovrare gli estensori meccanici, apertura della rete solo
al mio segnale. Massima attenzione.
Di nuovo un annuncio del tecnico accanto al quadro strumenti.
Sul bulbo la pressione  raddoppiata, signore!
Ottimo... sta stringendo.
Adesso qualcosa di distinguibile si muoveva nel monitor.
Orrendo... un tentacolo esclam Erika con voce strozzata.
Sta avvolgendosi sul bulbo, cerca di capire con che
razza di essere ha a che fare.
Mi piacerebbe vedere di pi e meglio... Erika con la
mano che aveva lasciato Symons strinse il braccio di Kalimata
sino a fargli male.
L'addetto agli iniettori entr nella cabina, dove il collega
seguiva con lo sguardo fisso le indicazioni degli strumenti.
Nell'udire quanto gli veniva sussurrato all'orecchio,
si volt di scatto verso Kalimata. Sul volto era scomparsa
ogni traccia dell'espressione sorridente di poc'anzi.
Signor Peter, abbiamo un problema.
Quale? Kalimata intu qualcosa di grave. Il suo viso
si indur, il colore bronzeo si fece cinereo.
L'erogazione dell'esca sta per terminare, il componente
 quasi esaurito. Siamo alla fine della quindicesima emissione
consecutiva, signore. L'avevo cominciata mezz'ora fa.
Questo cosa significa? Guardandosi d'attorno per
cercare di capire, Symons esplose con l'aggressivit tristemente
nota ai suoi dipendenti. Se avete combinato qualche
pasticcio lo pagherete di persona!
Kalimata non rispose, ma strinse i pugni, esplodendo in
una serie di imprecazioni rabbiose.
A Erika, tornata con lo sguardo al monitor, apparve
un'immagine comprensibile anche a lei che mezz'ora prima
era stata incapace di interpretare le ombre del video:
quanto in precedenza era stato orgogliosamente indicato
come un'inconfutabile prova di vittoria stava svanendo
nel buio.
Lo schermo, tornato nero, sfrigol nell'inconfondibile
suono di un canale che non riceve pi alcun segnale.

A un miglio di distanza - A poppa del Jack London.
Era andata ancor peggio la ricerca del Nautilus. Torn in
superficie dopo otto ore da quando era stato calato nell'abisso
apparentemente invincibile del Marquise's Trench,
con i tre oceanauti infreddoliti, affaticati, soprattutto delusi.
Tra quota mille e millecento il minisub aveva vagato, si
era arrestato, aveva spento i suoi motori con grande apprensione
di Sarah, era rimasto alla posta, aveva trasmesso
segnali di richiamo, emesso rivoli di esche ipoteticamente
appetitose.
Ma non  apparso nulla, come sapete dalle nostre comunicazioni.
Laggi non hai nemmeno la soddisfazione di goderti
uno spettacolo sottomarino si sfog sir William con Mac,
che premurosamente l'aveva portato al suo letto e lo massaggiava
energicamente. Il buio  assoluto, si fluttua nella
pece. Ogni tanto l'audio segnala il passaggio di cetacei
migratori; i loro richiami, fischi e brontolii si avvicinano,
crescono e scompaiono... raccont Marco a Brailich, in
plancia. S, li abbiamo sentiti anche noi con gli idrofoni.
Conferm Brailich, precisando in tono sconsolato: Erano
balene, non capodogli.
Sono suoni monotoni. Vorrei sapere chi ha definito
quel baccano un canto. Anche Sarah, solitamente inattaccabile
da depressioni e pessimismo, era d'umore nero.
 stata proprio una giornata di merda!
Definizione pi che pertinente se riferita a quanto riservava
la fine di quel giorno al diretto concorrente del London,
l'elegante motoryacht da tre milioni di dollari e alla
sua non meno elegante compagna.
Eleganza e fascino della coppia e dell'imbarcazione
avevano ispirato "un'azione di disturbo" particolare a chi
aveva percorso quattromila miglia marine per molestare i
dissacratori della natura. Un'azione che avrebbe dimostrato
la loro fantasia.
Da due giorni maschi e femmine del Vengeance non usavano
le toilette del catamarano; n si liberavano gli intestini
sporgendosi fuoribordo, com'era loro abitudine da
quando si erano imbarcati. Si attenevano invece a quanto
prevedeva il piano d'attacco ideato da Mititi, il pi calmo
e silenzioso militante della KSH.
Propongo un'azione esemplare e indimenticabile
aveva esclamato rivolgendosi ai compagni.
Di cosa si tratta? gli aveva chiesto sgarbatamente Yoshi,
una volta di pi manifestando scarsa fiducia nel fratello.
D'ora innanzi la faremo tutti in un unico contenitore,
usando i sacchi di riso vuoti.
Sei impazzito?
Come se non avesse udito l'obiezione, lui era entrato
nei dettagli. Travaseremo poi il tutto nel serbatoio del
compressore di bordo.
Non lo avevano lasciato terminare, il suo piano era subito
apparso chiaro a tutti.
Spareremo merda! aveva gridato Asha con gioiosa
sorpresa.
Geniale, Mititi, geniale!
Dopo applausi e grida, Renvn aveva riferito la proposta
al samurai, che aveva approvato, a modo suo ridendo.
Con insospettabile senso pratico, Mititi aveva perfezionato
il piano e suggerito di non puntare l'arma letale contro
il veliero dei neozelandesi. Ha le fiancate troppo alte,
il getto non arriverebbe a bordo. Meglio concentrare il tiro
sul ferro da stiro degli americani, basso e provocante.
Questa proposta aveva preoccupato Claude. Gli americani
li conosco. A bordo avranno certamente gente decisa;
hanno gi tentato di speronarci, quando siamo andati
a disturbare il loro riposo pomeridiano.
A questo pericolo c' rimedio. Ian aveva un'idea
chiara in testa. Ci avvicineremo non a motore, ma solo a
vela, col vento di poppa. Arriveremo di sorpresa, sfioreremo
la fiancata dello yacht all'ancora, voi sarete pronti con
la canna del compressore e scaricherete tutto mentre bordeggeremo
il bersaglio. Prima che reagiscano e mettano in
moto quel barcone, noi saremo gi tornati all'isola, alzeremo
la chiglia mobile e ci infileremo tra gli scogli, dove
non possono seguirci. Basterebbe la pi piccola di quelle
pietre per aprire il loro scafo come una scatola di sardine.
L'operazione ebbe luogo quando tra i californiani regnavano
malumore e nervosismo per il contrattempo che
aveva bloccato l'impianto ideato da Kalimata.
Frank Symons ed Erika avevano voluto che il deluso
cacciatore lasciasse la sua nave-laboratorio e li seguisse a
bordo del California Dreamin', per troncare ogni discussione
tra lui e i suoi tecnici, in polemica sulle responsabilit
del fiasco.
Oggi spira vento secco da nord-est. Il fine giornata 
fresco aveva sentenziato il comandante Poope accogliendo
i tre; cercava di alleggerire la tensione, invitandoli a rilassarsi,
a distendersi sul ponte scoperto, a godere delle
magiche luci che stava per offrire il tramonto. Senza indugi,
un solerte marinaio serv bibite fresche, un bourbon con
ghiaccio per Symons, sandwich e toast in abbondanza.
Erika, sussurrando all'orecchio del suo iracondo boss,
lo invit una volta di pi a non insistere con battute sarcastiche
e offensive.
Abbiamo visto che il progetto funziona. Devi dimostrare
entusiasmo, anche se ti costa fatica.
La brezza mantenne la promessa di cancellare la calura
del giorno.
Ancora succo di pompelmo, Peter?
La padrona di casa sfoder un sorriso accattivante, ma
l'interrogativo era destinato a restare senza risposta perch
un marinaio apparve trafelato per annunciare al comandante:
Signore, il catamarano giapponese sta venendo
dritto su di noi. A vele spiegate.
L'istintiva reazione di tre dei quattro commensali fu destinata
a restare come uno dei loro peggiori ricordi; Frank,
Erika e Peter si alzarono di scatto affacciandosi alla murata,
mentre Tonach Poope correva in plancia. Evitando cos
il getto disgustosamente maleodorante indirizzato dal
Vengeance mentre sfiorava veloce la fiancata dello yacht.
Le urla beffarde dal catamarano, miste a risate e applausi,
coprirono le imprecazioni di chi era stato investito
e insozzato.
Il comandante del California Dreamin' sent l'affronto come
una ferita, ma intu subito la manovra di disimpegno
del catamarano e l'inutilit di inseguirlo. Lo vide sfrecciare
rapido, virare e dirigersi all'isola, dove in pochi minuti
sarebbe stato protetto dalla scogliera.
Due marinai si preoccupino subito di pulire ponte e
fiancata ordin. Smith e Roak si armino di carabine, calino
in acqua il Boston e accendano il motore. Intendo ringraziare
di persona quella gente.
Era quasi buio quando il Boston raggiunse l'isola, Tonach
Poope accese il faro di prua e lo punt sul Vengeance. Il raggio
di luce illumin due figure abbracciate sulla plancia.
Erano soli. Gli altri, nei locali interni, stavano probabilmente
preparando qualcosa da mettere sotto i denti. Intenta a
far sesso, la coppia non aveva notato l'avvicinamento del
battello sino al momento in cui li accec il faro e sentirono
tuonare un invito perentorio. Filate di corsa a chiamare in
plancia il mascalzone che vi comanda. I miei uomini hanno
il fucile puntato. Se entro tre minuti non vedo qualcuno,
dar l'ordine di sparare a pelo d'acqua e bucare i vostri preziosi
scafi in kevlar.
A commento della minaccia, un colpo a vuoto risuon
nel silenzio.
Dal boccaporto dello scafo di destra uscirono con aria
bellicosa Claude e Ted; da quello di sinistra Yoshi e Ian,
che stringeva in mano una pistola.
La voce dal canotto lo invest subito. Giovanotto, non
alzare quell'arma, se vuoi evitare una palla in testa. A te e ai
grandissimi figli di puttana che hai attorno ho poco da dire.
Vorrei farvi rimangiare i vostri escrementi, ma non ho
alcun desiderio di maneggiarli. Mi limito ad anticiparvi
che, se verrete di nuovo a romperci i coglioni, spareremo al
vostro barcone e vi apriremo abbastanza buchi da costringervi
al ruolo di naufraghi. Credo di essere stato chiaro.
Per esserlo ancora di pi, afferr un fucile e vuot il caricatore
in acqua sparando tutt'attorno al catamarano.
Quei bastardi si sono sfogati e se ne sono andati. Cos
dobbiamo fare anche noi. Claude, con le orecchie che ancora
fischiavano per i colpi scaricati a un palmo dai suoi
timpani, vedeva quello che gli altri, ancora frastornati, non
vedevano. Con la sua esperienza di marinaio aveva notato
che il vento stava rinforzando. Per evitare che al rischio appena
superato se ne aggiungesse un altro portando danno,
occorreva lasciare la scogliera e tornare al pi presto al largo,
all'ormeggio sulla catenaria calata dal London.
Ordin di salpare e accese il motore.
Ci spostiamo, occhi aperti.
Nel chiarore debole ma sufficiente del mare percorso da
mille fluorescenze la boa venne ritrovata. E con due volte
di cima, il catamarano fu all'ormeggio.
Poco dopo ebbe inizio la riunione nella cabina del samurai,
dove Asha era gi corsa per rassicurarlo sui colpi
che aveva udito: un'isterica reazione degli americani, ma
senza conseguenze.
Il ruggito d'indignazione di Okiro Sachi incoraggi
Yoshi, che sapeva cosa dire ai suoi e aveva gi discusso
con Ian. Occorreva dimenticare la presenza degli americani.
 gente, arrogante, violenta. Prima tentano di speronarci,
ora imbracciano i fucili e sparano. Potrebbero
metterci in difficolt. Non dobbiamo pi occuparci di loro.
Il nostro scopo  far fallire il progetto del vecchio miliardario,
il porco della pesca industriale.
Dobbiamo sabotare la sua impresa. Se ci riusciamo,
l'eco nei mass media ci ripagher di ogni fatica e del rischio
disse Ted.
I leccapiedi sparsi in televisioni, giornali e radio del
mondo intero serviranno a noi, non a lui. Fallita la missione,
svanir l'abbaglio dei suoi dollari, verr dimenticato il
fascino telegenico della corona di capelli bianchi sulla sua
pelle scura e il mito della poltrona ipertecnologica che tutto
gli permette.
S. Apparir solo quel che , un vecchio vanitoso e ambizioso.
L'attenzione sar per chi ha osato sfidarlo per impedirgli
di offendere la sacralit di un mistero. Le luci della
notoriet accese su di lui si sposteranno su di noi.
Grida e battimani sottolinearono l'ennesima ripetizione
delle sempre identiche bellicose intenzioni. La demonizzazione
dell'avversario era il collante che univa il gruppo.
La giapponese scambi uno sguardo con Ian e Ted. Ci
riuniremo pi tardi, noi tre, per decidere la prossima mossa...
quella vincente aggiunse sottovoce, avvicinandosi a
loro.
Durante le ore del lungo pomeriggio, il soggetto di tanto
odio aveva pensato pi ai suoi contestatori che
all'architeuthis rex. Il fanatismo e la determinazione in quel gruppo
di giovani l'avevano colpito; e aveva deciso di usare
un'arma del tutto fuori moda per reagire a tanta accanita
ostilit. Messa in moto la sua poltrona, s'era spostato alla
scrivania cercando di chiarire alcuni concetti e di condensarli
in poche righe.
Poi aveva fatto chiamare Leo Walech e Marco Arnei.
Vorrei la vostra opinione da amici appassionatamente
coinvolti nella mia impresa. Chiedo a entrambi di valutare
se sia il caso di far pervenire al destinatario la lettera
che ho appena scritto o se sia meglio stracciarla.
Marco e lo stesso Leo erano sorpresi. Il vecchio aveva
parlato in tono quasi sommesso, senza la consueta sicurezza.
Il foglio scritto a mano era diretto all'ingegner Okiro
Sachi, a bordo del Vengeance. Innanzitutto era un tributo
alla sua forza di volont ("anch'io so quanto costa reagire
a una sventura fisica"), un riconoscimento al suo desiderio
di combattere gli orrori della degradazione ambientale.
Tengo per a farle notare quanto sia inesatto ritenere
un'offesa alla natura la missione che ho organizzato. Approfondire
la conoscenza del mondo in cui viviamo  un
contributo essenziale per tentarne la salvezza. Cercando
nel buio di quest'oceano una verit ancora ignota alla
scienza, agiamo nell'assoluto rispetto dell'ambiente. Ritengo
peraltro che alcune notizie stampa possano aver
deformato la realt delle cose ed eccitato oltre misura i
suoi giovani compagni. Per questo motivo sarei lieto di accogliere
lei e un incaricato del gruppo per parlarci con serena
obiettivit e per documentarle l'esattezza di quanto le
garantisco.
La lettera  perfetta, ma non servir a nulla. La indirizzi
a un uomo condizionato da un gruppo di fanatici. Leo
Walech s'era rivolto all'amico con franchezza di vecchia
data.
Marco era di diverso parere. Vale comunque la pena di
tentare. Se si riuscisse...
Ne dubito. Mio nonno ripeteva spesso che a far del bene
agli asini si ricevono soltanto calci. Tuttavia non insisto;
ordino subito di mettere in acqua il dinghy e trasformo
un marinaio in postino. La mummia ricever entro
mezz'ora il messaggio e avr il tempo di rifletterci. Come
tutti sappiamo, la notte porta consiglio.

Pomeriggio, cattivo tempo - Vento da nord-est.
Punu aveva chiesto a Juv se ricordava il nome polinesiano
del vento che costringeva il Jack London, cos come il
California Dreamin' e il Vengeance, a starsene riparati al ridosso
di Hatutu e della vicina Eiao.
No, Juv non lo ricordava. Aveva un altro pensiero per la
testa.
 il toereau gli ramment il pilota. Capriccioso e di
breve durata. Domani sar di nuovo bel tempo.
Oggi replic Juv senza ascoltarlo vorrei provare
l'autorespiratore in dotazione a bordo.
Se aveva un dubbio o un problema per la mente, si agitava
fino a quando non trovava una risposta o una soluzione.
Ti affido a Paul, il marinaio che gi conosci.  lui l'affidatario
delle attrezzature sub di bordo.  giovanissimo
ma esperto... Ha fatto servizio nel corpo sommozzatori
della nostra Marina.
La capiente lancia dello Sword puntava, intanto, verso
le acque a ridosso di Hatutu.
Il maltempo improvviso aveva consigliato al comandante
della nave appoggio lo smontaggio dell'asta e del
bulbo calati in profondit e un posizionamento al riparo
del vento e del mare ingrossato. Aveva poi deciso di concedere
mezza giornata di libert all'equipaggio; da oltre
un mese nessuno metteva piede a terra, e anche se la piccola
isola non sembrava invitante, avrebbe fatto piacere a
tutti sentirsi momentaneamente liberi dai pesanti impegni
di bordo.
Al gruppo diretto a terra s'era unito anche Peter Kalimata.
Ho bisogno come tutti voi di qualche ora di relax
aveva confessato al suo capotecnico. Sull'isola non si faceva
illusioni. Non troveremo certo una succursale della
catena Sturbak...
Niente caff e niente profumate ciambelle? protest
ridendo una voce. Marinai e tecnici erano in confidenza
con Kalimata. Il suo atteggiamento, a bordo dello Sword,
era del tutto informale.
L'isola  data come disabitata dai portolani; pare invece
che ci sia un villaggio nel bosco sulla collina. Forse troverete
qualche bella ragazza...
Lei cosa desidera, signor Peter?
Eh, io sono di gusti difficili.
Questo lo sapevano tutti, a bordo. E non avrebbe tardato
a intuirlo Hur Hikueru, quando il gruppo fosse sbarcato,
e dopo aver attraversato il bosco di palme avesse
raggiunto le capanne del villaggio.
Hur aveva visto la lancia a motore dirigersi all'isola, e
seguendo con lo sguardo il gruppo s'era rallegrato. Ecco
l'occasione favorevole, da lui prevista fin da quando le acque
di Hatutu s'erano popolate di presenze inattese. Da
allora s'era chiesto come approfittarne, considerando che
uniche monete di scambio potevano essere solo le due gemelle;
le aveva agghindate in fretta, secondo il clich delle
ragazze polinesiane gradito ai turisti a spasso sulle spiagge
e nei night di Papeete. Bastavano un pareo stretto ai
fianchi, una collana di conchiglie, e un buon affare si concludeva
in pochi minuti.
Una prima visita, giorni prima, l'aveva deluso. Il polinesiano
presentatosi come il timoniere del veliero s'era limitato
ad acquistare qualche noce di cocco e a fare domande
fastidiose. Nessun buon affare con lui.
Nemmeno oggi, constat quando, ore dopo, si era reso
conto che la visita dell'allegra ciurma dello Sword non gli
aveva dato alcuna soddisfazione. Da quando i marinai erano
al villaggio, le sue mezze parole e gli ammiccamenti non
avevano sortito alcun effetto, a parte il passaggio di mano
di qualche spicciolo offerto da chi aveva scattato foto alle
due giovani bellezze o si era fatto ritrarre accanto a loro.
Un potenziale cliente gli era parso il meno giovane del
gruppo, un tipo diverso dagli altri, con maglietta e scarpe
costose. Non aveva tardato a inquadrarlo nella categoria
dei mah, diffusa nelle schiere dei turisti in visita a Tahiti;
dai loro gusti particolari era riuscito a trarre non pochi
guadagni, passando dalla mercanzia femminile a giovanottelli
disposti a tutto pur di dividere con lui una cinquantina
di dollari.
Aremi, uno dei ragazzi pi forti del villaggio, sembrava
piacere a quel signore raffinato; a Hur non erano sfuggiti
i suoi sguardi lunghi, inequivocabili. Il ragazzo era appena
rientrato dalla pesca, come sempre seminudo; e il mah
ben vestito aveva seguito ogni mossa di quel corpo ben
modellato. Anche se ancora adolescente, Aremi aveva
braccia e cosce muscolose.
Vuoi vedere come il nostro ragazzo sa arrampicarsi su
quel tronco altissimo? chiese Hur all'americano, avvicinandosi.
Aremi era l'unico, al villaggio, capace di salire sino
in cima ai cocotiers pi alti e raccoglierne i frutti senza
attendere che cadessero da soli.
La prima reazione di Kalimata fu di togliersi di torno
quell'uomo grasso e maleodorante. Perch no? disse invece,
e il ragazzo fu subito a disposizione.
Vai lass e raccogli due frutti maturi gli ordin Hur.
Per chi? Per te?
No, per il poop. Vuole acquistarli, e ti offrir un peipei.
Aremi era cresciuto in una comunit ormai abituata a
ubbidire a chi si dimostrava capace d'ogni malvagit. Il
modo in cui quel poop lo guardava non gli piaceva, ma
non discusse. Sal veloce sull'albero puntando sul tronco
gambe e braccia ad angolo retto, il corpo inarcato e teso.
Sulla cima stacc le noci, le lasci cadere a terra e scese
con qualche graffio alle mani e in faccia, perch le foglie
erano fitte e taglienti, lass attorno ai frutti.
Raccogli le noci e offrile al poop gli ordin Hur, poi
pass dal polinesiano all'inglese. Accetta questo dono
del nostro villaggio. Sono noci mature.
L'americano ringrazi con un sorriso amichevole e
strinse alle spalle il ragazzo.
Sei stato bravo. Ti ringrazio.
E il peipei? chiese Aremi.
Cosa dice?
Gli ha fatto piacere farti contento. Lui pu aprirne
una, se vuoi. Il suo latte disseta pi della Coca-Cola.
La disinvoltura di quel vecchio incurios il visitatore.
Ma tu non sembri di quest'isola. Parli inglese... da dove
vieni?
Hur Hikueru sapeva quanto fosse prudente restare nel
vago.
Da giovane ho lavorato nelle isole grandi. Poi ho desiderato
tornare qui per vivere in pace.
Kalimata conosceva sin da bambino il sapore del latte
di cocco fresco. Alle Hawaii le piantagioni erano state
trattate da esperti ingegneri di genetica vegetale, e il prodotto
dei cocotiers, nella sua isola, era di gran lunga pi
abbondante e pi dolce. Tuttavia non costava nulla mentire:
Squisito, grazie. Vorrei ricambiare la tua gentilezza.
Non mi devi nulla. Ma forse puoi fare un'opera buona.
Quale?
Il ragazzo che ha raccolto i frutti  giovane,  forte, ma
anche molto sfortunato. Non ha genitori, e qui al villaggio
non ha futuro. A me dispiace perch  sveglio, molto sveglio.
Posso lasciare qualche dollaro per lui?
Dollari? E come pu spenderli?
Dopo una breve riflessione, l'hawaiano si tolse la maglietta
acquistata alla boutique Gap di Honolulu. Regalagli
questa. Poi, appena posso, ti mando, da bordo, qualche
altro dono utile.
Sei generoso. Ma perch non lo fai lavorare con te? Lui
s'accontenter di poco, fatica senza lamentarsi, fa di tutto.
Ti sarebbe molto affezionato.
Kalimata credette di capire. E si pose una sola domanda:
da lui quell'essere ambiguo cosa poteva chiedere, in
cambio?
Tu lo vedi:  giovane, forte. E anche bello aggiunse
Hur, fissando l'elegante mah. Il quale stava pensando
all'assistente che da anni gli era accanto al Parco marino, e
non solo al parco.
Sopportando l'ambiguo sorriso del vecchio, un magnaccia:
certamente era questo il mestiere che aveva praticato
quando andava da isola in isola, cerc di apparire indifferente.
Grazie per i frutti e la proposta. Forse una
soluzione per il ragazzo si pu trovare, ma lasciami riflettere
un paio di giorni.
Si guard intorno: nessuno dei suoi aveva seguito il colloquio.
Due di loro avevano appena smesso di fotografare
le vahin seminude, altri stavano concludendo l'acquisto
di un maialetto mettendo insieme, per il baratto, quanto si
trovavano in tasca: sigarette, fiammiferi, chewing-gum,
monete...
Ragazzi,  ora di tornare a bordo. Fatemi contribuire
alla spesa, cos parteciper anch'io al banchetto, questa
sera.

Sul Jack London - Una notte senza luna.
Al calar del sole, dopo l'interminabile giornata di riposo
forzato, il cielo era incolore per la foschia portata dal
vento caldo e leggero.
Scandita come sempre dai quarti suonati dalla campana,
la vita di bordo giunse all'ora del riposo. Sir William
nel suo alloggio aveva invano atteso una risposta al messaggio
inviato all'ingegner Okiro.
Non mi illudo di riceverla aveva ammesso con l'amico
Leo.
Il comandante, prima di sera, aveva disposto un controllo
all'ormeggio. Lo rassicurava solo in parte lo scemare
del toereau, decise quindi di passare la notte sul divanetto
della pilothouse dopo una doppia razione di birra;
Trippy s'era mollemente distesa sulla sua pancia, esibendosi
in un sommesso concerto di fusa.
Brailich, programmando con Marco e Sarah la ripresa
delle immersioni, aveva proposto di portare il DR a una
profondit maggiore e di insistere con la tattica alla quale
si doveva il primo risultato.
Juv non partecip alla riunione. Vi lascio ai vostri piani;
la parte preparatoria che mi riguarda  tutta in ordine
disse prima di lasciare il ponte coperto.
Non voleva tardare a mettere in pratica ci che da ventiquattr'ore,
cio da quando il Vengeance era ormeggiato
non lontano, gli sembrava urgente; se il suo intuito non
sbagliava, un'incursione sarebbe potuta avvenire proprio
in una notte come questa, senza luna, e conseguentemente
senza fosforescenza.
Trascorse una lunga ora nel vano sottostante l'alloggio
dei marinai, nel quadrato di prua. Era l l'attrezzeria subacquea;
e l, con la collaborazione del sommozzatore
Paul, ex marine, aveva controllato la carica della bombola
e la capsula di calce sodata dell'ARO, l'autorespiratore a
ossigeno in dotazione al Jack London. Aveva trovato una
muta a tenuta stagna di sua misura e di questo ringrazi il
cielo, perch gli era indispensabile per difendersi dal freddo,
dato che quanto prevedeva avrebbe richiesto una lunga
immersione. Infine aveva preso da parte il volonteroso
assistente e gli aveva parlato con chiarezza.
Siamo ex tutti e due... da militare a militare, debbo
chiederti di collaborare a un'operazione difensiva che deve
restare segreta. Sapeva che Paul era al corrente dei
suoi precedenti di sommozzatore tra gli incursori della
Marina italiana. Per non creare allarme a bordo, se vuoi
aiutarmi nell'operazione di sorveglianza che intendo
compiere questa notte e forse anche domani, ti chiedo di
mantenere un'assoluta riservatezza. Anche con il comandante.
Me ne assumo io la responsabilit.
Solo un attimo di esitazione, poi Paul gli aveva stretto
la mano e dopo un cenno del capo, l'operazione ebbe inizio.
A bordo suonava l'ultimo quarto, era gi notte fonda,
la prima senza luna da quando il London era nelle acque
di Hatutu. Una fitta foschia cancellava l'ombra lontana
dell'isola e il chiarore delle stelle.
Una cima assicurava, sottovento al veliero, il dinghy di
servizio con il quale la sera precedente un marinaio aveva
portato il messaggio di sir William al catamarano. Di l,
con l'aiuto di Paul, stava calandosi in acqua Juv munito di
aro, in assetto completo, zavorrato con la cintura dei
piombi, sul volto maschera granfacciale che gli avvolgeva
completamente il capo. Al polso, oltre all'orologio, una
minuscola bussola; se ne intravide il tenue segnale nel
momento in cui l'acqua nera si chiuse su di lui senza il minimo
sciacquio.
Subito dopo Paul s'acquatt sul fondo del dinghy. Sapeva
di dover attendere a lungo: l'autonomia dell'ARO, a
bassa profondit, poteva arrivare sino a cinque ore, e lui si
chiedeva se l'italiano, per quanto esperto e forte, sarebbe
riuscito a resistere tanto. Il freddo, malgrado la temperatura
mite delle acque tropicali e la protezione della muta,
poteva diventare insostenibile, di notte, dopo un paio d'ore.
Specialmente se il sommozzatore non si fosse scaldato
nuotando.
In effetti il piano di Juv prevedeva minimi spostamenti;
non per l'handicap della gamba, ma per evitare che la sua
presenza venisse percepita da chi, secondo lui, poteva tentare
un'incursione in quelle acque, nel corso della notte.
A questo stava pensando mentre calava sotto la chiglia
del veliero.
L'insidia potrebbe venire da un professionista del sabotaggio
subacqueo aveva detto a Paul, aggiungendo di essere
sicuro che un esperto in esplosivi subacquei si trovava a
bordo del catamarano. Se ne era convinto dopo averci riflettuto
a lungo. Non poteva essere casuale la coincidenza della
rotta tenuta dal Vengeance con l'incidente della baleniera. A
colarla a picco con un sabotaggio subacqueo, dagli effetti
confondibili con un'esplosione degli impianti di bordo, poteva
essere stato uno dei giovani visti accanto al timoniere o
un altro del gruppo osservato durante le azioni di disturbo
dei giorni precedenti. Non il bellimbusto tatuato al timone;
forse uno dei tre europei o americani che gli sono sempre accanto.
L'esperto in immersioni sar uno di loro?
Chiunque fosse, lui era l, sotto la chiglia del London, ad
aspettarlo. Questa o la prossima notte tra la luna vecchia e
la luna nuova, le uniche ore sicure per l'ipotetico sabotatore.
.. deduzioni, Juv lo sapeva bene, che avrebbero potuto
essere del tutto infondate; anche per questo dei suoi timori
aveva preferito non parlare con nessuno.
Pinneggiava lentamente, percorrendo i settantacinque
metri del veliero da poppa a prua, per poi tornare al centro
dello scafo, del quale incombeva l'ombra enorme, sopra
di lui; il buio assoluto non era mai assoluto, nel mare
notturno. Gli occhi si abituano all'inchiostro, sostenevano
i vecchi palombari.
Cerc di individuare il paramezzale, rinforzo longitudinale
di chiglia; quel punto mediano gli sembrava adatto
per la vigilanza restando immobile, aderendo con il corpo
alla lunga sporgenza.
Improvvisamente, pens che per rendersi del tutto invisibile
doveva eliminare anche la debole luce della bussola,
e la copr con l'orlo del guanto. Se l'ipotetico incursore
s'era abituato a quel buio relativo, avrebbe potuto scorgere
il chiarore del quadrante.
Nuotando dal catamarano verso il veliero, l'altro non poteva
invece coprire la propria bussola, dovendo percorrere
oltre trecento metri senza punti di riferimento. Juv poteva
considerare questo un elemento a suo favore; per via di
quel riflesso avrebbe potuto percepire per tempo la presenza
dell'incursore, evitando il rischio di finirgli addosso per
caso e dover regolare i conti in un corpo a corpo.
Tutt'altro che certo di uscire vincitore dal confronto con
un avversario pi giovane, aveva comunque rifiutato la
proposta di Paul di immergersi al suo fianco. Qualunque
cosa accadr, la faccenda deve restare una mia iniziativa.
Per questo non ho avvisato il comandante, l'armatore e i
miei compagni.
L'ipotesi di uno scontro armato era stata considerata
anche sul Vengeance. Yoshi, assistendo alla vestizione di
Ian, lo vide infilare, nella guaina della muta, un coltello
seghettato da un lato e affilato come un rasoio sull'altro.
Perch? Per gli squali?
A prescindere da quest'ipotesi non del tutto improbabile,
ricordati che un affilato khebbar fa parte dell'equipaggiamento
di ogni sommozzatore. L'avevo addosso in tutte
le mie azioni in Irlanda. E anche quando sono andato sotto
la baleniera.
S, ma in Irlanda eri in guerra. E dalla baleniera poteva
venire una reazione. Ma qui chi ti aspetta? Non ne sanno
niente, quelli.
Li abbiamo affrontati come nemici, minacciati di azioni
violente, e se non sono stupidi, sicuramente hanno alzato
la guardia nel timore di altre azioni offensive.
Ma non questa. Non possono immaginarlo.
Comunque vigileranno, potrei scommetterci. Per questo
vado con il mio coltello e ho scelto una notte senza luna.
L'oscurit mi render invisibile.
Prima di indossare muta e cintura di piombi, Ian aveva
ascoltato il ruggito cavernoso del samurai, che si rallegrava
per il coraggio dell'azione e gli raccomandava di non rischiare
un incidente grave, soprattutto di evitare vittime.
Dichiarandosi d'accordo fino a quando lo ebbe davanti,
l'irlandese, appena rimasto solo con Yoshi, era esploso.
Di questa mummia dobbiamo liberarci al pi presto. Ci 
stato utile per farci conoscere al mondo. Adesso per 
una palla al piede. Andr su tutte le furie quando gli diremo
che il suo nobile nemico  colato a picco, e tu dovrai
riuscire a convincerlo che s' trattato di un mio tragico errore.
Come per l'attacco alla nave-officina dei balenieri, Ian
aveva nascosto parte dei suoi intendimenti non solo al samurai,
ma anche agli altri, eccetto Yoshi; non s'era confidato
nemmeno con Claude e Ted, rivoluzionari accesi ma
non come lui decisi a provocare danni irreparabili e probabili
vittime. Solo chi era cresciuto in un mondo senza
compromessi tra la vita e la morte come l'Irlanda sapeva
combattere una vera guerriglia, sapeva quale freddezza
occorreva per far saltare in aria un intero gruppo d'avversari
senza rimorsi, ma anzi ricavandone gioia.
Se Yoshi la pensava come lui, gli altri erano, a suo giudizio,
ancora prigionieri di residui scrupoli borghesi; a loro
andava bene la versione parziale del piano d'attacco, da lui
illustrato mentendo. Porter con me trenta metri di cima,
vi appender l'ordigno in maniera che esploda sotto la chiglia
del veliero, ma lontano. Il botto e il sussulto della barca
spaventeranno il maiale miliardario; cos capir sino a che
punto siamo decisi a fare sul serio e di quali mezzi disponiamo.
Vedrete, non tarder un'ora a scappare di qui. E noi
potremo annunciare la nostra vittoria.
Aveva indossato il respiratore, osservato con ammirazione
dai compagni, tutti attorno a lui tra i due scafi del
catamarano. Un sorriso appena accennato era affiorato
sulle sue labbra, prima di calarsi sul volto la maschera. E
appena Claude e Ted gli avevano passato il rotolo di cima
e il contenitore cilindrico con la carica esplosiva, si era lasciato
inghiottire dall'acqua immobile.
Il peso dell'ordigno esplosivo e del rotolo di cima lo
avrebbe costretto a nuotare lentamente; di conseguenza
pens a dimezzarlo appena lasciato il Vengeance; quando,
non dovendo continuare la finzione, si liber della cima.
Per ottenere il risultato che si proponeva, la carica esplosiva
andava applicata direttamente allo scafo.
Se la maschera lo avesse permesso, sarebbe tornato a
sorridere, mentre pensava a quanto aveva detto a Yoshi poco
prima. Abbiamo fatto bene, ieri, a stracciare il messaggio.
Se la mummia l'avesse letto sarebbe stata capace di
bloccare quest'operazione proprio al momento cruciale.
Solo nel dinghy, Paul fissava il mare freddo e buio nel
quale da oltre un'ora era scomparso Juv. Il tempo stava
trascorrendo con estrema lentezza, e nell'attesa il marinaio
ripensava al suo corso nella scuola incursori. A proposito
delle immersioni di notte, l'istruttore aveva molto
insistito sul pericolo dell'ipotermia. Nulla dissipa il calore
corporeo come l'acqua fredda; se un'immersione dura
troppo, l'ipotermia  un pericolo grave e subdolo per il
sub. Primi segnali i brividi, con cui il corpo reagisce cercando
di produrre calore. Se non ci riesce, il cuore lentamente
smette di pompare sangue alle estremit, per preservare
gli organi vitali a sfavore di piedi, mani, gambe,
braccia.
Per Juv sarebbero state queste parti del corpo le prime a
perdere sensibilit. Si chiese se l'italiano avesse gi registrato
alcuni di questi sintomi, visto che ancora non riemergeva.
Quanto poteva resistere al freddo?
Era quanto si stava chiedendo anche Juv, ma l'interrogativo
si cancell nel momento in cui gli parve di intravedere
a qualche metro da lui un minimo punto di chiarore.
Era il segno di un sommozzatore in movimento o un organismo
bioluminescente? Il dubbio dur poco: il chiarore
era artificiale, di forma circolare. Probabilmente un orologio
o una bussola come la sua. Chi ne seguiva le indicazioni
sembrava esitare. Poi punt verso la poppa del London.
"Figlio di cane, vuol danneggiarci tra eliche e timone"
si disse Juv. Aveva la conferma dei suoi sospetti. Doveva
agire, subito.
Si mosse lungo il paramezzale. I primi movimenti gli
costarono fatica, la lunga immobilit nel freddo aumentava
la fatica dell'unica gamba calzata dalla pinna.
Intirizzito, si spost aderendo quanto pi possibile allo
scafo. L'altro avrebbe potuto vederlo; ormai si era certamente
assuefatto al buio totale anche lui. Respinse la tentazione
di estrarre il coltello dalla guaina: lucido com'era,
avrebbe potuto tradirlo. Si limit a seguire l'incursore,
giunto tra le eliche del London.
Ud il leggero gorgoglio del suo respiro.
" leggermente affannato" pens. "Per non farmi sentire,
debbo regolare il mio ritmo al suo." Ci riusc, e questo
gli consent di avvicinarsi ancor pi all'ombra. Tese le orecchie
e non tard a percepire un lieve stridore di metallo con
metallo. Quel suono rivelava un'operazione delicata, lui la
conosceva bene: da militare l'aveva eseguita in varie esercitazioni
notturne su navi-civetta ancorate per simulare un
bersaglio. Il sabotatore stava avvitando il contenitore della
carica a uno dei supporti d'asse delle eliche.
Nella lunga attesa, Juv aveva messo insieme un piano, e
da come si presentava la situazione, gli sembrava possibile
metterlo in pratica. Non avrebbe affrontato l'incursore,
lo avrebbe lasciato finire il suo lavoro, restando acquattato
dietro il timone, aspettando che si allontanasse; solo allora
sarebbe entrato in azione.
Allo sforzo per la lunga nuotata l'uomo del catamarano
stava sommando tensione e fatica per agganciare la carica.
Probabilmente sudava e il vetro della sua maschera
era appannato. Juv era invece sempre pi infreddolito,
ma non poteva muovere gamba e braccia per cercare di
scaldarsi, e temeva il pericolo dei crampi: gli era accaduto
in occasione d'una prova molto lunga. Aveva sofferto di
contrazioni muscolari tali da costringerlo a emergere.
Subentr un improvviso totale silenzio. Lo sporco lavoro
doveva essere terminato.
Juv avvert un quasi impercettibile lampo luminoso.
Forse l'altro aveva consultato l'orologio-bussola, prima di
andarsene. Sembr confermarlo un altro indizio: l'ansito
dell'uomo stava svanendo nel nulla del buio.
"Conto sino a seicento, poi intervengo. Il tempo di lasciarlo
tornare al catamarano... I suoi complici si complimenteranno
con lui, gli chiederanno quando esploder la
bomba. Ma la gioia che hanno goduto nell'assistere all'affondamento
della baleniera oggi non si ripeter..."
Su quale tempo era stato regolato il timer destinato a
far esplodere la carica applicata a pochi metri da lui? La
salvezza sua, del Jack London e di molte delle persone in
cuccetta dipendeva dal timer applicato all'ordigno. Se
l'incursore era un ex militare, non aveva solo calcolato i
minuti necessari per mettersi in salvo, ma anche il tempo
che sarebbe occorso al catamarano per mollare l'ormeggio
e allontanarsi. Se fosse stato al largo quando la carica fosse
esplosa, si sarebbe potuta attribuire la deflagrazione a
una bombola di gas a bordo del veliero.
Cinquecentonovantotto, cinquecentonovantanove, seicento...
Ora, veloce! La seconda parte dell'ipotesi era, appunto,
solo un'ipotesi. I ragazzi del catamarano potevano avere
un altro programma: per esempio, assistere da vicino alla
fine del veliero. Il tempo che gli rimaneva in questo caso
sarebbe stato poco, molto poco.
Cos si mosse in fretta per trovare l'ordigno, staccarlo
dallo scafo... eccolo, applicato con vite a farfalla. "
stretta a morte, non so se riesco a smuoverla. Debbo riuscirci...
non si sblocca... no, si muove, si svita! Attenzione, il contenitore
della bomba non mi deve sfuggire, il fondale sotto
il London  a meno d'una ventina di metri... l'esplosione
anche da l potrebbe arrecare danni gravi allo scafo,
con la sua onda d'urto."
Doveva allontanarsi in fretta, adesso, ma non era facile,
perch poteva contare su una sola gamba e una sola pinna,
con mani e braccia impegnate a sostenere il peso non
da poco dell'ordigno. Bisognava arrivare almeno a cento
metri dalla nave, allontanandosi in linea retta. Occhio alla
bussola, direzione est, dieci minuti di pinneggiata dura,
senza entrare in affanno: l'ossigeno poteva giocargli un
brutto scherzo. Regola numero uno insegnata ai pivelli:
ossigeno respirato in fretta non purifica ma avvelena.
"Va tutto bene, vecchio Juv. Ti stai persino liberando
dalla morsa del freddo. Anzi, stai addirittura sudando..."
Leo Walech aveva dormito con un occhio solo sul divanetto
nella pilothouse, per essere al suo posto nel caso che
il vento, invece di calare, come previsto dai sapientoni del
meteo, tornasse a rinforzare.
In quel sonno vigilante non gli sfugg il fatto che improvvisamente
il Vengeance aveva acceso, oltre alle luci di
posizione, il faro di prua. Sorpreso, usc sull'aletta di
plancia per osservare meglio e il suo stupore crebbe: il
motore del catamarano stava salendo dal minimo di giri
al massimo. Appena il tempo di chiedersi come mai quei
pazzi avessero deciso di muoversi nel buio ancora profondo
quando ud l'eco di un'esplosione sorda, profonda.
Un istante dopo uno dei suoi marinai prese a gridare:
Cosa accade?... Chi  di guardia?.
Al rimbombo echeggiato in mare Paul, salita in un lampo
la biscaglina, era balzato sul ponte. Il signor Juv... il signor
Juv... ansim. Da prua accorsero Punu e Edward.
Una bomba,  esplosa una bomba!
L'allarme generale scatt immediato. Tutte le luci vennero
accese, la cicala dell'emergenza suon in ogni locale
e nelle cabine, inclusa quella di sir William.
Il comandante e Punu si erano trovati accanto a Paul,
il quale, sicuro che qualcosa di grave fosse accaduto, superata
l'incertezza ignorava l'ordine di Juv di non parlare.
Sarah, gi accanto al gruppo, ascoltava inebetita quanto
il marinaio stava riferendo. No, non era l'attrezzatura a
ossigeno a essere esplosa, insisteva il giovane Paul, il signor
Juv intendeva sventare un attentato al veliero, parlava
di una bomba.
Anche a Marco, sopraggiunto trafelato e subito sconvolto
da quanto udiva, lo stato dei fatti sembr chiaro e
tragico: qualcosa di imprevedibile e tragico doveva essere
accaduto sott'acqua.
Intanto Edward, acceso il faro sulla tuga da quand'era
suonato l'allarme, muoveva il potente raggio di luce sulle
acque tutt'attorno al veliero. Un marinaio stava facendo
altrettanto con il proiettore piazzato sul castello di prua.
Due uomini al dinghy ordin il comandante. Tre alla
scialuppa grande... dinghy a dritta... scialuppa al lato
opposto. Cercate attorno allo scafo, e muovetevi in fretta:
potrebbe esserci un ferito, in acqua.
Qualcosa  andato storto mormor Ian all'orecchio di
Yoshi. Gli altri del Vengeance, appollaiati come potevano o
aggrappati alla rete elastica tra i due scafi, avevano applaudito
al rimbombo dell'esplosione. Ne avevano atteso
l'eco dal momento in cui l'irlandese, ancora in muta da
sommozzatore, aveva alzato gli occhi dal cronometro annunciando:
Fra quattro minuti esatti.
Al boato, il Jack London era per rimasto immobile, n
s'era interrotto il suo regolare dondolio.
Speravo di vederlo almeno sobbalzare scherz Mititi
scuotendo la testa.
Hai fatto bene ad appendere la carica in maniera da
provocare solo una sana paura comment Asha, e strinse
un braccio a Ian. Bravo!
Invece non sono stato bravo per nulla. Proprio per
nulla.
Yoshi cerc di farlo tacere con un'occhiata, senza riuscirci.
Doveva sapere che Ian era cos: la violenza lo accecava.
Fallire un'azione gli faceva perdere il controllo; per questo
era stato espulso dal gruppo d'azione dei Servizi speciali
anti-IRA, a Dublino; aveva dimostrato coraggio da vendere
in molte azioni, ma i suoi momenti di irresponsabilit avevano
spesso rischiato di compromettere la sopravvivenza
della cellula alla quale si era aggregato dopo la diserzione
dal gruppo incursori di Sua Maest Britannica.
Non sei stato bravo? domand Claude. Cosa intendi
dire?
Intendo dire che ho fallito. Per la fatica e la rabbia gli
occhi di Ian erano rossi come i suoi capelli.
Troppo profonda la carica?
Troppo debole?
La nave, secondo te, non ha avuto danni?
Io credo di s. Mititi interruppe la sequela di interrogativi.
Sul veliero stanno accendendo tutte le luci di bordo;
mi pare d'aver sentito l'eco di un segnale d'allarme.
Ian non l'ascoltava. La bomba non dev'essere esplosa
nel punto che avevo prescelto disse, sfidando tutti con
uno sguardo circolare.
Quale punto? Cosa vuoi dire? Ted si era insospettito.
Ian, con gli occhi di Yoshi su di s, evit una risposta diretta.
Non  esplosa dove avevo progettato. Ha fatto danni,
probabilmente, ma non quanto speravo.
Yoshi intervenne. Ian, devi scendere in cabina, toglierti
la muta... Stai tremando di freddo.
Vi seguo disse Ted. E quando fu in cabina con loro
alz la voce. Cos'avevi progettato con Yoshi?
Ian, pur vedendo affacciarsi alle spalle di Ted anche
Raul, non lasci il tempo alla compagna di ripetergli l'invito
a tacere. Se tutto andava come previsto, il Jack London
doveva colare a picco. Andare in pezzi. Il suo isterico
connubio di vanteria orgogliosa e ammissione di insincerit
era irrefrenabile. Anche sulla nave-fattoria dei balenieri
vi ho mentito. Avevo capito quanto fosse inconsistente,
in molti di voi, la volont di seguirmi in azioni
capaci di lasciare il segno. Troppi, nel nostro gruppo,
ignorano cosa significhi colpire sul serio un avversario,
non solo provocare spavento.
Yoshi sembrava non udire; Ted e Raul, gli occhi fissi su
Ian, lo osservavano glaciali, ostili. E questo spinse l'irlandese
a rincarare la dose, spavaldo e provocatorio.
Il mio piano per affondare il miliardario e la sua corte
era semplice: fissare l'esplosivo all'asse dell'elica destra,
trenta centimetri sotto la carena. Cos ho fatto, certo che il
botto avrebbe squarciato il veliero. Non riusciva a nascondere
un sorriso beffardo notando lo stupore crescente dei
due compagni. Alz la voce, aggiungendo: Con una carica
di eguale potenza ho portato a termine la mia azione pi efficace,
in Irlanda: l'affondamento di un barcone di bastardi
che tra suoni e canti stavano lasciando il porticciolo di
Donaghadee per raggiungere Belfast, festeggiando non so
quale dannato santo onorato dai dannatissimi cattolici del
mio paese.
Se il tuo piano avesse funzionato, avremmo causato
l'affondamento del London e provocato molte vittime.
Ted era riuscito finalmente ad aprir bocca.
Sei l'unico su questa barca di dilettanti a capirmi.
Ora ti capiamo benissimo! prese a sbraitare Raul.
Capiamo che sei un pazzo. Ci avresti rovinato con la tua
azione criminale, ti rendi conto? Yoshi si piazz davanti
ai tre e li fiss con ira, minuscola nei loro confronti ma decisa
a tenere in pugno la situazione.
 andata com' andata. Non parliamone, non suscitiamo
un vespaio con gli altri, soprattutto non agitiamo le
paure di Claude. Ormai ho capito che lui  il punto debole
del nostro gruppo, e...
Yoshi, di questo non me ne frega nulla replic Ian.
Lei lo fiss. Mi preoccupa invece la tua incoscienza. I
superstiti del veliero ci avrebbero accusato di...
No. Il naufragio sarebbe stato attribuito all'esplosione
d'una bombola di gas o a una delle loro misteriose armi
per la caccia grossa in fondo al mare. Se mai questa vicenda
si fosse risaputa, l'opinione dei media ci sarebbe stata
favorevole. Tutti avrebbero creduto a noi. Noi siamo combattenti
puri, loro sono squallidi mercenari al servizio
d'un vanesio miliardario.

Nuovo giorno a Hatutu - Ore di tensioni.
Dopo un primo spettrale baluginio di luce all'orizzonte,
l'alba diffondeva un crescente chiarore. Ma lampade e fari
del London continuavano a restare accesi per scrutare le
acque attorno al veliero.
Marco e Sarah avevano chiesto al comandante di poter
scendere sott'acqua per cercare una traccia che chiarisse
ci che era accaduto sul fondale e quale fosse stato il destino
del loro amico. Il comandante per dispose diversamente;
non lo disse, ma non voleva che i due ricercatori
corressero rischi.
Indossa subito la tua attrezzatura ordin a Paul. Poi,
con l'altro sommozzatore, scendete e cercate. La luce 
sufficiente per vedere se restano tracce dell'esplosione... o
del signor Juv. Aveva pronunciato le ultime parole sottovoce,
come se non volesse farsi sentire da Sarah e Marco.
Ma anche loro non si facevano illusioni, e mortalmente
pallidi seguivano con occhi smarriti l'inutile incrociare
delle due scialuppe attorno al London.
Avevano accanto Brailich, e alle loro spalle, nella penombra
del passaggio tra la suite armatoriale e la pilothouse,
sir William. Non aveva pronunciato una parola;
stringeva i braccioli della poltrona con le mani magre e
ossute che non sembravano pi il simbolo della sua forza,
ma di una profonda disperazione.
Crebbe la luce del giorno. Vennero spente le lampade,
si allargarono i giri concentrici di ricerca, al largo del veliero.
Dietro gli sguardi di chi seguiva quelle operazioni ormai
senza speranza, pensieri di minuto in minuto pi
pessimisti furono cancellati dall'urlo di uno dei marinai.
Laggi!...
Aveva appena intravisto, nel controluce del sole nascente,
galleggiare qualcosa, oltre l'area della ricerca.
 lui ripet quasi sottovoce, appena la lancia s'avvicin
al punto indicato.
Binocolo agli occhi, Punu dalla pilothouse cerc di inquadrare
l'ombra affiorante. Sembra immobile mormor.
Sir William al primo urlo s'era spostato vicino a lui, e fu
l'unico a sentirlo. Chin lo sguardo, batt con forza sul
pulsante che muoveva la sua poltrona, di solito appena
sfiorato, e senza alzare la testa torn in cabina.
Entrambe le imbarcazioni erano accanto al corpo in superficie.
Lievissimo, il ronzio dei motori in folle era appena
udibile nello smisurato silenzio. Nella pilothouse e
lungo la murata si trattenne il fiato, durante gli interminabili
secondi che occorsero ai soccorritori per trarre a bordo
Juv.
Dalla trasmittente appesa al giaccone, uno dei marinai
trasmise una sola parola: Respira. E subito la lancia
punt verso il veliero, Juv adagiato tra i marinai. S'intravedevano
mani che gli strappavano dal capo la maschera,
il boccaglio.
Sul London, nell'accavallarsi di commenti ed esclamazioni,
solo pochi sentirono gracidare un'altra comunicazione.
Ha aperto gli occhi. Per questo, appena la lancia
accost alla murata, Marco, Sarah e Punu erano ancora
con il cuore in gola mentre aiutavano i marinai a sollevare
il corpo senza apparenti reazioni e a portarlo a braccia
nella cabina-infermeria.
Respira. Sarah credeva di parlare tra s. Il suo fu invece
un grido quando s'accorse di quell'inconfondibile
segnale di speranza. Divenuto certezza appena all'infortunato
venne somministrato ossigeno e praticato un energico
massaggio. Trascorsero lenti minuti, poi Juv prese a
respirare senza affanno.
Non gli occorse molto altro tempo per riaversi del tutto.
Lui stesso, poco dopo, era gi in grado di spiegare il malore:
anossiemia, incidente che accade se si inumidisce o si
bagna la calce sodata che purifica l'ossigeno dell'autorespiratore.
Poteva essere causa di morte, se il danno all'aro
fosse stato grave e il respiro del sommozzatore non fosse
riuscito a rigenerarsi del tutto. Ma se la capsula di calce
sodata riusciva a funzionare almeno in parte, come in
questo caso, l'insufficiente respirazione provocava solo
uno stato di incoscienza. La morte sarebbe sopravvenuta
lentamente, dopo molte ore.
Se non mi aveste trovato per tempo...
Fortunatamente galleggiavi.
In un ultimo barlume di coscienza ho sganciato la cintura
dei piombi, cos l'aria del sacco polmone mi ha portato
lentamente a galla.
Non ti eri accorto del danno alla calce sodata? Sarah
era sorpresa. Juv era pi che attento nell'affrontare le incognite
di un'immersione.
Dopo lo scoppio dell'ordigno l'onda d'urto m'ha stordito,
per questo non potevo rendermi conto dell'infiltrazione
d'acqua nella capsula.
E l'intossicazione ti ha fatto perdere i sensi del tutto...
Senza per riuscire a mettermi definitivamente KO.
Impressionati dalla resistenza fisica di quell'uomo non
pi giovane, tutti lo ascoltavano stupiti, mentre quasi con
indifferenza evocava un'avventura impossibile.
Lo scoppio  avvenuto dopo circa un minuto da che
avevo mollato l'ordigno lontano dal veliero. Il dolore alle
orecchie e al petto  stato molto, molto forte.
Lo obbligarono a restare sdraiato e a bere t caldo. Poi
Sarah invit tutti, anche Marco, a lasciare l'infermeria.
Rimasta a tu per tu con lui, gli domand per l'ennesima volta
se non affioravano altri disturbi.
No. Il mal di testa  d'obbligo, in questi casi, e ci vorranno
almeno un paio d'ore perch passi. Con le orecchie,
invece, va gi meglio, dopo le gocce che Herminia m'ha
versato. Rise sommessamente, strizzando un occhio.
Certo, da oggi dovrete sopportarmi oltre che zoppo anche
pi sordo del solito... per consolarmi potresti farmi
portare una tazza di caff? Il t l'ho bevuto per darti soddisfazione,
adesso sento l'impellente desiderio di mettere
nello stomaco qualcosa di serio.
Herminia una volta di pi non si sment, presentandosi
di l a poco con una tisana di camomilla al posto del desiderato
caff; e obbligandolo a berne due tazze ricolme.
A un suo preciso ordine, il degente dell'infermeria
avrebbe dovuto restare in branda per un salutare relax.
Ma a questo non riuscirono a costringerlo n i postumi
del malore, n i poteri rilassanti dell'intruglio bevuto con
smorfie di disgusto.
Mi piego alla volont di chi mi vuol vedere sdraiato e silenzioso,
ma desidererei stendermi sul divano della pilothouse.
Voglio respirare aria di mare, non puzza di medicinali.
Fu accontentato e rest fedele alla sua promessa solo in
parte, tranquillo e silenzioso giusto fin quando sir William
si affacci dalla suite chiedendogli se si sentiva meglio.
Avrebbe dovuto rispondere solo s o no, invece ruppe
la consegna e vinse l'abituale laconicit, spiegando il
perch della sua azione solitaria, nata dal sospetto di un
possibile rapporto tra la rotta del catamarano e il punto di
naufragio della nave-fattoria dei balenieri. Aggiunse di
aver deciso di risolvere il problema da solo perch non
voleva turbare il lavoro in corso, preoccupando tutti solo
per un'ipotesi. Potevo anche aver preso un abbaglio, nelle
mie deduzioni.
Hai invece sbagliato a non parlarne lo rimprover
Marco.
Comunque, l'importante  avere sventato il colpo di
quei pirati.
Banditi, dei veri banditi. Leo Walech aveva ascoltato
in silenzio, ma adesso era sbottato, non riuscendo a trattenere
la rabbia cresciuta sino a farlo ringhiare. Scriver
una relazione sull'attentato e la nuder al porto di partenza
del catamarano. Non siamo di fronte a mascalzonate
goliardiche, ma a un comportamento criminale. Questi
non sono vivaci ambientalisti, sono terroristi pericolosi. 
d'accordo il mio armatore?
Sir William non rispose subito. E quando parl, lasci tutti
di sasso. Sembrava un altro uomo. Crdo che sia il caso di
abbandonare Hatutu, signori. Torniamo in Nuova Zelanda.
Non intendo trasformare questa missione di ricerca in una
sciocca, pericolosa sfida contro gente senza scrupoli.
Il suo volto s'era fatto grigio. Dei presenti nessuno sembrava
in grado di rispondere o reagire.
Un uomo da sempre abituato a sostenere tensioni d'ogni
genere, pens Marco, scontri con i concorrenti, crisi di
mercato e chiss quanti altri problemi difficili, gravi. Uomo
che sapeva perfettamente come reagire, ma ora non
riusciva a misurarsi con l'irrazionalit stupida, in questo
caso addirittura omicida. Non accettava un simile confronto,
e per di pi si sentiva responsabile. "Siamo noi,
adesso, a doverlo aiutare" si disse.
Appoggi le mani sulle sue, strette ai braccioli della
poltrona.
Sir William, no. Da qui non dobbiamo muoverci. Parlava
con voce calma, gli occhi negli occhi. Non  certo
sua abitudine, e nel campo che mi riguarda nemmeno
mia, cedere alla violenza. Mi ascolti: la ricerca pu, anzi
deve riprendere da subito. Gli scorse nello sguardo un
lampo il cui significato non gli sfugg. Domani dobbiamo
tornare nell'abisso di Hatutu.
Sarah s'inser con eguale calma e identica risolutezza.
Con il suo permesso, ci rimettiamo tutti al lavoro. Subito.
Me compreso aggiunse una voce. Con la consueta
smorfia che lui riteneva un sorriso, Juv si era alzato in piedi,
trovandosi per subito di fronte Sarah, egualmente decisa.
Tu resti qui e riposi sino a quando te lo imporr il comandante.
Far bene a seguire questo consiglio, signor Juv. La
voce del comandante sal di tono, severa: Le metter
Trippy di guardia.
Sir William non aveva parlato, sembrava non avesse
nemmeno ascoltato. Mosse uno sguardo circolare sui presenti;
la nube che l'offuscava sembrava dissolta, almeno
in parte. Strinse le mani di Marco, ancora sulle sue.
Grazie per l'iniezione di fiducia... e grazie soprattutto
a lei, caro Juv. Senza il suo bagno notturno non saremmo
qui a parlare di quanto faremo domani.
Nel pomeriggio Marco chiese e ottenne di poter disporre
dell'assistenza di Punu e della lancia a motore.
Sarah, ti lascio alla preparazione del DR. Entro un'ora
torno a darti una mano.
Lasciato alle spalle il London, domand a Punu di dirigere
la prua verso il catamarano. Il Vengeance era scomparso
alla vista durante il giorno; s'era mosso nelle prime
ore del mattino, bordeggiando a filo di vento tra Hatutu
ed Eiao; poi, evitando un ritorno all'ormeggio accanto al
veliero, il suo timoniere aveva atteso l'alta marea e s'era
diretto alla spiaggia di Hatutu dove gli scafi, appena la
marea era calata, erano rimasti in secco.
Al sicuro per sei ore aveva esclamato lo skipper, aggiungendo
in tono fatalista: Poi si vedr.
Punu, con un'analoga manovra, port la lancia sino alla
battigia arenandola. Marco balz fuori bordo, avviandosi
lungo la spiaggia, verso il catamarano.
La luce era ancora accecante. Tra i cespugli sulle dune,
la colonia dei gabbiani era calma; l'aria fattasi rovente con
il trascorrere delle ore aveva placato la loro agitazione,
l'intreccio dei voli. E s'era spento il richiamo assordante
delle femmine e dei piccoli nei nidi.
Non era altrettanto calmo, invece, l'equipaggio del Vengeance.
All'ombra degli scafi, il gruppo era riunito sul lato
opposto a quello da dove Marco s'avvicinava; sicch, in un
primo momento lui sent discutere a gran voce, ma non
scorse nessuno. Gir poi attorno agli scogli e la sua fu
un'apparizione improvvisa. Le voci si spensero di colpo.
Nell'aria immobile rest sospeso l'odore dell'hascisc, e
sguardi imbarazzati furono la risposta alla prima battuta di
Marco. State discutendo il nostro messaggio di ieri? La risposta
non ci  giunta, la stiamo ancora aspettando. Oppure
l'avevate acclusa alla bomba destinata a colarci a picco?
Sguardi si incrociarono, sembravano interrogarsi confusi.
Quale messaggio? chiese una voce.
Non siete difensori della natura riprese Marco. Non
vi posso equiparare nemmeno ai contestatori pi estremisti...
sarebbe offensivo per loro. Voi siete un gruppo di
velleitari senza scrupoli. L'insuccesso non cancella, per,
l'atto ignobile...
Perch insuccesso? lo interruppe uno dei ragazzi
giapponesi. La bomba doveva provocare paura, e c' riuscita
aggiunse con aria sfottente.
All'esplosione avete acceso un carnevale di luci, a bordo.
Aggiunse un altro. Sembravate topi terrorizzati.
E se ora gridi e ci insulti, vuol dire che anche tu hai
avuto paura. Ancora tremi.
Intendevamo solo spaventarvi aggiunse in tono meno
aggressivo una ragazza che vestiva con un lungo sari.
Marco indirizz a lei la risposta.
Una bomba agganciata a uno scafo di legno non  destinata
a spaventare, ma a uccidere.
Confusa, Asha gett uno sguardo a Yoshi, poi a Ian e a
Ted; ma nessuno di loro sembrava voler replicare.
Ascoltatemi bene riprese Marco. A questo punto
non ci interessa pi una risposta al messaggio che vi abbiamo
inviato ieri, n vogliamo scuse per la bomba. Sarebbe
inutile. Desideriamo solo che ve ne andiate. Se domani
all'alba vi vedr ancora galleggiare in queste acque,
la nostra radio denuncer al Comando militare francese
di Papeete la presenza in queste isole di terroristi...
Sono i maledetti militari di Mururoa che... Yoshi non
termin la frase, voci e grida si sovrapposero. Ai suoi non
interessava, in quel momento, sentirla pontificare e maledire
esperimenti nucleari.
Quale messaggio? chiese Asha, ansiosa.
Cosa ci avete nascosto? aggiunse Mititi, sospettoso.
Claude sembrava il pi spaventato. Ci avresti fregati
per sempre balbett rivolgendosi a Ian. Rischio il sequestro
del catamarano...
E io non voglio finire in galera per terrorismo la battuta
di Raul non era meno alterata delle altre.
Salite al massimo, le voci ammutolirono all'inaspettata
apparizione di Okiro Sachi, sostenuto da Renvn, sul ponte
del catamarano. Nel silenzio improvviso, si ud solo
l'onda della risacca battere leggera sulla sabbia e le strida
di una sula in cerca di cibo.
Dal Vengeance alto sulla spiaggia, la figura troneggiava
immobile. Il sole batteva sulla guaina, riflettendo un improbabile
alone di luce. Due dei ragazzi giapponesi, nel ricordo
di un'antica educazione, si piegarono restando immobili
in un profondo inchino.
Dopo un breve silenzio, venne il suono distorto di parole
pronunciate dalla bocca che non si vedeva. E questo rese
ancor pi irreale la situazione.
La verit. Voglio la verit... e la voglio subito. Non accetto
silenzi... menzogne. Parole sottolineate da cavernosi
respiri amplificati dal laringofono. Di quale messaggio
parla quest'uomo? Di quale tentativo di assassinio?
La fatica per uscire dalla cabina e salire sul ponte gli era
costata un penoso affanno, ma non gli aveva impedito di
ascoltare le ultime battute.
Voglio la verit, voglio...
Non fin la frase. Mititi e Raul furono con un balzo accanto
a Renvn per aiutarlo a sostenere il corpo che si stava
accasciando. Yoshi e Asha mossero per raggiungerli,
ma si trovarono di fronte Marco.
Ascoltate bene, brutte signore... Afferr Claude per
un braccio. E anche tu, buffone tatuato che stai facendotela
addosso... soccorrete quel pover'uomo coinvolto nei
vostri demenziali passatempi. Spiegategli perch lo avete
ingannato, perch state mentendo uno con l'altro. A me
non interessa, sono affari vostri, voglio solo che voi e i vostri
accoliti vi tegliate dai coglioni.
Torn alla lancia sentendosi ardere la pelle per la sferza
del sole e bruciare di rabbia per aver constatato la delirante
nullit di chi giocava con la morte senza nemmeno esserne
conscio.
Salendo a bordo della lancia, si accorse d'un corpo rannicchiato
tra la panca di prua e quella centrale. Punu precedette
la sua domanda.  un ragazzo dell'isola, professor
Arnei. Prima di dirle perch lo sto imbarcando, debbo
parlarne con il comandante.
Ma si sarebbe parlato d'altro, invece, appena a bordo
del London.
 accaduto qualcosa di grave anticip Edward. Sir
William l'attende.
Marco sal di corsa alla pilothouse con il pensiero a Juv,
temeva improvvise complicazioni provocate dall'intossicazione.
Vide facce afflitte, ma Juv era accanto a Sarah, e
lo salut con un cenno del capo.
Sir William gli stava porgendo un foglio.
 arrivato poco fa via fax rimbalzando dalla Nuova
Zelanda. I mittenti sono i californiani dello yacht, chi spedisce
 Maddy.
SIR WILLIAM, LE INOLTRO LA COMUNICAZIONE VIA E-MAIL
GIUNTAMI POCO FA DAL M.Y. CALIFORNIA DREAMIN'; CHI LO HA
INVIATO SOSTIENE DI NON POSSEDERE LA CODIFICA PER MANDARLO
DIRETTAMENTE A LEI SUL JACK LONDON. PREGA DI FARLO PROSEGUIRE
E SOTTOPORLO ALLA SUA ATTENZIONE E IO TRASCRIVO
TESTUALMENTE: "SIAMO LIETI D'INFORMARVI CHE ABBIAMO
SCRITTURATO NOI IL VOSTRO ATTORE. DA OGGI  NOSTRO OSPITE".
Marco dovette rileggere, per convincersi di aver compreso
il senso del messaggio.
Hanno catturato un architeuthis? Non posso crederci.
Cos affermano.
Sono riusciti nel loro intento aggiunse Brailich, la voce
spenta, quasi stesse per piangere. L'umore di sir William
traspariva da come parlava, la voce tornata sottotono, la
stessa di poche ore prima, quando aveva espresso l'intendimento
di rinunciare alla missione.
Marco sent di nuovo l'impulso di reagire. Intuendo la
probabilit che si ritornasse sull'ipotesi di abbandonare il
campo, anticip quella che riteneva potesse essere la prossima
battuta dell'uomo che aveva di fronte. Noi siamo
giunti sin qui con lei, sir William, per sciogliere un enigma,
per incontrare, fotografare e filmare un essere mitico,
vale a dire raccogliere tutto ci che consentir agli specialisti
di studiare un architeuthis rex visto nel suo habitat. I
simpatici cafoni californiani perseguono uno scopo molto
diverso dal nostro. L'hanno raggiunto? Ne siamo sicuri?
Sarah intu dove il suo compagno voleva arrivare. A
tutti noi quel genere di risultato interessa poco o nulla.
Noi intendiamo fornire a lei, al professor Brailich e al
mondo scientifico non un mostro in gabbia, ma documenti
visivi che consentano di conoscere e far conoscere la verit
su una creatura impossibile.
S, s,  cos esclam Brailich, alzando la testa, le dita
che tormentavano i capelli pi che mai arruffati. Noi cerchiamo
un risultato scientifico...
E non uno spettacolo da baraccone complet Marco.
Potremmo fallire nel nostro intento, ma l'insuccesso non
deve dipendere da una rinuncia... Sir William, questa  la
sua spedizione, lei si  prefisso di raggiungere un difficile
risultato, ha profuso denaro, fatica, entusiasmo. Adesso
deve superare il momento di sfiducia e per far questo deve
tornare sott'acqua con noi.
Anche Walech intervenne. Si sfreg gli occhi come se
fosse molto stanco; a lui non interessava pi di tanto un risultato
prezioso alla scienza, disse, ma sapeva bene quanto
avrebbe influito una rinuncia sull'amico che riusciva a
sentirsi giovane e attivo soprattutto per la sua forza di volont.
Tacque un istante prima di aggiungere l'inevitabile
citazione: A sangue caldo, nessun giudizio saldo, ripeteva
mio zio prete, dopo le confessioni. Pose entrambe le
mani sulle spalle del suo armatore.  vero, imprevedibili
eventi si sono messi al traverso della nostra navigazione,
del tuo successo. Ma abbiamo superato il pericolo peggiore
e adesso...
Grazie, Leo. E grazie a Juv e a tutti voi. Un istante fa
intendevo chiedervi di lasciarmi solo per riflettere e decidere.
Preferisco invece che restiate qui. Alz una mano,
bloccando chi stava per aprir bocca. Ho fatto il possibile
per recitare disinvoltamente il ruolo che Leo definisce "da
giovane". Aggiungendo, senza peli sulla lingua, quanto
l'impegno per questa missione mi sia necessario per non
sentirmi n vecchio decrepito n infelice portatore di handicap.
In realt gli anni si accumulano, gli handicap pesano...
per questo un evento imprevisto, negativo, pu diventare
all'improvviso insostenibile. Ti crollano addosso
il tempo e gli acciacchi accumulati. Cambi ogni tuo punto
di vista, ti ritieni uno sconfitto, un illuso pronto alla resa.
Me ne sono appena accorto,  questione di un attimo.
Il suo sguardo cerc gli occhi di chi gli era attorno.
Miracolosamente, per, pu accadere il contrario. 
ancora una volta questione d'un attimo, e la fiducia torna.
Fiss Marco e gli punt un dito al petto. Lei  stato
un dottor Faust al contrario. Quanto ha detto, ma soprattutto
parole taciute che ho intuito, le ho sentite bruciare
sulla pelle, come una frustata.
Di nuovo il silenzio e l'incrociare di sguardi.
Se mi permette disse Sarah spezzando l'imbarazzo
del momento sar io a concludere la riunione. Indic
l'orologio a parete:  l'ora giusta perch Mac imponga a
sir William il quotidiano massaggio rigeneratore. Si alz
in piedi. Da parte mia... sar generosa con tutti voi. Considerato
il tempo che oggi ci  sfuggito dalle mani, la convocazione
di domani accanto al DR sar alle cinque e trenta,
anzich alle quattro.
Uscita dalla suite armatoriale con Juv avviato con lei verso
il ponte di poppa, Sarah si ferm di colpo. Punt un dito
in faccia all'amico. Tu hai un programma molto diverso dal
nostro, e lo conosci bene: te ne vai in cabina, resti sdraiato e
tranquillo. Mangi poco e ti rilassi. Domattina vedremo...
Juv sapeva bene che era forse possibile reagire a un attacco
dell'architeuthis rex, ma non a quella donna (che per
di pi, oggi, indossava una T-shirt tigrata, con un colletto
bianco formato da due denti virtuali di felino). Non potendo
contestarla, nemmeno come eroe del giorno, non gli
rimaneva che allargare le braccia, chinare comicamente la
testa e obbedire: Mi arrendo, signor colonnello.
A notte fonda, tra le sartie dell'albero di mezzana fece
capolino la timida falce della nuova luna.
A poco pi di un miglio dal veliero, la stava osservando
Hur Hikueru. Sulla sommit dell'isola, aveva accanto le
poche persone del villaggio ancora rispettose della sua
autorit. I pi erano delusi, dagli incontri con i poop non
s'era saputo trarre alcun vantaggio. Hur di quelle opinioni
si preoccupava poco, lo impensieriva invece la fuga
di quello stupido tan; riteneva di averlo sufficientemente
preparato e gi contava sulla conclusione di un buon affare.
Invece s'era dimostrato stupido, quel ragazzo, rifiutando
di comprendere i vantaggi che avrebbe ricavato mostrandosi
gentile con l'americano.
Ignorante come tutti, qui. Incapace di calcolare. Scosse
la testa. La fortuna passa una volta sola borbott; e
ovviamente pensava solo alla sua, a quanto avrebbe potuto
chiedere all'elegante mah, spacciandosi per l'unico parente
del tan. Almeno mille dollari.
Sospiri di rammarico, poi una lunga riflessione cercando
una frase a effetto da gettare in faccia ai suoi accoliti. Doveva
tentare di ristabilire un clima di paura, al villaggio.
Dalla gola riusc a far uscire un suono lugubre, un lamento
pi animalesco che umano. Lo ripet pi volte, avvicinandosi
al volto di chi gli era accanto. La luna,  tornata
la luna... L'alone che la circonda  un segno negativo,
dobbiamo averne paura. Alz le braccia. Verranno giorni
difficili, molto difficili.
Se avesse saputo cosa in quel momento aveva in mente
Punu per lui, avrebbe potuto vantarsi di aver finalmente
azzeccato una profezia.

L'indomani con ecoterroristi a bordo - E con capodogli vicini.
Controllo batteria.
Roger.
Controllo contatti voce.
Roger.
Pressione riserva ossigeno?
Al massimo livello.
Erano le sei e dieci, Juv aveva disobbedito agli ordini di
Sarah e da mezz'ora, abbandonata "la consegna di riposo
obbligatorio", si era unito all'quipe al lavoro attorno al DR.
Stava concludendo la lista dell'interminabile check.
Alle sei e trenta la voce dell'evaso suon imperiosa:
Pronti per imbarcare nel Nautilus, chiamate sir William.
Marco e Sarah, accanto al boccaporto e gi coperti con
muta di servizio e felpa di lana, si strinsero sotto un largo
telo steso a loro protezione. Non pioveva, ma tutto era bagnato,
e una pesante cappa di foschia avvolgeva il London,
da quando aveva lasciato l'ormeggio, e di minuto in minuto
s'era infittita.
Gi da un'ora il veliero aveva lasciato l'ormeggio e aveva
raggiunto il punto stabilito per l'immersione. La poltrona
mobile dell'armatore apparve nel vano ascensore;
Herminia con l'aiuto di Mac la spinse sino al montacarichi
da dove sarebbe stata calata all'interno del Nautilus.
L'operazione stava per aver inizio quando risuon il fischio
della sirena di bordo.
Comandante? Marco aveva il microfono della muta
collegato con la pilothouse. Cosa accade?
Imbarcazione in avvicinamento.
 il catamarano aggiunse Walech affacciandosi all'aletta
esterna.
Accanto alla tozza sagoma del DR, pronto ad accogliere
i tre oceanauti, Sarah alz gli occhi al cielo e sospir. Juv,
interrompi il conteggio per l'immersione.
Bastardi! imprec Brailich che era apparso sul ponte
come sempre per ultimo, con la scusa di non voler intralciare
il delicato lavoro che precedeva ogni immersione.
Leck mich am Arsch!... url scagliando sul piancito un
quaderno con appunti e calpestandolo istericamente.
Marco, cercando invece d'apparire calmo, si avvicin
alla poltrona di sir William, che s'era lasciato sfuggire un
borbottio indistinguibile.
Non le ho ancora riferito della mia breve incursione di ieri
sera. Ho trovato giovanotti impegnati a litigare. Il loro capo
carismatico, quando ha saputo del suo messaggio e della
bomba, li avrebbe presi a calci in culo, se avesse potuto.
Non sapeva nulla della bomba? Non posso crederci.
N della lettera. Da quanto si rinfacciavano a vicenda,
ho capito che quell'ordigno avrebbe dovuto solo spaventarci.
Qualcuno ha invece agito diversamente, di testa sua.
Di nuovo un colpo di sirena del London, breve. Un altro
rispose dalla foschia.
Parabordi a mare, a dritta. Vogliono accostare, chiedono
assistenza. La voce amplificata del comandante dalla
pilothouse aggiunse brevi ordini di manovra.
Purch non sia un altro tranello di quei maiali disse
Juv. Maiali... maiali ripet nella propria lingua Brailich,
provocando un'occhiataccia di Sarah.
Cerchi di star calmo, professore.
Eccoli annunci Edward, il primo a veder affiorare
dalla foschia il Vengeance.
Il moto lento del catamarano si arrest con un colpo di
motore indietro, e apparvero due ombre a prua. Volarono
le cime per attraccare, i marinai del London, dalla murata,
le afferrarono e diedero volta alle bitte.
Riportami all'ascensore e nella mia suite ordin il
vecchio a Mac. Non voglio rivedere quella gentaglia.
Poco dopo, mentre Hinanelle stava versandogli un caff
bollente, a sir William giunse eco di voci dalla pilothouse.
Walech e Punu comunicavano da citofono a citofono.
E cos hanno un ferito?
S, hanno chiesto aiuto per la mummia.
Ho sentito il loro messaggio. Ma non ho capito...
Dicono che  caduto, e per uno strappo la muta biologica
ha perso la tenuta stagna. Una delle donne di bordo
prospetta pericolo di cancrena.
Cosa possiamo fare, noi?
Ben poco. Abbiamo spedito a bordo Herminia e uno
dei tecnici con una bombola d'ossigeno e un nastro a banda
larga per arrangiare una sorta di toppa. E per aiutare il
giovanotto che pare faccia da assistente alla mummia. Dice
di essere laureato o laureando in medicina...
Leo Walech s'affacci con il gatto in braccio alla porta di
comunicazione con la suite dell'armatore.
Trippy  nervosa, come tutti noi. Sente aria di confusione.
Intuisce che sta per salire in plancia un estraneo.
Chi? chiese brusco sir William.
Lo skipper del catamarano. Dice di esserne anche il
proprietario e chiede di parlarti. Lo faccio mettere ai ferri,
frustare dopo averlo legato all'albero di maestra, oppure
accetti di vederlo?
Lo lascio tutto a te. Ascoltalo e decidi. Tieni presente
che non abbiamo a che fare con una scheggia impazzita
dell'ecologismo estremista, ma con veri e propri delinquenti.
Il signor Caio Julio Claude de Rallatos chiede di salire
nella pilothouse gracid il citofono.
Si accomodi. Leo, chiusa la comunicazione, si rivolse
all'amico. Cercher di cavarmela.
Solo pochi minuti dopo, dovette per ammettere che la
risposta al quesito postogli non poteva darla senza ascoltare
il suo armatore, cos torn da lui.
Ecco il problema, William. Secondo il giovanotto dal
nome altisonante e dal corpo tatuato, la medicazione eseguita
al loro uomo mascherato e la riparazione alla muta
biologica sono solo un palliativo.
E noi cosa possiamo farci?
Nulla di pi di quanto gi fatto. Per evitare la cancrena,
quell'uomo dev'essere affidato alle cure di un ospedale ben
attrezzato. Il pi vicino, in quest'area,  a Tahiti; i militari
francesi delle unit nucleari ne hanno allestito uno con un
reparto grandi ustionati all'altezza dei migliori d'America.
Bene, che vadano a Tahiti, allora.
Questo  il punto. Noi abbiamo minacciato una denuncia
alle autorit militari e marittime dell'intera Polinesia.
Io non l'ho ancora presentata perch tu e io ci riservavamo
di trasmetterla a fine missione...
Proprio cos.
Ora il tatuato salito nella pilothouse e vigilato a vista
dal mio gatto ci informa che se filer a vele spiegate sino a
Tahiti potr forse salvare la vita del signor non-mi-ricordo-il-nome,
ma teme la nostra denuncia. A causa di quanto
noi potremmo comunicare alle autorit, la sua barca
potrebbe venire sequestrata. E lui messo in prigione.
E allora?
 fin troppo evidente il suo ricatto intervenne Marco,
che assisteva al colloquio. Il giovanotto vuole renderci responsabili
della probabile morte del giapponese. Infatti solo
se noi gli garantiamo di non inviare denunce a Papeete
lui punter dritto sull'ospedale dei militari francesi.
Se invece non gli assicuriamo il silenzio concluse Leo
punter verso un porto chissadove, in America Centrale
o in uno staterello insulare come Kuribati o le Salomone
dove difficilmente vengono prese in seria considerazione
denunce internazionali, e dove di conseguenza barca e
barcaiolo sarebbero al sicuro. Ma non sarebbe certo garantita
la sopravvivenza dell'illustre infermo.
Sir William non tard a reagire.
Fallo entrare, e in fretta: c' un malato da far partire al
pi presto.
Sarah era accanto a Marco, e parl sottovoce. Per oggi
l'immersione  saltata mormor. Non importa, purch
quell'uomo sopravviva.
C' solo la speranza che la medicazione eseguita e il
nastro adesivo riescano a evitare il peggio per qualche
giorno.
Sir William spost la poltrona accanto alla scrivania,
appena il giovane venne introdotto da Leo nella suite armatoriale.
La luce soffusa, la presenza di altre persone,
fors'anche il severo lusso dell'ambiente fecero effetto sul
tatuato; dall'arrogante atteggiamento ostentato sino a pochi
minuti prima pass a un palese imbarazzo; una mano
corse alla camicia aperta per cercare di abbottonarla, nascondendo
le spire della serpe tatuata. Lo sguardo evitava
di incrociare quello dei presenti.
Sir William rigirava tra le mani la patente nautica internazionale
a lui intestata.
Leggo qui un nome impegnativo: Caio Julio Claude.
Ad Haiti i nostri vecchi amano affibbiarci ridicoli riferimenti
alle loro letture scolastiche. Una tradizione che sta
cadendo in disuso.
Sostituita da un'altra meno arcaica, relativa all'uso di
cariche esplosive destinate all'affondamento di navi di
vario genere, dalle baleniere ai velieri di diporto?
La parola "baleniera" provoc un'immediata reazione
negli occhi di Claude; mascherata non tanto rapidamente
da non essere notata.
Lei sa quante delle persone qui presenti sarebbero state
uccise o ferite dall'esplosione della bomba destinata alla
mia nave?
Il nostro era solo un gesto simbolico; la bomba doveva
scoppiare lontana, e infatti...
Solo simbolico? Juv, vuole rispondere lei al nostro
ospite?
Non chiedo di meglio. La carica esplosiva, in un contenitore
appositamente preparato a questo scopo, era stata
fissata con sergente a vite mobile all'asse dell'elica destra
di questo veliero. Ho assistito sott'acqua all'operazione e
sono io che ho staccato l'ordigno, riuscendo a trasportarlo
a una certa distanza, cos da farlo esplodere senza provocare
danni.
Salvo che a te aggiunse sottovoce Sarah, e l'amico rispose
con un'alzata di spalle.
Sul Vengeance io sono responsabile solo per quanto riguarda
la navigazione farfugli il tatuato. Quanto mi
dite a me non risulta. Ma se questa versione dei fatti risponde
al vero, prender adeguati provvedimenti cercando
di capire chi mi ha mentito.
Intervenne Marco, in tono sbrigativo. Non abbiamo
tempo per ascoltare altre menzogne. Tu sai bene come sono
andate le cose. Ve le siete cantate chiare, ed ecco perch
la vostra mummia  ferita e un livido emerge anche sulla
tua faccia di bronzo.
Sir William rese il documento al proprietario.
Non dobbiamo perdere altro tempo, n voi n noi. Lei
deve far vela subito su Tahiti con il ferito. Da parte nostra
le garantiamo malvolentieri di non presentare la particolareggiata
denuncia gi stilata dal nostro comandante.
Per... S'interruppe volutamente.
Per?
Desidero che mentre si conclude la medicazione provvisoria
dell'ingegnere Okiro Sachi il suo amico dinamitardo
salga a bordo e porga le sue scuse al signor Manunzi.
Lui, a rischio della propria vita, non ha salvato solo noi.
Se foste riusciti a provocare una strage, l'avreste pagata
molto cara, prima o poi.
Circa venti minuti pi tardi, l'incontro con il rosso irlandese,
anche lui con il segno sul volto d'uno scambio
d'idee piuttosto violento, fu breve. Il terrorista scornato
offr a denti stretti le scuse a Juv, che le ascolt senza rispondere
nemmeno con un cenno del capo.
Quando tutto fin la giornata era compromessa, per
l'immersione.
La foschia s'era dissolta in plumbea cappa di calore e
umidit. Il Vengeance, ormai lontano, stava dirigendo verso
la sua destinazione.
Se il vento continua a soffiare verso sud-ovest e magari
rinforza come segnalano i meteofax previde Punu in
cinque o al massimo sei giorni saranno a Tahiti e getteranno
l'ancora in rada, a Papeete.
Brailich, Marco e Sarah sul ponte di prua seguivano
l'affiorare e l'emergere di dorsi e di grandi code. Uno,
due, forse tre capodogli apparivano e scomparivano in
superficie. Pennacchi d'aria e acqua espulsi dagli sfiatatoi
erano a volte cos possenti che se ne poteva udire distintamente
il roco fischio.
Non li abbiamo mai visti cos vicini alla costa di Eiao e
Hatutu osserv Marco.
Stanno sfiorando il margine del trench aggiunse Sarah.
Brailich, accanto a lei, non perdeva di vista una sola di quelle
apparizioni, seguendole col binocolo.
Ho capito, ho capito biascic. Poi aggiunse a gran voce:
Non c' dubbio,  cos.
A cosa si riferisce? chiese Sarah, scambiando un'occhiata
con Marco. La risposta fu piuttosto enigmatica.
 lui ad attirarli. Indic a braccio teso lo specchio di
mare dov'erano immobili, al largo, la nave-officina e lo
yacht dei californiani.
Lui... ovvero chi? domand Marco, confuso.
Lui, l'architeuthis. A richiamare in quello specchio di
mare i capodogli  certamente l'esemplare catturato da
quello sciagurato, falso biologo del mare. Il prigioniero
emette segnali di difficolt, e questo attira chi amerebbe
approfittarne.
Ovvero i signori capodogli dal gagliardo appetito!
Per l'appunto.
Mi sembra per di ricordare, stando a quanto ci hai insegnato,
che la scienza esclude l'esistenza, nei calamari
d'ogni dimensione, d'un qualsiasi sistema vocale. Come
potrebbe il prigioniero dei californiani chiamare a raccolta
i suoi nemici?
Caro Marco, cosa sappiamo noi di altre tecniche di comunicazione?
Quando certe schiere di pesci, nugoli di
sardine o branchi di tonni mutano simultaneamente direzione,
quale segnale hanno recepito tutti nello stesso momento?
E anche...
Brailich s'interruppe di colpo, batt il pugno della mano
destra nel palmo della sinistra, poi piroett su se stesso
con un gridolino isterico. Dopo le settimane passate con
lui, n Sarah n Marco si stupivano pi alle imprevedibili
reazioni del professore.
La femmina! Il tedesco fiss i due amici e ripet: Ho
detto la femmina e intendo riferirmi a una luce di speranza
improvvisamente apparsa nel buio del mio sconforto
per una ricerca sino a oggi vana.
Parlava accompagnandosi con gesti ondeggianti e avvolgenti,
come per invitare, per convincere.
Se pu spiegarsi meglio, potremmo rallegrarci anche
noi.
Mi sono ricordato il saggio sull 'architeuthis di un collega
svizzero, Otto Revenz. Dimostrava con tesi convincenti
che i calamari, grandi e piccoli, vanno a zonzo per i mari
in coppia.
Marco scambi uno sguardo con Sarah e anticip la
conclusione del professore.
La fedele compagna o il compagno dell'esemplare catturato
dai californiani dovrebbe quindi aggirarsi nei pressi
della trappola?
Molto, molto probabile.
Da profana, mi sembra un'ipotesi interessante. Sarah
sembrava impassibile; ma non era cos. Estremamente
interessante.

Nel buio assoluto - Millecento metri sotto lo Sword.
Lo avvolgeva una materia sconosciuta. Non riusciva ad
averne ragione, bench avesse reagito con tutte le sue forze.
I tentacoli s'erano avvinti su chi era riuscito ad afferrarlo,
avevano esercitato una tensione massima. Ma non
era valso a nulla.
Lo sconosciuto aggressore continuava a stringerlo come
nel primo momento, quando s'era sentito avviluppare
mentre attingeva avidamente alla sostanza che gi due
volte l'aveva attirato, placando la sua fame.
Continuava a nutrirlo, a intervalli regolari. Offriva cibo
dal quale non gli veniva maggior vigore, come quando divorava
una preda dopo un lungo digiuno. Lo soddisfaceva,
ma pareva indebolirlo, se ne rese conto all'ennesimo tentativo
di spezzare quanto riusciva a imprigionarlo. Un simile
avversario non l'aveva mai incontrato: le parti che s'erano
mosse per stringerlo parevano tentacoli corazzati, solidi
come la roccia dei fondali, dove a volte aveva trovato rifugio.
Materia inerte, la roccia; questa, invece, capace di mosse
fulminee, come quando s'era avventata su di lui. E non
aveva mollato la presa ogni volta che aveva tentato di reagire,
non era riuscito a piegarla o spezzarla. S'era rivelata invincibile,
avvinta al suo corpo cos come lui, quand'era in
attacco, si chiudeva su una preda e la vinceva.
Improvvise gli giunsero alcune vibrazioni. Non quelle
ostili, emesse dai nemici di sempre. Queste gli erano familiari
ma non s'avvicinavano, forse a chi si muoveva nei
pressi incuteva timore il mistero di un'offerta di cibo seguita
dallo scatto di una morsa implacabile.
La creatura circospetta d'un tratto si rivel. Una lieve
fluorescenza materializzava un corpo. Enorme quanto il
suo. Era quello di una femmina, compagna di tante cacce.
Lei, appena lo riconobbe e lo sent vivo, gli trasmise un
messaggio preciso. Il suo manto da pallido prese ad accendersi
d'un colore vivo. E lui, dimenticando d'essere
prigioniero, stretto in una morsa, sent affiorare l'impulso
d'accoppiarsi.
La femmina lo tast con l'estremit d'un suo tentacolo,
percep soddisfatta il segnale di quel desiderio. E allo stesso
tempo capt un vago sapore di sostanze appetitose dissolte
nell'acqua. Ebbe una reazione, per furore ed eccitazione
il manto perse colore. Lui sorbiva il cibo che aveva
attratto entrambi; lei ne veniva esclusa.
In collera ma con prudenza si avvicin al maschio, dopo
aver avvolto uno nell'altro i suoi tentacoli per evitare il
pericolo di sentirli afferrare e imprigionare dal nemico invisibile
e sconosciuto.
Il suo occhio giunse a poggiare su quello del compagno,
erano due semisfere, l'una fissa nell'altra senza apparenti
espressioni. Invece l'una nell'altra qualcosa comunicava.
Non ci fu movimento n vibrazione, ma il messaggio pass
tra i due circuiti nervosi.
Un inconfondibile segnale di pericolo. Di massimo pericolo.
Il prigioniero venne investito dal violento getto del fiotto
d'acqua espulsa dal sifone contratto dalla femmina subito
in fuga.
Attorno a lui torn il buio.
Era di nuovo solo eppure non fu preso dalla rabbia. Il
desiderio dell'accoppiamento era stato un guizzo di pochi
istanti. A soddisfarlo giungeva un nuovo flusso di cibo,
abbondante; dono del nemico tanto forte e tanto generoso
da cancellare ogni sua volont di reazione.
Stesso giorno - Tra California, Sword e London.
Tese cime a poppa e a prua, i due scafi erano accostati.
Fra l'uno e l'altro grandi palloni rossi, parabordi giganti,
evitavano danni malgrado il respiro dell'oceano li spingesse
e respingesse l'uno contro l'altro con forza.
Tonach Poope e il suo collega dello Sword erano di fronte,
alle murate. Si scambiavano informazioni mentre sul
ponte della nave appoggio continuava la fragorosa attivit
del gruppo impegnato alla torre attrezzata dove motori
diversi agivano sull'asta sottomarina che sosteneva la
gabbia e il prigioniero.
Per completare le operazioni quanto manca?
La messa in tensione della rete, operazione delicatissima,
sta per concludersi. Sar per lenta la risalita dell'impianto
e della preda da meno millecinque a meno seicento.
Pi di tanto non potremo, il professore  convinto che
la bestiaccia non resisterebbe a pressioni inferiori.
Quanto tempo vi occorrer?
Come minimo ancora un giorno.
Alle spalle di Poope apparve Frank Symons, il consueto
pallore del viso mutato in giallo-verdastro, casualmente
intonato al colore del pigiama di seta che indossava.
Chiamate Kalimata ordin, senza rispondere al saluto
che i due s'erano affrettati a porgere. Ma non serv il loro intervento,
Kalimata aveva gi visto uscire dal ponte coperto
dello yacht il suo finanziatore e s'era affrettato ad andargli
incontro. Prima di riuscire ad aprir bocca, fu l'altro a parlare.
Peter, noi ce ne andiamo oggi stesso... okay? annunci
senza preamboli. Poi si rivolse al comandante. In
quanti giorni potremmo essere a Pearl Harbor?
In otto o al massimo nove, se l'oceano ci consente di filare
a un buon regime. Abbiamo gi travasato la nafta necessaria
dallo Sword.
Lo Sword quando potr arrivare a Honolulu?
A causa di ci che abbiamo sotto la chiglia, saremo obbligati
a muoverci molto, molto lentamente.
E cio?
A non pi di quattro nodi precis il comandante.
Il che significa?
L'interpellato si strinse nelle spalle. Un mese, se non di
pi, signor Symons. Se tutto va bene.
Tutto deve andar bene. Anzi, benissimo... okay?
Noi faremo il possibile, come sempre.
Quando ci comunicherete di essere a tre o quattro
giorni dall'arrivo, io divulgher la notizia del nostro successo.
Per ora vale l'ordine gi impartito: silenzio radio
assoluto sulla cattura. Se lei si lasciasse sfuggire qualche
indiscrezione, commetterebbe un errore irreparabile e io
recederei dal nostro contratto, okay?
Se Kalimata aveva in mente qualche obiezione la cancell
e si limit a un'irritata alzata di spalle. D'accordo
disse in tono scontroso.
Symons lo ignor, rivolgendosi al comandante dello
Sword: Cerchi di abbreviare i tempi, okay? aggiungendo,
in un inaspettato soprassalto di buone maniere: A lei
e ai suoi uomini, buon viaggio.
 proprio quello che non dovevi augurarci, bastardo
ignorante rispose l'interessato sottovoce, girandogli le
spalle.
La falce di luna, ancora esile, era tramontata oltre Hatutu.
Il Jack London, all'ormeggio, si riposava dopo gli ultimi
controlli per l'immersione dell'indomani. Sullo schermo
radar nella pilothouse il punto rappresentato dal veloce
yacht partito nel primo pomeriggio era scomparso da
molte ore.
Con la potenza di quei motori, saranno gi ad almeno
duecento miglia da qui. Edward aveva dato da poco il
cambio a Punu e sarebbe smontato dalla guardia alle
quattro, quando tutti sarebbero stati sul ponte di poppa
per preparare l'immersione, il Jack London gi avviato verso
il largo per raggiungere il punto dove calare il Nautilus.
Era soprappensiero, il nostromo, nell'immensit silenziosa
e buia che circondava il punto d'ancoraggio, ma al
suono delle sartie che si urtavano fu subito in piedi. All'improvviso
colpo di vento e al dondolio marcato del veliero,
Leo usc dalla cabina nudo e con Trippy tra le braccia.
Una sventolata? chiese sottovoce, e accompagn
Edward sull'aletta esterna. Il London era tornato immobile,
le sartie tacevano.
In fretta li raggiunse anche Punu. Seguendo il suo
sguardo, il comandante alz gli occhi al cielo, dove quasi
di colpo erano apparse le stelle, sino a pochi minuti prima
celate da una cappa di foschia.
Trippy, indignata per quella che riteneva un'inutile e fastidiosa
interruzione del suo sonno, torn al letto del padrone,
che non la segu; con i suoi due uomini consult il
barometro e impart alcune disposizioni.
 leggermente sceso, rispetto a ieri notte. Edward, svegli
Tehoa e gli dica di chiedere i meteofax da tutte le stazioni
del Pacifico, non solo da Guam. Appena li riceve,
me li porti. Si rivolse a Punu con aria interrogativa. Un
falso allarme? I nostri vecchi dicevano: "Soffio troppo forte,
vento che dura poco".
Punu gli fece eco prima che varcasse la soglia tornando
in cabina. Comandante, il vecchio Ruau, che mi portava
da bambino nella sua grande pahi a vela, diceva, a
tempo incerto: "Na tauro patei, aine doi".
Ovvero?
Tempesta che tarda furiosa viene.

Alba del giorno dopo - Area d'immersione.
Il profumo emanato dai bollitori del caff, messi sul
fuoco da Herminia e da Hinanelle mezz'ora prima delle
quattro, nell'assenza d'una bench minima corrente d'aria
si diffuse dal quarto mensa a tutto il ponte coperto. E subito
dopo anche nella pilothouse, anticipando di quindici
minuti la sveglia generale.
Puntuali, trenta minuti dopo i marinai addetti erano attorno
al Nautilus con Juv, Sarah e Marco; i due sommozzatori
addetti allo sgancio del DR in acqua stavano indossando
la muta.
Acque lisce come l'olio. Marco evase con il pensiero
un istante. Se non fossi certo di essermi svegliato, potrei
credermi in gita da Pisa per andare a immergermi nel mio
amato lago di Massaciuccoli.
Pozza d'acqua tanto piccola da non meritare nemmeno
la qualifica di lago comment Sarah. Comunque ringraziamo
gli di del vento, se siamo immobili. I dieci minuti
da trascorrere appesi al gancio che ci cala in acqua sono
una danza penosa, soprattutto per il nostro passeggero.
Il quale sa tener duro, non preoccupatevi. Sir William
era apparso nel vano dell'ascensore. Sono sceso in anticipo,
ho guadagnato i dieci minuti della colazione, ho rifiutato
l'intruglio che mi somministra ogni mattina Herminia.
Cos eviterete un rischio grave: durante la manovra
per riportarci a bordo, l'altalena mette in subbuglio lo stomaco.
E oggi...
Mi scusi se l'interrompo, ma le ricordo che oggi resteremo
l sotto almeno otto ore. Lo stomaco vuoto pu fare
brutti scherzi. Le faccio preparare un sandwich.
Marco strizz l'occhio a Juv. Sarah la premurosa e sir
William il previdente! Io al sandwich avevo gi provveduto,
infilandomelo in tasca. Di solito a met immersione
sono gi morto di fame.
Il Jack London, motori al minimo, aveva intanto superato
il margine sottomarino tra il medio fondale e l'abisso
del trench.
Nella riunione operativa della sera precedente, Brailich
era tornato sull'ipotesi di una vita in coppia degli
architeuthis. E aveva suggerito di scegliere per l'immersione
una zona non lontana dal punto dove si supponeva che
fosse entrata in funzione la trappola di Kalimata e giacesse
ancora viva la preda.
La loro nave-officina si trova appena oltre il bordo del
trench, e per ora non si muove dal punto dove il congegno
sembra aver funzionato. Lei, comandante, dovrebbe portare
il London non troppo vicino n troppo lontano da quel
punto disse Marco, dando cos credito all'ipotesi sostenuta
da Brailich.
Se un lui o una lei  ingabbiato a quel livello, il partner
dovrebbe vagare alla stessa quota.
Su quella speranza la riunione si era conclusa all'insegna
di un moderato ottimismo. Tutto da mettere alla prova
prima dell'assai prossima partenza dello Sword.
Alle sette precise il Jack London fu sul punto previsto. La
superficie dell'oceano era come nei pressi dell'isola.
Se continua a mantenersi cos non rischiamo di ondeggiare
fastidiosamente, quando emergeremo.
Questa piatta non durer a lungo, mi spiace annunciarvelo.
Il comandante era sceso al ponte di poppa. Ho ricevuto
un meteofax, nella notte, e una successiva serie pochi
minuti fa. Confermano previsioni negative. Nelle ultime
dodici ore, una bassa pressione s' sviluppata velocemente
tra otto e novecento miglia a sud-est della nostra posizione.
I satelliti l'hanno individuata e ne seguono l'evoluzione
notte. Non sembra importante, ma sta ingrossando e muove
lungo l'asse delle correnti equatoriali. Ovvero verso di
noi.
Marco volse il capo verso est, dove il primo chiarore del
primo mattino illuminava un cielo purpureo, terso.
Sarah aveva finito di indossare la doppia felpa e la cuffia
di lana. Aveva ascoltato preoccupata, gli occhi fissi al
comandante.
Tranquilla, dottoressa, voi disponete del tempo necessario
per compiere l'immersione. Per questo non ho interrotto
i lavori al DR. Tuttavia, quando sarete tratti a bordo, se il vento
sar sostenuto qualche fastidio dovrete sopportarlo.
Sir William, che conosceva bene il Pacifico, valut meglio
dei suoi ospiti le parole dell'amico.
Tra quanto ci troveremo dentro la perturbazione, Leo?
Fra le due e le tre ore dopo il vostro ritorno a bordo. Il
tempo per recuperare e fissare saldamente il DR e muoverci
fino all'altro versante delle isole. Con Eiao e Hatutu alle
spalle ritengo di trovare un ridosso sufficiente per proteggerci
da quanto ci piomber addosso.
La manovra per l'alaggio del DR fu veloce e perfetta. Il
minisub cal in acqua, con perfetta puntualit sulla tabella
oraria di Sarah.
Sul ponte di poppa, dove sino a pochi minuti prima risuonavano
voci, colpi di fischietto e l'assordante rumore
della gru in azione, torn il silenzio.
Leo Walech era sull'aletta di plancia. Spero che vi vada
bene, oggi mormor. Non credo che ci potranno essere
altre immersioni, in questo quadrante d'oceano.
Il minisub era scomparso sotto il pelo dell'acqua. Il saluto
finale l'aveva rivolto Juv. Signori oceanauti, il rex vi
attende. Non lo fate aspettare.
Nelle sei ore successive - Oltre quota mille
I tre non avevano udito l'augurio. Di conseguenza non
potevano sentirsi n fiduciosi n angosciati, lasciando la
superficie. Non potevano certo immaginare quanto sarebbe
stata violenta la tempesta che avanzava. N avrebbero
potuto rallegrarsi, se avessero saputo quanto fosse esatta
l'intuizione del biologo marino, citato da Brailich, sull'abitudine
di vivere in coppia dei calamari. Anche perch
ignoravano che nella trappola calata da Kalimata nelle acque
del trench era prigioniero un esemplare maschio, e
quanto fosse scontenta di questa situazione una femmina
affamata e pronta ad accoppiarsi con lui.
Il suo metabolismo riproduttivo ("la sua tempesta ormonale",
l'avrebbe definita Sarah molto tempo dopo) le
imponeva di cercare il maschio, dovunque si trovasse, anche
se le sembrava di averne individuato la presenza in
un'area dove temeva di spingersi; non era mai salita a un
livello di pressione cos basso. Da quando ci provava, il suo
organismo era a disagio; i due cuori pompavano una circolazione
accelerata per la crescente fluidit del sangue.
A confonderla erano anche i richiami di un capodoglio
morente. Si ripetevano, indicando la presenza di una facile
e appetibile preda. Attaccarla in due sarebbe stato meglio,
ma avrebbe tentato lo stesso da sola. Da quando il
maschio era scomparso, non era riuscita ad afferrare nulla
in grado di sfamarla.
Doveva accoppiarsi, ma doveva anche nutrirsi. Subito.
Spengo i propulsori.
Roger.
Fonti di luce esterne a zero.
Roger.
Fonti di luce interne al minimo; pronti a spegnerle del
tutto.
Roger.
Riprendi l'emissione dei suoni; io regolo la fuoruscita
dell'esca.
La tensione all'interno del DR era palpabile. Sarah, per
non lasciare spazio a ipotesi, speranze e dubbi, si concentr
nei controlli di routine.
Indicatore quota meno novecentotrenta, corrente a
scendere di tre nodi.
Lei e Marco coinvolgevano sir William, ancor pi teso
di loro due, con osservazioni su quanto veniva via via registrato.
La corrente a scendere  dovuta al peso del sale.
Non capisco cosa significa.
Quando in superficie il calore cresce molto, l'evaporazione
aumenta e l'acqua si separa dal sale, che cala verso
il fondo. Un fenomeno paragonabile alla neve sul tetto
d'una baita: se  troppa, la struttura cede. Cos in mare: il
sale s'accumula, cade e sotto la superficie l'acqua diventa
pi pesante provocando, di conseguenza, una corrente discendente.
Attualmente ci sta facendo perdere cento metri di quota
ogni dieci minuti. E ci sposta per...
Nessuno dei tre avrebbero mai pi ripreso quel dialogo.
Un occhio di impossibile grandezza era apparso davanti
a loro. Immobile, fisso, senza palpebre, occupava l'intera
dimensione della cupola di perspex.
La visione provoc una generale scarica di adrenalina,
silenzio prolungato, ma non un'immediata reazione.
Marco aveva subito digitato il pulsante di comando per
l'avvio delle riprese filmate e gli scatti delle foto.
Ci stiamo muovendo!
Sarah non segnalava quanto anche Marco e sir William
notavano, ma quanto comunicava l'inclinometro della
consolle. Il minisub stava girando su se stesso con un movimento
tanto pronunciato da strappare un secondo, allarmato
segnale a Sarah. Ci sta rovesciando!
Sembrava impossibile, data la zavorra di piombo e il
pacco batterie, mezza tonnellata di peso posto sotto il
Nautilus per mantenerlo o per spostarne l'assetto. Eppure
ci riusciva, il corpo avvinghiato allo scafo. Il suo occhio
non smetteva di fissare l'interno del guscio trasparente
mentre la rotazione continuava, si accentuava.
Faccia qualcosa, perdio! Sir William, sentendosi stordire
dal sangue affluito alla testa, aveva alzato la voce.
Sarah, senza rispondere, si rivolse a Marco.
Spegni il faro voltaico. Ho bisogno di tutta l'energia
disponibile.
Roger.
Attiv i propulsori al massimo, e sembr che il DR si liberasse
dalla forza che lo tratteneva. Ma fu un'illusione di
pochi istanti.
Marco riaccese il faro voltaico laterale e contemporaneamente
riattiv l'apparecchiatura da ripresa e fotografica.
Il fascio di luce per si spense all'istante e la visione
degli occhi sbarrati fissi su di loro si cancell. Un buio totale
avvolse il minisub.
Maledizione, cosa accade? In sir William l'agitazione
era crescente. Marco azion il transponder.
Superficie, siete in ascolto? Continuate a registrare,
non vi preoccupate per le nostre esclamazioni.
Non  un guasto dell'illuminazione comunic Sarah.
I troobers della consolle lampeggiano regolarmente, confermando
il funzionamento dell'impianto luci esterne.
Siete in difficolt? Nell'interrogativo traspariva l'allarme
scattato in superficie.
Contatto in corso, non poneteci domande rispose il
Nautilus. Il buio stava dissolvendosi attorno al DR in un
chiarore brunastro.
Ci ha inondato con il suo fottutissimo inchiostro... scusate
il mio urlo. La voce di sir William era scesa di tono.
Nell'area illuminata apparvero entrambi gli occhi. S'appoggiarono
sul perspex, non solo enormi, ma deformati
dalla distorsione ottica e dall'ingrandimento dovuto alla
curvatura della cupola. Erano separati solo di pochi centimetri
dal volto dei due ai comandi del DR.
Vediamo se riesco a turbare la loro ossessiva fissit.
Marco premette il pulsante connesso al comando per una
scarica elettrica verso i terminali esterni. L'effetto fu istantaneo.
Gli occhi scomparvero nel buio e il DR volteggi su
se stesso, sin quando la spinta negativa del peso di zavorra
lo riport in assetto.
Presto, allontaniamoci. Alle spalle di Marco e Sarah,
l'invito suon imperioso come un ordine.
Sarah parl senza cambiare il tono di voce. La prego di
ricordare che fino a quando ci troveremo qui dentro sono
io e solo io responsabile del mezzo. Posso essere sostituita,
ma dopo avere riportato il Nautilus a bordo della nave.
E lo far solo al momento in cui il professor Arnei mi comunicher
di avere raccolto immagini sufficienti della
creatura che abbiamo finalmente incontrato. Ce ne sono
abbastanza, Marco?
Non credo che si siano potute registrare immagini
soddisfacenti, solo ora riesco a ruotare la telecamera. Prima,
durante il lungo abbraccio, era immobilizzata.
Dopo un breve silenzio fu sir William a parlare, quasi
sottovoce. Grazie, Marco. Sarah, appena torneremo lass,
chiedendole perdono le stamper un bacio in fronte.
Lo ricambier con gioia.
Marco s'avvicin di nuovo al microfono del transponder.
Superficie? La bestia  scomparsa; riprendiamo con
il richiamo del capodoglio ferito.
Tenne per s quanto gli era venuto in mente: le parole
di Brailich a proposito degli occhi di un calamaro, della
stessa complessit di quelli di un essere umano. Un'iride,
una palpebra, una lente di occhi come i miei, ma di tale
grandezza come non se ne conoscono eguali in tutto il regno
animale. A cosa servono, nel buio assoluto?
Sarah interruppe i suoi pensieri. Corrente a scendere
ancora a forza due barra tre, profondit meno millezerodieci.
Marco torn al transponder.
Superficie? Il display dell'apparato da ripresa segnala
di avere registrato per otto minuti; quello dell'impianto
fotografico segnala ventisei scatti dell'Hasselblad digitale
a settanta pose.
Una buona bordata, per essere la prima comment
Sarah. La prossima andr meglio.
Se ci sar. La scarica elettrica pu aver suggerito al nostro
regale visitatore di tenersi lontano da noi.
Io non voglio emergere annunciando di aver visto di
un architeuthis solo gli occhi.
I nostri e i suoi ipnotizzati gli uni negli altri aggiunse
sir William, che sembrava aver ritrovato la sua calma.
In superficie Brailich, Juv, Walech e Punu non si erano
mai allontanati dagli impianti collegati ai transponder.
Ascoltando le voci provenienti dal Nautilus cercavano di
interpretare gli eventi. Non interferirono con domande:
sarebbe stato un disturbo per gli oceanauti. O avrebbero
potuto causare la rottura di un silenzio voluto, come quello
che adesso si prolungava da oltre venti minuti.
Brailich lasciava trascorrere il tempo fissando le griglie
di trasmissione degli impianti sonori. Gli sguardi di Walech
e Juv invece s'alzavano spesso al cronometro sulla parete,
dove una numerazione digitale indicava il tempo trascorso
in immersione e quanto mancava allo scadere dell'autonomia;
altrettanto spesso si volgevano a est, dov'era apparsa
sul filo dell'orizzonte una prima fascia di nubi.
Ancora quattro ore in immersione... N molte, n poche.
Juv cerc di vincere un crescente pessimismo. A noi
ne restano cinque, al massimo sei, di tranquillit. Poi...
S'accese la spia rossa del transponder.
Superficie? Vicino a noi abbiamo qualcosa di grosso,
di molto grosso. La voce di Marco venne interrotta da un
verso soffocato.
 il rex! La voce di Sarah sembr meno distaccata del
solito.
Preso in un vortice d'acque mosse con violenza, il Nautilus
ondeggiava, girava su se stesso, s'inclinava. Marco e
Sarah reagirono insieme, simultaneamente; l'uno riaccendendo
l'illuminazione esterna e dando il via agli impianti
di registrazione; l'altra riattivando i propulsori per stabilizzare
il DR.
Poi un grido, una reazione eguale in tutti e tre, all'apparizione
di quanto sembr una serpe grossa e sferzante.
Era un tentacolo biancastro delle dimensioni d'un polpaccio
d'uomo. Dopo un ondeggio incerto, con il dardo corneo
della sua estremit aveva sferrato sul plexiglas della
cupola un colpo violento.
Se un secondo colpo fosse stato vibrato in quel punto,
addio Nautilus. La pressione, a quella profondit, rendeva
critica la resistenza della cupola agli urti.
Il colpo venne, e fu pi violento del primo. Ma non
trov il perspex indifeso. Sarah aveva calato lo scudo protettivo
fulmineamente e questo imped che altre percosse
causassero danni alla struttura portante o alla cupola.
Fuori servizio un propulsore annunci Sarah. Un
lampeggiare sulla consolle segnalava infatti problemi alle
attrezzature esterne alla protezione. Restano sette propulsori
attivi, pi che sufficienti a manovrare aggiunse,
anche per rassicurare il passeggero che lei temeva tornasse
in stato d'ansia. " un pericolo anche per noi" dovette
ammettere tra s, bench da anni abituata ad affrontare le
incognite dell'alta profondit.
Superficie, abbiamo subito un altro attacco comunic
Marco.
Si ud la voce di Juv: Problemi?.
La bestia ha mollato qualche colpo, poi  di nuovo
scomparsa.
Cambi la voce al transponder: Quanto avete visto 
interessante?.
Soffocata l'imprecazione di risposta all'interrogativo,
Marco impugn il telecomando del faro voltaico e lo ruot
di centottanta gradi, penetrando il buio con un raggio di
circa venti metri. Con lo scudo a coprire quasi interamente
la cupola, la visibilit era ristretta a una sottile feritoia; sufficiente
per a constatare che l'architeuthis non era nelle vicinanze
visibili.
Per tentare di scorgerlo e di avvicinarlo, Sarah comand
una seconda rotazione completa non solo del faro,
ma dell'intero minisub. Spostato il peso della cassa batterie
e simultaneamente accelerando e rallentando i propulsori,
il Nautilus gir su se stesso.
Finita l'evoluzione, la sorpresa: davanti a loro c'era di
nuovo l'architeuthis. Nel rivederlo nella sua mostruosit,
Marco ricord solo per una frazione di secondo quando
da bambino veniva portato alle giostre, e davanti a lui apparivano
esseri fantastici di cartapesta che sembravano
creati apposta per spaventare.
Era altrettanto orrendo e per di pi enorme l'essere che
ora fluttuava davanti al Nautilus.
Marco lo centr con il fascio luminoso. I tentacoli, fuori
dal raggio del faro, non si vedevano, la massa del corpo
sembrava assorbire la luce nel colore opaco di un'epidermide
spugnosa.
Gli occhi restituivano l'abbaglio come uno specchio; a
ogni leggero dondolio del DR e del suo faro corrispondeva
un guizzo luminoso di ritorno.
La reazione di un essere che della luce conosceva solo i
deboli segnali emessi dai pesci abissali non poteva tardare.
Irritato si distese in tutta la sua lunghezza, dieci tentacoli
s'aprirono a ventaglio, mentre i due d'attacco, lunghi
il doppio, ruotavano lentamente, come se di nuovo cercassero
un punto dove colpire.
Inimmaginabilmente grande! Espressa sottovoce,
quasi scandita, l'esclamazione di sir William aveva il tono
di un visitatore di fronte al capolavoro d'un museo.
Superficie, quota meno millecento... lo abbiamo di
fronte. La voce di Sarah ebbe un'impercettibile incrinatura
nell'aggiungere:  di dimensioni doppie del Nautilus.
Impianti di registrazione attivi comunic Marco, e in
quell'attimo il corpo dell'architeuthis si dilat e poi si contrasse.
La spinta del sifone lo allontan di qualche metro.
Riprendo l'espulsione del liquido-esca. Non voglio
che se ne vada troppo presto.
Il rex sembr gradire l'offerta. L'intero corpo si rovesci
e nel suo quasi osceno modo di aprirsi, tra i tentacoli, apparve
una cavit dove qualcosa si muoveva: era la bocca,
a forma di becco. Si apriva e chiudeva.
Credo che stia assorbendo il cibo che stiamo espellendo
mormor Marco. Infatti la bestiolina  tornata a meno
d'un metro da noi. Se gli saltasse in mente di attaccarci
e il becco riuscisse a infilarsi nelle feritoie dello scudo, gli
basterebbe un altro colpo per spezzare il perspex della cupola.
Parlava sottovoce, quasi supponesse di essere udito
dall'invadente ospite.
Sir William parl a voce alta: Credo che sia una femmina...
Vorrei che Brailich mi sentisse.
Comunicazione aperta. Di certo ci sentono, in superficie.
A conferma, la voce del tedesco giunse perfettamente
udibile, anche se distorta. Cosa le fa supporre che sia una
femmina?
Ricordo le tavole a colori che lei ci ha mostrato; posso
compararle, a memoria, con quanto ci mostra il soggetto a
circa un metro dai miei occhi. Racchiuse alla base del corpo
distinguo due... anzi, quattro capsule ovigere.
Il commento di Brailich giunse dopo un lungo minuto:
Conterranno almeno tremila uova, e se sono visibili significa
che sono disponibili per la fecondazione.
Marco si rivolse a Sarah. Aziono l'antiappannamento.
Sul mio lato della cupola sta formandosi umidit.
Tutti e tre, vivendo minuti di estrema tensione, sudavano
abbondantemente.
Innesto i propulsori... Voglio risalire di almeno cento
metri; qui non sono tranquilla. Ormai siamo ai margini
della quota di tangenza minima.
Marco non ebbe il tempo di rispondere. Lo anticip un
colpo sordo, quasi un'esplosione. Simultaneamente all'esterno del DR cal il buio.
L'architeuthis, con uno dei tentacoli-dardo, aveva colpito
il voltaico. O forse l'aveva toccato reagendo al contatto
con il calore, comunque fu subito difficile comprendere
cosa stesse accadendo. Il minisub veniva scosso con violenza,
le cinture di sicurezza degli occupanti sottoposte a
contrastanti tensioni.
Superficie, faro grande spento. Attacco impetuoso.
Sarah gett uno sguardo agli strumenti Siamo scesi a
mille e sessanta.
Ci sta tirando sotto? chiese sir William, ma non ebbe
risposta, Sarah chiamava il London.
Superficie, avete registrato? Superficie? Sarah ripet
l'interrogativo con forza. Attese, ripet ancora, si rivolse a
Marco. Ha spezzato l'antenna del transponder.
O ci si  adagiato sopra. Dobbiamo levarcelo di torno.
La bestia interruppe di colpo gli scuotimenti frenetici e
tutto sembr immobilizzarsi. Nella feritoia tra scudo e cupola
uno dei tentacoli riusc a infilarsi, ondeggi e ader al
perspex, coprendone quasi la met.
Il chiarore verdastro di indicatori e quadranti alla consolle
e la debole lampada fluorescente a lato del terzo passeggero
illuminavano l'interno del DR e si riflettevano sulla
viscida parte del tentacolo a pochi centimetri dagli
occhi di Marco e Sarah. Le ventose palpitavano aderendo
al piano ricurvo della cupola. Pulsavano in un moto d'aspirazione
continua.
Il Nautilus era un corpo da avvinghiare, stritolare e trascinare
sempre pi a fondo. I suoi tre passeggeri stavano
osservando come poteva morire un capodoglio aggredito
e trascinato verso il fondo mentre l'aria nei suoi polmoni
si esauriva.
Metto in azione le armi difensive, ma potremmo subire
reazioni violente.
Non tardare. Stiamo continuando a scendere. Siamo a
meno millecentodieci.
Marco sfior un pulsante.
Lampeggiando, una spia conferm la fuoruscita dell'arma.
E appena la sua punta penetr una parte del corpo avvinghiato,
la reazione non tard: uno scossone sballott il
DR con violenza. La puntura e l'iniezione di liquido irritante
provocarono anche una contrazione visibile sulle ventose
applicate alla parete trasparente della cupola; si staccarono
come chiudendosi su se stesse, per subito riaprirsi.
Marco stava per continuare la manovra difensiva, azionando
il comando d'uscita del secondo punzone, quando
un lampeggiatore inizi a segnalare.
Iniettore bloccato! Penso che sia riuscito a piegarlo. In
azione l'altro.
Di nuovo le ventose aderirono al DR.
Velocit di discesa in aumento.
Secondo iniettore in azione.
Ancora una scossa al minisub, riflesso di reazione identica
alla prima. Il tentacolo sulla cupola stacc la presa e
ondeggi, appena visibile nel riflesso diffuso dalla luce
interna del Nautilus.
L'iniettore funziona comment sir William.
Sembra di s.
Un altro scuotimento, pi violento del precedente, il
tentacolo usc dal limitato campo di visibilit e l'architeuthis per un secondo rest invisibile. Poi una luminescenza
rossastra prese corpo nel buio, aumentando di intensit.
Era il fenomeno ipotizzato da tanti studiosi dei decapodi;
nei complessi cervelli di questi esseri, il controllo neurale
del colore serviva per comunicare con i propri simili,
ma anche per impaurire l'avversario. L'epidermide dell'animale
immobile davanti al Nautilus sembr infuocata.
Una creatura vomitata dall'inferno! La voce cavernosa
di sir William ripete involontariamente le terrificanti
cronache medievali, fantastiche testimonianze di naviganti
aggrediti da mostri sconosciuti.
I due ai comandi del minisub non avevano tempo per
questi pensieri; appena ritennero libero il DR dalla presa
Marco esclam: Via!... risalita rapida!. Sarah aveva gi
riattivato la spinta dei propulsori.
Subito al massimo.
Spinta di risalita positiva.
Il profondimetro pass da segnale negativo a positivo.
Nei due oceanauti, la tentazione sarebbe stata di sganciare
la zavorra e risalire a palla, liberandosi dal pericolo
di un altro attacco. Ma da una profondit di oltre mille
metri, il DR sarebbe arrivato con una tale spinta in superficie
da rischiare di finire in frantumi, se fosse affiorato
dove il London lo seguiva con il sonar subacqueo. Risalire
mollando la zavorra avrebbe anche significato ruotare
vorticosamente; ne sapevano qualcosa Sarah e Marco
quando in un momento critico di anni prima se l'erano
cavata per miracolo abbandonando il relitto della corazzata
Roma. E poi sarebbe stato molto difficile che il vecchio
passeggero riuscisse a sopravvivere a uno choc del
genere.
Meno novecentoventi. Velocit di risalita in aumento
annunci Sarah.
Fra poco dovremmo raggiungere una quota dove queste
bestiacce non amano spingersi disse sir William.
La "bestiaccia", per, non voleva perdere la sua preda,
anche se le sembrava difficile stritolarla e vincerla spezzando
la sua corazza. Il chiarore rossastro del fluttuante
fantasma non s'allontanava pi di tanto dal DR; risaliva
con lui.
Se un esperto come Wolfgang Hald Brailich fosse stato
sul Nautilus, e non fosse gi morto di paura, avrebbe avuto
la prova che un essere affamato obbedisce a ogni costo
all'istinto che gli impone di nutrirsi; anche se deve affrontare
una preda ostinata nella sua difesa e dalle dolorose e
misteriose capacit di reazione.
Il nuovo attacco fu di una velocit sorprendente.
L'architeuthis racchiuse i tentacoli, allung il corpo, espulse
dal sifone un possente getto d'acqua e si port addosso alla
capsula in lenta risalita. La blocc con due tentacoli,
affusolandoli li introdusse nella feritoia dello scudo e di
nuovo, una dopo l'altra, le ventose aderirono alla superficie
trasparente.
Marco si pent di non aver dato l'ordine di sganciare la
zavorra e di fuggire verso la superficie, qualunque fosse
stato il conseguente pericolo; ma non si concesse altre recriminazioni:
le sue dita erano alla consolle e azionarono
l'unico iniettore ancora efficiente, o meglio, che avrebbe dovuto
essere efficiente, stando ai segnali del telecomando.
Ma allora perch la bestia, raggiunta dall'asta appuntita,
non reagiva come poco prima?
Ci sta riportando gi... e in fretta. Sarah riusc a pronunciare
la sentenza angosciosa senza accenti d'emozione.
Marco premette ancora il pulsante, l'asta punse di nuovo,
ma non si not alcuna reazione paragonabile alla prima.
L'effetto della sostanza irritante non allontanava l'architeuthis, che non mollava la presa. Stringeva la preda e si
lasciava cadere con essa verso il fondo.
Una discesa lenta, inesorabile.
A ogni minuto, a ogni metro perso cresceva la minaccia
di un collasso del DR. Aumentava la pressione per centimetro
quadrato e la tenuta del guscio poteva farsi ancor pi
critica per i tentacoli che esercitavano una morsa crescente.
Marco e Sarah sommavano a questa un'altra angoscia.
Ammesso che il Nautilus resistesse ancora al progressivo
aumento di pressione, la sua riserva di energia e di ossigeno
non era eterna.
Meno millecentoventi. Sarah scand le parole senza
aggiungere "inizio fase critica", come segnalava il computer
di bordo sotto i suoi occhi. Tacque per non peggiorare
lo stato d'animo di chi sedeva alle sue spalle.
Se una soluzione c'era, Marco la doveva trovare adesso.
Era tutta sua la responsabilit. Inutile insistere con l'iniettore,
lui sapeva che gli restava solo un tentativo estremo e
rischioso, quello di applicare il metodo che aveva avuto
successo per sventare il primo attacco. Dobbiamo staccare
da noi la bestia con una scarica elettrica potente, e se
non basta con una seconda disse.
Non sei pi capace di leggere un quadrante? Sarah
indic la lancetta power che stava per toccare la zona rossa
a fondo scala. Abbiamo energia appena sufficiente per
azionare i propulsori nel caso che ci fosse concesso di tornare
in superficie.
Marco, gli occhi alla consolle, aveva ovviamente gi letto
quanto indicava l'inflessibile lancetta.
Alle loro spalle si ud la voce autoritaria di sir William.
Sarah, poich sembra che non esista alternativa, lei  autorizzata
a consumare tutta l'energia restante. Se la bestia
si staccher da noi, nello stesso momento voi sgancerete la
zavorra e saliremo come frecce.
No, non come frecce. Ma sballottati, rovesciati, scossi
come lei non pu immaginare. Tuttavia, non c'era davvero
alcuna alternativa, Sarah ne era perfettamente cosciente.
Lo sgancio non garantisce la nostra sopravvivenza.
Non solo per lo shock della risalita, ma per l'incognita di
dove emergeremo.
Non perda tempo.
La nostra conversazione  tutta registrata. Io come responsabile
di questa missione debbo informarla chiaramente:
potremmo emergere lontani dalla nave appoggio e
non essere mai pi ritrovati. Ci sono correnti forti tra questo
livello e la superficie. Oppure potremmo urtare il London
e andare in pezzi noi e la loro carena.
Preferisco il rischio di morire alla certezza di morire.
Una delle indiscutibili leggi di Murphy, avrebbe risposto
Sarah in un altro momento.
Senza alzare la voce, ma in tono fermo, Marco annunci
un'altra soluzione: La mettiamo alla prova subito e senza
consumare la riserva d'energia.
Nemmeno il tempo di chiedergli a quale piano si riferisse
e gi la sua mano destra si avvicinava all'apparecchio
aggiunto al quadro consolle, la "scatola nera" dell'impianto
sonoro. Augurandoci che i tentacoli non abbiano danneggiato
o addirittura divelto gli altoparlanti esterni.
Tocc il comando che inseriva la parte di registrazione
fino a quel momento mai usata nelle precedenti immersioni.
Per attrarre Varchiteuthis, infatti, era stato ripetutamente
utilizzato il nastro con il lamento di capodogli in
agonia. Ora era il momento dell'altro nastro, con i suoni
emessi da un capodoglio in caccia.
Le dita di Marco, sfiorato il pulsante on, rimasero sospese.
Attesa di pochi istanti, ma nell'estrema tensione ogni
secondo ebbe la valenza di un minuto, di un'ora. Di un'eternit.
Sarah gett un occhio al profondimetro: indicava meno
milleduecentocinquanta. Il Nautilus era gi nell'area critica.
Il diffondersi del suono dall'impianto esterno fu udibile,
seppur attutito, anche all'interno del minisub che calava
verso il fondo; un eco irreale e sinistro sembr paralizzare i
tre nell'attesa di un effetto che non si produceva.
Per una terza, una quarta volta l'improbabile ululato
sottomarino, sempre uguale, ossessivo, si diffondeva con
inutile insistenza.
Marco, milleduecentocinquanta bisbigli Sarah mentre
il suono si ripeteva per la quinta volta.
Lui ebbe l'impulso di sfogarsi con un pugno sul comando
dell'impianto, ma si fren. Ebbe un'idea improvvisa, le
sue dita strinsero il pannello, lo ruotarono oltre il livello zero
punto cinque indicato come quello esatto per non distorcere
il suono. Dal nastro uscirono echi profondamente diversi
che parevano un ruggito sfuocato, un soffio stridente,
o forse...
Non rest il tempo per altri paragoni.
Lo schianto che venne dalla cupola del DR fu agghiacciante,
come se avesse ceduto il plexiglas. Era uno dei tentacoli
che aveva staccato con uno strappo le ventose dalla
superficie alla quale era avvinghiato. Un altro schianto e
anche il secondo tentacolo lasci la presa, le ventose contratte
si allontanarono.
La destra di Sarah era gi stretta al joy-stick direzionale
e la sinistra sul comando on di tutti i propulsori. Con la
coda dell'occhio lesse meno milleduecentosessanta sull'indicatore
di discesa, quando a una scossa pi violenta
delle precedenti il DR si rovesci. I tre si trovarono a testa
in gi e dopo solo un istante un secondo ribaltamento,
una sorta di guizzo, raddrizz il minisub.
Liberi! url Marco. La seconda giravolta il DR la doveva
al contrappeso della zavorra.
La potenza dei propulsori spinti al massimo si confuse
con il ripetersi dei suoni trasmessi all'esterno, deformati e
dolorosi nelle orecchie anche all'interno del minisub.
Un furioso capodoglio virtuale aveva messo in fuga il
suo eterno nemico. La femmina dell'architeuthis rex era rimasta
visibile solo un secondo. Con il faro esterno spezzato
il Nautilus era cieco, tuttavia, quando l'aggressore aveva
mollato la presa, tutti e tre l'avevano intravisto. Un attimo,
ma sufficiente a notare che la pigmentazione della
sua pelle non emanava pi riflessi rossastri. Era solo
un'ombra incolore, in fuga.
Meno novecentocinquanta, trenta metri al minuto di
risalita, velocit in aumento annunci Sarah a voce alta.
Stando al computer, fra trentadue minuti e venti secondi
saremo in superficie.

PARTE QUARTA.
L'URAGANO.

Un lampo a prua. E tra il cielo e il mare
apparve qualcosa pi alto e impetuoso
delle montagne d'acqua, una tromba marina.
Sembr la fine. Invece a salvare tutto e
tutti furono proprio quelle onde, tanto alte
e verticali da porre il veliero nella posizione
d'un cavallo impennato: la prua in alto,
mentre la poppa sprofondava nel cavo
dei marosi. Di conseguenza il turbine roteante
riusc a investire solo quanto era
gi oltre la cresta delle acque. La vela d'emergenza,
tesa a prua, scoppi. E a pezzi
rimase a flagellare furiosamente il ponte, a
sbattere tra le sartie. Anche questo era un
pericolo, ma il peggiore, il vorticare furioso
della tromba, era sparito nella notte.
Forse si poteva ancora sperare.
Sul Jack London - A missione conclusa.
L'aria ha un peso. Lo dimostra con violenza quando
precipita da alta quota dopo uno scontro tra correnti fredde
e calde.
Quando questo accade nell'Antartico, venti e nubi investono
quella parte dell'Oceano Pacifico dove nessuna terra,
n piatta n montuosa, li pu fermare. Sino al momento
in cui la loro corsa furiosa si trasforma in caduta a
spirale, nell'inconfondibile fisionomia dell'uragano.
Nella foto satellitare che sul London era nelle mani del
comandante, quella forma era fin troppo evidente. L'osservavano
Punu, Juv, Marco e Sarah; a sir William era
stata gi mostrata.
Bastava uno sguardo per capire cosa stava per accadere
e restarne sorpresi, perch solo poche ore prima le condizioni
del tempo non sembravano dover peggiorare. E infatti,
il timore di una situazione meteo negativa ma non
drammatica era stato momentaneamente accantonato per
festeggiare il successo dell'incontro-scontro con l'architeuthis, documentato da decine di foto scattate
dall'Hasselblad blindata e registrato dalla telecamera ad alta definizione.
I reduci dell'abisso, "gli scampati dall'abisso", secondo
Sarah, avevano brindato con l'equipaggio con un triplice
hurr, e su ci che era appena accaduto s'erano intrecciate
domande, commenti, pareri. S'era persino visto sir William
abbandonarsi a uno scoppio di allegria quando Brailich,
al massimo livello d'entusiasmo, dopo un balletto
scomposto pi del solito, lo aveva concluso baciando i festeggiati.
Effusione evitata a fatica da Sarah.
Sono sopravvissuta all'abbraccio dell'architeuthis, non
mi lascer soffocare da un'orrida, sporca barba.
Pur partecipando all'entusiasmo generale, Leo Walech
non aveva comunque perso d'occhio l'orizzonte, che andava
scurendosi, e aveva gi impartito ordini precisi al
suo equipaggio. Dal DR, insediato nell'alloggiamento previsto
per le situazioni di maltempo, erano state smontate
le apparecchiature esterne. Quanto registrato e fotografato
era racchiuso nella speciale cassaforte creata per resistere,
in caso di naufragio, sino a duecento atmosfere di
pressione.
Poi, appena raffiche di vento di forza crescente anticiparono
i tuoni, Walech sentenzi: Al primo colpo non cade
un albero, ma occorre mettersi al riparo. Ancora una
volta era ricorso alla saggezza dei nonni contadini, in questo
caso per commentare i meteofax in arrivo da varie stazioni
di controllo del Sud Pacifico. E tra s invi pittoreschi
insulti agli esperti che, malgrado il controllo dei
satelliti, solo ora cominciavano a rendersi conto di quanto
s'era formato in quell'area remota dell'oceano.
Dopo essersi consultato con Edward e Punu, aveva diretto
il London, ovviamente a secco di vele, verso Hatutu
ed Eiao, per posizionarlo a ridosso delle isole. Il vento
portava soffi d'aria pesante, torrida, raffiche improvvise
provocavano trilli acuti nel sartiame. Poi, su acque d'un
blu elettrico cominciarono a moltiplicarsi creste di spuma
bianca, e nubi ispessite coprirono il sole diffondendo
un'uniforme luce grigia.
Tuttavia, l'atmosfera a bordo non era tesa; sul ponte di
comando si era pronti ad affrontare lo scontro con gli avversi
elementi in avvicinamento. Il comandante, Punu e
Edward erano impassibili, e cos l'armatore alle loro spalle.
Oltre alle ventose due ganci di sicurezza erano stati applicati
da Mac alla sua poltrona.
Brailich era fuggito in cabina al primo forte beccheggio
del London, e sul lungo divanetto della pilothouse erano
rimasti Marco, Sarah e Juv. Nella penombra che stava calando,
i loro occhi riflettevano le luci intermittenti delle
apparecchiature elettroniche, azzurre, verdi, ambrate e
rosse. L'altoparlante nella pilothouse, collegato con gli impianti
di Tehoa, gracchiava continui aggiornamenti sul
mutare in peggio delle condizioni meteo.
La forza del vento cresceva e quando le raffiche, sibilando
e sommandosi a continui disturbi magnetici, finirono
per rendere precario l'ascolto dell'altoparlante, l'ordine
di spegnerlo non tard.
Ascolta, trascrivi e comunicami direttamente dispose
Walech.
Poco dopo chiese a Punu di impugnare la ruota del timone,
perch non era pi tempo da pilota automatico.
Lontane piogge calavano dall'arco delle nubi in colonne
verticali.
Sembrano una spropositata bocca irta di denti sussurr
Juv a Sarah.
Le coste di Hatutu e di Eiao vennero lasciate alle spalle.
Il loro ridosso, peggiorando il tempo pi del prevedibile,
era apparso insufficiente. Isole cos piccole non potevano
offrire un'efficace barriera all'inferno che s'avvicinava.
Al calar della notte, la speranza che l'uragano si limitasse
a sfiorare la zona era svanita; la direzione presa dal
vento non lasciava dubbi: il London sarebbe stato investito
in pieno.
La baia di Tahiti era lontana e porti ben riparati, alle
isole Marchesi, non ne esistevano. Siamo obbligati al mare
aperto comment Marco.
Il comandante ritiene pi sicuro affrontare una tempesta
allontanandosi da isole e scogliere dell'arcipelago. E
Juv, quasi tra s, aggiunse: Speriamo....
Questo significher affrontare un ballo non da poco.
Come se avesse udito, Walech alz la voce, parlando
senza voltarsi. Se intendete restare nella pilothouse,
fissatevi alle cinture di sicurezza.
A sua volta, strinse al massimo le larghe bretelle che lo
assicuravano al posto di comando e ordin a Mac un secondo
controllo agli agganci della poltrona di sir William,
che si ostinava a rimanere accanto a lui.
Nessuno pu riuscire a fargli cambiare idea comment
rivolgendosi a Sarah. Non vuol perdersi lo spettacolo.
Voglio vedere come il Jack London se la cava in un uragano,
caro Leo.
Allo scoccare d'un lampo, Trippy salt in grembo al suo
padrone. Detesta i guizzi di luce violenta. Vorrebbe dormire
in pace, quando cala il sole.
Anche se  abituata a tutto, non le sar possibile, questa
notte mormor Sarah, gli occhi fissi al mare, che si
gonfiava di onde impetuose.
Aveva vissuto tanti momenti difficili, in navigazione,
ma in un uragano non si era ancora mai trovata.
A Leo Walech, invece, era gi accaduto. Esperienze dalle
quali aveva accumulato sufficiente saggezza da sapere
come riportare in porto uno scafo. Oggi intuiva che per
sarebbe stato peggio di quanto aveva gi vissuto; ma questo
non turbava la sua calma.
A un suo ordine l'equipaggio aveva preparato il London,
tutto era stato fissato, bloccato, chiuso. Sul ponte erano
stati rinforzati gli attacchi alle parti mobili, serrati gli
accessi all'interno. E cos, quando onde e vento crebbero
ancora, tutto era pronto per resistere allo scontro.
Scrosci di pioggia investivano in senso orizzontale i cristalli
della pilothouse. Era buio attorno al London, solo nel
lampeggiare dell'energia statica tra nubi e mare s'intravedevano
le irose spume delle onde. Il loro frangersi, sommato
al battere della pioggia trascinata dal vento, provocava
un rimbombo cupo e crescente come se tutt'attorno al veliero
continuassero a franare pietre e rocce, non acqua.
Nella voce onnipresente del vento il comandante ordin
ai suoi uomini di portarsi con la massima attenzione sul ponte
e issare la tormentina. Aveva piena fiducia in loro: sapevano
come affrontare il pericolo, conoscevano quel mare come
antagonista aggressivo, ma non al punto da impaurirli.
Uscirono in cinque, agganciati a cinture di sicurezza,
con gli stivali antisdrucciolo, s'afferrarono ai winch, alle
cime e ai candelieri. Vennero investiti da gorghi d'acque e
spuma mentre tutt'attorno a loro crepitavano scariche
d'energia statica; attraversando il ponte, apparivano e
scomparivano tra le cortine d'acqua che il vento strappava
brutalmente dalla sommit delle onde.
Pur avendo conosciuto tanta gente di mare, anche in situazioni
molto difficili, Marco, Juv e Sarah si chiedevano
se i cinque sarebbero riusciti a portare a buon fine la manovra.
Era eseguita a forza di braccia, i winch elettrici non
potevano aiutare.
Un lampo pi accecante degli altri annull il guizzare
dell'energia statica. Tutto torn buio e divent impossibile
seguire dal ponte di comando l'operazione in corso. Sarebbe
stato uno schiocco tanto forte da superare il fragore
di vento e marosi ad annunciare che la tormentina era stata
issata, ed era aperta; vela d'emergenza preziosa, in
quelle condizioni.
Sul volto di Walech un'espressione vagamente riferibile
a un sorriso cancell la trepidazione per i suoi uomini che
si trovavano nell'inferno del ponte. Oltre al pericolo avevano
certamente affrontato una grande sofferenza, provocata
dagli schiaffi d'acqua sollevati dal vento e da gocce
di pioggia pungenti come materia solida.
Al tendersi al vento della tormentina il London si stabilizz
e fu in grado di superare con maggior equilibrio le
onde dalle creste impetuose. Venne allora un ordine di Walech
e il timoniere si port con mare e vento a tre quarti di
poppa.
"Stare davanti alla tempesta" dicono i marinai, quando
intendono evitare il pericolo di un confronto dirompente
con mare infuriato di prua. Questa era stata, adesso, la decisione
di Walech. Il suo London poteva sopportare l'impatto
di poppa con sicurezza forse maggiore di quella di navi pi
grandi perch la sua anacronistica chiglia, profonda e lunga,
offriva un prezioso vantaggio di stabilit.
A rassicurarlo sulla tenuta del veliero, investito alle
spalle da marosi di forza crescente, erano anche i monitor
che trasmettevano immagini da poppa. Nella penombra
della pilothouse, lo schermo davanti al timoniere consentiva
di vedere per tempo le onde che sopraggiungevano e
cos agire con anticipo sul timone, evitando d'ingavonarsi.
A ogni onda che arrivava, lui spostava la prua di venti
gradi prima che lo scafo si sollevasse e portasse il timone
fuor d'acqua. Lasciava sbandare il veliero accostando a
dritta, poi, appena lo sentiva affondare di nuovo, s'afferrava
alla ruota e si riportava con il vento in poppa, favorito
dal fatto che in quel momento il timone, aiutato dal potente
servo-motore, rispondeva bene.
Quando lo scafo, di nuovo raggiunto dall'acqua, sbandava
d'una decina di gradi, Punu ripeteva il movimento,
il mascone s'appoggiava all'acqua, la chiglia profonda teneva
e il London lentamente si raddrizzava.
Cavalchiamo la tempesta. Andiamo avanti insieme ripet
Walech. Sapeva di essere impegnato in una difficile
partita, sapeva di non poter sfuggire al confronto con un
Pacifico pi che mai infuriato. E conosceva il rischio.
Vedeva Punu, in piedi, mani e braccia salde alla ruota,
le spalle appoggiate all'alto schienale imbottito; la fatica
delle ultime ore, sommata alla tensione, lo stava mettendo
duramente alla prova. Edward era pronto a sostituirlo al
cambio del quarto; e anche Juv lo avrebbe fatto, ma sapeva
che solo chi governava da tempo il London e lo aveva
pilotato in condizioni molto difficili poteva affrontare la
furia che quella notte non cessava di crescere.
Walech interveniva con l'aiuto dei motori, agiva sul joystick
che stringeva in mano, dava potenza quando il London
risaliva la china d'una montagna d'acqua; la calava al
momento di discenderla. Solo cos le seicentocinquanta
tonnellate che il timoniere controllava con le mani alla
ruota scalavano a fatica la sommit di onde di dimensioni
crescenti e ricadevano paurosamente veloci in un'altalena
che si ripeteva implacabile ogni quattro, cinque minuti.
Nell'urlo del vento tra le sartie, che si faceva sempre
pi acuto e pareva dovesse spezzare i timpani, la tensione
di tutti sembrava giunta ai limiti. Estenuati, anche i fisici
pi forti potevano cedere se non li avesse sorretti un'inumana
tensione nervosa alimentata da continui getti d'adrenalina.

Oltre la mezzanotte - La bomba meteorologica.
Sarah, nell'incerto chiarore della pilothouse, osservava
sir William. Cercava di scorgere sulla sua espressione un
segno se non di paura almeno di preoccupazione. La situazione
non poteva non coinvolgerlo, eppure il suo viso
restava pi che mai impenetrabile. Materia scolpita, non
tessuto vivente.
Da quando il London aveva dovuto rinunciare al ridosso
di Hatutu, lui non aveva detto una parola. Solo quando la
prima onda possente aveva provocato un marcato sbandamento,
aveva allungato una mano e portato alla bocca un
terminale di citofono. Qualcuno vada nella cabina di
Brailich aveva ordinato. E controlli che sia ben incinghiato
al letto.
Da allora erano trascorse quasi quattro ore. Terribili, eppure
non s'era ancora visto il peggio.
Tehoa apparve nella pilothouse, afferrandosi dove poteva
per raggiungere il comandante. Con vere e proprie
acrobazie consegn il foglio che stringeva in mano; evidentemente
aveva temuto di non essere udito, nel frastuono
degli elementi, attraverso il citofono auricolare. Quando
il veliero, superata un'onda, precipit nella voragine
che precedeva quella seguente, rest sospeso nel nulla,
agguantato alla mano di Walech, che l'aveva afferrato.
Consegnato il messaggio, Tehoa torn da dov'era venuto
con altri volteggi. Vere e proprie acrobazie che distrassero
per qualche istante tutti dalla tensione del momento,
e Marco si spieg perch l'addetto alle comunicazioni si
chiamasse Teoha: te-ehoa voleva dire "la scimmia" in polinesiano.
Il comandante pass il foglio a sir William, che a sua
volta, dopo uno sguardo, lo consegn a Marco.
"Trascrivo quanto trasmesso dalla stazione Kawai di
Honolulu, Tunica che riesco a ricevere su wwvh" aveva
annotato Tehoa. "L'operatore ci raggiunge solo a tratti,
ma sono riuscito a captare alcune parole. Per la concomitanza
di fenomeni anomali Kawai comunica a chi  in
ascolto di prendere le debite precauzioni: nel settore del
Sud Pacifico,  prevista l'esplosione di una bomba meteorologica."
Il fenomeno si verifica quando le correnti a getto che si
scontrano in alta quota raggiungono, a volte superano, i
seicento chilometri orari. Quanto basta per sconvolgere e
devastare un'area di bassa pressione.
Come quella dove si trovava il Jack London, a livello di
meno settecentoventisei, indicato con sovrana indifferenza
dal barometro digitale acceso nella consolle di comando.
La natura aborre il vuoto, s'insegnava alla scuola d'oceanografia
di Rendorth frequentata da Marco e Sarah; n
l'uno n l'altra avevano dimenticato che se sono correnti a
getto a riempire quel vuoto, le acque di un oceano possono
diventare una trappola mortale. Una previsione che
stava avverandosi, con vento gi oltre cinquanta nodi,
prevedibile oltre i cinquantacinque o addirittura i sessanta.
A quel livello uno scafo, anche se possente, entra in
una dimensione di pericolo estremo, travolto da forze capaci
di gonfiare a tal punto le onde da renderle mostruose
(tiger zuave le chiamano i velisti).
La misura di cosa si stava scatenando nel Sud Pacifico si
ebbe via via deducendola dai messaggi raccolti dalle stazioni
radio sparse nell'area investita dall'uragano.
Tehoa captava richieste d'aiuto confuse e drammatiche.
Negli atolli che emergono di pochi metri dalla superficie
dell'oceano, sembrava che molti villaggi fossero stati travolti
da onde alte al punto da superare le barriere coralline
e abbattere quanto si opponeva alla loro irruenza.
Chiese e presidi militari, l dove esistevano e resistevano
alla furia degli elementi, cercavano di offrire rifugio alle
popolazioni. Ma non si sa per quanto trasmise una
voce appena udibile da Fakarava.
L'acqua s'infrangeva con violenza troppo pericolosa sul
fronte della pilothouse. Arrivava spinta dalla forza di
un'onda pi alta, trasportata dal vento.
Gi i salvacristalli. Walech trasmise il comando a
uno dei tasti della consolle e subito entr in funzione il
congegno di sicurezza installato sul London durante i lavori
d'ammodernamento in cantiere, quando erano state
sostituite e rafforzate le tavole del fasciame in pino Huon,
controllati uno a uno i mille e mille chiodi di rame dello
scafo e la ragnatela di cime e sartie. Con i nuovi accorgimenti
applicati per rinforzare le strutture della nave s'installarono
anche saracinesche in fibra, da calare sui cristalli
della pilothouse in caso d'emergenza. In questo momento
potevano significare la salvezza. Lasciavano libera
solo una fessura, visibilit appena sufficiente, ma erano
una garanzia di sicurezza da opporre a elementi tanto infuriati
da raggiungere livelli demolitori.
Un lampo illumin la prua. Apparve qualcosa pi alto
e impetuoso di onde alte e impetuose. Davanti al veliero
vorticava una tromba marina.
Appena il tempo di pensare " la fine" e la furia era gi
addosso alla prua, la stava agguantando. A salvare il London
fu paradossalmente proprio l'altra forza, quella delle
onde. Era cos alta la massa d'acqua di fronte allo scafo da
averne alzato la prua, mentre la poppa sprofondava in un
vallo aperto a voragine sotto la chiglia. Il veliero si trov
cos nella posizione d'un cavallo impennato, quando la
tromba pass roteando. Solo la prua, gi oltre la cresta dell'onda,
venne quindi investita dal turbine, e pur subendo
l'urto violento, riport un danno grave ma limitato. La tormentina,
presa dal vorticare informe della tromba, tesa sino
a scoppiare, and in pezzi. Una drizza venne divelta,
cedette una scotta, ma l'altra e il punto di mura tennero.
Adesso i resti di quella vela flagellavano furiosamente
il ponte. Occorreva eliminarli perch superato un pericolo
grave, un altro non si venisse a creare. Era necessario liberare
il London dal groviglio di quanto caduto e divelto;
qualunque cosa muovesse, sbattesse, rotolasse sul ponte
era in grado di innescare una catena d'eventi la cui conclusione
poteva essere il naufragio.
Walech esitava a dare l'ordine ai suoi di tornare sul ponte,
adesso era pi che pericoloso. Incertezza cancellata dalla
decisione presa autonomamente da tre dei marinai. Prima
di ricevere l'ordine erano gi fuori, agganciati a lunghe
cinture per impedire alla massa d'acqua che si rovesciava
sul London di trascinarli via.
L'operazione di massimo rischio per fortuna fu breve. I
tre agguantarono la base della tormentina impazzita e tagliarono
quanto la tratteneva. La vela sventol un istante
come un aquilone impazzito, poi scomparve nel buio.
I tre vennero inghiottiti da un'ennesima cascata d'acque
e schiume. Quando riemersero, uno di loro era a terra, ma si
rialz subito e con gli altri spar nel sottoponte.
Il comandante ebbe un sospiro di sollievo, anche questa
operazione era riuscita, i suoi ragazzi erano in salvo.
Certo, il Jack London, ancora in balia della bomba meteorologica,
continuava a soffrire. Provati dalla fatica e dallo
stress, passeggeri ed equipaggio erano certamente allo stremo.
Ma anche se alcuni, vinti dalla vertigine della nausea,
probabilmente avevano vomitato tanto da perdere i sensi,
tutti comunque resistevano. E resisteva anche il veliero.

Quindici ore da Hatutu - Nell'occhio del ciclone.
Per ore, la furia cupa del cielo non aveva permesso di
scorgere n la luce dell'alba n quella del primo mattino.
Poi, dalla fessura del paravetri sembr che il cielo passasse
dal nero al grigio. Ancora un lento scorrere di minuti e
le nubi parvero rallentare la loro corsa, anche se non scemava
la forza del vento n calava l'altezza delle onde.
Il tempo di sorprendersi, di sperare.
La violenza diminuiva? Era solo un'impressione?
Via il paravetri ordin Walech al nostromo.
Un chiarore lattiginoso invase la pilothouse.
Forse godremo di una breve tregua.
Intanto era possibile parlare, udire. Gracid il citofono.
Tehoa, portato il volume dell'impianto trasmettitore al
massimo per farsi sentire, urlava nel microfono.
Comandante... comandante... mi riceve?
Walech in un primo momento non ud quasi nulla, il
frastuono degli elementi disturbava ancora l'ascolto. Premette
le mani sulle cuffie. Avanti, parla... anzi urla!
Anche se le parole rimbalzavano frammentarie, Tehoa
riusc a comunicare di aver captato messaggi dallo Sword.
Ripeto, dallo Sword...
Avanti. Il polacco con un cenno della mano attir l'attenzione
di sir William.
Segnali intermittenti. Ripeto: intermittenti... ma continui...
risulta che la nave...
Avanti!
Risulta che hanno abbandonato il carico. Lo Sword ha
abbandonato il carico... parlano di pericolo mortale.
Ripeti. Urla pi forte
Ripeto: lo Sword  stato costretto all'abbandono del suo
carico... del suo impianto...
Sembrava che l'armatore, gli auricolari premuti alle orecchie,
non s'interessasse pi a cosa stava accadendo attorno
alla sua nave, n temesse per la sorte di chi vi era imbarcato.
A occhi chiusi ascoltava la voce che gli giungeva frammentaria,
confusa nell'urlo del vento e dal rombo del mare.
L'espressione del suo sguardo, quando riapr gli occhi,
aveva la stessa gelida fissit del momento in cui l'architeuthis s'era avvinghiato al Nautilus.
Il vento calava, gli indicatori passavano da oltre cinquanta
nodi a meno di quindici. Anche le onde stavano
perdendo violenza, le nubi si diradavano.
Esplose la luce del sole, abbacinante.
L'equipaggio sal in coperta. Tolte di dosso le cerate, i
marinai restarono in calzoncini e stivali, a torso nudo. Volevano
sentire il calore di quei raggi che cancellavano il
freddo sopportato sino ad allora.
Il London era stato trascinato dal vento e dal mare nell'occhio
del ciclone, l'area di relativa calma al centro dell'inferno
meteorologico. S'allent la tensione, anche se a
bordo tutti sapevano di godere una pausa destinata a finire
presto. tutt'attorno la tempesta continuava.
Se le nostre damigelle sono in grado di muoversi, provvedano
a distribuire a tutti qualcosa da mettere sotto i denti
era stato il primo ordine del comandante. Poi aveva chiamato
al timone un marinaio (Punu e Edward erano crollati in
cuccetta esausti) e con altri due si era mosso da poppa a prua
per controllare quali danni avessero sofferto scafo e sovrastrutture,
ringraziando chi s'era impegnato nelle operazioni
alla vela. Uno di loro era rimasto ferito da un'onda che l'aveva
gettato a terra lussandogli la spalla. Herminia la stava fasciando,
dopo un energico massaggio con un antidolorifico.
Marco e Juv erano rimasti nella pilothouse; anche se sfiniti
e storditi dalla lunga notte, volevano ascoltare altre comunicazioni
di Tehoa a sir William, altre intercettazioni di messaggi
tra lo Sword e il California Dreamin'. A quanto sembrava
lo yacht, partito da Hatutu circa quaranta ore prima del ciclone,
era riuscito a stare davanti alla tempesta portando al
massimo la sua velocit. Non era sfuggito invece all'uragano
lo Sword; la flebile voce del suo radiotelegrafista, tra continue
interferenze di scariche elettriche, ripeteva "massima...
massima difficolt". Evidentemente la situazione di Kalimata
e dei suoi non era migliorata, pur essendosi liberati dall'asta
sottomarina e dal congegno che imprigionava la preda.
Sir William aveva ascoltato senza parlare. Poi, con voce
cortese, disse a Tehoa: Mi chiami Mac. Subito dopo
sfior uno dei tasti sul bracciolo della poltrona e socchiuse
gli occhi lasciando che la spalliera, inclinandosi, lo portasse
in posizione orizzontale.
Mac tard un istante e apparve pallidissimo.
Sir William, avrei voluto esserle accanto, ma...
Non dire sciocchezze. Mi sei stato vicino durante le interminabili
ore della tempesta.
Ma cedere proprio all'ultimo...
Accade che si riesca a resistere al mal di mare e poi si
venga sorpresi quando si entra in una zona di calma.
In effetti... Mortificato, il muscoloso assistente appariva
pi provato del suo assistito.
Niente di straordinario, vomitare  una normale funzione
corporea. Adesso come ti senti?
Perfettamente.
Non si direbbe, guardandoti in faccia.
Mi sento bene, sir William.
Va bene, non ripeterti, e datti da fare attorno alle mie
cervicali. Voglio stare bene in fretta, essere pronto a quanto
ancora ci aspetta. Questa calma sar breve.
Poco pi di un'ora, poi si ricomincia rispose indirettamente
Walech, consultando l'ennesimo meteofax portato
da Tehoa. Il peggio  ancora da affrontare. S'avvicin
al citofono e premette il contatto di comunicazione generale.
Ragazzi, rilassatevi ma senza abbassare la guardia.
L'occhio ci abbandona, il ballo tra poco ricomincia.
Marco e Juv, scesi dalla pilothouse, raggiunsero lo specchio
di poppa per controllare come agganci e protezioni
del DR avessero resistito alla dura prova. Tutto sembrava
in ordine, solo un tratto della balaustrata esterna era stato
divelto dalla forza di un'onda.
Sarah, trascorsi pochi minuti nella sua cabina, si era diretta
verso quella di Brailich. Non lo aveva visto apparire,
malgrado il momento di calma, era preoccupata e voleva
controllare come si sentisse. Bussando alla sua porta, temette
di essere investita dalla zaffata maleodorante che
impregna sempre un piccolo ambiente dove qualcuno ha
sofferto il mal di mare sino allo spasimo. Si prepar a turarsi
il naso e trattenne il fiato, quando entr.
Il professore, pallido come non mai, era sul letto, ancora
incinghiato, e se un odore aleggiava attorno a lui era d'acqua
di colonia, non di vomito. Aveva un libro in mano e
Sarah non poteva credere a quanto stava vedendo: quell'uomo
aveva passato il tempo in lettura, senza soffrire
delle reazioni incontrollabili che il leggere provoca anche
in vecchi lupi di mare. Sorreggendosi allo stipite della
porta a ogni sbandamento della nave, non riusc nemmeno
a chiedergli se andava tutto bene, perch Brailich la
precedette, indicando con un segno del capo il volume
che aveva in mano.
Un romanzo appassionante biascic con voce rauca.
Un giallo ambientato in Sicilia. Non l'ho finito perch ho
dovuto interrompere la lettura, ogni tanto. Alcuni dondoli
mi avevano un po' disturbato.
Dondoli? O gli aveva dato di volta il cervello oppure
aveva avuto effetto, seppure in ritardo, la cura shock del
pallone dentro il quale l'avevano rotolato gi da quella
collina, in Nuova Zelanda.
Sono contento che la gente sullo Sword se la stia cavando.
Gli occhi di Brailich brillavano. Ma sono ancor pi
contento che il mare abbia punito Kalimata e che il suo
prigioniero sia tornato libero nelle profondit dell'oceano.
Le sue guance s'imporporarono. Avrebbe forse voluto
aggiungere qualcosa, ma lo blocc un annuncio improvviso
trasmesso dagli altoparlanti.
Calma alla fine. Prendere posizione.
Brailich riapr il libro nel punto dove aveva lasciato il
dito.
Spero di leggere la conclusione prima che l'oceano s'innervosisca
di nuovo. Vada a mettersi al sicuro, Sarah.
Lei si aggrapp ai mancorrenti e torn nella pilothouse,
certa di non essere creduta se avesse raccontato della sua
visita al supposto moribondo.

Oltre V'occhio" - Ore buie del pomeriggio.
La momentanea luminosit, la tregua del vento e delle
onde, la relativa sensazione di calma erano svanite in pochi
minuti.
Sembra gi notte esclam Marco. Accanto a sir William,
osservava Mac intento a fissare le cinghie di sicurezza
e a riagganciare i tiranti che rinforzavano la tenuta delle
ventose.
Lui aveva gli occhi fissi sulla consolle degli strumenti.
Sull'anemometro i dati sul vento tornavano a crescere; nel
quadrante vicino, il barometro segnalava una rapida ricaduta
della pressione.
Al timone era tornato Punu, pallido come poteva esserlo
un maori. Stanchezza e tensione si erano accumulate,
ma le sue mani, riflett Juv mentre s'allacciava la cintura,
erano pi che mai forti.
Di nuovo cal la protezione ai vetri. Nella pilothouse
torn la penombra. Le prime onde impetuose gi superavano
la prua. Il labile spazio dell'"occhio" era rimasto alle
loro spalle.
Continueremo a cavalcare le onde con mare di poppa
comunic Walech. Ma sar necessario tagliarle aumentando
l'angolo di impatto. Oltre al beccheggio soffriremo
quindi un sensibile rollio.
Sensibile  un eufemismo. Sta per terribile comment
Marco scambiando uno sguardo preoccupato con Juv senza
farsi notare da Sarah. E non aveva esagerato, perch la
bomba meteorologica, continuando a provocare furiosi
scontri di nubi e masse d'aria, riprese a esplodere con violenza.
Pioggia e grumi di schiuma avevano ricominciato a
colpire da ogni direzione le sovrastrutture del veliero;
sembravano proiettili traccianti, quando attraversavano il
raggio di luce del proiettore sulla tuga.
Edward e Punu, uno accanto all'altro, s'alternavano
ogni pochi minuti nella sfibrante fatica alla ruota del timone.
Non era pi tempo di turni, ma di continuo, reciproco
aiuto.
Cresceva il dislivello da coprire, quando il veliero precipitava
di piatto nel vuoto tra le onde e sembrava che non fosse
pi in grado di risalire la muraglia d'acqua successiva.
Ci riusciva a fatica, ricadendo con contraccolpi tremendi.
Lo scafo gemeva: ma nel caos frastornante di cielo e
mare era impossibile udire quel lamento, n si sentivano
esclamazioni o grida di chi cominciava a temere il peggio.
Il momento drammatico si stava consumando in silenzio.
Raccolti nei loro alloggiamenti, i marinai sapevano di
non essere in grado di ripetere gli interventi d'emergenza
prima riusciti. Adesso nulla avrebbero potuto, con un mare
che si infrangeva sul ponte con la forza e la velocit di
una straripante cascata.
Walech, entrambe le mani sul quadro comando, stringeva
gli stick che regolavano la potenza dei due motori.
Continuava a portarli al massimo quando lo scafo risaliva
l'onda che lo sovrastava e l'investiva e a ridurli al minimo
quando precipitava in un vallo. Si rassicurava constatando
che timone ed eliche ancora mordevano bene,
ma cresceva in lui, di minuto in minuto, il timore delle
onde anomale. Sapeva che in simili condizioni meteo,
quel pericolo era incombente.
E infatti non tardarono, cominciando a investire il London
di traverso e all'improvviso. Non una, molte. In successione,
implacabili e imprevedibili.
L'ultima pareva sempre superiore a quella appena superata.
E quando il veliero raggiungeva la sommit di
un'altra montagna liquida e precipitava oltre la cresta, la
discesa non era pi in linea retta; se l'anomala giungeva
di lato, sembrava che la partita con l'uragano fosse persa,
tanto era difficile, se non impossibile, prevedere l'angolo
della sbandata laterale. Quell'onda ingannava i timonieri,
provocando inclinazioni tali da strappare un urlo a tutti.
Erano grida che nessuno udiva.
Come non si ud lo schianto del pennello di maestra, la
parte terminale del maggiore albero. Nell'ennesima caduta
tra due valanghe d'acqua, il contraccolpo irregolare
provocato da due movimenti contrastanti si ripercosse e
lass, in vetta all'albero. A diciotto metri d'altezza quel
movimento raddoppiato provoc uno schianto. E il lungo
pennello precipit sul ponte in un groviglio di cime.
L'inizio della fine. Sarah s'accorse che, per la prima
volta, non riusciva a restare fredda e lucida in una situazione
di pericolo; era capace di esserlo anche in momenti di
massima emergenza, situazioni delle quali era lei, per, ad
avere il controllo, responsabile di manovra, arbitro della
situazione; non passivo oggetto di una furia demenziale.
Come quella che di nuovo trascinava il London tra due
montagne d'acqua in una caduta che le sembr durare un'eternit
prima dell'ennesimo schianto nel vallo profondo.
Subito risuon il ruggito di un'onda alle spalle e di un'altra
di lato contro la murata. La potenza della massa liquida
trascinava il London di fianco, lo scafo sembrava ingavonarsi
malgrado lo sforzo congiunto di timone e motori.
A rendersi conto che questo poteva significare la fine
non furono gli strumenti della pilothouse; indifferenti a
quanto stava per travolgere tutto e tutti, continuavano a
lampeggiare nel loro gelido ritmo elettronico. Il segnale
del disastro venne invece da Trippy. Sino a quel momento
non s'era mossa dalle ginocchia del suo padrone, ma quest'inclinazione,
superiore a ogni altra sopportata fino a
quel momento, la spavent. Sarah la vide scomparire con
un balzo nel buio mentre il London s'inclinava sempre pi
sul fianco.
Accanto a Sarah, Marco si teneva, come lei e come tutti,
alle cinghie, stringendole con rabbia. Era immobile, sapeva
che era impossibile rendersi utile; e poich nulla poteva
fare, aveva chiesto a se stesso di non reagire, in rassegnata
ammissione d'impotenza.
Mentre il battello precipitava e lui ancora una volta si
preparava al peggio, d'improvviso si accorse che due delle
quattro ventose che trattenevano la poltrona di sir William
si stavano staccando dal teak del pavimento; e per l'inclinazione
crescente, lo stesso stava accadendo ai supporti di tenuta
laterale. In un attimo sganci la cintura e si gett a terra
accanto alla poltrona, afferrando le sbarre di sostegno.
Juv, sorpreso, aveva tentato di afferrargli un braccio per
trattenerlo, ma appena cap che cosa intendeva fare, si
gett a sua volta sul pavimento. Insieme tentarono di trattenere
la poltrona; non ci sarebbero riusciti se anche Mac non
si fosse subito buttato a terra a sua volta accanto a loro.
I tre, braccia e mani avvinghiate, cercavano di mantenere
la presa, e gridavano senza essere uditi, coperti dal fragore
della massa d'acqua che da poppa a prua si riversava
sul veliero.
La sorte di Sir William era appesa alla loro resistenza.
Quella di tutti era affidata alla resistenza del veliero, compromessa
dall'effetto devastante delle onde anomale.
Sembrava impossibile che Marco, Juv e Mac riuscissero
a resistere. N che ci potesse riuscire il Jack London.
Forse, avrebbe detto giorni dopo Punu, era stato proprio
per onorare tanta spasmodica, testarda resistenza,
che il dio del mare Tangaroa aveva deciso di graziare nave
e uomini.
Uno spiraglio di luce apparve. Poco dopo si apr uno squarcio
in un altro punto del cielo. Segni ancora indecifrabili, per
gli strumenti, ma non per Punu, che avrebbe poi confidato di
aver pensato all'aiuto di Tangaroa proprio nel momento in
cui s'era rassegnato, certo che la partita fosse perduta.
Non cal la violenza del vento, n il tumulto furioso
delle acque; ma sembrava non ripetersi l'assalto di altre
onde anomale.
Poi dal cielo venne un altro segnale preciso: le nubi e i
marosi stavano mutando rotta. Questo significava che forse
sarebbe cambiata anche la rotazione che muoveva la
spirale dell'uragano. E loro ne sarebbero usciti.
Il barometro dopo qualche minuto conferm la speranza.
Settecentotrentasei! Risale! url Edward. Lesse un altro
strumento. Vento da est, non sud-est. Ma non cala!
A quell'annuncio la reazione di Punu fu improvvisa.
Con voce selvaggia, tanto forte da vincere l'ululare del
vento grid: Fi!, e il suo non sembr un urlo di disperazione,
di maledizione, ma un insulto all'uragano perch
tardava a confermare il segno di speranza dato dallo
squarcio apertosi tra le nubi.
Ripet la parola magica, rivolgendola a Tangaroa perch
placasse la forza del mare e sconfiggesse quel demone
dell'oceano che stava per avere ragione di tutto e di tutti.

Long. 154 est, Lat. 14 sud - Calma piatta.
Un relitto perduto a migliaia di metri di fondo, da migliaia
d'anni. N la profondit n il tempo erano riusciti a
intaccare lo scudo che ricopriva quel piccolo sommergibile
perduto nel XXI secolo, una lega metallica che non si
corrompeva in misure di tempo calcolabili dall'uomo.
Se il legno di cedro di certe navi protofenice aveva resistito
in fondo al Mediterraneo per tremila anni, quanto
avrebbe potuto resistere il titanio del Nautilus? "Se fossimo
naufragati" ipotizz Marco "e il DR fosse finito nelle
voragini del Pacifico, in che condizioni lo troverebbe un
futuro mio collega archeologo? Cosa rinverrebbe, in fondo
al Pacifico, del nostro mezzo subacqueo? E del legno di
questo veliero?"
Sorrise a questi pensieri.
Sarah, che lo stava osservando, a quel segno liberatorio
reag con un profondo e altrettanto liberatorio sospiro.
S, l'inferno aveva chiuso i battenti.
L'equipaggio aveva lavorato alacremente per liberare
l'albero di maestra da quanto restava del pennoncino spezzato.
Le sartie rotte vennero sostituite, tesate e ingrisellate.
Il ponte era gi sgombro. In vetta all'albero, nel punto
dove occorreva issare una gassa per coprire la cicatrice
aperta nel legno, era salito il giovane arruolato da Punu.
La sua abilit nell'arrampicarsi sui tronchi dei cocotiers fu
preziosa, in quest'operazione.
Il Pacifico oggi  piatto e liscio come lo stagno di Cabras.
Ti ci debbo portare, quando torniamo in Italia promise Juv
a Sarah. Ti offrir una colazione nella trattoria della spiaggia
dove cucinano i cefali alla griglia, su un fuoco di canne.
Tutto il grasso gocciola via, rimane solo il sapore squisito
del...
A interromperlo fu la voce di Edward, che aveva organizzato
una distribuzione di panini (ovviamente al tonno)
in attesa che le due fanciulle si rimettessero del tutto e la
cucina tornasse a funzionare.
Al tramonto, la mappa nautica elettronica riverber il suo
chiarore e apparve il percorso che il comandante aveva tracciato:
la via del ritorno verso la Nuova Zelanda, dopo avere
rilevato la posizione del London interpellando il satellite.
Abbiamo galoppato oltre centodieci miglia fuori rotta.
Poteva andar peggio, considerata la forza dell'uragano.
Non lamentiamoci.
Marco avrebbe invece voluto lamentarsi; aveva sofferto
troppo, in quella pilothouse, nello stesso punto dov'era
adesso seduto e rilassato; aveva temuto di non farcela.
Tutti, sul London, s'erano visti sull'orlo della fine; di certo
Sarah, forse anche Punu, persino Juv e Leo Walech. Certamente
la gatta Trippy, ancora con il pelo arruffato.
Da questo punto al nostro porto d'arrivo continu il
comandante secondo il data-base del nostro computer
impiegheremo sedici giorni, forse uno di meno. I venti
che hanno tentato di distruggerci sono in debito con noi,
per farsi perdonare me li auguro favorevoli. A partire da
domani dovrebbero essere gagliardi e costanti. Il suo
sguardo, passato dalla mappa ai volti di chi gli era accanto,
si sofferm su Sarah, e come se non l'avesse ancora vista
la guard incuriosito. Curiosa quella T-shirt... un elefante
in equilibrio con una sola zampa su un'enorme palla
di gomma...  un'allusione?
S, m' sembrata adatta a sottolineare quanta soddisfazione
si provi sentendosi in equilibrio dopo tre giorni di
altalena infernale...
Gli eventi che avevano portato al successo della missione
furono motivo di analisi e classificazioni, nelle lunghe
sessioni di lavoro nelle quali, in quei giorni, si impegnarono
Marco, Brailich e Sarah. Avevano riordinato il materiale
raccolto, visionato pi volte le immagini dell'architeuthis, scartato quelle imprecise, selezionato le rimanenti.
Sar una bomba, la mia relazione. La terr a Berlino...
o forse a Londra. Gli occhi dello studioso scintillavano.
Caro amico, il nostro mecenate vorr che tu la tenga a
Auckland disse Marco sorridendo.
Sarebbe un errore: quel luogo  fuori dal mondo.
S, ma quella  la sua citt. Non dimenticarlo.
Intanto, per ordine categorico di sir William, nessuna
notizia sull'esito dell'impresa era stata anticipata dal Jack
London. Dagli impianti di Tehoa venivano trasmesse solo
comunicazioni di servizio, dopo i messaggi per rassicurare
le famiglie e Maddy. Tutti, a terra, avevano vissuto una
lunga paura per la sorte del veliero. L'uragano aveva causato
un angoscioso silenzio per oltre cinquanta ore, a causa
di un break nei contatti con i satelliti che aveva fatto infuriare
il comandante e provocato un'ironica riflessione in
Punu: Crediamo in una tecnologia giunta a livelli assoluti,
ma se a Tangaroa girano le palle le meraviglie dell'elettronica
fantascientifica servono poco....
Della battuta aveva approfittato Sarah per togliersi una
curiosit. Ripensando alla strana parola urlata da Punu
al culmine della tempesta, s'era chiesta cosa significasse.
Un insulto? Una bestemmia?
Fi significa "basta", nella nostra lingua. Se uno di noi
la usa, riesce quasi sempre a ottenere il silenzio, fa tacere
qualche volta persino la voce della moglie... persino quella
della tempesta.
Punu s'era sentito fi anche la settimana prima, quando
era salito al villaggio di Hatutu. Aveva notato con stupore
e disgusto i crani disseccati appesi alla capanna del
grasso vecchio che si presentava come capo della comunit;
un tipo losco che l'aveva allarmato sussurrandogli
alle orecchie: Qui abbiamo resuscitato la vecchia tradizione....
Ripensandoci, insospettito, Punu via radio
aveva chiamato dal veliero, sulla via del ritorno, un amico
d'infanzia, diventato ispettore centrale alla gendarmeria
di Tahiti. Gli aveva detto del personaggio ambiguo che viveva
in quel remoto punto della Polinesia, consigliandogli
di inviare due agenti, con le manette pronte, a dare
un'occhiata a quel villaggio, se l'uragano non l'aveva cancellato
dal mondo.
Non mi meraviglierebbe che quello sporco individuo
fosse da tempo nascosto a Hatutu per qualche debito con
la giustizia aveva aggiunto; raccontandogli poi del ragazzo
e di come l'aveva aiutato a fuggire da una pesante e
ambigua tutela.  con noi a bordo. Ti invier dati e foto
per munirlo d'un documento, cos lo potremo assumere.
Il giovane isolano se l'era cavata bene, durante l'uragano;
e aveva lavorato con coraggio e perizia dopo, salendo
in vetta al top-master. Sir William lo aveva visto, lass;
per questo era stato il primo estraneo a entrare
nell'appartamento dove, dal giorno dell'uragano, solo il comandante,
Mac ed Herminia erano stati ammessi.
Come armatore voglio conoscerlo aveva detto a Leo.
Quando l'aveva avuto di fronte gli aveva chiesto della
sua infanzia senza genitori, cos'aveva provato nella tempesta,
come trovava il mestiere di marinaio.
Domande banali, di routine comment poi, parlando
di quell'incontro con il comandante.
Oltre a parlarti del ragazzo il vecchio cosa ti ha detto?
gli chiese Sarah pi tardi.
Ha fissato una data e un luogo per la conferenza stampa
e l'annuncio del nostro successo? volle sapere Brailich.
No, sir William non ha accennato a conferenze o a comunicati
stampa. Mi ha parlato del giovane marinaio assunto
come mozzo, e da questo ha preso spunto per un inno
alla giovinezza e riflessioni sulla vecchiaia.
Ma com' possibile? Stiamo per rientrare con la notizia
pi sensazionale degli ultimi anni e lui filosofeggia?
Per l'ansia era riaffiorata la vecchia smania, e la tortura
dei capelli; senza elastici, per: li aveva consumati tutti.
S,  cos. Sembra sereno, anche se Mac mi ha fatto capire
che ha sofferto molto durante e dopo la tempesta.
Quella sofferenza gli si era stampata sul volto. Fu il primo
pensiero di Sarah quando a sua volta ricevette da sir
William l'invito a bere un t.
Herminia aveva depositato il vassoio con tazze, biscotti
e una fumante teiera davanti a loro, poi era scomparsa.
Oggi navighiamo sull'olio. Vede? Nemmeno una goccia
deborda dalle tazze.
Sembra incredibile che le stesse acque...
Gi, molto spesso pare impossibile quello che  stato possibile
poco prima. Superato il pericolo, ci autocensuriamo, i
nostri sensi cancellano e minimizzano il ricordo della paura.
Non era difficile capire che nemmeno quel giorno il
vecchio aveva intenzione di parlare della missione Hatutu
e dei suoi risultati. Cominci a dissertare sul sentirsi
giovani pur essendo vecchi, o vecchi da giovani.
A proposito, mentre noi danzavamo con le onde anomale,
Tehoa ha captato notizie dei giovani esagitati del catamarano.
Senza lasciarle il tempo di chiedere se fossero
buone o catastrofiche, continu: Poco prima che l'uragano
li raggiungesse, hanno fatto scalo a Papeete. Il tempo
di consegnare a un'ambulanza il loro malandato eroe nucleare
e hanno preso il largo. Con incoscienza, perch la
capitaneria aveva proibito la partenza anche di navi di
grosso tonnellaggio, in vista di quanto avanzava dal cielo
e dal mare.
E poi?
Poi non se ne  saputo pi nulla. Sono finiti nell'uragano,
pare che da loro sia giunto solo un FPBY. L'hanno captato
varie stazioni.
E nulla di pi? Sarah rimase pensierosa; un'emozione
pi profonda di quanto trapelasse dal suo viso l'aveva
colta all'improvviso. Anche sir William, nel rispondere,
non riusc a nascondere un accenno di tremore nella voce.
No. Dopo quella disperata richiesta d'aiuto non sono
giunti altri segnali... Sarah, le dispiace aggiungere un po'
d'acqua alla teiera? Un'altra tazza ci far solo bene.
Io non riesco ad accettare...
Mia cara dottoressa, anche se chiudiamo gli occhi e ci
tappiamo le orecchie, a certi eventi, a certi dolori non si
sfugge.
Navi o aerei hanno perlustrato il punto d'origine del
segnale FPBY? Hanno compiuto ricerche di eventuali naufraghi
o dei resti di un catamarano?
Come lei sa bene, un messaggio del genere obbliga chi
si trova nell'area a compiere ricerche, subito. A quanto risulta
dalle nostre registrazioni un aereo militare francese
 decollato da Mururoa e ha sorvolato a lungo la zona di
trasmissione dell'FPBY. Non ha trovato nulla.
Herminia riapparve per raccogliere tazze e vassoi.
Per fortuna i risultati raggiunti della missione sono del
tutto soddisfacenti. Sarah sentiva che a quel punto era
meglio cambiar discorso. Arnei e la sottoscritta, lavorando
in questi giorni con il professor Brailich abbiamo constatato...
Sir William alz una mano. Ne riparliamo domattina
se, come mi auguro, lei e Marco vorrete accettare l'invito a
un brunch. Intorno alle dieci potrebbe andar bene? Adesso
debbo chiedervi di lasciarmi,  il momento della delizia
e della tortura che mi infligge l'implacabile Mac.
Pisa? Le passo il professor Arnei... A lei, professore.
Allora, com' la stagione da quelle parti? chiese Simona.
Adesso l'oceano  sereno e azzurro come d'estate il
mare della Versilia... Non devi preoccuparti.
Lo so, e non sono per nulla preoccupata. Ho appena
parlato con Maddy e mi ha detto che navigate col vento in
poppa.
Maddy? Marco rest interdetto.
Io per voglio sapere qualcosa di pi sul tempo. Com'
ora agli antipodi? Debbo regolarmi.
Regolarsi?
Ehi, hai sentito quello che ti ho chiesto? Sar estate
soffocante a Auckland, fra una settimana, oppure da quelle
parti tira sempre vento fresco?
Scusa, ma cosa ti ha detto Maddy?
Praticamente tutto. Orari del volo, appuntamento all'aeroporto,
presumibile data del vostro attracco in banchina. Il
mio arrivo ovviamente deve precedere il tuo. Senn che sorpresa
sarebbe? Gi, non avrei dovuto dirtelo. Ma mi hai colto
in contropiede, e qui sono le cinque del mattino. E come
forse ricordi, questa  l'ora del mio sonno pi profondo.
L'indomani, ripensando alla telefonata prima di tornare
con Sarah da sir William, Marco ebbe un dubbio: della
sorpresa che l'attendeva a Auckland doveva fingere di
non sapere nulla, oppure...
Salve, professore, ha gradito l'invito che ho rivolto a
sua moglie? La poltrona di sir William si mosse veloce
verso di lui e il vecchio gli tese entrambe le mani. Ho
preferito non consultarla; lei avrebbe certamente fatto i
soliti complimenti, la scusa dei bambini e della scuola. Finendo
con il rifiutare ancora una volta la mia offerta di
ospitalit. Prevedendo un no, ho lasciato che sua moglie e
Maddy risolvessero da sole i problemi pratici. Ci sono riuscite
in un attimo, a quanto pare.
Il brunch fu principesco, e comparvero cibi e bevande
mai visti sino ad allora sul Jack London. La nostra odissea
sta per concludersi e la saggia Herminia non ha pi motivo
di lesinare sulle prelibatezze osserv il vecchio.
Sulla fine del viaggio e sul conseguente annuncio dei risultati
ottenuti Marco sapeva di non poter ulteriormente
tardare a porre domande precise. L'attesa, clamorosa notizia
dell'incontro con l'architeuthis sarebbe stata data sulla
banchina del porto? Oppure l'efficiente ufficio stampa della
GTCC stava organizzando una conferenza con giornalisti
e TV da tutto il mondo? Su questi interrogativi Brailich aveva
continuato a torturare lui e Sarah per l'intera serata. A
voi vi invita, a me no! aveva piagnucolato. Evidentemente
siete i suoi beniamini. Stando cos le cose, assumetevi voi
il compito di chiedergli qual  il programma. Io debbo preparare
il mio discorso, decidere quali immagini mostrare e
quali tenere in serbo per la mia pubblicazione.
Mentre Marco si chiedeva come ripetere a sir William
quegli interrogativi e sorbiva lentamente un caff all'italiana
come desiderava da due mesi, l'armatore lo sorprese
con un'improvvisa domanda. Improvvisa e tale da lasciarlo
interdetto, anche se ormai era abituato alle divagazioni
repentine dell'ospite.
Arnei, lei certamente ricorda il mito di Aurora cantato
da Omero.
Uno sguardo a Sarah, un attimo d'incertezza. Solo vagamente...
Una vicenda d'amore, mi pare.
S, l'amore di quella donna immortale con Titone.
Il bellissimo Titone.
Tanto affascinante da suggerire alla ninfa perdutamente
innamorata di chiedere agli di il dono di una vita
altrettanto immortale per il suo uomo. Ottenne la grazia,
ma dimentic di chiedere anche il dono dell'eterna giovinezza.
"Quando le prime ciocche Bianche scesero gi dal
bel capo e dal nobile mento, dal suo letto si astenne l'Aurora
veneranda... "
Congratulazioni, ricorda quei versi alla lettera?
Ci provo, confidando nel fatto che se commetto qualche
errore, voi non ve ne accorgerete e Omero mi perdoner...
A occhi chiusi continu: L'immortale, sempre giovane Aurora,
tenendo il marito nelle sue stanze, lo nutriva di cibo
terreno e d'ambrosia. E gli donava belle vesti. Ma quando
con tutto il peso grav su Titone l'odiosa vecchiaia e non
riusciva pi a muovere le membra, alla ninfa questa sembr
la decisione migliore: lo releg nell'interno della casa e
serr su di lui le porte risplendenti.
I due ospiti erano in imbarazzo. Non riuscivano a capire
il perch di quella malinconica citazione.
A Sarah, nel silenzio che segu, venne in mente un commento
cinico: "Non poteva far diversamente, la poveretta...",
ma si trattenne e sussurr: Noi donne riusciamo a
essere crudeli, a volte.
Sir William non aveva finito di sorprenderli. Voi ricorderete
che nel terzo libro dei suoi viaggi, Gulliver si trova
nel mondo degli Struldburg, i giganti.
Come noi con gli architeuthis? chiese Sarah, supponendo
fosse quello il motivo della divagazione.
No, non era quello il motivo.
Sir William citava Jonathan Swift inseguendo altri pensieri;
anche degli Struldburg gli interessava la natura di
immortali.
Non conoscevano la paura della morte, potevano dedicarsi
senza limiti di tempo a considerazioni filosofiche,
alla ricerca del vero, o semplicemente ai piaceri della vita.
Avrebbero dovuto essere felici, invece non era cos... gli
Struldburg, compiuti gli ottant'anni, erano soggetti alle
infermit e alle sofferenze dei vecchi, aggravate dalla consapevolezza
che esse non sarebbero mai finite.
Dove voleva condurre il lungo monologo? Sir William
aveva di certo un obiettivo preciso.
Con la vecchiaia, gli Struldburg diventano testardi, fastidiosi,
incapaci di amicizia, sordi a ogni affetto... Chi,
fra di loro, perde completamente la memoria  fortunato.
Gli altri, senza denti e capelli, non distinguono il sapore
dei cibi, e quando parlano non trovano le parole. E poich
tutti i loro coetanei sono nelle stesse condizioni, rimangono
senza amici e vivono la disperante afflizione di essere
stranieri nel loro paese.
Al tono amaro di quelle parole, Sarah allung la mano
su quella dell'ospite, poggiata al bracciolo della poltrona.
Lei  la dimostrazione del contrario, caro amico.
Basterebbe pensare a Leonardo e a... aggiunse Marco,
ma venne subito interrotto.
Per carit, professore. Non mi propini una dotta disquisizione
sui casi che dimostrano il contrario di quanto
il sottoscritto sperimenta in prima persona... Anche se sono
d'accordo con chi sostiene che la giovinezza non sia solo
un fisico periodo della vita, ma un atteggiamento mentale.
Noi umani invecchiamo perch abbiamo vissuto un
certo numero di anni, a volte troppi, ma anche per un'altra
ragione, peggiore: se rinunciamo ai nostri ideali. Io
non riuscir a vincere la morte che mi tiene compagnia
giorno e notte. Ha appena tentato di agguantarmi e ci sarebbe
riuscita, se lui non avesse trattenuto la mia poltrona
rischiando di rompersi l'osso del collo.
Sarah sorrise. Se  per questo, la nera signora l'aveva
gi accompagnata quando  sceso con noi in immersione.
Travestita da giant squibb ha tentato di obbligarci, tutti e
tre, a tenerle compagnia in fondo al mare.
Il ricordo dell'architeuthis sembr finalmente offrire la
giusta occasione per entrare in argomento. Invece il padrone
di casa volse le spalle agli ospiti e s'avvicin allo
scaffale. Allung il braccio e ne estrasse un volume rilegato
in pelle.
Mac ed Herminia hanno lavorato tre giorni per rimettere
tutto a posto. Potete immaginare in che stato era quest'appartamento
dopo la tempesta... S'avvicin e mostr
il libro ai due ospiti. Non  una pregevole edizione antica.
Ma amo questo volume perch, nel leggerlo, ho trovato
una soluzione.
Soluzione a cosa?
Vedete,  un romanzo di William Faulkner. Un'edizione
economica, nulla di raro. Sfogli le pagine e tacque,
mentre ne cercava una in particolare. Del momentaneo silenzio
pens di approfittare Marco per affrontare l'argomento
sino ad allora nemmeno sfiorato.
Mi scusi, sir William, se porto la conversazione a
quanto vorremmo sapere. Il professor Brailich si aggira
per la nave come una fiera in gabbia, con le bozze della relazione
da leggere alla stampa. Ma prima vorrebbe...
Certo, il professore ha ragione. Dir a Mac di pregarlo
di essere qui all'ora del t.  giusto che anche lui apprezzi,
dopo di voi, una tazza o due del mio Han Wang profumato
e corroborante... ah, ecco qui! Aveva trovato la pagina
che cercava. Lesse con attenzione, richiuse il libro e aggiunse:
Domani, quando ci rivedremo, vorrei leggervi
un rigo, solo un rigo di questo romanzo.
L'appuntamento di Brailich con l'armatore fu poco dopo
confermato da Mac, che si rivolse poi a Sarah e Marco,
allargando le braccia. Sir William vorrebbe incontrarlo a
quattr'occhi. Mi incarica di scusarlo se non invita anche
voi. Vi attende domani nel pomeriggio.
Juv scosse la testa, fissando il mare. Vuol vedere Brailich
a quattr'occhi? Allora ci sono novit in vista. Teniamoci
pronti ad allacciare di nuovo le cinture di sicurezza.
Punu, sorpreso, segu lo sguardo di Juv, poi gett
un'occhiata al barometro e al meteofax che aveva in mano.
L'aveva consultato poco prima, senza trarne cattivi
auspici. Forse il vecchio marinaio sardo ne sapeva gi pi
di lui, sulle sorprese che poteva riservare il Sud Pacifico?
Ma cielo e mare continuarono a mantenersi sereni e il
vento consent di mantenere un'ottima media.
Questa sera, a bordo, si potrebbe giocare a bigliardo
osserv Edward all'ora di cena. Ai tavoli erano presenti
tutti; solo Brailich risult assente. S'era chiuso in cabina
dopo il lungo colloquio con sir William, e a Hinanelle-la-
belle che aveva bussato per annunciargli la cena aveva risposto
di non seccarlo. A quanto sembrava gli era tornato
il mal di mare.

Doppiando Cape Reinga - Un giorno dal rientro.
I primi minuti dell'incontro di Marco e Sarah con sir
William furono formali e imbarazzanti. Sul tavolo della
suite n teiere fumanti n vassoi di biscotti come la volta
precedente, ma solo alcuni fogli di carta. Mac, di norma
discretamente vicino al suo paziente, anche oggi sembrava
svanito nel nulla.
Impenetrabile, l'espressione del vecchio. Il sorriso con
cui accoglieva i suoi ospiti anche nei momenti difficili non
era scomparso, ma sembrava diverso. Negli occhi aveva
una luce insolita.
Quanto bastava a Marco e a Sarah per capire che non
sarebbe stata una riunione per mettere a punto dettagli
organizzativi, per concordare un programma in vista dell'incontro
con stampa e tv e annunciare il successo della
missione Hatutu. Sir William aveva qualcosa di diverso in
mente. Di molto diverso.
Dal tavolo prese il foglio di carta pi vicino e lesse alcuni
appunti frettolosamente annotati a penna.
Sua moglie, professor Arnei, atterra a Auckland oggi
alle due; verr accompagnata in albergo e avr un giorno
intero per assorbire il jet-lag. Potr abbracciarla, fresca e riposata,
domani pomeriggio quando entreremo nel Kaipara
Harbour e ormeggeremo nel porto privato di Helensville.
Non a Auckland? Marco era sorpreso, Sarah non meno
di lui.
Sir William scosse il capo per liquidare la domanda.
Preferisco uno scalo secondario. Voglio evitare folla e
giornalisti.
Non lasci il tempo a Marco di aprire bocca.
Se lei e la signora Simona lo gradite, Maddy vi ha preparato
un tour nelle terre meridionali della Nuova Zelanda,
che sono splendide. Vorrei che voi due e anche lei, dottoressa
Morasky, ammiraste la parte meno nota ma pi fascinosa
del mio paese, prima di lasciarlo. In caso contrario, se desiderate
tornare subito in Italia, il nostro Learjet vi porter a
Sydney, dove troverete gi riservati i posti su un volo diretto
per Roma. Sorrise. Tutto quanto era previsto dal contratto
 gi stato regolato. L'esito delle operazioni, per vostro
merito,  stato pi che positivo: mi attendevo di vivere
una grande avventura, e cos  stato, ma non ero sicuro di riportare
a casa anche risultati tanto importanti. Invece non
solo li abbiamo ottenuti, ma pure in gran numero... tali da
fornire materia di studio per anni a molte universit.
Allung il braccio al tavolo e con un dito fece scivolare
due fogli verso Marco e Sarah.
Ho pensato di aggiungere, a quanto concordato a suo
tempo, quello che nel mondo industriale definiamo un
premio di produzione. Insomma, una somma complementare
di un certo peso.
Sir William, mi ascolti disse Sarah, constatando il silenzio
di Marco, evidentemente perplesso e alla ricerca
delle parole giuste. Lei ci ha assunto offrendoci una cifra
che abbiamo ritenuto largamente adeguata. Se il mio caro
collega ritrover l'uso della parola, credo che esprimer
con un grazie un punto di vista eguale al mio: lei non ci
deve nessun premio di produzione.
Esattamente. Anch'io non credo...
Professor Arnei, interrompo la sua risposta. Non m'aspettavo
una reazione diversa da quella della sua collega.
N voi, conoscendomi, potete immaginare che io cambi
idea.
Questa volta s, sir William. Non intendiamo darle
ascolto. Sarah e io cercheremo di essere pi decisi di lei.
E non ci riuscirete, cari amici. Perch la mia non  generosit,
e mi spiego. Innanzitutto perch sono un uomo
cresciuto nel mondo dell'industria, dove vale solo il conto
profitti e perdite...
Lei non sembra condizionato solo da questo.
S, invece. Non reggerei un impegno come la GTCC, se
fossi diverso... Tacque un momento, forse cercando le
giuste parole per proseguire. Il contratto aggiuntivo che
vi chiedo di firmare non  un atto di generosit, ma un do
ut des, come ci insegnarono i vostri padri latini.
Un dare per avere? Marco avrebbe voluto chiedere in
che senso, ma la sua attenzione fu sviata dalla mano di sir
William che si pos su quanto sino a quel momento non
aveva notato: sul tavolo era poggiato il volume tratto dallo
scaffale il giorno prima.
Questo  il libro dove ho trovato un pensiero che mi
ha suggerito come concludere questa missione.
Concludere... in che senso? Marco si sentiva ormai
totalmente confuso.
Nel senso che mi aiuta a superare la paura della morte.
O meglio, mi suggerisce come affrontarla con serenit.
Paura della morte? Mi sembra che lei non ne abbia
mostrata nemmeno l'ombra, nelle settimane passate insieme.
L'attacco dell'architeuthis, l'uragano...
Dottoressa Morasky, lei  certa di aver gettato in queste
settimane uno sguardo non solo nell'abisso di Hatutu,
ma anche in fondo al mio animo? Non vorrei sembrarvi
melodrammatico proprio ora, alla fine del nostro lungo
viaggio. Ma vi ricordo un dettaglio: io da sessantadue anni,
dal giorno dell'incidente che mi ha bloccato, vivo nella
paura della morte.
Le dita di sir William ripresero a sfogliare il libro e Sarah
s'accorse di non aver mai notato quanto fossero affusolate,
eleganti. Quasi diafane.
Ecco, questo  il punto che mi ha colpito. Legga a voce
alta, Marco.
Gli aveva messo la pagina aperta davanti agli occhi e
mentre seguiva il dito che gli indicava un rigo sottolineato,
Marco osservava tra s che l'ospite era tornato a chiamarli
per nome: "Stamane ci aveva gelato salutandoci con
un distaccato Morasky e un anonimo Arnei".
Il dito continuava a indicare il rigo sottolineato, e Marco
lo lesse: "Si muore solo quando si  dimenticati". Ripet
poi la frase, a voce alta, fissando interrogativamente
sir William.
Da quelle parole, e non solo dal mio amore per il mare
fu la risposta  nata l'idea iniziale di affrontare spese
e rischi per risolvere uno dei maggiori misteri degli abissi
oceanici. Il proposito di aiutare la scienza a far luce sull'architeuthis.
Mi scusi, ma non vedo il nesso con Faulkner.
La voce di sir William si abbass di tono: Vi sar chiaro
fra un istante. Cambi posizione sulla poltrona e riusc
ad alzarsi come nel lontano giorno in cui li aveva accolti
e a Marco e a Sarah era parso un gigante.
Debbo ufficialmente chiedervi un impegno. Domandarvi
di non rivelare in nessuna forma e con nessuno il risultato
ottenuto dalla nostra missione. La versione ufficiale
della missione Hatutu sar laconica, comunicher
che abbiamo compiuto una splendida ricerca, un'impresa
di estremo interesse scientifico dalla quale verranno preziosi
frutti. Nulla pi di questo.
Tornato alla sua consueta posizione sulla poltrona, allung
sul tavolo i due fogli e offr a Marco e a Sarah, rimasti
allibiti, la sua Montblanc.
Vi prego, se siete d'accordo, di firmare e di accettare
quanto vi offro con questo contratto aggiuntivo.
Uno sguardo tra i suoi due ospiti era stato eloquente,
sir William aveva imparato a interpretarlo.
Capisco il vostro sconcerto... e so bene di chiedervi un
sacrificio. D'altra parte non ho alcuna intenzione di obbligarvi
a firmare, n lo potrei, dal punto di vista legale. Tengo
ad aggiungere, a proposito di quanto detto, che il compenso
aggiunto a quello pattuito non  una forma di...
Sarah l'interruppe bruscamente: A me, invece, sembra
proprio una sorta di compensazione alla sua domanda di
silenzio.
No, Sarah. Quanto vi ho detto che intendo aggiungere
al contratto che ci lega e che voi avete splendidamente
onorato  gi stato versato oggi. Qualunque sia la vostra
risposta alla mia richiesta.
Mi consenta una domanda, Sir William. Marco mosse
alcuni passi attorno al tavolo e si ferm davanti all'uomo,
gli occhi alla stessa altezza dei suoi.
Non mi interessa il prezzo del silenzio. Ma il perch.
Lei ha in mano la risposta.
Marco, senza rendersene conto, stringeva ancora il romanzo
di Faulkner, un dito nella pagina poco prima scelta
da sir William.
Me lo ridia e abbia la pazienza di ascoltarmi mentre rileggo
quella riga. Non si mise gli occhiali e recit a voce
alta: "Si muore solo quando si  dimenticati". Aggiungendo
subito: Queste parole mi aiutano a superare il timore,
o meglio l'angoscia, di scomparire per sempre, di
essere dimenticato. Quando morir i miei legali renderanno
di pubblico dominio il risultato scientifico della missione
Hatutu. Quello che io ho visto, che voi avete fotografato,
filmato e analizzato con il professore nei giorni
scorsi. A quell'annuncio, per qualche giorno, torner tra i
vivi, William Faber Niau sar ripetutamente citato e da
quel momento ricordato come colui al quale si deve la
missione che ha svelato l'ultimo mistero del mare. Cos la
morte non mi avr cancellato.
Il tempo sembr rimanere sospeso. Poi fu Marco a
muoversi, torn al tavolo, prese la stilografica, avvicin a
s il foglio dove poche righe riassumevano l'impegno.
Firm, quindi pass la Montblanc a Sarah. Sapeva, senza
bisogno del consueto sguardo d'intesa, che anche lei era
convinta, adesso.
Foglio e penna tornarono a sir William. A spezzare il
lungo silenzio fu un interrogativo posto da Sarah.
E Brailich? Come lei sa, il nostro consulente scientifico
 da dieci giorni in fibrillazione crescente, e si prepara all'incontro
con stampa e TV...
Iersera ha accettato di firmare una identica lettera di
impegno. Anche lui, come voi, non parler dei nostri risultati.
Sar furioso.
Invece  molto soddisfatto della sorpresa che gli ho preparato:
avr la direzione di un organismo nuovo, il Centro
di ricerca sui calamari giganti che avr sede in Nuova Zelanda.
La fondazione culturale della GTCC ha depositato ieri
sera, dopo il mio colloquio con lui, l'atto costitutivo. Il direttore
Wolfgang Flald Brailich potr cos approfondire i
suoi studi e avr un ottimo stipendio pur mantenendo il
suo incarico alla Freie Universitt di Berlino.
Non  poco.
E non  tutto: il giorno in cui il mio destino si compir,
sar lui a rivelare i risultati della nostra missione, rendendo
di pubblico dominio foto, film, registrazioni e analisi
che documentano il primo incontro dell'uomo con l'architeuthis.
La stilografica torn nel taschino di sir William, il foglio
firmato fu riposto in una cartellina di plastica accanto al
romanzo di Faulkner. Poi Sarah gli parl in tono quasi
complice.
Il suo progetto di sopravvivenza, se posso chiamarlo
cos,  astuto e romantico allo stesso tempo. Sono felice di
sapere che le infonde una meritata serenit d'animo... tuttavia
immagino che lei intuisca che nel progetto si nasconde
un pericolo che potrebbe renderlo vano.
Quale?
Se un'altra spedizione o missione scientifica, o anche
solo televisiva, giornalistica, raggiungesse lo stesso risultato
incontrando, fotografando e filmando un architeuthis
rex? L'annuncio del nostro successo finirebbe fuori tempo
massimo, perderebbe interesse e...
Non temo quest'ipotesi. Innanzitutto non credo che
sia facile a un altro professore folle come Brailich trovare
uno sponsor ancor pi folle come il sottoscritto, pronto a
dilapidare milioni di dollari per dare la caccia
all'architeuthis. Altrettanto impossibile che una cifra simile la tiri
fuori una rete televisiva, anche se potente. N un produttore
cinematografico, per quanto coraggioso, perch un
film sull'argomento non coprirebbe una spesa tanto elevata.
Quanto a universit o centri di ricerca, sappiamo che
dispongono di fondi consistenti, ma hanno sempre priorit
per gli studi nel campo della medicina, della fisica,
delle ricerche spaziali.
La poltrona si mosse di nuovo.
Marco, accetti come mio ricordo la copia del romanzo
di Faulkner. Le far compagnia mentre sua moglie dormir,
nel volo di ritorno in Italia.
Quando le righe che ha sottolineato mi torneranno
sotto gli occhi, c' il caso che mi commuova disse Marco
sottovoce.

Un anno dopo - Da Auckland a Pisa, un'e-mail.
Sul computer di Marco Arnei lampeggi un segnale
proveniente dal Decapod's Institute, Auckland.
Caro Arnei (e cara Sarah, se sar possibile farle leggere
questa mia, io non ho la sua e-mail), qui tutto bene. Sto finendo
di scrivere il libro dedicato alla nostra impresa. Con
qualche difficolt, per, perch tutti i documenti sono ancora
sottochiave (il vecchio  sempre in perfetta forma).
Con lui, questa  la novit, abbiamo deciso di rendere
pi popolare l'attivit del Decapod's Institute. E cos, oltre
ai corsi di specializzazione per gli esperti, in tempi brevi
apriremo le porte alla divulgazione, augurandoci di coinvolgere
anche i meno esperti.
Per una platea popolare si sta allestendo, in una vasta
area di propriet della GTCC, un parco marino dedicato ai
calamari, un'area fantascientifica la cui inaugurazione 
prevista fra sei mesi. Vi scrivo perch siete entrambi invitati
alla cerimonia (richiesto abito scuro, quindi proibite le
T-shirt di Sarah). Al piacere di rivederci sommerete la sorpresa
di incontrare Peter Kalimata, al quale ho affidato
l'incarico di organizzare il suddetto parco. Ora vive ad
Auckland e siamo diventati buoni amici (non pensate a
quello che non dovete pensare), anche perch ha rinunciato
al progetto di catturare ed esporre un architeuthis vivo.
S'accontenter di un esemplare in vetroresina a grandezza
naturale.
Sono certo che anche sir William, che vedo molto raramente,
si rallegrer all'idea di incontrarvi da queste parti.
Datemi notizie e salutatemi Juv.
Il vostro vecchio amico Wolfgang Hald Brailich

India, Bombay, Imperial Building - Tempo dopo.
Nell'ufficio dell'ingegner Arunda Gaurih, la voce della
segretaria gracchi dal citofono.
Ingegnere, memsahib Ravah sta venendo nel suo studio.
Ma ho due clienti, e...
La sua corpulenta, ansimante consorte non gli lasci
concludere la frase. Spalanc la porta con la violenza di
un ariete e super le poltrone dalle quali s'alzarono due
impettiti e stupiti cinesi.
Finalmente... finalmente! ansim agitando le corte
braccia cariche d'oro e d'argento. Poi fu soffocata da un
singhiozzo. Piangeva e rideva, mentre il marito si rivolgeva
imbarazzato ai due potenziali clienti.
Vogliate scusarmi, signori borbott con il disappunto
del manager che sente di aver offerto una cattiva immagine
di s. Un inchino e gli ospiti erano gi oltre la porta che
l'attonita segretaria, apparsa per un istante, s'affrett a richiudere.
Accasciata su una delle poltrone rimaste vuote la memsahib
continuava a ridere e singhiozzare: Mi ha chiamato...
Asha ha telefonato.
Il marito allarg le braccia, alzando gli occhi al cielo.
Ero certo che prima o poi, si sarebbe fatta viva... appena
a corto di soldi...
Ha telefonato, finalmente!
Quanto ti ha chiesto?
Ravah ebbe uno scatto furioso, forse il primo della sua
vita, e pass dalle lacrime a uno sguardo sprezzante.
Sei tu a pensare sempre e solo ai soldi, non lei... Prese
fiato. Mi ha chiamato dal radiotelefono di bordo d'uno
yacht australiano che ha gettato l'ancora davanti all'isola...
Quale isola?
Non so, forse non me l'ha detto... o l'ho dimenticato.
 un posto dove i tuoi soldi, anzi i miei soldi non servono.
S' inserita in un villaggio di pescatori e vive da due anni
in un vero paradiso.
Se Asha avesse potuto udire quanto la madre riferiva al
padre, il particolare relativo agli anni di felicit le sarebbe
sembrato inesatto. Non era stato sempre cos.
Con i compagni del Vengeance aveva vissuto giorni spaventosi.
Erano sopravvissuti all'uragano, ma su un'imbarcazione
ridotta a relitto a malapena galleggiante, senza
alberi, motori in avaria, fame e sete ai limiti estremi di resistenza.
Un mattino, all'orizzonte era apparso un anello di sabbie
candide che racchiudeva la macchia di un bosco fitto. Alcune
canoe erano state messe in mare e loro erano stati aiutati a
prendere terra, dissetati e sfamati. Non erano trascorsi molti
giorni e gi i pi violenti dei suoi compagni, riprese le forze,
erano tornati al loro atteggiamento prepotente e utopistico,
con l'alibi di riorganizzare la vita della comunit per stabilire
"un ordine migliore". Tentavano di togliere ogni autorit
al vecchio patriarca e ai suoi consiglieri, e intanto infastidivano
le ragazze pi giovani, suscitando rancori e risse. Poi si
erano messi a litigare tra loro sino a ferirsi.
A quel punto gli isolani ne avevano avuto abbastanza.
S'erano presentati in gruppo esibendo arpioni, fiocine e
sorrisi sulle labbra; con l'aria di offrire un aiuto avevano
annunciato di voler riparare la grande barca degli stranieri,
che non erano pi ospiti graditi.
Da esperti marinai, avevano rimesso in sesto il catamarano
munendolo d'un albero di fortuna, e ricucendo tre
avanzi di vele ne avevano messo insieme una, sufficientemente
grande.
Dopo aver provveduto a fornire provviste e aver riempito
il serbatoio dell'acqua, senza perdere altro tempo
avevano espulso chi era stato accolto come un fratello ma
aveva ricambiato la generosit disturbando una pace secolare.
Fortunatamente per Asha, per Mititi e per altri due
compagni, gli isolani non se l'erano presa con tutti. Avevano
capito che in quel gruppo arrogante e litigioso qualcuno
era di pasta diversa. E lo avevano accettato tra loro.
Con i tre amici, vive sull'isola l'esistenza per la quale
aveva lasciato la nostra casa e la nostra citt continu la
donna senza abbassare lo sguardo di sfida. Non sa quando
potr darmi altre notizie, dipende dal caso. Se uno yacht
in crociera o un peschereccio getter l'ancora davanti a
quell'isola e le consentir di chiamarmi via radio, lo far.
Non debbo angosciarmi per lei, ha detto, ma rallegrarmi:
 riuscita a trovare un luogo dove uomini e natura vivono
in armonia.
Mi auguro che sia vero. Il marito aveva ascoltato con
aria annoiata. Al mondo esiste un posto simile? Ne dubito!
Io invece ci credo. E vorrei essere con lei, dimenticare
orrendi grattacieli, maleodoranti e isteriche metropoli...
Ebbe un attimo di incertezza. Riuscirei a essere felice anch'io...
forse.
Casa Arnei, Pisa - Vigilia del Natale successivo.
Si disfacevano pacchi e pacchettini sotto un albero scintillante
di luci e colori. Simona e i figli lo avevano fantasiosamente
decorato, aiutati da Marco, al quale la moglie
aveva strappato un primo capello bianco.
Lo mettiamo sull'albero tra la neve artificiale?
Ci aveva pensato lui, tra gli applausi dell'intera famiglia.
Juv, da Carloforte, aveva inviato a mezzo corriere espresso
una scatola di bottarga; dono gi consumato condendo
gli spaghetti per la cena della Vigilia.
Sarah aveva telefonato da Tel Aviv. Auguri a tutti e qualcosa
di pi per Marco. Ho concluso le prime fasi di studio
per il nostro progetto. Ti riferir a voce venendo in Italia.
Tu hai portato avanti le ricerche storiche? S? Debbo crederci?
Da parte mia posso gi dirti che potremo organizzarci
da soli, se non hai intaccato l'assegno-premio neozelandese.
Il mio, dopo un anno,  ancora intatto... e il tuo?
Quasi.
Cercheremo di far bastare quel fondo per il progetto
Dalhack. Dobbiamo gestire da soli la spedizione.
Non sar una missione, ma un'avventura, forse pi rischiosa
d'ogni altra.
Non farti sentire da Simona. Potrebbe convincerti ad
accettare la cattedra.
Per carit. All'incarico di docente preferisco un'altra
sfida all'abisso.

Primi giorni dell'anno nuovo - Tra varie notizie d'agenzia.
(ASS. PRESS) NEW YORK
NUOVI PROGRESSI NEL CAMPO DELLA GLOBALIZZAZIONE
A.P. REPORTS: "VOCI DA WALL STREET E DALLE PRINCIPALI BORSE
ASIATICHE CONFERMANO INDISCREZIONI TRAPELATE CIRCA UN
ULTERIORE EPISODIO DI FUSIONE TRA GIGANTI. SECONDO ATTENDIBILI
VOCI, NEL MONDO ECONOMICO SI PARLA DELL'ALLEANZA
TRA LA GTCC DI AUCKLAND E LA UTPI DI LOS ANGELES. AGENZIE
SPECIALIZZATE ANTICIPANO UNA PROSSIMA CONFERENZA STAMPA
DEI DUE CTO. CIFRE ALLA MANO, SI TRATTEREBBE DELLA NASCITA,
NEL CAMPO DEI CIBI IN SCATOLA, DI UN GIGANTE ECONOMICO
MULTINAZIONALE IN GRADO DI ANNULLARE QUALSIASI CONCORRENZA.
SE CONFERMATA, LA NOTIZIA COSTITUIREBBE UN ALTRO
PASSO AVANTI VERSO LA TRIONFANTE GLOBALIZZAZIONE DEL SISTEMA
ECONOMICO NEL MONDO OCCIDENTALE".
...
.
...
FINE.
...
.
...
RINGRAZIAMENTI.
.
L'autore non pu non essere grato, innanzitutto e come sempre, a
Anna Azan, per il suo appassionato dedicarsi a questo romanzo,
restandomi vicina dal primo all'ultimo giorno di lavoro e dalla prima
all'ultima pagina.
Sono grato poi a Enzo Russo per la competente e preziosa collaborazione
finale.
Ai fedeli lettori del testo in elaborazione, ancora una volta debbo
riconoscenza a Sandra Fagiuoli Crespi, a Marino Maranzana, a
Flondar Brunelli, precisi e sinceri "lettori cavie" di tutti i miei testi
d'avventura, sopra e sotto i mari del mondo.
Sono poi riconoscente a Monica Tenti per le ricerche iniziali su Internet;
a Paolo Venanzangeli per la consulenza e la terminologia
nautica; al professor Federico De Strobel per gli aggiornamenti sui
mezzi di ricerca e comunicazione in alta profondit; all'esperto gerontologo
professor Giuseppe Abate e al professor Giuseppe Notarbartolo
di Sciara, per le preziose informazioni sul mondo dei cetacei
e in particolare per quanto mi ha spiegato sulla vita dei capodogli.
Al mio Yavanos, un grazie diverso ma egualmente profondo per
aver affrontato e superato una furiosa tempesta, con mare di poppa,
riuscendo bravamente a farmi tornare in porto; e offrirmi cos
l'occasione di attingere a un'esperienza vissuta nello scrivere alcune
pagine di questo libro.
Aggiungo che i personaggi del romanzo sono ovviamente frutto
della mia fantasia; non nascondo per che nella figura del tycoon di
Los Angeles potrei essermi lasciato influenzare dal ricordo d'un arrogante
produttore d'un mio film; e confesso che nel descrivere il
professor Brailich ho ricordato uno dei pi famosi nomi in campo
della biologia marina, che mi fu prezioso (fastidioso) consulente
durante una lunga serie televisiva.
...
.
...
FINE.